Sarri: “Non siamo una squadra di primissimo livello”
Circondati dalle onde elettromagnetiche, ma la scienza assolve il wi-fi
Onde elettromagnetiche
Radiazioni. Insonnia, allergie, rossori, mal di testa difficoltà a concentrarsi. Li lamentano migliaia di persone. Che incolpano le reti e le onde elettromagnetiche, ma non ci sono prove
Prendi in mano il tablet per controllare la mail, e ti viene la nausea. Non perché ti immagini chissà quale messaggio nella casella di posta elettronica. Ma perché sei allergico al Wi-Fi. O per essere più precisi, perché sei una di quelle persone che ritiene di soffrire di una particolare condizione: quella che l’Oms chiama ‘ipersensibilità elettromagnetica’, o EHS

Una specie di intolleranza. Una sorta di intolleranza che si svilupperebbe in presenza di campi elettromagnetici, come quelli generati appunto dalla connessione senza fili. Una sindrome non riconosciuta ufficialmente in Italia, così come in tutti i paesi europei ad eccezione dell’Austria, e che per la scienza non è mai stata dimostrata in modo inequivocabile. Ma che però mette in ansia l’opinione pubblica e conta ugualmente un certo numero di vittime, vere o presunte: la prevalenza della EHS varierebbe tra i pochi casi per milione al 5 per cento della popolazione, a seconda dei paesi e anche dei modi in cui viene misurata. In uno studio condotto in California nel 2002 su oltre duemila persone, l’ipersensibilità era dichiarata dal 3,5 per cento del campione. In Svezia, nella regione di Stoccolma, la prevalenza era dell’1,5 per cento. In Inghilterra, su 20 mila persone, del 4 per cento, in Svizzera del 5. A Taiwan, addirittura del 13,4 per cento. Insomma: dati molto variabili per un fenomeno che anche gli esperti definiscono complesso e sfuggente.

I sintomi. Eppure i sintomi sono reali, così come sono reali le persone che li manifestano. Uno studio, condotto da Martin Roosli dell’università di Basilea, parla di mal di testa, nausea, difficoltà di concentrazione, nervosismo, stanchezza, disturbi del sonno. Altre ricerche riportano invece bruciori, arrossamenti e chiazze sulla pelle, palpitazioni e problemi digestivi. Sintomi variabili e così generici che, per quanto si sia applicata a cercare una spiegazione univoca, la scienza non è mai riuscita a dimostrare nulla.
Lo studio. A fare il punto sulla ipersensibilità elettromagnetica ci ha provato un gruppo di ricercatori dell’istituto di Psichiatria del King’s College di Londra, guidato da James Rubin, che ha pubblicato i suoi risultati sulla rivista Bioelectromagnetics. Rubin ha esaminato un totale di 46 studi su oltre mille persone soggette alla cosiddetta Intolleranza ambientale idiopatica, nello specifico una ipersensibilità ai campi elettromagnetici. Ebbene, in nessuno è stata trovata l’evidenza definitiva che imputi i sintomi lamentati alla presenza di campi elettromagnetici. Per dare una spiegazione ai malesseri, che pure sono evidenti, i ricercatori tirano in ballo l’effetto nocebo (l’opposto del più famoso effetto placebo), secondo cui il solo fatto di sapere che si è in presenza di un agente considerato pericoloso per la salute è sufficiente a scatenare sintomi anche gravi.
Ipersensibilità al Wi-Fi. “Ipersensibilità al Wi-Fi significa semplicemente che un individuo è sensibile a quantità di radiazioni elettromagnetiche inferiori rispetto a quanto accade nella popolazione normale. E il fatto che questa sindrome non sia riconosciuta come malattia – spiega però Maria Grazia Petronio, vice presidente naz. dell’Associazione Isde-Medici per l’ambiente – non deve farci dimenticare le persone che accusano una sintomatologia reale, che chiedono di essere prese in carico e che invece non trovano risposte”. È vero che il Wi-Fi genera un campo magnetico estremamente basso, avverte Petronio, ma è anche vero che si tratta di una tecnologia relativamente nuova, ed estremamente diffusa.
I bambini. Un rischio seppure minimo ma con un’alta esposizione è comunque un problema. A fare particolare attenzione, continua Petronio, dovrebbero essere i più piccoli, per un possibile effetto accumulo quando i bambini di oggi saranno adulti. “La sempre maggiore esposizione alle radiofrequenze nelle scuole – scrivono poi tre ricercatori svedesi sull’ultimo numero di Reviews on Environmental Health – è preoccupante e necessita di maggiore attenzione. Gli effetti a lungo termine sono sconosciuti. Genitori, insegnanti e dirigenti hanno la responsabilità di proteggere i bambini da esposizioni non necessarie”.

Non ci sono prove. Ma l’ultimo rapporto dello Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks (Scenhir) della Commissione europea ribadisce che non ci sono prove. E, commenta Maria Rosaria Scarfì dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR, che ha parteci- pato allo studio: invocare il principio di precauzione secondo cui, in assenza di una valutazione completa del rischio, è bene adottare un atteggiamento prudente, evitando in questo caso l’esposizione alle reti wireless, non è corretto: «È vero che il Wi-Fi è una tecnologia relativamente recente, ma sempre di campi elettromagnetici stiamo parlando. E questi si conoscono da tempo. La connessione senza fili a Internet è uno strumento prezioso. In assenza di prove certe, accusarla di rappresentare un pericolo non ha alcun senso».
vivicentro.it-salute-e-scienze / Circondati dalle onde elettromagnetiche, ma la scienza assolve il wi-fi di ELISA MANACORDA
Hamsik: “Il nostro è un campionato incredibile: battiamo il Verona”
Le sue parole
Marek Hamsik ha rilasciato alcune dichiarazioni in mixed zone, nel post partita della gara persa ad Udine, a Radio Kiss Kiss:
“Non penso sia un calo, ma è stata una gara nervosa per gli episodi. Con il Verona abbiamo l’obbligo di vincere. I sogni c’erano anche prima e rimangono tali anche adesso. Fin qui abbiamo fatto un campionato incredibile, una gara non può rovinare tutto. Ci sono tati tanti episodi dubbi. L’Udinese ha dimostrato di essere una buona squadra e il cambio allenatore ha inciso. Fa male prendere due rigori così”.
Bonucci-Higuain, ricorsi storici. Situazioni analoghe, destini diversi
Un “calcetto” ai danni di Felipe, un fuorigioco inesistente, una partita iniziata male e finita peggio: da dimenticare questo pomeriggio per Gonzalo Higuain. Il pipita, espulso da Irrati, è andato su tutte le furie, inveendo contro il direttore di gara stesso, gli avversari e compagni,. Una reazione, quella di Higuain, forse esagerata, ma giustificata dal momento particolare della gara e dall’innocenza del calciatore argentino che, in sostanza, ha voluto solo difendere il suo operato e quello della squadra.
SCHERZO DEL DESTINO- Situazione analoga accaduta poche settimane fa, in un Juve Torino, con Bonucci che, a muso duro contro Rizzoli, ha fatto sentire la sua voce. Reazione anche quella piuttosto esagerata. Ma mentre il primo ha dovuto lasciare il terreno di gioco, il secondo ha continuato la sua partita, risultando fondamentale, poi, per i bianconeri. Un po’ buffo, insomma, considerando le analogie tra i due episodi. Adesso ci si interroga sul motivo per cui accade ciò. Se ne parlerà tanto, tantissimo. Due pesi e due misure? Sudditanza psicologia? Destino già scritto? O solo sfortuna? Via alle risposte.
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[VIDEO] Ecco cosa è accaduto tra Higuain e Felipe
Gonzalo Higuain è stato espulso durante il match con l’Udinese per doppia ammonizione. Ecco cosa è accaduto con Felipe.
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De Canio a sky: ” Napoli forse poco brillante, ma il merito va ai miei ragazzi”
Il tecnico dell’ Udinese Gigi De Canio ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di sky sport a fine partita. Ecco le sue parole:
“L’Udinese ha bisogno di fare punti per salvarsi, deve lottare così ogni partita. Abbiamo ottenuto un grande risultato contro una signora squadra come il Napoli. Sull’ espulsione di Sarri non posso dire nulla in quanto non ho sentito, su quella di Higuain forse l’ arbitro ha visto il pipita scalciare Felipe. Il Napoli, nonostante la poca lucidità, ha provato a fare la gara; non ho visto tanto nervosismo, il merito va soprattutto a miei ragazzi. Di Natale in queste due settimane non si è mai allenato con la squadra, credo che un tecnico debba essere coerente: gioca chi si allena”.
Renzi sul caso Guidi: “Emendamento idea mia, la rivendico. I pm vogliono sentirmi? Eccomi”
Renzi ospite di “In mezz’ora”
Il premier Renzi ospite di “In mezz’ora”, parla dell’inchiesta di Potenza: “La scelta di sbloccare le opere pubbliche è nostra”. Stessa linea della ministra Boschi nell’intervista alla Stampa: “Quel provvedimento era una necessità, crea lavoro. Poteri forti contro di noi”
ROMA – Sceglie di rispondere alle domande di Lucia Annunziata, Matteo Renzi, ospite di In mezz’ora. Lo fa per affrontare – a poche ore dal ritorno dagli Usa – il caso Guidi. E va subito all’attacco: “Ho scelto io di fare questo emendamento. Lo rivendico con forza. L’idea di sbloccare le opere pubbliche e private l’abbiamo presa noi. La rivendico, per Tempa rossa così come per Pompei, per esempio”. Poi precisa: “Noi non sapevamo delle indagini, è giusto così. Se qualcuno ha pagato tangenti o ha fatto degli illeciti in quel caso voglio che sia scoperto, chiedo ai magistrati di fare il massimo degli sforzi”. E sottolinea: “Per adesso dopo 27 anni non è stato tirato fuori un goccio di petrolio perché le autorizzazioni sono state rinviate come spesso succede in Italia”. E a una domanda sulla presunta influenza delle lobby sul governo, replica: “Ci dicono a noi che siamo quelli delle lobby quando noi abbiamo fatto la legge su reati ambientali, le pene sull’anticorruzione, abbiamo fatto delle iniziative concrete e reali compresa l’approvazione in prima lettura alla Camera del conflitto d’interessi. Dire che noi siamo quelli delle lobby a me fa, tecnicamente parlando, schiattare dalla risate”. E poi, con tono di sfida: “I magistrati vogliono sentirmi? Eccomi”.
La stessa linea scelta dal ministro Boschi nell’intervista alla Stampa: “Io quel provvedimento lo difendo, risponde a una necessità, crea lavoro. Naturalmente posso sbagliare, non dico di essere perfetta. Ma anche nei miei errori c’è sempre la buonafede, mai la lusinga di qualcuno o gli interessi personali”. E poi l’accusa: “Contro di noi sono schierati i poteri forti”.
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Magra consolazione per Higuain: il pipita aggancia Jonas e supera Cavani
Una bomba scagliata fuori dall’aria di rigore: il 30esimo gol in serie A di Gonzalo Higuain non è banale, come lui. Il pipita supera Edinson Cavani, fermo a 29 reti in un solo campionato. Una piccola soddisfazione personale, quindi, per il campione argentino, dopo il finale incandescente di Udine e l’espulsione piuttosto dubbia. Ancora in corsa per la scarpa d’oro, Higuain ha agganciato, in classifica, Jonas del Benfica.
Costacurta a sky: “Albiol avrebbe potuto fare meglio sul secondo gol dell’ Udinese”
Alessandro Costacurta, attuale opinionista di sky ed ex difensore, si è soffermato a fine gara sull’ episodio che ha portato al secondo gol dell’ Udinese:
“Non vi sono dubbi sull’ errore evidente di Gabriel ma Albiol avrebbe dovuto leggere diversamente la situazione. Lo spagnolo invece di restare al centro dell’ aria di rigore sarebbe dovuto indietreggiare sulla linea di porta per tentare di intercettare la conclusione”.
Sentite Tuttojuve: “E pensare che media e tifosi hanno fatto la morale a Bonucci”
La solita storia…
[VIDEO] Protesta Higuain: Gonzalo perde la calma, addio allo scudetto
Un episodio che costerà tanto agli azzurri e che fa “sorridere” i bianconeri, vicinissimi al quinto scudetto consecutivo. Al 30esimo minuto, Gonzalo Higuain viene espulso, per doppia ammonizione, dall’arbitro Irrati, per un presunto “calcetto” ai danni di Felipe. L’attaccante argentino non ci sta ed esplode. Tante le proteste e qualche spintone di troppo: il pipita furioso perde calma e dice addio ai sogni di gloria.
Berretti,il Tuttocuoio cala il tris all’Ischia

L’Ischia torna dalla lontana Ponte a Egola con una sconfitta contro la vice capolista Tuttocuoio. Solo complimenti per i gialloblù guidati da mister Numerato che ha preso il posto di mister Porta. “Abbiamo destato una buona impressione, giocando una gara all’altezza , ma non siamo riusciti a portare a casa un risultato positivo”, commenta la dinamica dirigente gialloblù, Antonella Miranda. Prima frazione abbastanza equilibrata. L’Ischia non sfrutta un paio di situazioni favorevoli e al 39’ va sotto: segna Motti. Sul finire del tempo, raddoppio della formazione toscana grazie a Isclamaj. Al 18’ della ripresa l’Ischia riduce le distanze con Belmonte su rigore, concesso dall’arbitro per atterramento in area ai danni di Romano. I ragazzi di Numerato credono nel pareggio e avanzano il baricentro ma in pieno recupero Motti realizza la doppietta personale, mettendo il risultato al sicuro. In attesa di recuperare mercoledì 13 aprile la gara interna contro la Paganese, l’Ischia sabato prossimo (27a Giornata) osserverà il suo secondo e ultimo turno di riposo, come da calendario.
Da S.S.IschiaIsolaverde.it
TUTTOCUOIO-ISCHIA ISOLAVERDE 3-1
TUTTOCUOIO: Grossi, Ruberti, Maico, Fofanà, Gremigni, Ribecchini, Marmugi, Latorraca, Motti, Isclamaj, Baldini. In panchina Pannocchia, Ferullo, Pucci, Bacci, Giari, Lodà, Rocca, Intreccia Lagli, Verrillo. All. Fiasconi.
ISCHIA ISOLAVERDE: D’Errico, Vorzillo, Petruccio, Esempio, Todisco, Miranda (15’ st Coppola), Di Bello (25’ st Borrelli), Numerato, Romano, Passariello, Belmonte (35’ st Gonzales). In panchina Lepre, Gaglione, Agrillo, Vincenzi. All. Numerato.
ARBITRO: Vassari Gabriele di Valdarno (ass. Cauteruccio Annalisa di Firenze e Chernenkova di Piombino).
MARCATORI: nel pt 39’ Motti, 45’ Isclamaj; nel st 18 Belmonte, 50’ Motti.
Eccellenza: Real Forio festa rinviata per la salvezza diretta

Tanta amarezza in casa Forio per l’ennesimo rinvio dell’appuntamento con la salvezza. Al “Calise”, nello scontro diretto con l’Hermes Casagiove, non si è andati oltre l’1-1. Questo significa che la certezza matematica della salvezza diretta non c’è e nelle prossime due giornate bisognerà non solo sperare di fare risultato, ma anche guardare gli esiti delle altre partite. Quanti rammarichi per mister Iovine, che nel primo tempo ha di fatto ottenuto dalla squadra tutto ciò che voleva. I biancoverdi, infatti, eseguono alla perfezione tutti i dettami del tecnico ed impiegano solo 11’ per andare in vantaggio: Gianluca Saurino stoppa il pallone al centro dell’area e con un tiro ad incrociare supera il portiere avversario. Gli isolani hanno in mano il pallino del gioco e mettono sotto pressione la squadra casertana. Sul’ out di sinistra Mora è ispiratissimo e al 37’ riesce a trovare Boria nel centro dell’area, ma il suo tiro è parato senza troppi problemi da Merola. Il Forio domina, ma il Casagiove trova il pareggio nel’unica occasione da gol del primo tempo. Al 43’, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Picozzi, la difesa foriana si addormenta e lascia indisturbato Tortora che, dal’alto dei suoi centimetri, senza neanche saltare, stacca di testa e supera Verde. Il primo tempo si chiude su un bugiardo 1-1. Nella ripresa Iovine tenta il tutto per tutto mandando in campo prima Guarracino e poi De Felice. La troppa foga dei padroni di casi porta ad un nulla di fatto. Nella prima parte della seconda frazione è sicuramente il Real Forio a rendersi più pericoloso con occasioni non concretizzate da Gianluca Saurino (tiro di poco a lato) e Di Dato (su calcio d’angolo). I due innesti di Iovine non sortiscono gli effetti sperati, il Forio è poco aggressivo sotto porta e nel finale rischia pure qualcosa. Il Casagiove, infatti, sfiora il gol a 5’ dalla fine: Allegretta si presenta a tu per tu con Verde che compie un vero e proprio miracolo. La gara termina sull’1-1, un risultato che soddisfa i casertani sicuri di disputare l’eventuale play-out in casa; la salvezza diretta del Real Forio resta invece appesa ad un filo. Anche in questa patita probabilmente i biancoverdi avrebbero meritato qualcosina in più. Il calcio, però, non è fatto di “se e ma”, contano i fatti: la vittoria manca dal 27 febbraio (6-1 allo Stasia), quando all’ epoca ci si credeva già salvi. Eppure, ad oggi, la matematica non ha ancora emesso il suo verdetto. Nel prossimo turno gli isolani saranno in trasferta a Casalnuovo, poi l’ultima (si spera) in casa con la Sessana.
REAL FORIO 1
HERMES CASAGIOVE 1
REAL FORIO: Verde, Boria, Mora, Mattera, De Giorgi, Di Dato, Fanelli, Di Spigna, Saurino Gianluca, Chiaiese (72′ De Felice), Saurino Ciro (49′ Guarracino). In panchina: Mazzella Claudio, Iacono, Mazzella Stany, Ruggiero, Conte. Allenatore: Giovanni Iovine
HERMES CASAGIOVE: Merola, Tortora, Buonanno, Mirto, Laezza, Izzo (69′ Perretta), Scognamiglio (57′ Capobianco), Capissi (85′ Sparaco), Del Prete, Picozzi, Allegretta. In panchina: De Rosa, Puzone, Desiato, Pascarella. Allenatore: Domenico Vastante (in tribuna Ferdinando Di Benedetto)
RETI: 11′ Saurino Gianluca (R), 43′ Tortora (P)
ARBITRO: Pasquale Mollo di Castellammare di Stabia (ass. Schettino e Manfredini di Castellammare di Stabia)
NOTE: Ammoniti: Verde, Saurino Gianluca, Mora (R); Scognamiglio, Allegretta, Pascarella, Del Prete, Capobianco (P). Angoli: 7-0. Spettatori: 200 circa
Udinese-Napoli, i voti di Vivicentro: no!
I voti di vivicentro
Il Napoli perde la gara esterna della Dacia Arena contro l’Udinese per 3-1 e così si allontana dalla Juventus, ora a più 6. Questi i voti di ViViCentro:
Gabriel 4; Hysaj 5, Albiol 5, Koulibaly 4, Ghoulam 5; Allan 5.5, Jorginho 4.5, Hamsik 5; Callejon 6, Higuain 5.5, Insigne 4.5, Gabbiadini 6, El Kaddouri 6, Mertens 6. All. Sarri 5
a cura di Ciro Novellino
Promozione, Nuova Ischia vittoria di rigore

Trofa al 43′ con un azione personale si invola verso la porta ma spreca a tu per tu con il portiere.
Tabellino 1-0
Nuova Ischia : Mennella; Calise G; Calise A; Paradiso; Del Deo; Kadam; Matarese(10st Trani)(45st Muscariello); Milone ; Trofa; Mendil; Varchetta. In panchina: Telese, Polito; Aiello, Di Costanzo Allenatore Di Meglio
Luisa Festa protagonista della Vespa Rosa
Intervista a Luisa Festa
La protagonista della rubrica “La Vespa Rosa” di questa settimana è Luisa Festa
La sua passione per i colori gialloblè gli è stata trasmessa da suo zio Giuseppe e da Roberta Schettino detta “Stabiesina”
La cosa che subito la colpì molto fu l’amore che la città aveva per la maglia e i generale per i colori gialloblè, anche se ultimamente non è più come una volta. A questo si aggiunse anche l’emozione immensa che provò nel vedere la zia Roberta partecipare a Miss B-Win indossando l’amata maglia gialloblè.
Quell’evento fece crescere in Luisa ancor di più l’amore e la passione che provava per la Juve Stabia.
Dopo aver visto le Vespe giocare in serie B per lei quest’anno si è avverato un altro sogno: quello di andare in trasferta insieme ai suoi zii; Luisa infatti ci racconta che a San Valentino è andata in trasferta a Caserta suggellando l’amore eterno nei confronti della Juve Stabia.
Il suo motto è: “Non mollare mai senza pensare alle sconfitte ma alla prossima gara che verrà tenendo sempre in alto i colori della nostra città”
Luisa ci saluta ringraziando i suoi zii per averla portata al Menti e per averle trasmesso questa passione. E’ lieta di aver conosciuto la grande famiglia del tifo gialloblè che da anni gremisce le gradinate del Menti. La sua passione è nata da pochi anni ma ci fa sapere che cresce sempre di più.
Patrizia Esposito

DICHIARAZIONI COMMISSARIO CARDARELLI PATRIZIA CAPUTO
COMMISSARIO CARDARELLI PATRIZIA CAPUTO
IL COMMISSARIO CAPUTO : “CARADRELLI RISORSA DELLA SANITA’ CAMPANA: LAVORIAMO IN CONDIZIONI DIFFICILI. SPESSO INASCOLTATE LE NOSTRE RICHIESTE D’AIUTO.”

L’Ospedale Cardarelli è una grandissima risorsa della sanità pubblica. Un luogo nel quale, ogni giorno centinaia di medici, infermieri e personale sanitario svolge con professionalità e a rischio talvolta della propria incolumità il proprio lavoro. Stiamo parlando di un pronto soccorso di medicina d’urgenza: anzi dell’unico pronto soccorso di medicina d’urgenza di una città difficile, grande e complessa come Napoli. E’ un dolore, per tutti noi che da anni facciamo questo lavoro con abnegazione e sacrificio, dover in condizioni di collasso disporre ricoveri anche in situazioni non eccellenti. Ma noi tutti abbiamo fatto un giuramento: ed anche a costo di dover superare ostacoli e sacrifici i medici del Cardarelli non hanno mai rifiutato un paziente, non si sono mai tirati indietro davanti a un’emergenza, a un ricovero. Perché la grande tradizione medica di questo ospedale e dei professionisti che l’hanno reso e lo rendono uno dei più importanti del Mezzogiorno ci impone di lavorare anche quando, pur sollecitati da noi, gli organi istituzionali che dovrebbero organizzare e gestire la sanità pubblica campana ci ignorano o non ci rispondono. Chi vive a Napoli sa benissimo che al nostro ospedale fa riferimento un bacino d’utenza che qualsiasi altro nosocomio farebbe fatica a contenere. Il fenomeno dei ricoveri in barella è un fenomeno da cancellare, arginare, eliminare. Ma lo si può fare solo se, insieme ai vertici dell’autorità regionale sanitaria, si disporrà’ un piano complessivo e congruo di divisione del territorio. La sottoscritta, soprattutto negli ultimi anni, ha cercato più volte intese e confronti con i vertici istituzionali della Regione Campania. Mettendo a disposizione la propria esperienza. Parlano le numerose note, lettere, esposti che l’ufficio da me presieduto ha inviato per cercare un tavolo comune, una sponda, un confronto per superare le difficoltà della nostra e di altre aziende ospedaliere.
Una volontà ben nota a tanti e che la mia storia, la mia formazione e il mio impegno a difesa dell’azienda Cardarelli possono dimostrare in qualsiasi momento. La situazione oggi rappresentata e ben conosciuta da tempo e solo grazie ad essa ed in assenza di valide alternative al nostro lavoro , l’ospedale Cardarelli ha sempre svolto il suo ruolo di avamposto della sanità d’urgenza, della risposta alle emergenze di un territorio caldo e difficile come quello di Napoli.
Quando, e soprattutto se, si vorrà affrontare il tema della tutela del paziente, della qualità dell’offerta sanitaria senza speculazioni o attacchi, ma col solo intento di risolvere un problema che l’attuale dirigenza denuncia da mesi inascoltata, troverà sempre professionisti attenti e impegnati in silenzio a fare il proprio lavoro.
vivicentro.it-sud-opinioni / larepubblica / DICHIARAZIONI COMMISSARIO CARDARELLI PATRIZIA CAPUTO
Loculo In Multiproprieta’
Francavilla di Sicilia: fiorente commercio sul loculo del caro estinto
Al cimitero monumentale di Francavilla di Sicilia, ridente cittadina vicino Taormina, vi era un fiorente commercio sul loculo del caro estinto, una Multiproprieta’ di cui nessuno era proprietario.
Le indagini sul loculo del caro estinto, condotte dalle Fiamme Gialle cordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Messina, Antonio Carchietti, hanno potuto appurare gravi responsabilita’ per l’ex dipendente comunale Tindaro Scirto, che raggiunto da ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Maria Militello, e’ stato posto agli arresti domiciliari.
Insieme a questa figura centrale, ne giravano altre :
- Funzionari comunali.
- Un Medico dell’A.S.P. di Messina
- Operai Edili
- Congiunti di Defunti
Il raggiro nella sua complessita’ era semplice, l’ex dipendente comunale Tindaro Scirto, dietro il pagamento di somme che oscillavano tra le 3500 e le 5000 euro, approfittando della buona fede dei parenti degli estinti, faceva loro firmare alcuni documenti che gli avrebbero consentito di disporre alcuni luoghi di sepoltura, a favore degli eredi di altri defunti
In altre circostanze si e’ appurato che l’arrestato con la “fattiva collaborazione” di altri indagati, si faceva promotore dell’ampliamento di loculi già esistenti, senza le prescritte autorizzazioni.
E poi dicono che l’Edilizia sia ferma.
Inoltre, lo Scirto, aveva spostato, dal cimitero monumentale a quello di più recente costruzione, un defunto al fine di avere di più spazio a disposizione, da una scomoda celletta 2X2, si era passati ad una piu’ spaziosa 4X4.
In un altro caso, per dare spazio a una nuova sepoltura, aveva sottratto le spoglie del precedente defunto e le aveva riposte in una busta di plastica “dimenticata” all’interno della tomba, al loro posto aveva messo la salma del nuovo “arrivato” il defunto di turno.
Una cosa e’ certa, che conoscesse alla perfezione il cimitero e i suoi frequentatori, per individuare i loculi o le tombe che difficilmente sarebbero state reclamate da eventuali eredi.
Analoga sorte e’ toccata alle spoglie mortali di altre persone, le cui foto e generalita’ venivano cancellate dalle originarie stele marmoree.
E non finisce qui, Tindaro Scirto era riuscito pure a falsificare i registri cimiteriali ed i verbali di estumulazione e tumulazione.
Visti gli atti processuali, 17 persone a vario titolo sono state denunziate dai Finanzieri del Comando Provinciale di Messina. Le accuse mosse dai Magistrati inquirenti nei loro confronti vanno dalla corruzione, all’istigazione della corruzione, all’abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio e sottrazione di cadavere, ricettazione, falso ideologico, nonché esecuzione abusiva di lavori su aree sottoposte a vincolo architettonico. All’appello manca solamente il “pascolo funerario abusivo.”
Nota funebre
Neppure quando si muore si puo’ avere la certezza di non essere sfrattato dal proprio loculo; dalla propria tomba.
vivicentro.it-isole-opinioni / Loculo In Multiproprieta’ (Lo Piano – Saint Red)
vivicentro.it/isole/
Boschi dai pm: “Ecco la mia difesa. Solo l’ambasciata inglese ci sollecitò l’emendamento”
Maria Elena Boschi
Il retroscena. Per il colloquio della Boschi con i giudici i punti sono già tracciati: né la Total, né altre aziende italiane, fecero pressioni per la norma. Ma c’era l’interesse della britannica Shell
ROMA. Una riunione convocata per domani al ministero dei Rapporti col Parlamento e delle Riforme. Maria Elena Boschi non sottovaluta l’onda lunga dell’inchiesta della Procura di Potenza e nemmeno l’offensiva delle opposizioni che ancora una volta hanno messo lei nel mirino. Di sicuro non crede di essere al riparo grazie alle dimissioni immediate della collega Federica Guidi. Come non lo è il governo e lo si è capito bene adesso che i pm annunciano la loro visita nei palazzi romani. Perciò Boschi vuole ricostruire con i suoi collaboratori tutti i passaggi dell’emendamento “festeggiato” al telefono dalla ex titolare dello Sviluppo economico e dal compagno Gianluca Gemelli. In modo da preparare una memoria difensiva che sgombri ogni dubbio ai pm lucani che hanno chiesto di sentirla e metta a tacere gli attacchi di Lega, Forza Italia e 5stelle.
Quell’emendamento, a memoria del ministro delle Riforme, non è legato in alcun modo ad aziende italiane o alla Total finite nell’indagine potentina. Semmai, questa è la prima versione in attesa della riunione di domani, ebbe una sollecitazione dall’ambasciata britannica perché nel business di Tempa Rossa, il sito per l’estrazione del petrolio di Corleto Perticara è coinvolta anche la Shell, compagnia petrolifera inglese. Il progetto infatti è una joint venture tra Total (50 per cento), Shell (25%) e Mitsui (25%). Nel 2012 le tre sigle decidono di procedere insieme nello sviluppo della concessione Gorgoglione, dal nome di un paesino della zona. Total diventa l’operatore del sito, ma la Shell ha un suo interesse specifico nel giacimento.
Anche le ambasciate partecipano in qualche modo alla legge di stabilità, con appunti diretti al Parlamento e al governo, che vanno dai contributi per i lettori di italiano nelle scuole straniere a questioni più delicate e più grosse come gli investimenti delle multinazionali. Il richiamo alla Shell ovviamente annullerebbe l’ombra del sospetto su una genesi dell’emendamento legato a imprese italiane coinvolte nell’indagine. Al netto del fatto che certo Shell non può essere considerata fuori dalla cosiddetta “lobby dei petrolieri”. Ma rispetto al ruolo della Guidi e rispetto a quello di tutto il governo sarebbe una prova a discolpa. “Un emendamento che rifirmerei domattina. È un progetto strategico”, ha detto la Boschi l’altro ieri. Ed è questa la linea di Renzi. “Secondo noi, l’investimento e la ricaduta sull’occupazione di Tempa Rossa sono da difendere fino in fondo”, spiegava ieri Boschi ai suoi collaboratori.
Ma i ricordi non bastano. Boschi vuole capire la procedura seguita prima della sua firma sul maxiemendamento. Di solito i passaggi sono standard: presentazione della proposta di modifica da parte del ministero competente (in questo caso lo Sviluppo economico), istruttoria degli uffici del dicastero dei Rapporti col Parlamento, autorizzazione del ministro o dei sottosegretari e infine inserimento nel maxi. Non è escluso che in questo caso sia saltato qualche passaggio. Succede spesso quando si tratta la legge di stabilità, con maratone notturne, maxiemendamenti scritti in fretta e furia per arrivare in tempo al voto di fiducia. Forse la Boschi non ha mai dato il via libera, ma certo il ministro non vuole nascondersi dietro gli slalom burocratici. Punta a una ricostruzione puntuale e senza buchi, anche perché sarà lei, probabilmente, a rendere pubblico, bisogna vedere come, il contenuto del colloquio con i magistrati.
Le novità in arrivo da Potenza stanno rallentando anche la scelta del successore di Federica Guidi. Renzi si è lasciato sfuggire solo che pensa a una donna esterna alla politica. Un identikit che corrisponde a Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, e Antonella Mansi, vicepresidente della stessa associazione. Sono nomi circolati in queste ore, insieme con quello di Teresa Bellanova, viceministro dello Sviluppo, molto apprezzata da Renzi per la soluzione di alcune vertenze industriali. Ma prima il premier deve affrontare gli sviluppi dell’inchiesta e già oggi lo farà con un’intervista a In mezz’ora.
vivicentro.it-politica / larepubblica / Boschi dai pm: “Ecco la mia difesa. Solo l’ambasciata inglese ci sollecitò l’emendamento” di GOFFREDO DE MARCHIS



