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Higuain, il fratello: “Non rinnoveremo, progetto non all’altezza”

Le sue parole

Nicolas Higuain, fratello e procuratore di Gonzalo, ha parlato a Radio Marca: “Il presidente ha il diritto di pretendere i soldi della clausola per la sua cessione e noi abbiamo il diritto di non rinnovare. Nel 2013 Higuain lasciò il Real Madrid per un nuovo progetto. Arrivò al Napoli con grande entusiasmo, c’era Rafa Benitez, si parlava di miglioramento delle strutture, lotta allo strapotere della Juve. A mio parere, però, il progetto non è all’altezza di Gonzalo. Napoli gli ha dato molto e Gonzalo ha dato molto al Napoli, ma il progetto è al di sotto delle sue aspettative. I giovani vanno bene, ma non per competere con la Juve e Gonzalo non rinnoverà, ma rispetterà il contratto perché è un professionista. Ci sono almeno quattro, cinque squadre possono permettersi Higuain come le big in Spagna ed Inghilterra più la più forte in Francia e Germania”.

Juve Stabia, tutto fatto: a breve la fumata bianca per un nuovo centrocampista

Ecco di chi si tratta

Le ultime voci di mercato parlano di una Juve Stabia che si sarebbe fatta avanti per Gianluca Esposito, classe ’95, centrocampista che nell’ultima stagione ha vestito la maglia del Rimini. Ha vestito anche la maglia del Savoia prima di trasferirsi in Emilia Romagna, ma è lì, nell’ex squadra di Adrian Ricchiuti che ha disputato una discreta stagione mettendo insieme 27 presenze tra campionato e play out e realizzando anche un gol. Secondo quanto raccolto in esclusiva dalla redazione di Vivicentro.it, il centrocampista centrale dovrebbe ricoprire il ruolo di vice del futuro titolare che potrebbe essere Salvi del Lecce (CLICCA QUI per i dettagli) nel 4-3-3 di Gaetano Fontana. Siamo ormai ad un passo dalla fumata bianca che dovrebbe arrivare con l’annuncio ufficiale della Juve Stabia.

a cura di Ciro Novellino

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Nuova strage nel Canale di Sicilia, morte 10 migranti (VIDEO)

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Sono circa 223 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi, nel corso di 2 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera nel Canale di Sicilia.

Dieci donne hanno perso la vita nel naufragio di un gommone avvenuto questa mattina nel Canale di Sicilia, a circa 20 miglia dalle coste libiche. A bordo dell’imbarcazione, che aveva lanciato un sos con un telefono satellitare, viaggiavano altri 107 migranti (71 uomini, 34 donne e 2 minori), tutti tratti in salvo dalla Guardia costiera.

Soccorso 30 giugno 2016, morte 10 donne 1La richiesta di soccorso era stata raccolta dalla Centrale operativa nazionale della Guardia costiera che ha immediatamente disposto l’intervento di Nave “Diciotti” a una ventina di miglia dalle coste libiche. Drammatica la situazione presentatasi agli occhi dei soccorritori, con il gommone – gia’ segnalato in “condizioni critiche” – ormai sul punto di affondare e i migranti coperti dall’acqua fino alla vita. A ostacolare le operazioni di soccorso anche le condizioni meteomarine decisamente avverse, con mare forza 3, onde alte 2 metri e vento a 30 nodi. La tempestivita’ dell’intervento ha permesso di salvare 107 dei migranti, tra cui donne e bambini, ma 10 donne sono state recuperate ormai prive di vita. Subito dopo, nella stessa area, la Guardia costiera ha operato un altro intervento, salvando in questo caso tutti i 116 migranti stipati a bordo di un secondo gommone.  Il naufragio è avvenuto con condizioni meteorologiche pessime, mare forza 3, vento a 30 nodi e onde alte due metri. Nave Diciotti è ancora in zona alla ricerca di eventuali dispersi.

vivicentro.it/isole/cronaca –  Nuova strage nel Canale di Sicilia, morte 10 migranti

Raid Usa a sud di Falluja, uccisi 250 jihadisti dell’Isis

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Raid Usa, colpito un convoglio composto da 40 veicoli in fuga

Baghdad – Almeno 250 miliziani dell’Isis sono stati uccisi in una serie di raid aerei americani mercoledì a sud di Falluja, in Iraq. Lo riferiscono fonti ufficiali citate dai media Usa. Secondo la Cnn le bombe hanno colpito un convoglio composto da circa 40 veicoli in fuga dall’offensiva dell’esercito iracheno, meno di 24 ore dopo la strage al’aeroporto di Istanbul attribuita al gruppo jihadista. Si tratta di uno dei raid più devstanti per l’Isis in due anni di guerra al Califfato e segna una nuova batosta per il gruppo jihadista dopo la perdita della roccaforte di Falluja..

Il bombardamento è avvenuto in una zona semidesertica fra Amiriyat al-Falluja e Kerbala, dopo una segnalazione del’intelligence. I mezzi colpiti erano per lo più “tecniche”, i fuoristrada con mitragliatrici pesanti. Il convoglio stava cercando di raggiungere una zona desertica verso il confine con la Siria ed era insolitamente numeroso: il Califfo, Abu Bakr al-Baghdadi, infatti, ha ordinato alle sue milizie di non formare mai convogli con più i 5-6 mezzi prprio per non dare nell’occhio ed evitare eccessive perdite nei bombardamenti.

Le immagini riprese dai satelliti della colonna ‘incenerita’ ricordano quelle quelle del 26 e 27 febbraio 1991 in Iraq, quando ben 1400 fra camion, blindati e carri armati del regime di Saddam Hussein  furono distrutti dal’aviazione Usa lungo “l’autostrada della morte”, fra il Kuwait e Bassora

Nelle stesse ore è fallita un’offesiva dei ribelli siriani moderati al valico fra Siria e Iraq di Abu Kamal: nonostante l’appoggio dell’aviazione, l’attacco di 800 uomini è stato respinto dai miliziani jihadisti che hanno ucciso almeno 40 ribelli mentre gli altri si sono ritirati verso il confine con la Giordania.

vivicentro.it/cronaca / (AGI)  Raid Usa a sud di Falluja, uccisi 250 jihadisti dell’Isis

AGGIORNAMENTI – Ecco come sta l’ex bomber della Juve Stabia

Gli aggiornamenti su Paolo Fusco

Due giorni fa la triste notizie dell’incidente di Paolo Fusco (CLICCA QUI per i dettagli), ora arrivano i primi aggiornamenti sulle sue condizioni cliniche e sono positive. L’ex attaccante della Juve Stabia è stato sottoposto ad un intervento chirurgico all’ospedale Versilia dove è stato ricoverato dopo l’incidente. È cosciente e fuori pericolo, anche se la prognosi non è ancora stata sciolta e le sue condizioni sono monitorate, soprattutto per scongiurare il rischio di infezioni. Se il decorso avrà esito positivo, nei prossimi giorni il calciatore sarà sottoposto ad un intervento per ricomporre alcune fratture.

 

Real Forio,Mister Impagliazzo: “Avevo voglia di rimettermi in gioco”

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Real Forio, Mister Impagliazzo

E’ da poco terminata la conferenza stampa di presentazione di mister Franco Impagliazzo “Taratà”. Insieme al nuovo tecnico dei biancoverdi, c’erano anche il DS Vito Manna, il vice presidente Nello Verde e il consigliere comunale di Forio delegato allo sport Giuseppe Di Maio. Vi proponiamo uno stralcio delle dichiarazioni. I riflettori, ovviamente, erano tutti accesi sul mister. Volto nuovo nel Real Forio ma non nella piazza foriana che lo ha visto diverse volte protagonista di importanti annate calcistiche. “In me c’era la volontà di rimettermi in gioco – ha esordito il nuovo allenatore del Real Forio – sono stato contattato da Vito Manna, ci siamo incontrati e mi sembra che abbiamo un progetto abbastanza serio e importante. Per quanto riguarda gli obiettivi, dobbiamo innanzitutto salvare la categoria che è una categoria importante per una piazza blasonata come Forio. Poi se strada facendo dovesse venire qualcosa di diverso ci dovremo far trovare pronti. Mercato? Per grandi linee dovremmo confermare la rosa della passata stagione ma sicuramente ci sarà qualche accorgimento da fare.  Valuterò la rosa che mi metterà a disposizione la società preoccupandomi soprattutto della disponibilità dei ragazzi. Se ci sarà una disponibilità limitata da parte di qualcuno, questo non sarà preso in considerazione. Tutti devono dare tutto per la causa biancoverde”. Mister Impagliazzo si è poi soffermato anche sulla partecipazione al campionato delle altre due squadre isolane (Barano e Procida), se non addirittura di una terza (la Nuova Ischia).  “Sono contento se ci sono più squadre isolane – ha sottolineato il tecnico – anche perché per le squadre di terraferma venire tre o quattro volte sull’isola diventa un problema per loro e quindi possiamo anche farci forza l’uno con l’altro, al di là dei derby che si giocano per vincerli ovviamente”. Parola anche al DS Vito Manna intervenuto innanzitutto sulla poca affluenza di pubblico negli stadi isolani e non solo: “ Il problema della disaffezione al calcio dilettantistico credo che sia un discorso che vada allargato a tutta la Campania e a tutta l’Italia. Siamo migliorati in questi due anni e devo dire che i nostri tifosi sono stati encomiabili soprattutto quest’anno. Ora cercheremo di fare ancora meglio lanciando anche un nostro merchandising e a breve partirà pure la campagna abbonamenti . Sicuramente il mister sarà un testimonial importante”. La stampa presente ha poi interrogato il diesse sull’accordo con l’Ischia Calcio che ha portato diversi giocatori in maglia biancoverde nella passata stagione: “Siamo contenti dell’accordo fatto con l’Ischia l’anno scorso – ha continuato Manna – perché abbiamo avuto in prestito questi ragazzi del ’99 che hanno disputato un ottimo campionato allievi. Puntiamo molto su di loro e per questo martedì e mercoledì faremo un raduno con i ’97, ’98 e ’99 (a Panza ore 18, ndr). Il raduno non è riservato solo ai calciatori del Real Forio, ma è aperto a tutti i ragazzi isolani interessati proprio perchè vogliamo che gli under  migliori possano allenarsi e giocare in prima squadra e non a caso ci sarà mister Impagliazzo che fungerà da supervisore”. Il vice presidente Nello Verde ha chiarito le intenzioni della società: “Rispetto all’anno scorso ci sono diverse novità e ci stiamo organizzando cercando di limare ancora qualche dettaglio che ufficializziamo nei prossimi giorni. Da parte della società c’è la massima disponibilità ad assicurare al tecnico una rosa quanto più competitiva possibile”. In conclusione spazio anche al consigliere comunale di Forio delegato allo sport Giuseppe Di Maio: “ Noi come amministrazione cerchiamo di essere vicini a chi prova ad avere una certa organizzazione. E quest’anno il Real Forio sta mettendo su anche un bel settore giovanile di cui si occuperà, tra gli altri, anche Nicola Mora. Bisogna strutturare sul territorio un settore giovanile attrezzato. E’ l’unica possibilità per creare qualcosa di propizio per il futuro”.

Strinic fa meno rumore di Higuain, ma indica i tormenti dello spogliatoio

I dettagli sul suo futuro

Nella giornata di ieri il terzino sinistro del Napoli Ivan Strinic annunciava il suo addio. Il Corriere del Mezzogiorno scrive che fa meno rumore rispetto al Pipita ma seguendo gli sfoghi di Koulibaly, Hamsik e lo stesso Higuain, induce a rifettere sui tormenti dello spogliatoio. Ma il Napoli, per ora pensa al mercato: blitz del ds Giuntoli in Belgio per Witsel. Per ora fumata nera, l’ingaggio che offre il club azzurro è troppo basso.

Higuain vicino al Man Utd: 70 mln al Napoli

I dettagli

Higuain sempre più lontano dal Napoli con: il Manchester United che punta tutto su di lui. Secondo fonti molto vicine al calciatore raggiunte da Club Napoli All News, Gonzalo Higuain starebbe discutendo un contratto con la nuova squadra di Josè Mourinho. Ancora ignote le cifre del contratto del Pipita mentre al Napoli andrebbero 70 milioni più alcuni bonus legati ai gol ed alle presenze. Nicholas Higuain, fratello agente del calciatore, ha parlato di progetto per titolo nazionale e Champions, il progetto che sta mettendo in piedi proprio il Manchester United con Mourinho.

Contessa saluta la Juve Stabia e i suoi tifosi: “Vi auguro grandi soddisfazioni!”

Le sue parole

Il terzino Sergio Contessa non è più un calciatore della Juve Stabia in quanto da ieri ha firmato con il Lecce un contratto biennale (CLICCA QUI), ma il classe ’90 ha salutato i suoi ex tifosi su Facebook: “Volevo porgere un ultimo saluto a tutta Castellammare, i tifosi, gli amici conosciuti in questi anni, i compagni e i dirigenti che hanno condiviso con me momenti di gioie e momenti meno belli, non facendo mancare mai il supporto e con cui si è instaurato un rapporto di stima che per quanto riguarda me va oltre il calcio. Auguro a tutti voi le più grandi soddisfazioni e sarò sempre riconoscente a tutti voi per avermi arricchito in questo due splendidi anni. In pochi giorni la chiamata del Lecce ha suscitato in me una voglia di rivincita che non avevo mai provato. Era un segnale e non potevo che cogliere la palla al balzo. Inizia una nuova avventura. Posso dire con estrema felicità di essere un nuovo giocatore dell’ U.S. Lecce”.

Napoli-Zenit, c’è l’accordo: ora resta da convincere Witsel

Lo riferisce la Gazzetta dello Sport

L’accordo tra Napoli e Zenit sarebbe stato raggiunto sulla base di 15 mln e che per l’annuncio si dovrà attendere soltanto l’intesa con l’entourage del giocatore che ha già dato il proprio gradimento al trasferimento: stiamo parlando di Witsel. Cristiano Giuntoli ieri era in Belgio per Witsel, una missione segreta, anzi segretissima, che il direttore sportivo del Napoli negherà come giusto che sia visto il suo ruolo. Invece, il dirigente napoletano ha incontrato gli intermediari dell’operazione e il papà agente del giocatore. Un faccia a faccia rapido, durato giusto una mezzoretta, e che è servito a chiarire le rispettive posizioni. Il centrocampista belga che attualmente guadagna 2,2 milioni netti vorrebbe aumentare il suo ingaggio e ha chiesto 4 milioni di euro, il Napoli è disposto ad arrivare a 2,7.

Simeone in pressing su Higuain: l’occasione per la rivincita è ghiotta

I dettagli

Higuain è «pressato» direttamente: lo fa Diego Simeone, stilando la personalissima classifica di gradimento all’Atletico Madrid, e nella quale il bomber del Napoli è preferito a Cavani; lo fa anche chi ruota intorno ai «colchoneros», stuzzicando l’entourage del centravanti, prospettandogli questo ruolo del leader e la possibilità di prendersi una clamorosa rivincita sul Real Madrid. E’ quanto riferisce i Corriere dello Sport.

Del Diman non v’e’ certezza

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Chi vuol essere lieto sia, del diman non v’e’ certezza, così poetava con ritmo ottonario il Magnifico Lorenzo De’ Medici.
Oggi questa filastrocca non e’ piu’ attuale, milioni di persone che vivono nei Paesi della Comunita’ Europea, non hanno ne’ certezze sul  futuro ne’ sicurezze  sul presente. Con queste prospettive e’ difficile mostrare un senso di gioia, di spensieratezza.
La Comunita’ Europea e’ nata 57 anni fa, doveva rappresentare un’oasi di pace duratura, due guerre mondiali con milioni di morti dovevano rappresentare un monito per tutti gli Stati perche’ simili eventi non si ripetessero mai piu’.
 
distanza di mezzo Secolo, qualcosa sta cambiando, vi e’ tanta turbolenza politica, alcuni Stati membri devono combattere con problemi interni, con i numerosi focolai di frange populiste e xenofobe che vorrebbero che il proprio Paese uscisse dalla Comunita’.
Quello che e’ accaduto in Gran Bretagna ha quasi dell’ncredibile, 18 milioni di cittadini hanno votato “Leave”, cosi’ fra 2 anni una Nazione come la Gran Bretagna dovra’ affrontare qualsiasi problema che si prospetti  senza alcun supporto della Comunita’: in parole povere e’ come se fosse un Paese forte, ma tanto ‘povero’ e isolato.
Oggi in Europa si respira un’aria pesante, i Paesi piu’ forti parlo finanziariamente non sanno piu’ quale sia la direzione giusta, ne’ come agire, ne come prendere le distanze e i rimedi piu’ opportuni, per impedire che in altre Nazioni si possa ripetere il voto appena espresso in Gran Bretagna.
In questi anni potremo parlare di “Piccola Bretagna” visto che Scozia e Irlanda del Nord, vorrebbero scorporarsi dall’Inghilterra ed entrare in un secondo tempo a far parte dell’Unione Europea.
Bisogna cambiare rotta, invertire la marcia, programmare nuovi capitoli di spesa, da una perdita come quella della fuoriuscita della Gran Bretagna, bisogna trovare i giusti rimedi, morto il Re viva il Re, questo motto ancora puo’ dare i frutti sperati.
Germania, Francia e Italia non devono essere i maestri dell’Europa, ma alunni della stessa classe, dovrebbero aiutare non solo i ripetenti, ma anche coloro che presentano delle lacune incolmabili.

vivicentro.it/blogger/lopiano-saintred / Del Diman non v’e’ certezza Mauro Lo Piano

ESCLUSIVA – Un bomber siculo nel mirino della Juve Stabia

Ecco di chi si tratta

Fine giugno, poi il via in maniera ufficiale al calciomercato con l’inizio del nuovo, caldo, mese estivo. Il presidente Franco Manniello con il suo staff cerca rinforzi da regalare all’organico che sarà diretto da Gaetano Fontana nella prossima stagione. Diversi i nomi da tenere sotto osservazione, ma, nelle ultime ore, n’è spuntato fuori un altro, relativo al pacchetto avanzato: secondo quanto raccolto in esclusiva dalla redazione di ViViCentro.it, si tratta dell’attaccante Giuseppe Gambino che nella passata stagione militava nelle fila del Monopoli. Attaccante centrale, classe ’84, di piede destro, nativo di Agrigento, ha messo insieme 37 presenze tra campionato, coppa Italia e play out realizzando anche 10 gol, nell’ultima stagione. Un buon prospetto per l’attacco gialloblè, piace tantissimo e anche lo scorso anno è stato vicinissimo quando sulla panchina c’era Ciullo. Cresciuto calcisticamente con la Sampdoria, ha vestito anche le maglie del Martina Franca e del Rimini tra le altre.

a cura di Ciro Novellino

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Il Napoli risponde con i fatti a Higuain: lettera di convocazione per Dimaro

I dettagli

La Repubblica propone la risposta del Napoli alle parole dette dal fratello-agente di Gonzalo Higuain: “Fatti, non parole. L’unica risposta ufficiale del Napoli a Gonzalo Higuain sarà la pragmatica lettera di convocazione – in partenza come per tutti gli altri nazionali all’inizio di luglio – con cui il riottoso attaccante argentino verrà cordialmente “invitato” a presentarsi con la massima puntualità nel ritiro azzurro di Dimaro, al termine delle tre settimane di vacanza che gli spettano (a prescindere da tutte le clausole) per contratto. Facili i conti: la finale della Coppa America si è giocata il 27 giugno, tre giorni fa. Al Pipita ne restano dunque altri 18 di libera uscita, che fanno ipotizzare come data per il suo arrivo in Val di Sole (già tappezzata di manifesti con la foto del campione) al massimo entro il 20 luglio: se gli sarà consentito di mettersi in viaggio durante il week end. Altre deroghe e concessioni non sono previste. Il Napoli si è fatto scivolare addosso le accuse del fratello-manager di Higuain non degnandole nemmeno dello straccio di una replica ufficiale. Una strategia solo apparentemente più soft, rispetto al passato recente”

De Giovanni distrugge Nicolas Higuain: “Speculatore in materia d’etica, vomita accuse”

Scrive Maurizio De Giovanni su Il Corriere del Mezzogiorno

Il fratello procuratore di Higuain ha sparato forte e chiaro sulla società con la quale il suddetto germano assistito ha ancora due anni di contratto. Di soldi, ovviamente, questo pensatore profondo e speculatore in materia di etica si è guardato bene dal parlare. Le accuse vomitate dal signor Nicolas vertono sugli aspetti tecnici e strutturali: la società, cinica e bara, nonostante le promesse non completa gli investimenti adeguati a competere per il massimo traguardo. E allora noi, famiglia Higuain, ci sentiamo legittimati a mettere vela per altri e più ambiziosi lidi. Questo orribile malcostume si va estendendo a macchia d’olio, e il Napoli è ahinoi tra i più colpiti. I Maldipancia Boys, celebre gruppo blues che canta in coro le ragioni di un rinnovo milionario a contratto in corso solo perché la stagione è andata bene, infoltiscono le proprie file: Koulibaly, Albiol, Hysaj, ora Gonzalo. Abbiamo giocato bene, no? Allora rivediamo gli accordi firmati uno o due anni fa, al rialzo; avessimo giocato male, naturalmente, ci pagavate uguale. Al tifoso piacerebbe tanto se la società lo zittisse in maniera spettacolare, concludendo un paio di colpi di livello e riducendo l’incrementale gap coi bianconeri attrezzandosi nel contempo per una grande Champions. Sarebbe molto bello, no?.

Saldi al via tra 1 e 5 luglio, spesa media prevista 67 euro

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SALDI – In Sicilia si anticipa a venerdì 1 luglio. Nel Lazio, in Piemonte, Toscana e Veneto si posticipa a martedì 5 luglio. Confesercenti: “Speriamo di recuperare le perdite dovute al maltempo”. Codacons: “Nessuna corsa agli acquisti”

Nessuna corsa all’acquisto per i saldi estivi 2016 ma le vendite saranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato il consueto monitoraggio sulla propensione all’acquisto delle famiglie durante gli sconti di fine stagione che prenderanno ufficialmente il via il prossimo 2 luglio in tutta Italia (ad eccezione della Sicilia), anche se molti negozi, circa 1 su 3, di fatto già applicano sconti alla clientela. “Presso i consumatori si registra cauto ottimismo e una stabilita’ nella propensione alla spesa durante i saldi rispetto allo scorso anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi -. Non ci sara’ alcuna impennata delle vendite ne’ corsa all’acquisto, e la spesa media degli italiani sara’ in linea con quella del 2015, con uno scontrino medio che si attestera’ attorno ai 67 euro procapite”.

L’andamento degli sconti di fine stagione, tuttavia, non sarà omogeneo sul territorio e forti differenze si registreranno anche in base alla tipologia di esercizio commerciale.”Il commercio nelle regioni del sud Italia continuera’ a soffrire anche durante i saldi, a differenza del centro e soprattutto del nord Italia, dove le vendite avranno un andamento migliore – spiega Rienzi -. Cio’, tuttavia, non varra’ per tutti i negozi: ad outlet e centri commerciali andra’ infatti la fetta piu’ grande della torta, con maggiore afflusso di consumatori e concentrazione delle vendite, assieme alle boutique d’alta moda che potranno contare sugli acquisti dei turisti stranieri. A tutto svantaggio dei piccoli negozi e delle periferie, che vedranno una riduzione del giro d’affari”.

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Falcao chiude le porte al Napoli: “Sto bene al Monaco”

Falcao non approderà al Napoli

Dopo Mediaset, anche Elperiodicodeportivo sottolinea un interesse del Napoli per Falcao, che andrebbe a sostituire Gonzalo Higuain. Ad ogni modo, l’attaccante del Monaco, tornato in prestito dal Chelsea, rimanda al mittente ogni tipo di proposta, attraverso queste parole: “Sono molto felice di essere tornato a Monaco, voglio fare una grande stagione qui. Mi sento bene e sento il sostegno dei tifosi. Voglio restare qui. Voglio aiutare il Monaco a raggiungere i suoi obiettivi. Questa è la cosa più importante. Voglio diventare capocannoniere della Ligue one”.

Seggio all’ Onu. Che cosa non ha funzionato

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ONU – Pareggiare è meglio che perdere. Ieri, alle Nazioni Unite, l’Italia pensava di vincere. Deve accontentarsi di un punto anziché tre. Respiriamo di sollievo, ma dobbiamo pensare a cosa non ha funzionato.

Il compromesso fra Italia e Olanda, un anno a testa in Consiglio di Sicurezza, testimonia del buon senso di Matteo Renzi e Mark Rutte, nel disordine europeo che li circondava.

L’hanno raggiunto ai margini di un Consiglio Europeo kafkiano dominato dalle tensioni sull’uscita del Regno Unito dall’Ue, mentre il mondo reale batteva alle porte con l’attentato di Istanbul, città europea, carta geografica alla mano. Al Palazzo di Vetro il ministro Gentiloni e i nostri diplomatici avevano faticosamente recuperato la manciata di voti di svantaggio. L’Italia può essere moderatamente soddisfatta.

All’Onu l’Assemblea Generale è una cassa di risonanza che ha il pregio dell’universalità e il limite dell’irrilevanza. Contano le agenzie, come l’Alto Commissariato per i Rifugiati, l’Unicef, l’Organizzazione Mondiale della Sanità; contano i Caschi Blu che, dove possono, mantengono la pace; conta il Segretario Generale. Conta soprattutto il Consiglio di Sicurezza, cinghia di trasmissione fra legittimità internazionale e realpolitik delle grandi potenze, del burro e cannoni, delle crisi intrattabili. E’ una democrazia molto imperfetta, in cui i cinque membri permanenti (P5: Russia, Usa, Francia, Regno Unito, Cina) sono molto più uguali degli altri. Non riflette più gli attuali equilibri mondiali; non dà spazio ai Paesi emergenti; è spesso paralizzato dal veto. Ma funziona.

Il seggio non permanente è un riconoscimento di status internazionale. Roma ha un buon albo d’oro. Il gruppo cui apparteniamo (Weog) conta 28 Paesi e ha diritto a due posti. Entrata nell’Onu nel 1955, l’Italia è stata in CdS sei volte, 12 anni su 62. Adesso aggiunge un mezzo mandato annuale nel 2017. Questo risultato è frutto di costante impegno societario, specie nel mantenimento della pace, come in Libano e nel Corno d’Africa, e di assidua azione diplomatica a New York, nei fori multilaterali, nelle capitali di tutto il mondo. Il 2017 ci troverà nella stanza dei bottoni Onu, dove si giocano partite che ci toccano da vicino: Mediterraneo, dalla Libia alla Siria; terrorismo di Isis; confronto fra Russia e Ucraina; migrazioni e rifugiati; Afghanistan e Iraq dove addestriamo le forze armate locali; Iran reintegrato nella comunità internazionale; non proliferazione. E’ in corso un riallineamento mondiale. Medio Oriente, Ankara e Gerusalemme normalizzano i rapporti diplomatici, mentre israeliani e sauditi si scambiano segnali di fumo.

Londra post-Brexit, più eccentrica rispetto all’Europa, non può più assicurare la saldatura atlantica fra Washington ed europei. Unico P5 Ue, la Francia può utilizzare il seggio permanente per compensare sulla scena internazionale il rapporto europeo con Berlino. Il 20 gennaio s’insedierà la nuova amministrazione americana. La Germania non sarà nel Consiglio di Sicurezza. L’Italia, Paese Ue e Nato, può diventare pedina chiave negli equilibri europei e occidentali. Può. Per essere all’altezza dovrà far tesoro della lezione di giovedì. Pensavamo di avere i voti. Su 128 necessari, ne sono mancati 15 alla prima tornata (solo 3 all’Aia); più di 30 nelle successive. Più che errore di calcolo è ottimismo fuorviante nell’interpretare i riscontri che riceviamo. Ci rassicuriamo da soli; trascuriamo, specie all’Ue, la costruzione di alleanze.

Per vincere all’Onu, come insegnava Paolo Fulci, bisogna prendere i voti in Africa, Asia, America Latina. Svezia e Olanda, di fama troppo rigoriste, ne hanno ricevuti più di noi: forse la loro coerenza paga più della nostra innata duttilità. Abbiamo chiuso ambasciate e rubinetti della cooperazione. Per circostanze indipendenti dalla nostra volontà si sono aperti contenziosi bilaterali seri con tre Paesi leader: Brasile, India ed Egitto. Avremo ragione da vendere su tutti e tre, ma non abbiamo saputo isolarli dai rapporti complessivi. Alleati e partner si domandano spesso quanto sia convinto il nostro impegno. Dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre, l’Italia ha offerto alla Francia solidarietà verbale, non aiuti militari per alleggerirla in Mali (glieli ha dati la Germania). Né abbiamo innalzato l’asticella contro Isis in Iraq e in Siria. La leadership che rivendichiamo in Libia è finora rimasta sulla carta. Il 2017 ci vedrà in Consiglio di Sicurezza e con la Presidenza G7. Ce ne possiamo servire per rilanciare Europa e Atlantico sotto attacco dall’interno. Restano i nostri assi cardinali ma richiedono una capacità nazionale di visione, strategia ed esecuzione. Una politica estera di piccolo cabotaggio non basta più.

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vivicentro.it/editoriale lastampa/Seggio all’Onu. Che cosa non ha funzionato STEFANO STEFANINI

LE RELIGIONI

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LE RELIGIONI

Non sono affatto l’OPPIO dei POPOLI; e la più clamorosa smentita di questa affermazione, l’ha dovuta subire proprio chi l’aveva formulata; piuttosto RIVOLI dell’unico catino della SPIRITUALITA’ UNIVERSALE.

Nel momento stesso in cui è cessato il REGIME COMUNISTA in Unione Sovietica, è immediatamente rifiorita e si è diffusa la Religione Cristiana Ortodossa; il che significa che non era mai cessata e si perpetuava in modo occulto e clandestino.

La RELIGIONE e il CULTO della NON RELIGIONE (è anch’esso una RELIGIONE, nel senso qui inteso, perché, alla fine di ogni ragionamento sillogistico, il discorso è pur sempre CREDERE o NON CREDERE: un’INTELLIGENZA ORDINATRICE regola il COSMO, o il CASO che, grazie all’emersione spontanea di ordine all’interno di fenomeni caotici, ha permesso di dar luogo alle LEGGI REGOLATRICI dell’UNIVERSO?) sono ineludibili ESPRESSIONI dell’ANIMO UMANO.

C’è posto al Mondo per infinite INTERPRETAZIONI di RELIGIONE, nel tempo e nello spazio, ed esse non hanno motivo e non hanno tendenza a sopraffarsi, ma possono pacificamente convivere, come la Storia ha dimostrato fornendo innumerevoli esempi.
Perché, allora, abbiamo la sensazione e la percezione delle GUERRE di RELIGIONE?

TUTTO ritorna ancora alla cognizione dell’IMPERIALISMO come eredità e prosecuzione dell’IMPERO ROMANO.

La Religione Cristiana, nata come una fiammella nell’anima di pastori e coltivatori della Palestina, che cosa è diventata, grazie alla MANIPOLAZIONE della ROMANITA’?
La stessa diffusione del Verbo della Salvezza, secondo la Dottrina Cattolica, commissionata ai Discepoli, da Gesù Cristo, prima dell’Assunzione in Cielo (emblematica FONTE di espansione ed espansionismo), ha profili di AMBIGUITA’, essendo caratterizzata da inquietudine filologica la redazione dei primi Vangeli, e legata ad un filo di capello, la separatezza tra i Vangeli riconosciuti e gli Apocrifi.

Essa è diventata, infine, RELIGIONE d’IMPERO, con a capo il PAPA che, di fatto e di diritto, si è sostituito a CESARE.
Nessun’altra RELIGIONE ha osato tanto. Ma è bastato questo per scombussolare un intero sistema mistico ed esistenziale che andava affermandosi nei secoli, dai tempi degli antichi Egizi, secondo quanto fa parte delle umane cognizioni, ma certamente ancor prima in senso cosmico.

Alla RELIGIONE CRISTIANA si è accodata, quasi come contraltare e reazione, la RELIGIONE MUSULMANA, venendosi così a determinare quasi una naturale evoluzione:

Le RELIGIONI MONOTEISTE, in quanto più idonee a raffigurare il DOMINIO dell’IMPERATORE, hanno, tendenzialmente, fagocitato la SPIRITUALITA’ UMANA, rendendola terreno fertile di PREVARICAZIONE, VIOLENZA, IMPOSIZIONE, INGIUSTIZIA.

Da ultimo, ed è riprova di quanto sopra, la RELIGIONE EBRAICA, che proveniva dal RISPETTO verso le altre Religioni, e RICONOSCIMENTO che anche in esse vi è una parte di VERITA’ e DIVINITA’ (e ancora oggi è, in vario modo, riscontrabile qualcosa di questo), pur considerandosi il popolo ebreo, ELETTO da Dio; e ciò accadeva anche quando gli Ebrei erano schiavi degli Egizi, OGGI in MASSIMA PARTE, tende ad affermarsi in modo DISPOTICO e IMPOSITIVO non solo in Palestina, ma, con riguardo ai tempi e al NUOVO imperialismo, in TUTTO il MONDO, attraverso le BANCHE, le GRANDI MULTINAZIONALI, il CONDIZIONAMENTO dei GOVERNI ecc.

TUTTO quindi nasce dalla Religione Cristiana e da come essa si è impossessata di tutti i PIGMENTI che resero ROMA “città imperiale”.

Dalla considerazione di cui sopra, nasce lo spunto per prendere in esame la caratteristica della Religione Cristiana, che col suo trasformismo e camaleontismo è riuscita a porre in essere forme diverse di IMPERIALISMO, facendo, ovviamente, anche in questo, PROSELITISMO.

Alla fine del Medio Evo, l’anima spaccata del Mondo e l’anima spaccata della Religione che, nel frattempo si era imposta nel Mondo, attraverso l’Impero Romano, produsse DUE REALTA’:
religioni

Il RINASCIMENTO Italiano (prosecuzione, a mio avviso, del MODELLO ELLENICO CLASSICO, schiacciato ma non ammazzato dalla ROMANITA’), dove, peraltro, si perpetuava la Chiesa Cattolica, attraverso lo Stato della Chiesa sempre più potente e tendente ad imporsi come dominio spirituale mondiale (il che tra l’altro comportò, con la FINE del periodo rinascimentale, la FINE della GRANDE STORIA in Italia, essendo una anomalia, questa, di assoluto rigetto dell’AUTENTICO Modello Classico, basato sull’ARMONIA ed EQUILIBRIO, e non già sul POTERE EGEMONICO);
e
il PROTESTANTESIMO, in modo nettamente prevalente fuori d’Italia (fuori cioè dallo stridente e troppo ravvicinato confronto col Papato), dove continuava, appunto, la GRANDE STORIA, nelle sue varie diramazioni, che, pur non essendo di per sé, di natura imperialista, era fertile terreno di ispirazione per l’affermazione dei grandi espansionismi e colonialismi nazionali, quali quello francese, inglese, olandese ecc., del liberismo, illuminismo ecc.; percorsi attraverso i quali andavano affermandosi i GRANDI IMPERIALISMI (DERIVAZIONI storiche e sistematiche dell’IMPERIALISMO ROMANO), fino ai nostri giorni.

Quelli derivanti direttamente dal Sacro Soglio, in quanto velleitari, anacronistici, antistorici (Spagna e Portogallo), sono infine abortiti (non senza aver prima prodotto INCREDIBILI e IRREVERSIBILI danni per l’intera Umanità), ma NON la MATRICE, la Chiesa Cattolica, che ha capovolto tutte le sue convinzioni, arrivando addirittura ad ammettere che la Terra gira intorno al Sole, pur di non perdere il suo PRIMATO, e c’è riuscita, bisogna dirlo, in MODO, fin qui, (abbastanza) EGREGIO, entrando a far parte sia della STORIA dei GRANDI DOMINI, sia della STORIA del PRIMATO nei Paesi esclusi o decaduti dalla GRANDE STORIA ed, in particolare del POTERE (para)TEMPORALE in Italia, grazie anche agli sciagurati eventi che hanno riguardato il nostro Paese, dalla sua UNITA’ in poi.

Ritornare, da tutto questo, alle concezioni NATURALI e BASILARI delle RELIGIONI, sarà MOLTO difficile, se non IMPOSSIBILE; ma è una STRADA DECISIVA, se non l’UNICA, per SALVARE il Mondo dall’AUTODISTRUZIONE.

Alberto Liguoro

Mertens: “Io via? Ho ancora due anni di contratto”

Le sue parole

Dopo la conferma di Hamsik e il rinnovo di Callejon, anche Mertens, durante la conferenza stampa nella vigilia di Belgio-Galles, ha tranquillizzato la tifoseria azzurra, attraverso queste dichiarazioni: “Ho ancora due anni di contratto col Napoli e non ho sentito nulla riguardo delle offerte. Staremo a vedere. Galles? Sarà una gara difficile. Si difendono in cinque e hanno grande qualità in attacco.”