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Al Complesso Palapartenope la II Edizione della rassegna “Controvento”

Dal 15 Gennaio al Complesso Palapartenope si alza il sipario per l’inizio della II edizione della rassegna “Controvento” dedicata alla drammaturgia e alla danza contemporanea.

Al Complesso Palapartenope la II Edizione della rassegna “Controvento”

NAPOLI- Dal 15 Gennaio al Complesso Palapartenope si alza il sipario per l’inizio della II edizione della rassegna “Controvento” dedicata alla drammaturgia e alla danza contemporanea.
Numerosi saranno gli appuntamenti di cui prendere nota fino alla fine del mese di Gennaio. Sono previsti spettacoli di drammaturgia e danza contemporanea, che vedono come protagonisti, attrici, attori, danzatrici e danzatori di età fino a 35 anni.
La rassegna mira infatti a dare spazio alle “nuove leve” che si dedicano con passione e rigore al teatro e alla danza, per alcuni sarà anche la prima esperienza come performer dinanzi ad un vero e proprio pubblico. I prezzi dei biglietti sono accessibili (si parte dai 5 ai 15 Euro), proprio per coinvolgere il maggior numero di persone a prendere parte a questi eventi culturali e poter diffondere l’idea, troppo spesso sottovalutata, dell’importanza dell’arte nella società, specialmente in quest’epoca dove si preferisce vivere una vita “virtuale”.
Il Calendario degli eventi è il seguente:
Il 15 e il 16 Gennaio ore 21 sarà di scena Ferdinando Smaldone, con la sua ultima fatica “L’odore della Libertà”, un testo che partendo da due solitudini fa nascere un grande rapporto di amicizia. Sullo sfondo c’è l’Italia degli anni Settanta, segnata dalle parabole di Gianni Rivera, dalle stragi di ogni colore e, soprattutto, da un regime carcerario “degno” dell’inquisizione spagnola. Luigi, in galera per un furto, dopo un lungo isolamento, uccide un altro detenuto. Un delitto efferato! Massimo, un giovane e inesperto procuratore, è nominato suo difensore. Sembra un processo dall’esito scontato; e, invece, talvolta i perdenti vincono e la storia li chiama a sé. La vicenda, tra la finzione teatrale e la cronaca del tempo, stimola un cambio di paradigma, trasfuso nella Riforma dell’ordinamento penitenziario del 1975: il carattere punitivo della pena cede il passo a quello riabilitativo. Ma i buoni propositi del Legislatore si disperdono nel clima politico e culturale che si respira in Italia: le esigenze di sicurezza dei cittadini e di protezione dell’ordinamento democratico trasformano il carcere da estrema soluzione a soluzione estrema, a principale, e tutt’altro che chirurgico, strumento di repressione del terrorismo e della criminalità. Lo iato tra la promessa contenuta nella riforma e il suo inveramento è sotto gli occhi di tutti, certificato nelle sentenze di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo e, in particolare, nell’ormai celebre “Torreggiani contro Italia” del 2013. Se il destino di quella legge sembra coincidere con il suo fallimento, “L’odore della libertà” riesce a ridare fiato e orizzonte a quella promessa.
Il 17 e il 18 Gennaio ore 21 Rosaria De Cicco sarà protagonista dello spettacolo “Io donna”, che affronta la tematica della violenza sulle donne, tema purtroppo attualissimo e ricorrente, nella nostra quotidianità. Attraverso tre storie, il regista Angelo Perotta ci presenta altrettante donne, legate da un dolore comune: la Violenza. Violenza verbale, fisica e psicologica. Si sofferma al contempo sui comportamenti disumani, ritenuti umani da coloro che di umano non hanno che il fisico, comportamenti talvolta addirittura legittimati da famiglia e società. Allo spettatore si lascia il compito di farsi trasportare dalla musica delle parole, e farsi invadere dalle emozioni, sperando di spezzare l’indifferenza che uccide più della violenza.
Il 21 e 22 Gennaio ore 21 invece sarà di scena la compagnia Post Teatro con lo spettacolo scritto e diretto da Silvio Fornacetti “L’ombra di Pinocchio”. Il burattino Pinocchio, dopo le mille avventure nel mondo di Collodi, riesce a diventare un bambino “perbene” e a scrivere la sua storia. Il Pinocchio di Fornacetti, dopo la sua trasformazione in “bambino vero”, si trova catapultato nella realtà: l’Italia del 1938; una nazione nelle mani del fascismo che prima illuderà il protagonista con le allettanti promesse del duce e poi, con l’avvento delle leggi razziali, lo relegherà ai margini della società a causa delle sue origini ebree. La stessa sciagura colpirà anche il suo amico Lucignolo il quale sceglierà di lottare per cambiare la sua condizione e convincerà Pinocchio a partire insieme alla volta del Paese dei Balocchi: un paese migliore dove ognuno può decidere della sua vita liberamente. Così gli hanno assicurato! Pinocchio e Lucignolo, spinti dal vento di libertà, affronteranno nuove avventure dal sapore, a volte malinconico, del passato. Riusciranno i protagonisti a trovare il Paese dei Balocchi?

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Stéphanie Esposito

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