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Linee guida e la stazione di castellammare
L'ingresso della stazione di Castellammare che secondo le associazioni c'è la volontà di chiuderla
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Chiesta la revoca delle Linee guida per il Piano Urbanistico Comunale

Con un documento inviato all’amministrazione comunale alcune associazioni chiedono la revoca della delibera che ha approvato le Linee guida

Chiesta la revoca delle Linee guida per il Piano Urbanistico Comunale

Castellamare di Stabia – Alcune associazioni del territorio chiedono l’immediata revoca delle linee guida per la redazione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), approvate dalla Giunta Comunale il 16 gennaio scorso ritenendo, “questo strumento di indirizzo, complessivamente inadeguato a guidare la redazione di un Piano per lo sviluppo della città, valido almeno per il prossimo decennio, moderno e razionale, tale da permettere il recupero e la valorizzazione delle immense risorse di un territorio già troppo abusato”.

Una richiesta messa in atto attraverso un articolato documento, sottoscritto appunto dalle associazioni, e inviato al sindaco di Castellammare, al vice sindaco e assessore all’urbanistica e al dirigente del settore urbanistica.

In premessa, si legge nel dossier, che non sono state rispettate leggi e regolamenti regionali che impongono la preventiva partecipazione dei gruppi di associazioni e cittadini; che dette Linee guida sono in contrasto con il Documento d’Orientamento Strategico (DOS) che l’amministrazione ha approvato, e sono in contrasto anche con quanto prevedono altri documenti quali il Piano Territoriale di Coordinamento della Città Metropolitana (PTCP) e quello del Grande Progetto Pompei (GPP), ai quali lo stesso DOS si richiama.

Linee guida, è ancora specificato in premessa, non conformi ad altre norme previste dalla Regione Campania, dal Ministero per i Beni Culturali e la Sovraintendenza Archeologica.

Entrando nei particolari, è contestato che nel documento in questione non è ben descritto il concetto di abbandono dell’ulteriore consumo del territorio a favore della rigenerazione urbana, il recupero e il riutilizzo del patrimonio immobiliare esistente.

Così come “si lasciano senza previsione le zone più degradate del centro storico e delle periferie”.
Altro aspetto negativo sottolineato, il prevedere la sanatoria in aree intorno al Parco Archeologico, circondato da costruzioni abusive.

Un aspetto che, in buona sostanza, riduce la perimentrazione dell’area Parco con tutte le immaginabili negative conseguenze per la sua fruizione e dunque i limiti per lo sviluppo turistico ed economico a esso legati.

Linee guida che indirizzano la mobilità cittadina esclusivamente su gomma, che non prevedono idonee aree di parcheggio alle periferie della città e dunque l’utilizzo di navette per alleggerire il traffico nel centro cittadino.

L’aspetto “scritto a caratteri cubitali” nel documento, che i firmatari energicamente contestano, è la volontà dell’amministrazione a sopprimere la linea ferroviaria Torre Centrale, – Castellammare – Gragnano.

Una sciagurata possibile decisione, è descritto nel dossier, che “contrasta con le tendenze più moderne di sviluppo delle ferrovie considerate mezzo di trasporto collettivo ideale per l’ottimizzazione delle risorse energetiche e gestionali e per la salvaguardia dell’ambiente”.

Nei documenti sopra menzionati, PTCP e GPP, detta linea viene invece valorizzata, previsioni fatte proprie dall’amministrazione comunale stabiese nel DOS che dimostra come “incongruente e contraddittoria” è la scelta adottata nelle Linee guida.

Altre sono ancora le eccezioni contenute nel documento inviato al sindaco che riguardano la non pianificazione dello sviluppo e della bonifica dei siti contaminati; non si prevede una rete di parchi naturalistici e ambientali e dunque, la valorizzazione del parco Quisisana, pendici del Faito, rete sentieristica montana e collinare.

E ancora, la mancata pianificazione dei centri sportivi e di aggregazione sociale, il potenziamento di attrezzature e servizi e dunque la promozione dello sviluppo turistico e culturale che si basi sulla potenzialità ambientali, architettonici, archeologici e di tutta la tradizione culturale e artistica che Castellammare vanta.

Un documento che non pianifica, è ancora specificato, lo sviluppo della possibile struttura commerciale urbana, il riordino e la razionalizzazione dell’industria pesante e della picca produzione; il rilancio delle terme, il centro antico, che rappresenta quest’ultimo, così come è accaduto in altre realtà italiane, una possibilità per la rinascita complessiva della città.

Un documento che, così capiamo, non presenta nessuna possibilità di mediazione che, per le associazioni firmatarie, che di seguito riporteremo, va rivisto nel suo complesso e dunque una deliberazione che va revocata.

Hanno sottoscritto il documento le associazioni che fanno parte della rete “SìAmo la Città” (“Achille Basile – Le Ali della Lettura”, “ARS Nea- didattica e cultura”, “Certamen Plinianum – Delegazione stabiese AICC”, CIF CentroItaliano Femminile, Pro Loco “Stabia for you”, “Città Viva”, Cooperativa “Santa Lucia”, “CPS-Comunità Promozione Sviluppo”, “Gesù Buon Pastore”) unitamente alle associazioni Astar e Clemm e al gruppo civico La Città Armonica.

A questo punto indispensabile è la spiegazione dell’amministrazione comunale e nello specifico dell’assessore all’urbanistica Fulvio Calì, che cercheremo di contattare al più presto.
Giovanni Mura

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