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Nord - politica

Milano, villa confiscata alla mafia diventerà centro accoglienza

MILANO – Il Comune di Milano è impegnato in un progetto sociale per aggiungere al suo patrimonio una villa con giardino in fondo a via Ripamonti confiscata nel 2012 alla mafia.

Palazzo Marino ha infatti avanzato una manifestazione di interesse per il trasferimento a titolo gratuito dell’immobile ora gestito dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

L’immobile apparteneva al boss di origini calabresi Pasquale Molluso, lo stesso proprietario di Casa Chiaravalle, il bene confiscato più grande della Lombardia trasformato in condominio per donne vittime di violenza e abusi.

Si tratta di una villa di due piani, 248 metri quadri ciascuno, a cui si aggiungono novanta metri quadri di terrazzo e il giardino circostante. L’obiettivo del Comune è usarla già il prossimo inverno per ospitare temporaneamente chi si trova in difficoltà abitativa

per poi metterlo a bando per realizzare progetti sociali, seguendo una prassi ormai consolidata utilizzata per la maggior parte dei 187 beni confiscati in suo possesso, che presto diventeranno più di 200.

Ad oggi sono 187 le unità immobiliari in carico al Comune di Milano. Erano ville di boss mafiosi, locali usati per riciclare il denaro di affari illeciti. Oggi sono comunità di accoglienza, centri di socialità, terreni dove lavorano ragazzi, spazi di aggregazione, laboratori aperti agli abitanti dei quartieri.

 

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