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Castellammare di Stabia
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Giovedì 29 dicembre, visite gratuite agli scavi di Stabiae

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Una visita guidata agli scavi archeologici di Stabiae per far conoscere ai turisti presenti sul nostro territorio la bellezza e il fascino di Villa Arianna e Villa San Marco.

Turismo natalizio, visite gratuite agli scavi di Stabiae

L’iniziativa congiunta tra Comune e Federalberghi Costa del Vesuvio

Castellammare di Stabia.  Una visita guidata agli scavi archeologici di Stabiae è l’obiettivo di un’iniziativa congiunta tra il Comune di Castellammare di Stabia e Federalberghi Costa del Vesuvio, che fa seguito agli incontri avvenuti tra il sindaco Antonio Pannullo e la presidente Adelaide Palomba.

Giovedì 29 dicembre, alle ore 10, presso i siti archeologici di Varano, una guida turistica autorizzata accompagnerà i turisti presenti nelle strutture ricettive del territorio, associate a Federalberghi Costa del Vesuvio, per un percorso gratuito nelle bellezze degli Scavi di Stabiae. L’invito, fino ad esaurimento disponibilità, è esteso anche ai cittadini che durante le festività natalizie volessero riscoprire le bellezze dei siti di Villa San Marco e Villa Arianna. L’evento, che rientra anche nelle iniziative natalizie predisposte dal Direttore Artistico Alfredo Varone, prevederà anche un momento degustativo legato alle origini culinarie della città.

«L’idea di accogliere i turisti che soggiornano nei nostri territori, dedicando loro una mattinata culturale nelle bellezze degli Scavi di Stabiae – dichiara il sindaco Antonio Pannullo – rappresenta un momento di partenza importante per la costruzione di una serie di percorsi turistici strutturati e organizzati. La collaborazione avviata con Federalberghi Costa del Vesuvio è uno degli strumenti più importanti di cui questa amministrazione intende servirsi».

«Come già accaduto anche in altre città del nostro territorio – dichiara Adelaide Palomba, Presidente di Federalberghi Costa del Vesuvio – il nostro impegno per trasformare quest’area in una destinazione turistica, diventa concreto quando si tratta di favorire le occasioni per la conoscenza di luoghi incantevoli come gli Scavi di Stabiae. Questo deve essere solo un primo passo per costruire una rete capace, insieme alla collaborazione delle amministrazioni comunali, di strutturare un’offerta turistica appetibile e interessante. Con l’obiettivo di attrarre in quest’area flussi di turisti interessati a conoscere un’area ricca di bellezze straordinarie».

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foto/Impluvium della Villa di Arianna a Stabia. Foto di user:Mentnafunangann, 15 agosto 2006.

Il Napoli accelera per Pavoletti: fissate domani le visite mediche

Il Napoli vuole affrettare i tempi per chiudere definitivamente l’ affare Pavoletti. Ecco perché, stando a quanto riporta  La Repubblica, domani l’ attaccante sosterrà le visite mediche presso la clinica Villa Stuart. In caso di fumata bianca riceverebbe una deroga per allenarsi subito con il suo nuovo club senza attendere l’ apertura della sessione di mercato. Maurizio Sarri non vede l’ ora di avere a disposizione il suo nuovo bomber, tutto dipenderà dall’ esito degli esami.

Sotto la Lente – Juve Stabia: alla scoperta di Stefano Salvi

Protagonista dell’edizione di oggi della nostra rubrica è Stefano Salvi, centrocampista della Juve Stabia. Stefano è nato a Roma nel 1987 e proprio in una delle squadre della Capitale, la Lazio, ha assaggiato la massima serie, senza però esordire, nella stagione 2005/06. Le stagioni più importanti, però, Salvi le ha vissute con la maglia di Como, Treviso e Lecce. In estate è stato prelevato proprio dalla società pugliese, dove ha militato nelle ultime tre stagioni.

Stefano non nasconde che già prima che firmasse per la Juve Stabia era evidente la concretezza del progetto del Presidente Manniello e che proprio la voglia di vincere del Patron è stata una spinta in più ad accettare le Vespe. Dopo un inizio di stagione vissuto con qualche acciacco di troppo, il roccioso centrocampista sembra aver definitivamente recuperato, tornando in campo con continuità. Lo stesso Stefano ci dice di non avere ormai problemi e di aver bisogno solo di mettere più minuti possibili nelle gambe.

Durante la sua esperienza a Lecce, Salvi ha lavorato con Piero Braglia, allenatore che alla Juve Stabia ha centrato risultati incredibili. Il centrocampista ci confessa che il tecnico toscano e Fontana sono due allenatori completamente diversi per carattere e modo di porsi, non nascondendo però la speranza che i due possano presto avere in comune le vittorie conquistate alla guida della Juve Stabia.

Dote migliore del suo stile di gioco, come lui stesso ci conferma, è la fase di interdizione e di rottura del gioco avversario; aspetto invece in cui Stefano sente di dover migliorare è la gestione del nervosismo. Spesso infatti gli avversari la “buttano” sul gioco sporco e sulle provocazioni e non sempre è facile placare il nervosismo. Da centrocampista di lotta i suoi idoli sono comprensibilmente calciatori come Roy Keane e Vinnie Jones, che del temperamento e dell’agonismo facevano la propria arma migliore. Centrocampisti come quelli appena ricordati sono da sempre un modello per Salvi.

Con Stefano si è rinfoltita la colonia romana gialloblù; oltre all’ex Lecce ci sono infatti Capodaglio e Lisi ad accentuare il carattere romano dell’attuale Juve Stabia. A dispetto del numero 17 che campeggia sulla sua maglia, Salvi non è un tipo scaramantico né ha riti particolari cui dedicarsi prima di entrare in campo. La scelta del 17 è dettata dalle tante cose belle che per Stefano si ricollegano a quel numero ed è anche un omaggio alla mamma, nata proprio in quel giorno.

Raffaele Izzo

Si ringraziano l’Ufficio Stampa della Juve Stabia e Stefano Salvi per la disponibilità

Under 17, Fibiano torna subito in Nazionale: la Juve Stabia si gode il suo gioiello

Conosciamolo meglio…

Talento del calcio nostrano, la Juve Stabia una maglia che gli è stata cucita addosso da diversi anni. Classe 2001 per Michael Fibiano, ma giocare sotto età non è mai stato un problema. Giovane centrocampista da prendere d’esempio, uno dei fiori all’occhiello del settore giovanile della Juve Stabia. Gioca nell’Under 17 allenata da mister Nunzio Di Somma, ma nell’ultimo turno giocato dalla Berretti di mister Domenico Panico, è stato convocato ed ha anche debuttato, disputando un’ottima gara. Sotto età, ma con ben 3 anni di differenza, ha mostrato le sue doti nello scorcio di partita giocato. Gli occhi di altri club su di lui, facile per chi si mette così in mostra. Il centrocampo degli Under 17 delle Vespette è di sua proprietà, ma anche quello della Nazionale italiana di categoria comincia ad esserlo con insistenza. Lustro per la Juve Stabia e l’intero settore giovanile, esempio per tutti, la maglia azzurra nazionale ha deciso di puntare su di lui, come dimostrano le tante convocazioni dell’ultimo periodo, da settembre ad oggi. Infatti, anche nelle giornate di martedì e mercoledì (27 e 28 dicembre) Michael Fibiano sarà ad Ancona per una nuova due giorni.

Abbiamo parlato di lui, per conoscerlo meglio, con Saby Mainolfi, responsabile del settore giovanile stabiese e con mister Nunzio Di Somma:

Mainolfi“E’ un centrocampista centrale, un regista davanti alla difesa. E’ dotato di un grande calcio in porta e di un preciso lancio. E’ un geometra del centrocampo. E’ un ragazzo carismatico, ma taciturno, sa il fatto suo e con qualità illumina il centrocampo. Abbiamo preso nella’ttività di base questo giovincello. I 2001 erano giovanissimi fascia B con Moretti. Viene da Torre del Greco, dalla scuola calcio Virtus Vesuvio, grazie alla presidentessa Francesca D’Amato. Un ragazzo che si è applicato tanto, da giovanissimo. Elemento di spicco, sotto età dalla passata stagione, gioca titolare nei 2000 ed è uno dei pochi in circolazione. Con la Berretti ha debuttato nell’ultimo turno, giocando 3 anni sotto età. Mister Di Somma l’ha fatto giocare anche da interno, ma è un centrale di un 4-4-2 o anche di un 4-3-3, ma si adatta a tutti i ruoli perchè ha tanta voglia di giocare. Ormai sta diventando importante anche per la Nazionale, facciamo tutti gli scongiuri del caso, speriamo possa continuare così. Per noi è motivo di grande orgoglio vederlo così tante volte in nazionale visto che spesso si vedono convocazioni solo dal nord: una squadra di Lega Pro ha in Nazionale un giovane calciatore, non è da poco. Lo staff tecnico vede il selezionatore Arrigoni, il vice è Corino e Renzi è l’altro collaboratore”.

Di Somma“Fibiano può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo a tre, anche se da centrale si esprime meglio. Lui è un classe 2001, ma lo staff della Nazionale lo vede come interno. Lo sto utilizzando in tutti e tre i ruoli del centrocampo e per me è positivo per lui. Specializzarlo in un solo ruolo lo limiterebbe, un domani si troverà a lavorare con altri allenatori che lo vedranno in più ruoli. Si applica dal primo giorno, ha avuto una buona crescita che deve ancora definire al meglio. Ha ampi margini di miglioramento, bisogna solo togliere qualche difetto che ha per la sua età e permettergli un percorso di crescita importante. E’ un ragazzo taciturno, ma che sa ascoltare e dire la sua nello spogliatoio. Per me è un leader silenzioso come altri della mia squadra”.

a cura di Patrizia Esposito

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Auguri Maurizio: Sarri festeggia il suo secondo Natale azzurro

Auguri Maurizio: Sarri festeggia il suo secondo Natale azzurro

Al Sorrento, qualche anno fa, i tifosi lo amavano e lo odiavo. “Bravo, per carità”, dicevanom ma c’è sempre qualcosa che non andava. Mai abbastanza Maurizio Sarri. Il pallone la sua passione, il lavoro in banca la sua realtà. Ci è voluto coraggio, tanto, per lasciare tutto. E tanta gavetta. Il tempo è stato suo alleato, la pazienza sua amica fedele, e adesso Maurizio giocherà gli ottavi di Champions League, contro il Real, per chiudere in bellezza un anno straordinario. Non male, insomma. Un anno che non vede solo il ritorno del Napoli nella coppa dei Campioni, o del secondo posto, ma anche una sua crescita personale, sotto tutti i punti di vista. Insomma, date a Maurizio ciò che è di Maurizio: grazie al suo aiuto Gonzalo Higuain è riuscito a battere il muro del 36 gol. Ha imparato a confrontarsi con grandi campioni; è migliorato dal punto di vista comunicativo, a confrontarsi con i giornalisti. Ha imparato, almeno in parte, a cambiare in corso d’opera, a far girare gli uomini. Il turnover è diventato una sua prerogativa, per richiesta di ADL, ma anche per necessità. L’anno scorso arrivare a Natale sarebbe stato già tanto per molti. Adesso, tutti si sono ricreduti. Il Napoli gioca il calcio più bello di Italia, ed in parte è merito suo. Sarri festeggia il secondo Natale azzurro, con la sensazione che ne possano essere tanti altri.

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Ferrara: “Napoli, col Real andrai a giocartela”

Il Roma

30 settembre 1987-7 marzo 2017. Quasi trent’anni dopo, ancora Napoli-Real Madrid al San Paolo. L’atmosfera delle grandi occasioni a quel tempo, in una Fuorigrotta colorata d’azzurro e che in una gara sola, quella di ritorno, riuscì a compensare, con quasi 85mila spettatori, l’assenza dei tifosi nel match d’andata in Spagna. A distanza di un trentennio i ricordi sono ancora vividi: dapprima in quelle persone presenti sugli spalti, ma a maggior ragione per chi quella sfida l’ha giocata. Ciro Ferrara aveva vent’anni ed era lì, in campo, a marcare Emilio Butragueño. E, a dirla tutta, una parte della colpa per il gol dell’1-1, realizzato proprio dal Buitre, è sua. E l’ammette, a margine del calcio d’inizio del Mundia-Napoli organizzato proprio dalla Fondazione Cannavaro-Ferrara in collaborazione con la Scuola Calcio Arci Uisp Scampia, col sorriso sulle labbra. Come vivesti quella partita? “Personalmente, avevo vent’anni. Pronti-via, mi dissero che avrei dovuto marcare Butragueño. All’andata bene, al ritorno ero forse troppo avanti e pensavo di giocare già a zona: El Buitre mi sfilò dietro, io alzai la mano perché pensavo fosse fuorigioco, poi mi girai e vidi che alle mie spalle c’era ancora Renica. Sarebbe stato offside senza il libero staccato dietro”.

Ne parli mai con Butragueño? “Certo, lui ricorda le botte che gli ho dato (ride, n.d.r.), mentre io ricordo il gol che ci ha fatto”.

Meglio il Napoli-Real Madrid di allora o il Napoli-Real Madrid di oggi? “Quello è stato un Napoli vincente, anche se non in quella occasione. E’ stata una squadra che ha fatto la storia, poi ovviamente c’ero io, quindi non potrei dire il contrario. Era però una formula diversa della Coppa Campioni, oggi le cose sono cambiate e quindi è molto difficile paragonarle. Quello era un Real Madrid pazzesco, ricco di campioni, da Butragueño ad Hugo Sanchez, Martin Vazquez, Buyo e chi più ne ha più ne metta”.

Un pronostico per il Napoli-Real Madrid di oggi. “Non considero così scontato il risultato nell’arco delle due partite. Si affronterà una delle squadri più forti al mondo, ma in questo momento il Napoli sta giocando bene, sta girando. E’ chiaro che tra due mesi la situazione potrebbe essere completamente diversa. Non sappiamo come arriveranno le due squadre, non sappiamo se ci saranno infortunati o meno, anche se speriamo di no, dovranno esserci tutti”.

Passando al campionato, da doppio ex di Napoli e Juventus, non puoi esimerti dal parlare anche dei bianconeri. Quando pensi che smetterà di vincere e toccherà agli azzurri? “Oggettivamente penso che sia difficile in questi anni perché il divario sta crescendo ulteriormente. C’è la speranza nel Napoli, nella Roma, in altre squadre, di potersi avvicinare, ma anche nelle dichiarazioni dei protagonisti si ha la sensazione che la Juventus abbia qualcosa in più. Il divario non diminuisce, perché i bianconeri continuano a vincere, continuano a stare a certi livelli e continuano ad avere la forza di fare determinati acquisti. Quando giocavo io a Torino forse sarebbe stato impossibile l’acquisto di Higuain a 90 milioni di euro. Ora c’è questo tipo di forza, abbinata ad una importante struttura societaria e ad una mentalità che li porta a non accontentarsi mai”.

Reina a 360 gradi: “Siamo una grande squadra, dobbiamo diventare grandissimi”

Reina a 360 gradi: “Siamo una grande squadra, dobbiamo diventare grandissimi”

Ai microfoni di Premium Sport, Pepe Reina, ha rilasciato un’interessante intervista, dichiarando: “Siamo una grande squadra, ora dobbiamo diventare grandissimi anche a livello europeo. C’è da migliorare molto. Rispetto alla Juve cosa ci manca? Forse la mentalità. Mertens è un numero uno. E’stato un anno positivo, abbiamo raggiunto degli obiettivi che ci eravamo prefissati all’inizio. In campionato siamo arrivati secondi meritatamente, abbiamo giocato bene, seguendo una filosofia vincente. Ci è mancato un pizzico di tutto per arrivare primi, la Juve ha fatto un 2016 fantastico ed è stato giusto che abbia vinto il campionato. Siamo soddisfatti e questo 2016 deve essere una rampa di lancio per il futuro, per crescere. Personalmente in quest’anno sono tornato in Nazionale e questa cosa mi ha fatto piacere. Napoli campione di inverno? Fu una bella domenica. Durante il riscaldamento prima della partita con il Frosinone, il Sassuolo batté l’Inter all’ultimo minuto. Ci fu una esplosione di gioia per i nostri tifosi e poi fu bellissimo andare in testa alla classifica. Noi credevamo di essere una squadra che poteva lottare fino alla fine per lo Scudetto, poi la Juve ha fatto molto bene, ha vinto molte partite consecutive e ha meritato la vittoria finale. Noi abbiamo fatto il record di punti del Napoli in serie A ma ci è mancato qualcosa per vincere. Quando perdemmo contro la Juventus a Febbraio? ’E’ difficile spiegare l’amarezza. Loro a 15 minuti dalla fine hanno anche cambiato modulo per tenere il pareggio e poi è capitato quel gol, sfortunato per noi. Siamo passati da essere a più 2 in classifica con la differenza reti per noi, a meno uno con la differenza reti a favore loro. Per loro è stata un’iniezione di fiducia e per noi è stato difficile superare quel colpo. Ma mancava comunque tantissimo alla fine e abbiamo continuato a credere allo Scudetto. Siamo usciti dallo Juventus Stadium sconfitti ma con la consapevolezza di aver giocato meglio della Juve. I bianconeri però poi ne hanno vinte tantissime di fila ed è sempre complicato lottare contro avversari così.  Pareggio col Milan? Fu un peccato, perché ci tenevamo a riprenderci il primo posto. Meritavamo di vincere, alla fine il pari ci lasciò molto amareggiati ma è stata una gara che può capitare. Udinese? E’ stata la partita più determinante del finale della scorsa stagione. Ci ha levato un po’ di speranza, è vero che mancavano molte partite ma forse è stata una sconfitta decisiva. L’ultimo match? In quella gara abbiamo raggiunto l’obiettivo iniziale che era quello di tornare in Champions. Il Pipita poi ha fatto un record stellare: eravamo tutti assolutamente soddisfatti. Tornare in Champions è stato molto emozionante. Quei momenti rendono felice qualsiasi giocatore. Diventi calciatore per goderti serate come quelle: resterà un’emozione indimenticabile. Siamo partiti con la consapevolezza di avere una rosa più completa e sappiamo che quest’ anno potrà essere grandioso. Siamo a metà del cammino, le cose stanno andando bene ma la squadra può ancora migliorare: siamo una rosa che ha un grande futuro. Champions? Era importante passare il turno perché era un girone molto competitivo, contro tre squadre che avevano vinto i loro rispettivi campionati. Siamo tra i 16 club più forti d’Europa e questo ci fa molto piacere. Adesso dobbiamo pensare al campionato, ogni gara sarà decisiva e dobbiamo essere pronti per stare tra le prime in Serie A e andare il più lontano possibile. Milik? Stava facendo bene, è giovane ed è arrivato con la pressione addosso di essere il sostituto di Higuain che poteva pesargli molto. Non è stato così, è un ragazzo che si è subito inserito nello spogliatoio, si è adattato molto bene alla vita di Napoli e sono certo che darà tantissime gioie ai tifosi. Gol di Higuain come avversario? Non ho pensato a niente dopo quella rete, solo che potevamo giocarcela con tutti. In due anni siamo stati meglio di loro, abbiamo giocato meglio ma alla fine abbiamo perso. Ci manca qualcosa che loro hanno, forse la mentalità, perché non può essere una casualità. A me fa piacere andare in ogni stadio e giocare il nostro calcio: questa è la cosa fondamentale. I tifosi si devono aspettare un anno di crescita, siamo una grande squadra che vuole diventare grandissima anche a livello europeo. Dobbiamo migliorar e molto ed essere forti con continuità. Siamo in crescita, siamo una squadra giovane, ci sono molti giocatori di 19-20 anni e dobbiamo imparare in fretta a essere competitivi ma sappiamo qual ‘è la nostra mentalità. Il mister ce l’ha insegnata in modo chiaro: ovunque andiamo dobbiamo giocare il nostro calcio. Contro il Real Sarà una bellissima sfida, sarà un’opportunità per dimostrare la nostra crescita. La cosa fondamentale sarà andare al Bernabeu per fare il nostro calcio senza paura. Così facendo saremo più vicini al passaggio del turno. Ho tanti amici che vorranno essere a Madrid e cercherò di accontentare tutti. Che San paolo mi aspetto al ritorno? Me lo aspetto strapieno e carico e speriamo che ci dia una forza mostruosa. Speriamo di offrire a tutti una bella serata e di vincere. Il lavoro dei portieri sia fastidioso. Quando si perde per un nostro errore ti senti responsabile della sconfitta. Quando pari invece fai solo il tutto lavoro. La parata più bella non l’ho ancora fatta, ma so che darà una grossa mano alla squadra. Prima dovremo qualificarci e anche la Juve dovrà farlo. Sono ipotesi bellissime da immaginare ma pensiamo al presente, al campionato e al Real Madrid. Io a Napoli? Sento molto l’amore dei tifosi e la stima è reciproca. Ho tanti amici a Napoli e la mia famiglia si trova benissimo. Cerco di uscire in maniera normale perché più normalità dai alla vita più ne trovi. Mi circondo di gente che mi vuole bene che mi ha fatto capire cosa significa Napoli e come viverla e io me la godo. Scudetto con questa maglia? Sarebbe il traguardo più importante della mia vita. E’ un pensiero che non mi levo dalla testa, sarebbe un punto importantissimo nella mia carriera dopo 17 anni ad alto livello. Ci dicono sempre che non possiamo sapere quello che succederebbe in città, ecco io lo voglio vedere. Chi vincerà lo Scudetto rimarrà per sempre nel cuore di tutti i napoletani e io voglio essere uno di loro”.

A.S.Melfi –Juve Stabia parte la prevendita

A.S.Melfi –Juve Stabia parte la prevendita

S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili, come da vigente normativa, ESCLUSIVAMENTE per i possessori della Tessera del Tifoso, i tagliandi di ingresso del Settore Ospiti dello Stadio “A. Valerio” di Melfi per assistere all’incontro di calcio Melfi-Juve Stabia, in programma giovedì 29 dicembre alle ore 14,30 e valevole per la 21a giornata del Girone C del Campionato di Lega Pro Divisione Unica 2016/17.

L’A.S.Melfi, nel rispetto delle direttive ministeriali, HA ADERITO al progetto “Porta un amico allo stadio”. I biglietti sono in vendita al prezzo di € 11, comprensivo dei diritti di prevendita, fino alle ore 19,00 di mercoledì 28 dicembre, tramite il circuito Booking Show, con ricevitoria a Castellammare di Stabia presso il Bar Dolci Momenti.

S.S. Juve Stabia

Terzino sinistro: serve o non serve a gennaio?

Terzino sinistro: serve o non serve a gennaio?

Con il calciomercato pronto ad entrare nel vivo il Napoli si è già cautelato per quanto riguardo il centravanti. Per Leonardo Pavoletti manca solo l’ ufficialità che dovrebbe arrivare proprio all’apertura della prossima sessione di mercato. L’ attaccante, come rivelato anche dal presidente De Laurentiis, dovrebbe svolgere le visite mediche la prossima settimana. Tutto fatto, dunque, per quella che risultava essere la priorità a causa dell’ infortunio di Arkadiusz Milik e delle difficoltà di Manolo Gabbiadini.
Resta da capire se la società vorrà intervenire, o meno, nell’ immediato per trovare un terzino sinistro considerata l’ assenza di Faouzi Ghoulam. L’ esterno sarà impegnato per circa un mese con l’ Algeria in Coppa d’ Africa. Il Napoli ha in rosa la soluzione Strinic, ma il croato basterà? Stando a quanto riferito alcuni giorni fa dal presidente De Laurentiis difficilmente si andrà sul mercato. Sarebbe inutile considerati soprattutto i lunghi tempi di inserimento negli schemi tattici dell’ allenatore. Il ragionamento potrebbe essere anche valido viste le difficoltà di inserimento dei vari Maksimovic e Tonelli in un reparto delicato come quello difensivo. Ma la scelta potrebbe anche rivelarsi rischiosa soprattutto se l’ Algeria dovesse spingersi fino alla finale in programma il 5 febbraio. In quel caso Ghoulam potrebbe saltare ben cinque giornate di campionato oltre agli impegni in Coppa Italia.
La soluzione più plausibile sarebbe quella di trovare un esterno capace di giocare su entrambe le fasce.  Un investimento importante in ottica futuro per dare manforte anche a Hysaj sull’ out di destra. Operazione comunque complicata per la sessione invernale se i profili seguiti sono quelli di Mattia De sciglio, Silvan Widmer e Jeremy Toljan.

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Maggio è sempre al suo posto, al di là dei nomi

Da Santon a De Sciglio e Toljan, ma Maggio è sempre al suo posto

Un nome, una garanzia: Christian Maggio. Al Napoli dall’ormai lontano 2008, ne è diventato anche capitano morale, oltre che a tutti gli effetti quando non c’è Hamsik. Chilometri su chilometri su quella fascia destra che ormai ha reso sua seconda casa. Scivolato in panchina, mai ha fatto una polemica, rispettando le scelte societarie e dell’allenatore, ma non solo, dispensando consigli a chi gli ha soffiato il posto, Elseid Hysaj.

Calciatore vecchio stampo, Maggio non sente alcuna pressione e resta al suo posto, aspetta il suo momento, così come è accaduto qualche volta anche in questa stagione. Riferimento per lo spogliatoio, è uno dei leader silenziosi dall’alto della sua esperienza. Ha alsciato la Nazionale per dedicarsi soltanto al Napoli, e lo fa con abnegazione e professionalità. E poco importa, per lui, che si facciano nomi di altri calciatori per il suo futuro: da Santon a De Sciglio e Toljan, ma Maggio è sempre al suo posto!

a cura di Ciro Novellino

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Rafael o Sepe, chi è il vice Reina?

Rafael o Sepe, chi è il vice Reina?

Maurizio Sarri non è solito a far girare i portieri, dall’inizio di questa stagione non sono mai stati chiamati in causa né Rafael né Sepe. Il brasiliano ventiseienne ha avuto la possibilità di dimostrare il suo valore da quando è al Napoli, nella stagione 2014-2015 è stato il portiere titolare ma non è stata una stagione sensazionale per lui e tanto meno per la squadra, non dando abbastanza sicurezze e addirittura nel finale di stagione Benitez, perse il posto con Andujar titolare.

Sepe invece venticinquenne di Torre del Greco, ha disputato una stagione soddisfacente tra i pali dell’Empoli, senza troppe sbavature, ora come ora nel Napoli non ha ancora giocato. Sarri nell’imminente partita di Coppa Italia contro Lo Spezia Calcio potrebbe impiegare uno dei due portieri, magari proprio il portiere napoletano.

a cura di Andrea Bosco

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2016, l’anno nero della musica: George Michael è morto

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Londra – George Michael è morto. La popstar, che aveva 53 anni, è stata trovata senza vita nella sua casa di Goring, nell’Oxfordshire. “E’ con grande tristezza che confermiamo che il nostro amato figlio, fratello e amico George è morto serenamente nella sua casa durante le feste di Natale”. La polizia ha riferito che il decesso non è avvenuto in circostanze sospette, anche se è ancora senza spiegazione e che sarà condotta una autopsia.

“La famiglia vorrebbe che la propria privacy fosse rispettata” si legge ancora nel comunicato “in questo difficile frangente. Per il momento non ci saranno altri commenti”.

George Michael, il cui vero nome era Georgios Kyriacos Panayiotou, era nato a Londra e nella sua carriera ha venduto più di 100 milioni di album, prima con i Wham!, il duo composto con il compagno di scuola Andrew Ridgeley, poi da solista. Nella sua vita ha sperimentato crisi legate all’uso di droghe e nel 1998 fece coming out sulla propia omosessualità dopo che la polizia di Los Angeles lo aveva arrestato per aver tentato di adescare un poliziotto.

Tra i numerosi messaggi di cordoglio quello di Elton John, che con George Michael fu protagonista di un celebre duetto, degli Abc e dei Duran Duran, band icona degli anni ’80, che citano la ‘maledizione del 2016’, in riferimento ai numerosi lutti nel mondo della musica quest’anno: da David Bowie a Prince; da Glenn Frey fino a Leonard Cohen.

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2016 – loss of another talented soul. All our love and sympathy to @GeorgeMichael‘s family.

Ho solo voglia di ringraziare George Michael. Da bambino la sua musica mi ha salvato dalle playlist della mia famiglia in auto. Addio George

Un’artista così oggi non c’è. Anzi no, c’è lui per sempre. per me il più grande. Non so nulla… https://fb.me/6KlxgeVbZ 

George Michael se n’è andato all’improvviso a Natale… Ecco il bizzarro racconto di come lo conobbi e intervistai https://www.instagram.com/p/BOdc5UKDI4W/ 

  • DAVID BOWIE, 10 GENNAIO Il “Duca Bianco” del Rock si è spento per un tumore all’eta’ di 69 anni appena, due giorni dopo la pubblicazione dell’album “Blackstar”

  • GLENN FREY, 18 GENNAIO Il chitarrista e co-fondatore degli Eagles di “Hotel California” è morto all’età di 67 anni per le complicazioni di un’artrite reumatica.

  • MAURICE WHITE, 4 FEBBRAIO Il fondatore degli Earth, Wind & Fire, band che ruppe il tabù razziale nella musica pop, si è spento all’eta di 74 anni. Aveva il morbo di Parkinson.

  • KEITH EMERSON, 11 MARZO Keith Emerson, tastierista e fondatore degli Emerson Lake & Palmer si e’ suicidato nella sua casa di Los Angeles l’11 marzo, all’eta di 71 anni.

  • PHIFE DAWG, 22 MARZO Se ne è andato per IL diabete all’età di 45 anni il rapper americano che aveva dato vita alla band A Tribe Called Quest.

  • MERLE HAGGARD, 16 APRILE Il leggendario cantante country è morto nel giorno del suo 79mo compleanno

  • PRINCE, 21 APRILE L’icona del Pop che ha segnato un’epoca con canzoni come “Purple Rain” e con la sua trasgressività si è spenta all’età di 57 anni per un’overdose di farmaci.

  • SHARON JONES, 18 NOVEMBRE L’ambasciatrice del soul e funk, ribattezzata la “James Brown femminile”, se ne è andata per un tumore all’età di 60 anni.

  • GREG LAKE, 7 DICEMBRE Nove mesi dopo Keith Emerson si è spento per un tumore anche l’altro co-fondatore, Greg Lake. Aveva 69 anni.

  • RICK PARFITT, 24 DICEMBRE Il chitarrista degli Status Quo è deceduto all’età di 68 anni per una grave infezione.

  • GEORGE MICHAEL, 25 DICEMBRE un’insufficienza cardiaca lo ha ucciso nel suo letto a 53 anni

 

Ugo Barbarà/agi

Callejon, grandi prestazioni ma poca considerazione

Callejon, grandi prestazioni ma poca considerazione: perché non vale 50 milioni?

Ha giocato nel Real Madrid. Adesso è un inamovibile del Napoli. Eppure il prezzo del suo cartellino è piuttosto modico (modico si fa per dire, s’intende). Josè Maria Callejon è alla sua ennesima grande stagione. Lo spagnolo fa la differenza, segna e tanto, e difende. Maurizio Sarri non può far almeno di lui. Ma perché l’attaccante non costa 50 milioni di euro? In un mondo pallonaro in cui Pogba ne vale 100, così come Bale, ci si chiede perché lui non ne valga almeno la metà. Sarà, forse, l’assenza, sui social network. Su Twitter non si scrive, su Instagram le foto sono poche e molto vecchie. Callejon non fa tendenza, non ha rapper come amici. Ha una famiglia, un lavoro: persona normale. Callejon fa quello che fa e vale 25 milioni di euro: giusto, al netto delle varianti. Ingiusto, se si pensa che un Belotti(forte, fortissimo per carità) alla seconda stagione valga già 100 milioni di euro.

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Vinicio-Sarri, un salto nel passato

Vinicio-Sarri, un salto nel passato

Quarantadue anni dopo la terra portoghese è ancora benevola con il Napoli. Allora fu Vinicio a sbancare Oporto, a Lisbona l’impresa è riuscita a Sarri che ha centrato anche il primo posto nel girone di Champions. Zitto zitto è tornato il Napoli che conoscevamo e che agli ottavi della ‘coppa dalle grandi orecchie’ affronterà il Real Madrid. La squadra si è ritrovata nelle misure, nella personalità in crescita, nella maturità con la quale, errori a parte in difesa, ha saputo gestire l’intera gara del da Luz, per esempio, o battere Cagliari e Torino oltre l’Inter e pareggiare a Firenze. Dopo il pari contro il Sassuolo è successo qualcosa. Ed è stato sicuramente qualcosa di positivo per l’intero gruppo. Si è rivisto l’entusiasmo della scorsa stagione, la voglia di giocare divertendosi ma si sa il calcio vive di emozioni e di momenti di gloria che possono trasformarsi in un attimo in profonda frustrazione e crisi. Sarri si è ripreso il suo Napoli, l’ha riportato in alto. Ora aspetta il Pavoletti che verrà, attende il rientro di Milik e pensa a come limitare i danni in difesa, facendola tornare ad essere quella squadra che lo scorso anno era quasi insuperabile in fase difensiva. Diamo atto a Sarri soprattutto per i tifosi che adesso devono ritornare con fiducia a sostenere una delle prime 16 squadre in Europa.

a cura di Ciro Novellino

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Aereo Ministero Difesa russo scompare sul Mar Nero: 92 persone a bordo

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Il Tupolev Tu-154, un aereo militare del Ministero della Difesa russo, era appena decollato da Sochi con 92 persone a bordo (84 passeggeri e otto componenti dell’equipaggio) diretto alla base militare di Hmeimim, presso Latakia nel nord-ovest della Siria, quando è scomparso dai radar. Oltre a militari e giornalisti, anche Elizaveta Glinka, nota responsabile di una associazione di beneficenza. Putin ordina inchiesta ma il capo del commissione Difesa del Senato russo, Viktor Ozerov, dichiara che l’incidente aereo potrebbe essere stato causato da un guasto tecnico o da un errore dell’equipaggio

Aereo militare russo in viaggio per Siria cade in mar Nero

92 a bordo, banda Alexandrov doveva tenere concerto per truppe

Ora non ci sono piu’ dubbi: e’ precipitato nel mar Nero l’aereo militare russo trimotore Tu-154 con 92 persone a bordo (84 passeggeri e otto componenti dell’equipaggio) scomparso all’alba subito dopo il decollo dalla citta’ turistica di Sochi e in viaggio verso una base russa in Siria. E’ stato lo stesso ministero della Difesa russo a comunicare il ritrovamento, da parte dei soccorritori, di frammenti del velivolo nelle acque del mare. Il ministero, attraverso il portavoce Igor Konashenkov, aveva riferito in precedenza che a bordo dell’aereo c’erano soldati, componenti della celebre banda militare Alexandrov e nove giornalisti.

Tutti erano in viaggio verso la Siria per tenere un concerto in occasione del nuovo anno per le truppe russe dislocate nel paese mediorientale. Sull’aereo avevano preso posto 83 passeggeri e otto componenti dell’equipaggio. I media russi hanno riferito che l’aereo e’ scomparso mentre viaggiava sopra il mar Nero, venti minuti dopo il decollo dall’aeroporto Adler di Sochi, alle 5,20 ora locale (le 2,20 GMT). Il ministro della Difesa Sergei Shoigu ha coordinato personalmente le ricerche, e il presidente Vladimir Putin ha ricevuto un resoconto ufficiale dell’accaduto.

“Escludo totalmente la tesi dell’attentato. L’aereo apparteneva al ministero della Difesa russo ed è precipitato nello spazio aereo russo. Una simile tesi è impossibile“, ha detto il capo del commissione Difesa del Senato russo, Viktor Ozerov, secondo cui l’incidente aereo potrebbe essere stato causato da un guasto tecnico o da un errore dell’equipaggio. Lo riportano i media russi.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Aereo del ministero della Difesa russo scompare sul Mar Nero: 92 persone a bordo
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Reina campione al tramonto?

Reina campione al tramonto?

Il portiere del Napoli da ormai due anni è José Manuel Reina, senza contare la permanenza dello spagnolo nella stagione 2013-2014. Quest’anno non sembra più lo stesso Reina che tanto aveva rassicurato i tifosi del Napoli in passato, sembra che l’età si faccia sentire anche per un campione del suo calibro, senza dubbio è stato uno dei migliori portieri in circolazione ai tempi del Liverpool ma adesso sembra un lontano parente di quel rassicurante portiere. Fino ad ora in questa stagione ha alternato prestazioni sufficienti ad alcune disastrose che molto spesso hanno penalizzato la squadra facendole perdere punti importanti, però ci sono state partite in cui ha fatto capire di essere stato presente a tutti gli effetti, ad esempio la partita con il Genoa conclusasi 0-0 anche grazie ai suoi miracoli tra i pali. Non sembra più dar la stessa sicurezza anche nelle uscite e nelle prese apparentemente semplici, ricordando il gol preso contro il Torino quando si vide arrivare da una punizione defilata il pallone tranquillamente tra le braccia che però respinse malamente e facilitò così il tapin vincente di Rossettini che in quel caso accorciò solamente le distanze tra le due squadre. Nonostante ciò, Reina rimane sempre una presenza importante per lo spogliatoio, la sua personalità e la sua esperienza sono ormai parte integrante del gruppo partenopeo. Il Napoli dovrebbe iniziare a guardarsi attorno, stando a ciò che vediamo lo spagnolo non potrà esserci ancora per molto, sembra che i tempi d’oro siano solo un piacevole ricordo.

a cura di Andrea Bosco

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Sebastiani lancia l’operazione “Voltiamo pagina”. Ma davvero vuole voltare pagina?

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Refrattario alle critiche, e mai troppo tenero con chi la pensa diversamente da lui, il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, in concomitanza con il periodo natalizio, e, spinto, forse anche dallo spirito bonario che aleggia in questo periodo, ha lanciato un’iniziativa il cui nome è tutto un programma: “Operazione voltiamo pagina.”

Riportiamo il testo integrale comparso sul sito ufficiale del team abruzzese, per poi concederci qualche riflessione al riguardo.

“La Delfino Pescara 1936 attraverso la volontà del presidente Daniele Sebastiani, in occasione della prossima gara casalinga “Pescara Fiorentina” propone in vendita i tagliandi per accesso allo stadio a costo ribassato, con lo scopo di riunire l’intera tifoseria a sostegno della squadra.

Una scelta necessaria dopo le ultime vicende e incomprensioni, e che vuole attraverso questa promozione debellare sul nascere qualsiasi forma di polemica, rivalsa, o atteggiamento negativo, che vada contro l’unica cosa cara a tutti, il bene dei colori biancazzurri.

Dalle ore 10,00 di Lunedì 2 gennaio 2016 inizierà la vendita dei biglietti gara “Pescara Fiorentina” valida per la 19° giornata del campionato di serie A TIM 2016/2017 in programma Domenica 8 gennaio alle ore 15:00 presso lo Stadio Adriatico “Giovanni Cornacchia”.

I biglietti possono essere acquistati On line e in tutti i punti vendita TicketOne abilitati in Italia consultabili alla pagina www.ticketone.it o presso l’Official Store di Via Regina Margherita 3.

PREZZI

  • TRIBUNA VIP – intero euro 60 – ridotto euro 42
  • POLTRONISSIMA – intero euro 60 – ridotto euro 42
  • TRIBUNA MAJELLA LATERALE – intero euro 28 – ridotto euro 20
  • TRIBUNA MAJELLA CENTRALE – intero euro 36 – ridotto euro 25
  • TRIBUNA ADRIATICA LATERALE – intero euro 12 – ridotto euro 8
  • TRIBUNA ADRIATICA CENTRALE – intero euro 16 – ridotto euro 11
  • CURVA SUD – intero euro 7,50 – ridotto euro 5
    • CURVA NORD – intero euro 7,50 – ridotto euro 5
    • SETTORE OSPITI CURVA SUD – euro 20 tariffa unicaRIDUZIONI
    • Donne
    • Over 60
    • Under 18
    • Diversamente Abili iscritti alle associazioni ed enti convenzionati (ANMIC, ANMIG, ANMIL, ENS, UNMS)

 

Il presidente, quindi, chiama a raccolti i suoi tifosi “invogliandoli” con una riduzione sul prezzo dei biglietti. Un’iniziativa sicuramente lodevole, ma con non mi lascia scevro da alcune considerazioni, in virtù del mio spirito imparziale da giornalista libero ed indipendente, che mi ha sempre contraddistinto, e che ho pagato e che continuerò a pagare a caro prezzo.

Le incomprensioni e le vicende menzionate nel comunicato si rivolgono alle pesanti contestazioni cominciate con la cena natalizia del Delfino, e concluse dopo la deludente prestazione interna contro il Bologna con annessa sconfitta per 3 – 0. Il pari di Palermo, nella giornata successiva, ha solo ridato entusiasmo ai soliti “noti”, sempre vicini alla società abruzzese in qualsiasi circostanza, ma ha lasciato perplessi la maggior parte dei tifosi, scontenti della campagna acquisti estiva, così come dei risultati della loro squadra.

Il Pescara è ultimo in classifica, e se non si interverrà sul mercato a gennaio, con almeno un acquisto di spessore per reparto, la salvezza rimarrà, probabilmente, una mera utopia. Se il presidente vuole, come scritto nel comunicato “debellare sul nascere qualsiasi forma di polemica, rivalsa, o atteggiamento negativo”, ammesso che questi comportamenti siano stati veramente attuati, pensi a rafforzare la squadra per renderla competitiva. Pensi ad essere più comunicativo, e meno supponente, facendosi magari supportare da un ufficio stampa maggiormente rispettoso del lavoro di tutti i giornalisti, che, checché se ne dica, messi tutti insieme, sono  una grandissima risorsa. La plurità d’informazione è il vero spirito e motore del giornalismo sano.

Pensi a liberarsi dei suoi fidi trombettieri, ricordandosi che, in un eventuale momento di “disgrazia sportiva”, sarebbero i primi a lasciarla da solo. Insomma, caro presidente, se veramente vuole voltare pagina come dice, non si limiti ad abbassare il costo dei biglietto per una gara, ma si rimbocchi le maniche sul serio. Ha dichiarato che per amore del suo Pescara rinuncerà alle vacanze natalizie. Bene. Si ricordi che di lavoro ce n’è veramente tanto da fare. E, soprattutto, si circondi di persone capaci, in modo che la possano aiutare ad ottenere l’unica cosa che vogliono veramente i tifosi: la salvezza del Pescara.

CHRISTIAN BARISANI

 

Fissate al 28 dicembre le visite mediche di Pavoletti

Fissate al 28 dicembre le visite mediche di Pavoletti

Ai microfoni di Sky Sport 24, il collega esperto di mercato di Sky, Manuele Baiocchini ha dichiarato: “Per Pavoletti al Napoli è tutto fatto, finchè le visite non vengono fissate c’è sempre quel pizzico di dubbio sull’affare, invece adesso sappiamo che il 28 di dicembre Pavoletti sarà a Villa Stuart e svolgerà le visite mediche con il Napoli. Gabbiadini a quel punto probabilmente partirà”.

De Laurentiis a Sky: “Mertens è un vero nueve, per Pavoletti mancano solo le visite”

Queste le sue parole

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport: “Possiamo dire che i regali siano finiti, manca quello più importante: il regalo da fare ai tifosi. Ogni evento è un Natale per noi. Pavoletti deve fare le visite, auguriamoci che sia in forma, forte e che possa darci quella complementarità che, però, a noi non manca visto che Mertens si è rivelato un vero nueve. Il Napoli ha una rosa molto ampia che non è stata ancora tutta scoperta ed allenata al punto giusto.

Sarri è molto furbo, guida la squadra per sé stesso e per la società essendo un toscano DOC. C’è negli allenatori quasi la paura di essere esonerati, mentre per me il tecnico deve essere uno dei punti di forza della società in un contesto di crescita. Giochiamo talmente tante partite, alcune anche inutili, e purtroppo ci sono alcuni momenti in cui uno è più in forma, visto che si gioca in undici, ci sta che qualcuno possa star fuori. Se fosse facile allenare e creare una squadra perfetta, i giornalista sarebbero nella c***a più assoluta! Il momento più bello del 2016? Sono stati tutti momenti belli perché questo Napoli, grazie a Sarri, si diverte e fa divertire. L’allenatore ha esportato queste sue capacità nella squadra, e quindi in virtù di ciò anche qualche distrazione ci può stare. Con il Napoli non ti puoi mai addormentare perché sono sempre partite spettacolari, a volte in Serie A ti addormenti. Ho sposato il regista giusto in tal senso perché ci fa divertire.

Non guardo mai al passato, sono sempre proiettato in avanti. La storia serve per correggere gli errori marginali, perché per le cose più importanti si interveniene subito. Il Real Madrid è un’occasione storica, è la prima volta che lo affrontiamo . E’ una grande squadra con una grandissima società con un fatturato 4 volte superiore al nostro. Voglio vedere Davide contro Golia. Lì va dimostrata personalità, non dovremo subire l’autorevolezza degli spagnoli, anche di facciata, come nel caso di Cristiano Ronaldo. Lì ci vorrà tenuta psicologica, mentre qui potremo dire la nostra con i tifosi.

A Doha abbiamo battuto la Juventus come ha fatto ieri il Milan, i rossoneri hanno anche alcuni calciatori che ammiro e che sono ben allenati. Il gap con la Juve è societario, loro hanno una struttura che dura da tantissimi anni. Agnelli era il re d’Italia, i bianconeri sono una goccia nell’oceano delle proprietà degli Agnelli: da un punto di vista di potere economico non ce n’è per nessuno, sono il top del top, ma non la vedo così forte. La sua forza sta nella continuità, noi abbiamo pochi italiani e quindi dobbiamo far capire agli stranieri cosa vuol dire Napoli. Mertens è uno scugnizzo, forse ancor più di Insigne. E’ spensierato, mentre Lorenzo è pensieroso. Non venderò mai il Napoli finché non mi stancherò del mondo del calcio visto che sono giovane da questo punto di vista. Per lo stadio dobbiamo ringraziare i Ministri degli Interni che non sono stati capaci di creare delle leggi efficaci per la costruzione di impianti nuovi. Con Malagò dovremo buttare a mare tutto ciò che è vecchio. Napoli è una testa di serie, va valorizzato. Faccio gli auguri a tutti i tifosi”.

De Laurentiis vuole ufficializzare Pavoletti dopo Natale

De Laurentiis vuole ufficializzare Pavoletti dopo Natale

La Repubblica scrive su De Laurentiis e Pavoletti: “De Laurentiis ha altri piani sul mercato. «Prenderemo solo un centravanti», ha infatti avvisato il presidente, che conta di ufficializzare dopo Natale l’acquisto dal Genoa di Leonardo Pavoletti. Il via libera è subordinato al buon esito delle visite mediche del 27 dicembre. Al migliore attacco del campionato (40 gol) sta per aggiungersi un’altra pedina preziosa, aspettando il rientro di Milik. L’anno che verrà può vestirsi d’azzurro”.