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Sud - cronaca

Comitato Scafati a Difesa del Sarno: “Depuratore di seconda fase non è mai stato costruito”

“Il depuratore di Costa (Mercato S.Severino ) è stato posto sotto sequestro dopo il clamore degli ultimi giorni, sequestro con” facoltà di utilizzo.”

Scafati – Il Comitato Scafati a Difesa del Sarno porta alla luce una scomodante verità:

Per chiarire in maniera semplice di cosa stiamo parlando negli ultimi giorni rispetto al problema Solofra e solo frana.
Nelle foto che vedete sono ritratti il depuratore chimico di pretrattamento di Solofra.( posto sotto sequestro ma con facolta’ di utilizzo nel 2017)
Nell’altra invece è raffigurato il il canale di scolo del depuratore di Costa di mercato San Severino, questo depuratore è di tipo biologico e tratta i reflui urbani delle reti fognarie in esso collettate.
Cosa lega i due depuratori che per natura non avrebbero niente in comune?
Bene, come detto il depuratore di Solofra ( depuratore chimico) abbiamo detto di “pretrattamento” degli scarti industriali che in esso conferiscono,(oltre che oramai obsoleto) non esegue l’intero ciclo di depurazione necessario alla completa depurazione dei reflui industriali.
Reflui che avrebbero bisogno di essere convogliati in altro impianto chimico per completare la fase di depurazione e poi essere sversati.
Questo depuratore di seconda fase non esiste e non è mai stato costruito.
Per cui si convogliano le acque di scarico del depuratore di Solofra verso il depuratore “biologico” di Mercato San Severino che essendo predisposto solo ed esclusivamente per trattare reflui civili e non industriali non riesce a depurare sostanze chimiche.
Quindi, come entrano i reflui chimici Solofrani nel depuratore di Costa così ne riescono.
Tutto questo alla luce del sole e praticamente controllabile sempre.
Esiste in regione un dossier datato 2004 rispetto a quello finora detto.

Ora, la notizia e’ che anche il depuratore di Costa (Mercato S.Severino ) è stato posto sotto sequestro dopo il clamore degli ultimi giorni, sequestro con” facoltà di utilizzo.”

Questo il fatto tecnico che comunque incide in maniera rilevante sulla salute delle acque e sulle sostanze chimiche che esse trasportano fino al mare, e su cui, in maniera dolosa, le istituzioni sembrano assenti.
Tranne predisporre cartelli di sequestro degli impianti, ma con facoltà di utilizzo, senza neanche porre un limite temporale, cioè, fino a quando hai questa facoltà di utilizzo prima della messa a norma?
Ma questo, dicevamo è il fatto tecnico, vi è poi, è qui arriviamo alla denuncia di Ermete de Maio, che invece, intende mettere in evidenza oltre alle illegalità riconosciute (impianti sequestrati) anche illegalità nascoste.
Queste derivano dal fatto che far trattare i propri reflui ha un suo costo e sversarli ,invece, baipassandoli direttamente nei fiumi o torrenti non costa niente.
Questo è quello che avviene alle prime gocce di pioggia.
Tutto ciò favorito anche da una assurda convenzione che stabilisce che l’industria paga l’acqua non in virtù di quello che assorbe dalla rete ma in virtù di quella che fa passare attraverso il depuratore.

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