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nella sostanza non cambierà molto
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Il taglio dei vitalizi alla siciliana, cioè nella sostanza non cambierà molto

Un taglio progressivo dei vitalizi di non più del 9% per 5 anni. Una leggina farà aumentare le pensioni future. Tutti i partiti favorevoli tranne il M5S.

L’Assemblea Regionale Sicilia ha approvato il disegno di legge che riduce gli assegni per gli ex parlamentari regionali in pensione. È prevista una riduzione lineare del 9,25%, con un ulteriore 5% che si applicherà per gli assegni da 32 a 67 mila euro e il 10% per quelli oltre i 62 mila euro. Ha votato contro il M5s “Dovevano tagliare i vitalizi e si sono aumentati le pensioni” è stata la denuncia del Movimento 5 stelle all’ARS.

Con una norma a sorpresa, infatti, i deputati siciliani si sono estesi la cifra su cui calcolare la contribuzione dai 6.600 euro iniziali all’intera indennità di consiglieri regionali che in Sicilia è pari a 11.100 euro, in parte lordi, in parte netti. Crescerà così la quota dei contributi che i consiglieri dovranno via via versare, e con essa, quindi, la futura pensione. La Sicilia quindi ha tagliato i propri vitalizi, come dire, alla siciliana. In sostanza e come sempre, tante discussioni, confronti, esibizioni propagandistiche e televisive, blasonate retoriche, il tutto per cambiare ma nella sostanza non mutare nulla. C’è stata infatti solo una riduzione degli assegni progressiva, che oscilla tra il 9 e il 19 percento e con un termine, ovverosia il taglio varrà solo per cinque anni, poi tutto tornerà come prima.

Era stata persino creata una commissione specifica per studiare il taglio dei vitalizi e l’applicazione in Sicilia della norma nazionale. Insomma, la solita commedia alla siciliana che tanto piace alle pletore di cortigiani della politica e dei media, specialmente quelli titolati, per riempirsi di bava la bocca.

Oggi gli assegni (quasi 200 per gli ex consiglieri, oltre 300 se si considerano anche le reversibilità) costano circa 18 milioni di euro. La proposta dei consiglieri siciliani era inizialmente quella di ridurre questi privilegi di una cifra di poco superiore al 9 percento. Alla fine, il calcolo approvato è frutto di una proposta avanzata da “Diventerà bellissima”, il gruppo di destra che fa capo al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci: un taglio proporzionale al “peso” del vitalizio. Fino ad assegni da 37mila euro la riduzione vale il 9 percento circa. Oltre i 37mila euro, il taglio è di circa il 14 percento. Sopra i 62 mila euro, invece, la riduzione sarà pari al 19 percento. Questi tagli, come detto, resteranno in vigore per cinque anni e non si applicheranno ai vitalizi che sono pari al doppio della pensione minima Inps.

Il via libera ai tagli “alla siciliana” è arrivato con un voto cosiddetto bipartisan (la decennale potente “consorteria” regionale, di destra, sinistra e centro). Sono stati 38 infatti i deputati favorevoli, sia di centrodestra che di centrosinistra. Uno solo il voto contrario: quello del deputato Udc Vincenzo Figuccia che in realtà, nei giorni precedenti, dapprima aveva lanciato la crociata contro i vitalizi, poi durante la seduta se l’è presa col “populismo e la demagogia” del Movimento 5 stelle che aveva “screditato la Sicilia”. Insomma è sembrata una recita per dire non ci sono con voi ma ci sono.

Il Movimento, dal canto suo, ha deciso di astenersi dal voto, provando così a far mancare il numero legale. Ma i numeri nel Parlamento siciliano erano a favore della trasversale Maggioranza (una ormai annosa mescolanza supercollaudata quando c’è da prendere per se stessi, compari, amici, famiglie, corporazioni, caste, codazzi, ecc.). Pertanto la legge è passata.

“Una vergogna” è stata la reazione dei consiglieri regionali dei cinquestelle che avevano spinto in questi mesi per una riduzione più consistente dei vitalizi, aggiungendo “La classe politica continua a resistere al taglio dei privilegi. Oggi tutto il parlamento, con la sola eccezione del Movimento 5 Stelle e nell’assoluto silenzio di quei deputati che hanno votato a favore di un vero e proprio indecente capolavoro, si è toccata una delle pagine più buie della storia di questa Regione. Evidentemente, – hanno aggiunto i Cinquestelle siciliani – quando si toccano gli interessi di chi domani dovrà percepire il vitalizio, perché in gran parte il parlamento regionale è formato da persone che dovranno percepirlo, nessuno ha voluto dare un taglio a un privilegio personale. Quello che ha fatto questo parlamento – hanno concluso – è semplicemente produrre una legge che favorisce pochi e a spese di cinque milioni di siciliani”.

In Sicilia i vitalizi erano stati aboliti dal 2012, surrogati però da un sistema contributivo quasi sovrapponibile a quello riguardante le pensioni dei normali cittadini. Come pure adesso, nel corso della seduta in cui si è data via libera alla riduzione degli assegni degli ex consiglieri, è stata si approvata una norma con la quale i deputati hanno esteso la cifra su cui calcolare la contribuzione dai 6.600 euro iniziali all’intera indennità di consiglieri regionali che in Sicilia è pari a 11.100 euro in parte lordi, in parte netti. Crescerà così la quota dei contributi che i consiglieri dovranno via via versare, e con essa, quindi, la futura pensione.

E Gianfranco Micciché, Presidente dell’Ars nonché coordinatore in Sicilia di Forza Italia, ha esultato dichiarando “La legge appena approvata dal Parlamento siciliano sul taglio dei vitalizi consegna alla Sicilia il podio tra le regioni italiane. Dal punto di vista del risparmio, con un taglio annuo di 2 milioni di euro e 10 milioni di euro in cinque anni. Siamo senza alcun dubbio i primi in Italia. Sfido a trovare una regione che abbia fatto meglio di noi. I siciliani, sbeffeggiati, insultati e denigrati per mesi, aspettano adesso le scuse di coloro che ci tacciavano di essere spreconi”.

L’opinione.

Ci si chiede spesso da queste pagine se alla Regione Siciliana sono loro troppo furbi, destra, sinistra e centro, oppure di contro siamo noi siciliani parecchio rimbecilliti. Se però lo siamo i cittadini, è perché anni di mafiosità costituzionale, legale, civile, politica, giuridica, istituzionale, burocratica, insieme ad un preordinato sottosviluppo e mancanza di lavoro dignitoso quindi non clientelare, ci hanno forzosamente sottomesso, piegati mentalmente, assoggettati culturalmente e ridotti al bisogno e al voto di scambio sociale per vivere. Lo Stato italiano contestualmente è stato da sempre, politicamente ed istituzionalmente, opportunista e pusillanime, in quanto per legge ha concesso che la Regione Siciliana spadroneggiasse su un intero popolo, quello siciliano, asservendolo. Come se ne esce ???

Adduso Sebastiano

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Sebastiano Adduso

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