Massimo de Angelis castellammare di stabia
Sud - politica

Castellammare, de Angelis: “Vi racconto come sarà la città”

L’appello del candidato sindaco di Castellammare di Stabia Massimo de Angelis ai cittadini stabiesi

Castellammare di Stabia – Mancano poche ore alla chiusura delle campagne elettorali ed al silenzio elettorale. Il candidato sindaco per il centrosinistra Massimo de Angelis lancia ai cittadini stabiesi l’ultimo appello. Queste le sue parole:

Vi racconto questa città. Vi racconto quel che Castellammare di Stabia sarà. Senza premesse, senza retorica.

Una città che ricomincia dal mare: il mare torna ad essere il mare di Castellammare di Stabia. Mare balneabile, lungomare dall’Acqua della Madonna a Rovigliano, porto turistico.

Una città che recupera il suo ruolo nell’area del Mediterraneo. Un porto che, grazie anzitutto alla sua centralità tra Pompei e Sorrento, attrae uno straordinario traffico crocieristico. Crocieristi che non transitano soltanto per guardare la città da lontano, ma la vivono e alimentano la sua economia: 4000 occasioni di lavoro possono venire dal mare.

Una città che funziona, che investe i fondi europei per le periferie e per il Centro Storico fino all’ultimo euro. Una città dove funziona la macchina comunale ventiquattro ore su ventiquattro.

Una città che si muove, che non aspetta più. Con più autobus, più frequenza e regolarità nelle corse. Una città dotata di un progetto per la mobilità sostenibile, che estende le ZTL e si dota di nuovi parcheggi: di interscambio, per residenti, con sosta oraria.

Una città più sicura: più sicure le scuole, con un piano importante per la sistemazione degli edifici; più sicure e illuminate le strade; più sicure, regolari ed evidenti tutte le procedure pubbliche.

Una città più pulita, più verde, più curata, che ogni anno, in ogni quartiere, restituisce alla collettività una piazza o un’area attrezzata. Che fa ogni anno, non quando capita, manutenzione ordinaria di almeno 10 km di viabilità. E finanzia le opere di riqualificazione e rigenerazione dell’edilizia urbana.

Una città che non perde lavoro, ma lo dà. Dà lavoro grazie al porto che cresce, al turismo che riparte, ai capitali privati che tornano a investire, a un piano ragionato di edilizia residenziale pubblica.

Una città più vivace e creativa, che torna ad essere capitale della cultura, delle arti e dell’innovazione. Che dà al cittadino stabiese la stessa opportunità digitale di un cittadino di Barcellona o di Marsiglia. Che investe nella cultura per valorizzare anzitutto l’intellettualità diffusa che arricchisce la città.

Una città a misura di bambino, libera da ostacoli fisici, da sopraffazione e violenza. E a misura di tutti: meno faticosa, più semplice, più sensibile ai bisogni collettivi e promotrice delle iniziative individuali. Capace di generare senso di appartenenza e di combattere marginalità e nuove povertà.

Questa non è la città del futuro; è la città dei prossimi anni. È la città che cominciamo a cambiare, adesso.

Noi scegliamo la città perché possiamo farcela.

 

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