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Inverno nei container per i terremotati: a Norcia gli sfollati sono in rivolta (VIDEO)

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A Norcia gli sfollati sono in rivolta: non vogliono abbandonare le loro zone e vengono montate le prime tende collettive. Passeranno l’inverno nei container. Spirito opposto ad Amatrice dove la grande paura del “Big One” spinge la gente a fuggire. A Civitanova sono già 5 mila le persone giunte sulla costa. E c’è chi,come Gabriela, nella tragedia per la prima volta vede il mare.

Terremoto, tra gli sfollati in rivolta: “Non ce ne andiamo”. Ora arrivano i container

La protesta costringe la Protezione civile a cambiare i piani. Già in serata montate le prime tendopoli collettive in paese

NORCIA (PERUGIA) – La rivolta della gente dei Sibillini ha vinto. Avevano detto che non se ne sarebbero andati dalla loro terra e il governo ne ha dovuto prendere atto. «Se non mollano, che altro possiamo fare?», riconosceva al mattino la governatrice dell’Umbria.

Catiuscia Marini ieri era nuovamente tra Preci e Norcia a parlare con sindaci e abitanti, e poi si è precipitata a Roma per partecipare al Consiglio dei ministri assieme ai colleghi delle altre tre regioni terremotate. Annuncia dunque Renzi al termine del Consiglio dei ministri: «Entro Natale, e speriamo anche prima, daremo i container». Renzi ha annusato odore di ribellione e ha reagito di conseguenza. «Nessuno di noi immagina di calare soluzioni dall’alto».

La sorda protesta degli sfollati ha costretto la Protezione civile a cambiare i piani a malincuore, perché Renzi ancora ieri mattina insisteva «Niente tendopoli in montagna». Le prime tensostrutture per trecento posti letto sono state montate a Norcia in serata. Altre ne arriveranno nei prossimi giorni perché ci sono migliaia di persone da ricoverare. E poi sono da aprire uffici pubblici, centri sanitari, farmacie, sportelli postali e di banca, negozi, supermercati. La vita deve ripartire. E poi verranno i container come fu in Irpinia.

Ha ragione chi non vuole lasciare Norcia: rischia di non tornare più

Il piano della Protezione civile, su impulso dei quattro governatori, dunque cambia in corsa. Si profilano tre passaggi prima di arrivare alla ricostruzione vera e propria: il primo è quello più temporaneo e prevede le grandi tende collettive in alternativa alle cuccette dei treni o alla sistemazione in albergo; il secondo step, considerando che la neve è dietro l’angolo, prevede container per tutti quelli che ne faranno richiesta entro Natale; il terzo, a più lunga scadenza, sono i moduli prefabbricati, ovvero le casette antisismiche da 40-60-80 metri quadri a seconda dei nuclei familiari.

Dopo il sisma del 24 agosto, si era detto che le casette sarebbero state pronte entro 7 mesi. Ma all’epoca erano piccoli numeri e le casette le avrebbero avuto perlopiù gli allevatori; tutti gli altri dovevano andare in affitto (con il contributo dello Stato) o in hotel. Nel frattempo sono arrivate due botte micidiali, lo scenario è cambiato, e case a cui appoggiarsi non ce ne sono più. Perciò ora si cambia.

Dopo i container, verranno i moduli abitativi. Ne avranno diritto soltanto i cittadini le cui case sono gravemente lesionate (e quindi, va da sé, prima occorreranno le ispezioni dei tecnici: si consideri che per il 24 agosto erano state presentate 70 mila domande). «Ne hanno diritto perché potranno rientrare in una casa non prima di 5-7 anni», precisa la Governatrice Marini. Chi se la potrà cavare con piccoli interventi, invece, non avrà la casetta. Ma tutti, sia chiaro, lesioni leggere o gravi, avranno un adeguato contributo dello Stato.

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vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Inverno nei container per i terremotati: a Norcia gli sfollati sono in rivolta
lastampa/Terremoto, tra gli sfollati in rivolta: “Non ce ne andiamo”. Ora arrivano i container FRANCESCO GRIGNETTI  INVIATO A NORCIA (PERUGIA)

ESCLUSIVA – Juve Stabia, Tomas Danilevicius: Le reti al Pescara ed alla Nocerina sono per me indimenticabili. Che coppia con Sau!

Abbiamo ascoltato in esclusiva Tomas Danilevicius, ex attaccante della Juve Stabia e della nazionale lituana. Con lui abbiamo ripercorso la sua esperienza in gialloblù.

Tomas innanzitutto cosa stai facendo ora? Ho smesso di giocare. Ho vissuto l’ultima stagione da calciatore ormai due anni e mezzo fa nell’ND Gorica. Avevo ancora un legame contrattuale con il Parma ma conosciamo tutti le scorse vicende della società emiliana quindi ho preferito sciogliere il contratto. Avevo richieste dall’India e dalla Lituania ma ho preferito fermarmi. Attualmente ho una mia attività imprenditoriale in ambito immobiliare che mi porta a vivere e lavorare tra la Svizzera e la Lituania. Sono contento, ho smesso per mia volontà e non per problemi fisici o per mancanza di alternative.

Hai ancora modo di seguire la Juve Stabia? Certo, seguo la Juve Stabia come tutte le squadre in cui ho giocato. Il periodo in gialloblù è stato bellissimo per me e condito da tante soddisfazioni. Non posso che guardare con interesse la Juve Stabia e sperare in risultati positivi per le Vespe.

Tu arrivasti a Castellammare come il calciatore di qualità ed esperienza. Molti ricordano i gol di Sau ma tu, Maury, Mezavilla ecc avevate un ruolo importantissimo: facevate il lavoro sporco in zone diverse del campo ma utilissimo per la squadra. Hai detto bene. Nella prima stagione c’era Marco che andava in rete in continuazione ed i suoi gol facevano bene a tutta la squadra. L’obiettivo era salvarsi ed i gol di Marco erano fondamentali. Io lo aiutavo nei contrasti, nelle sportellate e negli assist, magari segnando di meno. Non a caso nelle ultime giornate, quando non giocai per infortunio, anche Marco segnò molto poco. Ad ogni modo con Marco ci trovavamo molto bene; eravamo una bella coppia d’attacco.

La seconda stagione invece ti ha visto andare in rete con continuità. Esatto; il secondo anno è stato altrettanto bello dal punto di visto personale. Sono andato in rete con continuità e forse questo salta più all’occhio ma sono soddisfatto di entrambe le mie stagioni alla Juve Stabia; sia la prima che la seconda sono state bellissime. Credo di essere stato importante in entrambe le stagioni, prima con i contrasti e poi con i gol.

Poche settimane fa Francesco Ripa ha segnato una tripletta, proprio come facesti tu contro la Pro Vercelli. Che ricordo hai di quella giornata? Fu una partita particolare. La preparazione della gara fu esattamente come quella delle altre partite, solo in campo la giornata divenne speciale. Fu una tripletta importante perché permise alla squadra di vincere una partita tosta ed in trasferta. E’ senza dubbio un bellissimo ricordo.

A proposito di gol, a quali delle tue reti gialloblù sei più legato? Probabilmente alla prima, messa a segno nella gara interna contro il Pescara. Quella rete vale tanto per me, anche perché poche ore prima era scomparso mio nonno. In più era una gara che arrivava nella fase iniziale della stagione, che per noi fu molto difficile. Al Menti arrivava il Pescara di Immobile, Insigne e Zeman. Affrontare una squadra così forte, in un momento difficile per la tua squadra, avendo saputo della scomparsa di una persona cara ed andare in rete, poi vincendo, fu molto importante. Ricordo con emozione anche la rete nel derby contro la Nocerina, molto sentito dai tifosi ed arrivato nella giornata successiva.

A distanza di anni hai ancora modo di sentire Manniello e Braglia? Che rapporto è rimasto con loro? Mi sento spesso con il Presidente, soprattutto via sms. Non ti nascondo che ci siamo lasciati in ottimi rapporti e non mi dispiacerebbe tornare a salutarlo quando gli impegni me lo permetteranno. Con Mister Braglia quando era a Pisa ci sentivamo di più; ora lo tengo d’occhio grazie a Mezavilla che è con lui ad Alessandria (ride n.d.r.).

La forza della tua Juve Stabia era il gruppo; ti senti o vedi ancora con alcuni tuoi ex compagni? Era proprio così, eravamo un gruppo unito ed il campo esaltava il nostro legame. Mi sento e vedo spesso con Mezavilla e Maury; cerchiamo sempre di ritagliarci un po’ di tempo da passare insieme. Ricordo con affetto anche Caserta, Zito, Erpen, Molinari, Sasà Bruno..tutti calciatori importanti dentro e fuori dal campo.

Il tuo ricordo della tifoseria stabiese, adesso diventata famosa anche per il geyser sound di stile islandese. Difficile per un calciatore chiedere di più ad una tifoseria. I tifosi di Castellammare ci hanno sempre fatto sentire il loro affetto, in casa ed in trasferta. Ricordo soprattutto la trasferta di Genova, con il settore ospiti dello stadio Marassi stracolmo e tutto gialloblù. Poche piazze hanno tifosi passionali come quelli della Juve Stabia, vicini alla squadra sia nei momenti belli che brutti.

Allargando lo sguardo, tu hai segnato con la nazionale anche all’Italia a Napoli nel settembre 2006. Come vedi la nuova nazionale azzurra? I campioni del passato non ci sono più.. Sicuramente la nuova generazione ha forse meno talento di quella dei Del Piero, dei Totti e dei Pirlo. Anche i campioni del passato però sono stati giovani ed hanno avuto il tempo di diventare poi fenomeni. Purtroppo viviamo in un periodo in cui il tempo è sempre poco, soprattutto nel mondo del calcio. I giovani italiani hanno qualità ma è essenziale concedergli il tempo di crescere bene e di maturare. Se si farà questo, l’Italia continuerà ad essere forte.

Un saluto ai tifosi che ti stanno leggendo. Saluto con affetto tutti i tifosi della Juve Stabia. Ricordo tutta Castellammare con piacere; spero anzi di passare a salutare tutti allo stadio non appena mi sarà possibile. Forza Vespe!

Raffaele Izzo

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Tina Anselmi è morta, aveva 89 anni (VIDEO)

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È morta Tina Anselmi Aveva 89 anni, era stata la prima donna a ricoprire la carica di ministro della Repubblica

È morta Tina Anselmi, importante politica italiana della Prima Repubblica, nota soprattutto per essere stata la prima donna a fare la ministra. Nata nel 1927 a Castelfranco Veneto, Anselmi è morta nella sua casa: aveva 89 anni. I funerali saranno celebrati venerdì 4 novembre nel Duomo di Castelfranco Veneto.

Tina Anselmi fece parte della Resistenza: quando aveva 17 anni, con il nome di battaglia “Gabriella”, divenne una staffetta della brigata Cesare Battisti per poi passare al Comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà. Dopo la Seconda guerra mondiale aderì alla Democrazia Cristiana, si laureò in Lettere all’Università Cattolica di Milano e divenne insegnante elementare. In quello stesso periodo si impegnò nell’attività sindacale nella CGIL e poi, dalla sua fondazione nel 1950, nella CISL. Nel 1968 fu eletta in Parlamento – ci restò per sei legislature, fino al 1992, eletta sempre nella circoscrizione Venezia-Treviso – e nel 1976 diventò la prima donna ministro, quando fu nominata ministro del Lavoro in uno dei molti governi Andreotti di quegli anni. Anselmi fu molto attiva nelle cosiddette questioni femminili. In un recente documentario di Anna Vinci intitolato “Tina Anselmi, la grazia della normalità” Anselmi dice: «Dico alle mie nipoti: attente, fate la guardia. Perché le conquiste non sono mai definitive».

Nel 1978 Anselmi fu nominata ministra della Sanità e fu fra i principali autori della riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale. Successivamente fu presidente della commissione di indagine parlamentare sulla P2, della commissione nazionale per le pari opportunità e della commissione nazionale sulle conseguenze delle leggi razziali per la comunità ebraica italiana che concluse i lavori nel 2001. Anselmi è stata anche presidente onoraria dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia.

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Terremoto: continuano le scosse. Arrivano le tende. Renzi: nessun braccio di ferro con la Ue

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Terremoto: nuova scossa di magnitudo 4.7 questa mattina poco prima delle 9, in provincia di Macerata vicino ad Acquacanina, Fiastra, Bolignola e Ussita. Arrivano le tende; container prima di Natale. Renzi: nessun braccio di ferro con la Ue sul terremoto

La forte scossa di terremoto di domenica mattina ha avuto grandi ripercussioni sul livello del suolo che, in alcuni punti vicini all’epicentro, è sceso di 70 centimetri. Lo riferisce all’Agi Antonio Piersanti, sismologo dell’Ingv. In queste ore l’Istituto sta esaminando immagini satellitari delle zone colpite, e la stima è ancora in corso: in un primo momento risultava un abbassamento complessivo del suolo di 25 centimetri, ma analizzando meglio i dati si è giunti alla conclusione che il terreno è collassato da 50 a 70 centimetri. Piersanti spiega che per la prima stima “Abbiamo acquisito le misurazioni satellitari con la tecnica Sar, che copre un’area più vasta rispetto al Gps ma è un po’ meno precisa”.

Mercalli e Richter, qual è la differenza

Era successo anche con il sisma di agosto: “In realtà ogni scossa aggiunge deformazioni al suolo, in alcuni punti si alza, in altri si abbassa. Nei prossimi giorni potremo essere più precisi sul dato complessivo”.

ARRIVANO LE PRIME TENDE A NORCIA

Gli abitanti di Norcia che, nonostante le grandi difficoltà intendono rimanere nella cittadina distrutta dal terremoto, stanno ricevendo le prime tende ed entro Natale – come ha promesso il presidente del Consiglio Matteo Renzi – avranno a disposizione dei container che daranno loro un rifugio in attesa della costruzione delle casette di legno. Il governo è venuto così incontro alle richieste della popolazione che intende, nonostante la disponibilità di alberghi in altre località, rimanere nella cittadina di San Benedetto. La fase intermedia dei containers dovrà partire, ha spiegato Renzi, “nell’arco di qualche settimana”, prima di Natale per poi arrivare alla consegna delle casette di legno nella primaversa estate”.

Già stamani è in arrivo a Norcia una nuova colonna mobile con tende, medicinali, generi alimentari e di conforto per la popolazione che intende rimanere.
Secondo quanto riferisce la Protezione civile, adesso si inizierà a lavorare con Regione e Comune per mettere a punto un piano per l’installazione dei container. In particolare, è necessario quantificare la necessità di alloggi e individuare le opportune aree, anche per evitare che l’installazione dei container possa creare difficoltà alla realizzazione delle casette di legno.

NELLA NOTTE 107 SCOSSE

E proseguono senza sosta le scosse di terremoto tra Marche, Umbria e Lazio. Con l’ultima replica di magnitudo 2.4, rilevata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in provincia di Macerata, sono 107 le scosse registrate dalla mezzanotte alle 6,39 nelle aree tra Rieti, Macerata, Perugia e Ascoli Piceno. Una scossa si è registrata anche in mare. La sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha infatti registato un movimento tellurico, di magnitudo 2.4 nel Mar Ionio settentrionale, alle 5,32, ad una profondità di 36 chilometri.

 Renzi: nessun braccio di ferro con la Ue sul terremoto

“Con l’Europa non c’è alcun braccio di ferro, quello che serve in conseguenza del terremoto lo mettiamo”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa a palazzo Chigi a conclusione del Consiglio dei ministri per i provvedimenti straordinari del dopo terremoto. “Vorrei che questo grande dibattito – ha aggiunto – che sta entusiasmando gli addetti ai lavori fosse riportato nella realtà, stiamo rispettando le regole europee che prevedono clausole eccezionali, legate a eventi eccezionali. La mia opinione è che un terremoto da 6.5 sia un evento eccezionale, ho questa idea che trovo difficile mettere in discussione”. “Prima ancora del fiscal compact, prima di questo drammatico errore che è stato fatto, nel 1997 – ha sottolineato il premier – i trattati europei prevedono clausole eccezionali, noi ne abbiamo individuati due di fatti eccezionali: uno è l’immigrazione e credo che si faccia fatica a dire che l’Italia non stia vivendo un periodo eccezionale. Se qualcuno fa fatica è l’Europa che ha dato regole che nessuno sta rispettando, a parte l’Italia, la Germania e pochi altri”.

redazione/ news da agenzie / AGI/ASKA

Marino: “Gabbiadini, la sua avventura a Napoli è ai titoli di coda. Insigne, c’è amore-odio”

Le sue parole…

Pierpaolo Marino ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb: “Che c’è un giocatore decisivo di nome Higuain. Ha fatto la differenza in una partita molto equilibrata e che avrebbe potuto vincere anche il Napoli. Poi c’è stato il colpo risolutivo del campione. La dirigenza bianconera ha fatto bene a pagare i 90 milioni di euro della clausola rescissoria”.

C’è il rischio che il Napoli diventi l’eterna seconda?
“Se si perdono dei top player come Higuain il rischio può esserci, considerando che la Juventus diventa ogni anno sempre più forte. Penso sia rischioso mettere certe clausole, valide anche per il campionato italiano. Così facendo il Napoli ha commesso un grosso errore. Ora la squadra, al netto del grave infortunio a Milik, non ha un vero e proprio attaccante centrale”.

A livello di singoli, cosa pensa delle difficoltà che sta incontrando Gabbiadini?
“Conosco molto bene Manolo, un ragazzo molto sensibile. Sta facendo fatica a trovare la giusta collocazione tattica, e poi non credo che la fiducia di Sarri sia totale. Non si sente al centro delle sue idee, spesso e volentieri è la seconda opzione. Credo che la sua avventura a Napoli sia ormai ai titoli di coda”.

Crede che un cambio-maglia rappresenti la soluzione migliore?
“Certo. Per il suo bene dovrebbe andare via. Ha delle qualità straordinarie e ha ancora dei margini di miglioramento importanti. In azzurro c’è troppa pressione e lui ne sta pagando le conseguenze. Gabbiadini è perennemente sotto esame”.

Le situazioni sono differenti, ma anche per Insigne il periodo non sembra affatto semplice.
“Il tifoso napoletano si aspetta sempre tantissimo dai calciatori napoletani. Questo è normale. Diciamo che tra le parti c’è sempre stato un rapporto di amore e odio, ma non vedo alcun tipo di problema per il futuro. Ricordo che quando il sottoscritto era in società accadeva lo stesso con Cannavaro. Il pubblico sarà sempre con Lorenzo, nei momenti importanti non è mai mancato il sostegno nei suoi confronti. Anche se, in realtà, qualcosa che non va ci sarebbe. Il discorso riguardante il contratto. Questa situazione è ingarbugliata, Lorenzo vorrebbe essere trattato da grande calciatore. E diciamo che, almeno per il momento, non si sente realizzato”.

De Laurentiis dovrebbe fare affidamento sul prossimo mercato per rinforzare la rosa?
“Credo proprio di sì. Serve assolutamente una prima punta di assoluto livello. Molto dipenderà da Milik e dal suo recupero”.

Forse Insigne non aveva fatto così tanto da scusarsi…

Forse Insigne non aveva fatto così tanto da scusarsi…

La Gazzetta dello Sport ritorna a parlare del caso Insigne allo Juventus Stadium: “E con parecchi temi sul tavolo. Il Gabbiadini che ritorna e che non si decide a sbocciare, l’Insigne che litiga con Sarri, poi si scusa, ma che forse non aveva così tanto da scusarsi e che stasera deve provare a fare la sua parte”.

Il Napoli si gioca tutto contro il Besiktas: è ad un bivio stagionale

Il Napoli si gioca tutto contro il Besiktas: è ad un bivio stagionale

La Gazzetta dello Sport scrive su Besiktas-Napoli: “Ci sono momenti che dividono in modo netto il passato dal futuro. Ci sono partite che segnano in maniera forse definitiva il prima e il dopo. Da qualunque angolazione la si voglia guardare, Besiktas-Napoli è una di quelle. Per l’importanza del risultato, in primis. Ma anche per il momento, per le scelte, per parecchi giocatori. Intorno a questa sfida c’è una miscela speriamo non esplosiva di obiettivi, stati d’animo, situazioni delicate, voglie di riscatti, rancori non ancora del tutto sotterrati. Il Besiktas è un rivale pericolosissimo, lo ha dimostrato al San Paolo. E se vince anche stavolta, ecco il sorpasso in vetta al girone. Ma il principale nemico del Napoli è il Napoli stesso. Reduce da una sconfitta con la Juve che forse non meritava, e per questo fa più male al corazon e al morale. E con parecchi temi sul tavolo. Il Gabbiadini che ritorna e che non si decide a sbocciare, l’Insigne che litiga con Sarri, poi si scusa, ma che forse non aveva così tanto da scusarsi e che stasera deve provare a fare la sua parte. Se il Napoli perde sono dolori . E per una serie di motivi. Ma può essere agli ottavi già stasera se vince e se Benfica-Dinamo finisce pari”.

Sarri riequilibra il suo 4-3-3 grazie a tre mosse

Sarri riequilibra il suo 4-3-3 grazie a tre mosse

La Repubblica scrive su cosa Sarri sta adottando per migliorare il suo 4-3-3: “Senza un centravanti di ruolo, infatti, il 4-3-3 è diventato per gli azzurri un abito meno su misura: dopo essersi già slabbrato per l’addio di Higuain. Sarri ci ha provato con Gabbiadini e poi con il tridente leggero, ma tutta la squadra è stata condizionata dalle difficoltà per trovare il gol e ha finito per sbilanciarsi: peccando anche di generosità. Gli esterni sono diventati troppo alti, i centrocampisti hanno privilegiato la qualità, perfino il reparto arretrato si è fatto prendere dalla frenesia offensiva. Tre degli ultimi 8 gol li hanno segnati i difensori: Koulibaly, Maksimovic e Chiriches. Avanti tutta, insomma. Un errore pagato pure nell’andata con il Besiktas, persa con un folle 3-2. Sarri non ha rinunciato al 4-3-3, ma lo sta riequilibrando con qualche accorgimento tattico (mediani più bassi, punte esterne meno avanzate) e il turn over: che ha già restituito agli azzurri brillantezza”.

Il recupero di Gabbiadini è indispensabile

Il recupero di Gabbiadini è indispensabile

La Repubblica su Manolo Gabbiadini: “Per ritornare al passato, però, diventa indispensabile il recupero di Gabbiadini: il solo che possa fare la controfigura di Milik, se non di Higuain. L’attaccante rientra dopo la squalifica in campionato e in Champions può consolarsi con un record: è lui l’unico italiano ad avere fatto gol nei primi tre turni della fase a gironi, proprio contro il Besiktas (su rigore)”.

Gabbiadini in bilico, non ha risposto alle aspettative di tecnico e società

Gabbiadini in bilico, non ha risposto alle aspettative di tecnico e società

La Gazzetta dello Sport sul futuro di Manolo Gabbiadini: “La società sta riflettendo sulla posizione di Gabbiadini che, fin qui, non ha risposto alle aspettative del presidente e di Sarri. La gara di stasera e quella di sabato, contro la Lazio, potrebbero determinare il suo futuro. L’ha capito, l’attaccante, che contro il Besiktas ritorna nuovamente titolare dopo aver saltato le ultime due partite di campionato per squalifica. Di certo, il suo morale non è altissimo, come non lo gratifica la considerazione del tecnico che ha impiegato appena 45’, quelli del primo tempo di Pescara, per bocciarlo. Di base, c’è un equivoco tattico che lo sta condizionando. Gabbiadini, infatti, non ha le caratteristiche del centravanti, fa fatica a praticare i movimenti di una punta centrale e, nonostante questo, è considerato tale da Sarri”.

Analizzando l’avversario – Napoli riprenditi ciò che ti appartiene contro il Besiktas

Analizzando l’avversario – Napoli riprenditi ciò che ti appartiene contro il Besiktas

Altra sconfitta da metabolizzare per gli uomini di Maurizio Sarri, la partita con la Juventus però ha dimostrato il valore di questa squadra, punita da errori individuali in fase difensiva. Il Napoli ha espresso il suo gioco a testa alta, anche in questa circostanza è mancata una vera e propria punta.
Il match di domani vedrà in campo alla Vodafone Arena Besiktas e Napoli. I turchi in casa daranno il tutto per tutto, dimostrando di avere una marcia in più grazie al sostanzioso supporto dei supporters turchi. A Napoli il Besiktas ha giocato in modo spavaldo, domani il Napoli non dovrà assolutamente commettere gli errori dell’andata, che potrebbero determinare una disfatta che in questo momento potrebbe ulteriormente rovinare lo stato d’animo del gruppo. I soliti Quaresma, Tosun, Talisca e Aboubakar saranno il problema principale della retroguardia partenopea.

Il Besiktas scenderà in campo con il 4-2-3-1: Fabri; Beck, Marcelo, Tosic, Adriano; Arslan, Hutchinson; Quaresma, Ozyakup, Frei; Aboubakar.

Gli azzurri devono dimostrare di avere carattere anche ad Istanbul, serve vincere per staccare nella classifica del girone e fare morale, soprattutto per superare questo periodo dove tutto sembra andare contro il cammino degli azzurri.

a cura di Andrea Bosco

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Lecce- Foggia termina 0-0, la Juve Stabia è in vetta!

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Tanto tuonò che piovve: dopo la meritata vittoria di ieri contro il Cosenza e il “tanto atteso” pareggio di stasera tra Lecce e Foggia che hanno impattato 0-0 al Via Del Mare, la Juve Stabia balza solitaria in vetta alla classifica della Lega Pro Girone C.

Le vespe, a quota 25 punti dopo 8 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, hanno un punto di vantaggio sul terzetto formato da Matera, Lecce e Foggia. Ora il destino è tra le mani dei gialloblù, i quali non dovranno sprecare questo primato.

Il campionato è sicuramente ancora lungo e non c’è nulla per festeggiare, non vincere a Catanzaro vanificherebbe quanto di buono fatto finora.

La vetta, conquistata con sudore e con merito dopo undici gare, forse infastidisce parte del tifo, e anche della stampa, di piazze concorrenti alla vittoria finale al punto da stigmatizzare e indicare il rigore “generoso” concesso alle vespe come “aiutino” a raggiungere una vetta che, ripetiamo, al momento è assolutamente meritata.

 

STABIA: Il Boss delle cerimonie ricoverato al San Leonardo

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Don Antonio Polese, meglio conosciuto come il Boss delle cerimonie, ricoverato al San Leonardo. Il conduttore del famoso programma di Real Time è stato ricoverato a causa di uno scompenso cardiaco.

Un sollievo per i fan, che pensavano fosse morto. La notizia falsa, infatti, è circolata sui social ma subito smentita dalla pagina Facebook dell’Hotel La Sonrisa, il regno del Boss.

Hotel La Sonrisa

Apprendiamo con rammarico che sta girando su Facebook una notizia falsa che riguarda don Antonio. Il Boss delle cerimonie si trova in ospedale e la terapia che gli stanno applicando sta dando buoni risultati

Lo staff dell’hotel ha poi voluto ringraziare tutti per l’interessamento e ha riferito che don Polese si trova nell’ospedale di Castellammare di Stabia e «sta rispondendo bene alla terapia intrapresa dal staff medico del reparto di rianimazione. I dottori della sala di rianimazione dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia – aggiungono – hanno dichiarato che al momento le sue condizioni sono stazionarie e che il suo fisico sta rispondendo bene alla terapia prescrittagli». Anche il profilo Facebook di Real Time ha voluto stringersi intorno al Boss: « Real Time è vicina al Boss delle cerimonie e unita nell’augurargli una prontissima guarigione!».

Real Time

Condividiamo il post de Hotel La Sonrisa per informarvi che in seguito al ricovero dovuto a un malore, don Antonio sta rispondendo bene alla terapia prescrittagli. Real Time è vicina al Boss delle cerimonie e unita nell’augurargli una prontissima guarigione!

Apprendiamo con rammarico che sta girando su Facebook una notizia falsa che riguarda don Antonio. Il Boss delle cerimonie si trova in ospedale e la terapia che gli stanno applicando sta dando buoni risultati

Il Boss delle cerimonie è un programma arrivato alla quarta edizione che va in onda ogni venerdì alle 22.40 su Real Time. Insieme al Don, anche la figlia Imma, il genero Matteo e i collaboratori, coordinati da Davide e dal maître Ferdinando rendono «indimenticabili» le cerimonie dei clienti.

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Callejon a Premium: “Dobbiamo giocare una grande partita per ripartire”

Callejon a Premium: “Dobbiamo giocare una grande partita per ripartire”

Ai microfoni di Premium Sport, è intervenuto José Maria Callejon, il quale ha dichiarato: “Stiamo bene, anche se dopo l’infortunio di Milik e la squalifica di Gabbiadini il mister ha avuto meno alternative. Veniamo da un ko immeritato, ma il calcio è così. Domani vogliamo fare una grande partita per ripartire, se giochiamo con la mentalità giusta possiamo vincere. Errori individuali? Tutti dobbiamo stare al 100% concentrati in ogni momento, solo così possiamo ridurre gli errori. Importanza del match? Per noi è come una finale, sappiamo che vincendo saremo vicino alla qualificazione, ma sarà difficile. Lo stadio è caldo, ma noi ci arriviamo bene, con la testa giusta”

Sarri a Premium: “Concentrati sulla prestazione, vogliamo zittire lo stadio”

Sarri ai microfoni di Premium Sport

Ai microfoni di Premium, è intervenuto Maurizio Sarri, il quale ha dichiarato: “A differenza dei giornalisti noi ci concentriamo sulla prestazione, non sui risultati. I ragazzi hanno fatto passi in avanti, concedendo pochissimo rispetto alle ultime gare. Purtroppo ci abbiamo messo degli errori individuali che stanno diventando troppi, ne abbiamo parlato. Dovremo giocare con scioltezza, a Torino siamo usciti bene, non concedere azioni alla Juve a Torino è roba difficile. Questo deve farci solo piacere, se vogliamo venirne a capo dobbiamo zittire tutto lo stadio. Gabbiadini? E’ stato squalificato otto giorni fa, ma in così pochi giorni ci sono 3 partite. Nel calcio attuale il lavoro quasi non esiste, si gioca continuamente,a questo livello fare l’allenatore è diverso rispetto a prima. E’ un ritorno importante per noi, siamo alla quarta gara e nelle altre tre qualcuno è stato spremuto. Insigne? devo chiarire nulla, Insigne ha fatto un errore palese, ma che ci può stare perché sono giovani. Basta, stop, la storia finisce lì. Jorginho? Dopo il campionato che ha fatto l’anno scorso, sentire che deve dimostrare mi sembra troppo, non ha iniziato come l’anno scorso ma la responsabilità è della squadra, anche se avendo una punta diversa andavamo meno in velocità, lui giocava su ritmi congeniali, ora strappiamo subito in avanti, deve accorciare di più, deve correre di più ed in fase difensiva ha avuto meno aiuto dalle mezzali”.

Champions, Sarri: “Occhio alla forza dell’ avversario, Besiktas ancora imbattuto. Gabbiadini? Soluzione in più”

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara di Champions League contro il Besiktas ad Istanbul. Ecco quanto evidenziato:
“Con Gabbiadini abbiamo una soluzione in più per l’ attacco. Un rientro importante in quanto la sua assenza ha fatto spendere molte energie ad altri giocatori nella settimana.
Sono contento di giocare in un ambiente così caldo. La squadra ha la personalità per reggere l’ impatto come ha dimostrato anche a Torino non scomponendosi mai. Rispetto a Torino bisogna limare gli errori, abbiamo concesso molto poco alla Juventus.
Domani cercheremo di imporre il nostro gioco contro un avversario forte e ancora imbattuto finora, dovrebbe preoccupare la forza dell’ avversario. Ma siamo pronti ad affrontare questa sfida.
In un girone così equilibrato è normale che tutte le partite siano determinanti ai fini della qualificazione. All’ andata abbiamo commesso errori importanti. Potevamo segnare tanti gol ma abbiamo perso diverse volte le distanze. Domani servirà maggiore compattezza e concedere meno agli avversari.
Insigne? Se devo punirlo io, gli do uno scappellotto. Sarà la società a decidere se multarlo o meno. Le scelte non dipenderanno certamente da questo episodio con un ragazzo giovane e superficiale. Onestamente non ricordo la formazione dell’ andata, è chiaro che verrà fatta qualche rotazione rispetto a sabato ma senza stravolgere. Non esistono più i titolarissimi, ci sono diverse alternative e si cambia continuamente considerati gli impegni ravvicinati.

Nuovi acquisti? Stanno crescendo molto, le rotazioni saranno importanti. L’ anno scorso lo facevamo solo in Europa League, quest’ anno anche in campionato. Aspettiamo tutti gli altri, son ragazzi giovani e vederli crescere in poche settimane è un piacere.
Mertens? Sta bene ma non posso dire se giocherà o meno. Le valutazioni verranno fatte domani insieme allo staff tecnico e a quello tecnico”.

Champions, Callejon: “Partita fondamentale. Sarà un inferno ma siamo abituati”

Josè Callejon ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara di Champions contro il Besiktas. Ecco quanto evidenziato:
“Se vinciamo ci avviciniamo sempre più all’ obbiettivo della qualificazione, per noi è una partita molto importante.
Sono molto contento per quello che sto facendo per la squadra. Faccio gol e spero di continuare, lavoro per i compagni e per la squadra. Sappiamo che domani sarà un inferno ma siamo abituati.
In Champions ogni partita è difficile. Noi siamo consapevoli di essere una squadra forte e con la giusta mentalità possiamo vincere contro chiunque. All’ andata abbiamo commesso diversi errori, lavoriamo su questi per vincere domani.
Io sono uno come gli altri, tutti siamo importanti. Sono contento del lavoro che sto facendo per la società e per i tifosi e voglio continuare così.
Siamo sempre pronti per affrontare questo tipo di partite. Abbiamo calciatori di esperienza e penso che la mentalità sarà quella giusta.
Mancanza prima punta? Siamo stati sfortunati per la squalifica di Gabbiadini. Abbiamo voluto adattare un calciatore ad un ruolo non suo”.

E’ tutto pronto per un Halloween da paura: al Jane arriva Luchè

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Spiriti potenti vi invochiamo,vegliate su di noi che stanotte balliamo, volti alla luna, alta la fronte, danzano le streghe nelle notte del Jane”. Dolcetto o Scherzetto? No, è tutto vero: per una notte da paura, al “Jane ” si festeggia Halloween con la partecipazione speciale di LUCHE’, l’idolo dei ragazzi che si esibirà in un’ora di concerto e, a seguire, foto con i presenti. Per festeggiare la notte più paurosa dell’anno, la discoteca è stata allestita con addobbi di HALLOWEEN provenienti direttamente da Cinecittà, ci sarà inoltre un maxischermo che proietterà immagini a tema. Quello di stasera è un evento particolare in cui, oltre alla presenza di un super ospite, ci saranno tante altre sorprese. Nella Main Room, in consolle, ci sarà Edo Dj con El Chapo che farà ballare tutti i presenti in una notte da brividi. Infine Privè Tehcno, con Dj Pokemon. Per chi desidera provare emozioni indescrivibili piuttosto che farsele raccontare, può partecipare alla serata-evento dell’anno presso la Discoteca Jane di Ischia Porto in località Pagoda (riva sinistra), start ore 00:00. La notte di Halloween è targata Jane. Enjoy with us…

 

Simone Vicidomini

 

 

Conti pubblici: Unimpresa, da Italia contributi straordinari di 290 mld a Ue per salvataggi Stati

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Ammonta a oltre 290 miliardi di euro il totale dei contributi straordinari che l’Italia deve pagare, complessivamente, nel quinquennio 2015-2019 all’Unione europea. Si tratta di più di 58 miliardi l’anno che escono dalle casse dello Stato da un lato dirette al fondo europeo di stabilità (44 miliardi) e dall’altra indirizzati al fondo salva-Stati (14 miliardi). Tali uscite pesano sull’andamento del debito pubblico che si attesterebbe a 2.232 miliardi alla fine del 2019 senza contributi mentre arriverà a quota 2.290 miliardi; il rapporto tra debito e prodotto interno lordo si attesterebbe al 123,8% nel quinquennio in esame e invece arriverà al 126,6%, nel 2016 raggiungerà il 132,8% mentre si sarebbe fermato al 129,3% in assenza di questo esborso. Questi i dati principali dell’analisi realizzata dal Centro studi di Unimpresa sul peso dei contributi straordinari dell’Italia all’Ue sul debito pubblico del nostro Paese.

Secondo l’analisi dell’associazione, basata su dati della nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvata dal consiglio dei ministri del 27 settembre scorso, l’ammontare complessivo degli aiuti italiani ai paesi in crisi è pari a 291,1 miliardi nel quinquennio 2015-2019. Si tratta di 58,2 miliardi l’anno che corrispondono alle quote di pertinenza dell’Italia dei prestiti a Stati membri dell’area euro, bilaterali o attraverso il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf), e del contributo al capitale del Meccanismo europeo di stabilità (Esm) ovvero il Fondo salva-Stati: di questi, 43,9 miliardi si riferiscono al Fondo europeo di stabilità finanziaria e 14,3 miliardi al Fondo salva-Stati.

Tali oneri finanziari hanno un peso significativo sull’andamento del debito pubblico e sul rapporto tra lo stesso debito pubblico col prodotto interno lordo. Alla fine del 2015, il debito si è attestato a 2.172,6 miliardi, ma si sarebbe fermato a 2.114,4 miliardi senza i contributi extra; il rapporto tra debito e pil si è attestato al 132,3%, ma si sarebbe fermato al 128,7%. Quest’anno il debito pubblico arriverà a 2.220,6 miliardi invece di 2.162,4 miliardi e il rapporto debito/pil arriverà a 132,8% invece di 129,3%. L’anno prossimo il buco nei conti dello Stato raggiungerà quota 2.257,1 miliardi (rapporto debito pil 132,5%), invece di 2.198.9 miliardi (129,0%). Nel 2018 il debito dovrebbe raggiungere 2.283,3 miliardi (130,1%) mentre si fermerebbe a 2.225,0 miliardi (126,8%) senza aiuti. Nel 2019 si stima che il debito arrivi a 2.290,8 miliardi (126,6%), mentre senza gli oneri finanziari dei due fondi europei si attesterebbe a 2.232,6 miliardi (123,8%).

UFFICIALE – Il settore ospiti resterà chiuso contro la Lazio

La S.S. Lazio comunica che, per la gara di campionato Napoli – Lazio in programma sabato 5 novembre alle ore 20:45, il Prefetto della Provincia di Napoli dispone i seguenti provvedimenti:

chiusura del settore Ospiti;

– divieto di vendita ai residenti della regione Lazio anche se in possesso della Fidelity Card – Tessera del Tifoso per la sospensione del programma di fidelizzazione della S.S. Lazio.

 

Da sslazio.it