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Napoli, in commissione Trasparenza le autorizzazioni all’esercizio di impresa funebre

napoli commissione trasparenza
La commissione Trasparenza ha trattato delle autorizzazioni all’esercizio di imprese funebri che hanno avuto al centro il problema dell’attuazione della legge regionale di riferimento risalente al 2013

Napoli – Presieduta da Domenico Palmieri si è svolta oggi una riunione sul tema delle autorizzazioni all’esercizio di imprese funebri che ha avuto al centro il problema dell’attuazione della legge regionale di riferimento risalente al 2013. Hanno preso parte alla riunione l’assessora alla Trasparenza Alessandra Sardu, i dirigenti dei servizi competenti, la Segretaria generale Patrizia Magnoni e il vice Segretario generale con delega alla Trasparenza Francesco Maida.

Il presidente Palmieri ha ricordato in apertura che è stato già trattato in commissione (a giugno 2017) il tema del ritardo nell’applicazione da parte del Comune di Napoli della legge regionale di riferimento (n. 7 del 2013) che doveva essere attuata all’indomani della pubblicazione sul Burc; la difficile applicazione, ha detto il presidente Palmieri, è dovuta in parte alle stringenti prescrizioni della legge (in particolare sul numero degli operatori e sulle caratteristiche delle autorimesse, anche dal punto di vista igienico sanitario) e alle modifiche nel frattempo intervenute, ma, soprattutto, al ritardo con il quale il Comune sta rilasciando le autorizzazioni e compiendo le procedure necessarie, rendendo così difficili anche i controlli che sono in capo alla Polizia Locale.

Paola Sparano, dirigente centrale della direzione Sviluppo economico, nell’ambito della quale opera lo Sportello Unico Attività Produttive competente al rilascio delle autorizzazioni, ha esposto le già note difficoltà determinate dalla carenza di personale (nell’ultimo anno, sono ben 5 i responsabili di procedimento, tra cui quello delle imprese funebri, che hanno lasciato l’ufficio). Con l’assessore competente, Panini, si stanno mettendo in campo iniziative volte ad accelerare il rilascio delle autorizzazioni che, tra l’altro, devono essere rinnovate annualmente, tra queste un vademecum che aiuti le imprese a presentare correttamente le richieste ed una modulistica che le faciliti nella presentazione. Allo stato, su 56 richieste, 25 sono le pratiche di autorizzazione in lavorazione.

Il funzionario del SUAP, Roccasalva, a sua volta, ha specificato che le pratiche in lavorazione sono determinate dalle integrazioni di documentazione richieste alle imprese che devono fornirle entro 30 giorni, pena la revoca dell’autorizzazione.

Il nuovo dirigente del servizio Cimiteri, Stella, ha sottolineato l’urgenza di semplificare le procedure per cittadini ed imprese che, ad esempio, si trovano ad affluire tutte al servizio Cimiteri mentre, presso le Municipalità, potrebbero essere velocemente portate a termine le pratiche necessarie.

La dottoressa Menozza del dipartimento Prevenzione dell’Asl Napoli 1 ha assicurato la piena collaborazione della Asl nella parte di propria competenza, sottolineando che, anche dal punto di vista igienico sanitario, le disposizioni della legge regionale hanno determinato requisiti più stringenti, ad esempio sui locali e sulla sanificazione dei mezzi di trasporto.

Per il comandante della Polizia Locale Ciro Esposito, controlli sono stati effettuati, anche a seguito della riorganizzazione del settore che si occupa della materia, anche se sicuramente un elenco attendibile delle ditte autorizzate consentirebbe, ordinariamente, di svolgere in modo più puntuale i controlli stessi.

Il vice segretario generale con delega alla Trasparenza Maida ha sottolineato la necessità, già fatta presente nei mesi scorsi, di rendere al più presto pubblico l’elenco delle imprese autorizzate e le tariffe praticate ai fini della trasparenza, soprattutto in un settore così delicato la cui regolamentazione è importante anche al fine di limitare le intermediazioni a beneficio dei cittadini.

La Segretaria generale del Comune, Patrizia Magnoni, ha a sua volta sottolineato lo stretto legame che esiste tra semplificazione amministrativa e trasparenza in quanto procedimenti appesantiti e complessi aprono la porta a comportamenti corruttivi; anche da questo punto di vista, un regolamento comunale applicativo della legge introdurrebbe elementi di semplificazione molto utili in una materia di estrema rilevanza.

Anche l’assessora alla Trasparenza Sardu ha definito utile e interessante l’approccio di semplificazione al regolamento sottolineando anche l’opportunità di una riflessione comune con l’assessore alle Attività produttive e le commissioni consiliari competenti.

Tra i consiglieri intervenuti, Brambilla (Mov. 5 Stelle) ha chiesto di sapere se la piattaforma informatica del Suap sia ora pienamente funzionante, di conoscere i dati dell’Asl relativamente a notizie di false autorizzazioni circolanti, mentre, dal punto di vista applicativo, molte sono le carenze regionali ma anche comunali in quanto il Comune non ha provveduto ad emanare il proprio regolamento che, a 5 anni dalla legge, ancora non c’è, mentre continuano a circolare numeri diversi sul numero delle autorizzazioni rilasciate; per Santoro (Misto – Fratelli d’Italia) il mancato coinvolgimento dei Comuni da parte della Regione nella definizione delle regole ha determinato in parte le difficoltà intervenute, insieme alla carenza di personale e ai problemi organizzativi, ma proprio per questo occorre rendere pubblico l’elenco delle imprese autorizzate con il listino delle tariffe e mettere in campo regole certe da far rispettare, senza contare che, dal punto di vista dei controlli, già i regolamenti vigenti, come il regolamento di polizia mortuaria, contengono i riferimenti per esercitarli; Moretto (Prima Napoli) ha lamentato che ancora oggi, come avvenuto in precedenti riunioni di consiglio, manchi una vera volontà politica di regolamentare il settore nel quale non si interviene efficacemente, come dimostra il fatto che non si pone rimedio alla carenza di personale degli uffici ed anche la mancanza, dopo 11 anni, del forno comunale il che comporta che le salme continuino ad essere trasportate dalle imprese in altre località per la cremazione mentre le strutture già realizzate si deteriorano.

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