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Dalla Sicilia alla Cina e dalla Cina in Africa con base in Sicilia. Ma anche gli Usa …

Tra pochi giorni a cominciare dalle arance siciliane si dovrebbero aprire le porte dalla Sicilia per la Cina.

Così, come sperava Rodrigo Cipriani Foresio, responsabile Sud Europa di Alibaba, le arance rosse siciliane potranno essere spedite in aereo e vendute in Cina entro il prossimo Capodanno di febbraio

Un accordo giuridico bilaterale fra due parti sarà firmato a giorni tra il palermitano Michele Geraci, (economista e politico italiano, dal 2018 sottosegretario allo Sviluppo economico nel Governo Conte) e sopracitato responsabile Sud Europa di Alibaba.

Ma l’intesa non si fermerà alle sole arance. La Cina sarebbe infatti molto interessata alla Sicilia, come pure si legge sulla pagina del sotto segretario. La Nazione più popolata del mondo ha interessi economici in Africa. E la Sicilia facente parte dell’Europa potrebbe essere la propria base in Europa per la gestione di tali interessi. Da quando la Cina investe in Africa, negli ultimi 15 anni, il tasso di povertà nel continente ha incominciato a diminuire dal 50% a circa il 40%. Ed è l’unico paese al mondo in grado di mobilizzare contemporaneamente capitali, risorse umane e soprattutto gestire oltre 1 miliardo di persone, quindi urbanizzazione ed emigrazione. La Cina potrebbe pertanto riuscire a riprodurre il proprio modello di successo anche in Africa. E l’Italia e dunque la Sicilia quale ultima propaggine europea verso l’Africa, è uno dei paesi che può giocare un ruolo attivo in questa presenza cinese in Africa.

La Sicilia può diventare un “hub” per investire in Africa senza essere lì. Qui in Italia c’è un sistema legale, giuridico e linguistico unico e favorevole, e sotto il marchio “Made in Europe” si possono produrre merci e tecnologie da esportare in Africa. In più, grazie all’esperienza e alla credibilità italiane riconosciute in Africa, dall’Isola si può andare insieme per investimenti».

Geraci si lascia sfuggire che già sono scaturiti «interessi cinesi, e anche americani, per investire in Sicilia sui porti, sui petrolchimici e sulle energie rinnovabili». E non solo, perché «un gruppo importante cinese sarebbe interessato a valutare l’acquisto del Palermo, gli imprenditori li ho incontrati a Roma e, se la squadra avesse giocato ieri (oggi per chi legge, ndr) in casa, forse li avrei portati anche in Sicilia. Ho il contatto, ma bisogna verificare se davvero il presidente Zamparini ha ceduto o meno la società».

L’immagine è tratta dalla medesima pagina del sottosegretario e rappresenta un Mediterraneo e quindi la Sicilia, al centro degli interscambi internazionali.

Adduso Sebastiano

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