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Eccellenza-Barano,Mister Billone Monti:”Se non commettiamo errori,possiamo fare risultato con tutti “

Di Simone Vicidomini

Continua il periodo negativo in casa Barano. La squadra bianconera nelle ultime sei gare, ha raccolto cinque sconfitte e un pareggio. La formazione di Billone Monti in lotta per la salvezza,domani pomeriggio sarà di scena allo stadio “Solaro di Ercolano “con il Portici per un altro impegno molto delicato. Alla vigilia della gara abbiamo intervistato ai nostri microfoni l’allenatore Billone Monti che analizza il momento negativo che vive la sua squadra in questo momento. “Dobbiamo cercare di uscire da questo momento,a tutti i costi. Bisogna stare tranquilli,lavorare sul campo e forse essere ancora più pignoli e fiscali in tutte le situazioni e sperare a ritornare a fare punti. Sulle prestazioni fin ora non abbiamo incontrato squadre che ci hanno messo sotto,ma sotto l’aspetto degli errori ne abbiamo commessi tanti e abbiamo pagato caro”. Domani l’avversario di turno di certo non è il più abbordabile,anche perchè il Poritici l’ultima partita l’ha persa a Procida nel girone di andata,anche se nelle ultime due gare disputate ha raccolto due pareggi. C’è qualche possibilità di portare a casa un risultato positivo? “Quando prepariamo una partita, la prepariamo secondo le caratteristiche del sistema di gioco della squadra avversaria. Sei i ragazzi riescono a fare novanta minuti con la giusta concentrazione senza commettere alcuna disattenzione,noi possiamo fare risultato con tutti”. Mister Billone Monti pur di portare a casa un risultato positivo dalla trasferta di domani,sarebbe disposto a ridisegnare l’assetto tattico in campo? “Io sono settimane che ci penso,calcolando le caratteristiche di ogni giocatore e sopratutto gli under da mandare in campo. La logicità del mio pensiero in questo momento non porta ad altre soluzioni”. Nelle partite precedenti abbiamo visto un Barano scendere in campo con Arcamone come punta centrale e Savio sulla sinistra,un ipotesi che al momento è accantonata? “ In questo momento c’è un problema di ruoli negli under in determinate situazioni. Nella partita di domani vorrei far giocare a Lubrano dal primo minuto,ma dobbiamo trovare posto a un classe ’98 essendo che si trova nel ruolo impiegato di Sirabella. Bisogna valutare le giuste situazioni. In settimana abbiamo disputato un’amichevole con il Lacco Ameno proprio per sperimentare delle piccole cose con la speranza di ottenere qualche novità da schierare in campo la domenica. Ho preferito non andare contro le mie convinzioni e riproporre le stesse cose in campo”. 

Torinesi gelosi dei beni del Museo Egizio

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L’ignoranza spesso alberga dove la cultura cerca di diramarsi, è il caso che sta scoppiando in queste ore sul web in merito ai beni del Museo Egizio a Torino.

Per spiegare quello che succede dobbiamo andare indietro di un annetto, quando tra le città di Catania e Torino fu stipulato un accordo secondo cui 300 pezzi del museo egizio della città piemontese, sarebbero stati ospitati nella città siciliana. I mesi sono passati, l’accordo si è sempre più consolidato scatenando però il dissenso di alcuni individui. Così infuriati contro il popolo Siciliano uno di questi deve ver pensato che creare un manifesto che pubblicizzasse una raccolta firme contro tale accordo sia cosa buona e giusta. Tale individuo deve aver dimenticato che la cultura non è possessione, che le opere non sono torinesi, ma egiziane. A Catania andranno solamente 300 opere egiziane, non torinesi, che occupano da anni i sotterranei dei musei. Lo stesso individuo avrà pensato che forse è meglio che le suddette opere stiano meglio a prendere polvere in un deposito sotterraneo piuttosto che essere ammirate da più persone. Sulla petizione si parla di congiura tra il Ministero dei beni culturali e il comune di Catania, dimenticando però gli innumerevoli articoli che sono stati scritti nell’arco di questi mesi che hanno informato i cittadini a livello nazionale.

Il manifesto parla di collezioni che le generazioni future non potranno più vedere, credo che abbiano però dimenticato che quei reperti non vanno sulla luna o polverizzati dalle mani siciliane.

In questa petizione si legge solo una lotta contro il sud, contro la diffusione della cultura e contro il diritto di poter ospitare opere che altrimenti rimarrebbero chiuse in umidi scantinati.

a cura di Dionisia Pizzo

Petizione Museo Egizio

Dionisia Pizzo/Opinione

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Promozione-Nuova Ischia,Mister Isidoro Di Meglio:”E’ una partita che può nascondere tante insidie”

Di Simone Vicidomini

In casa Ischia arriva un altro fulmine a ciel sereno. I gialloblu perdono per le prossime quattro partite l’attaccante Gianluca Saurino. L’ex Real Forio dopo le seconda espulsione rimediata in campionato,nella partita casalinga con il Summa Rionale Trieste, è stato sanzionato dal Giudice Sportivo per quattro giornate da come si legge nel comunicato: “comportamento altamente sleale e antisportivo,colpiva con un pugno al petto un calciatore della squadra avversaria”. Una vera stangata per la squadra isolana,che dovrà rinunciare al suo attaccante. Alla vigilia del match di domani in trasferta con l’Oratorio Don Guanella,abbiamo intervistato ai nostri microfoni l’allenatore Isidoro Di Meglio,che commenta la squalifica del suo attaccante. “Quattro giornate non me l’aspettavo-commenta Isidoro- anche perchè nel referto dell’arbitro è stato riportato tutt’altra cosa. Nel rivedere le immagini,è palese che Gianluca non ha colpito nessun giocatore con un pugno. Il problema e che in questo momento è vero che non siamo tanto fortunati con le decisioni arbitrali però la colpa è nostra. Non si possono commettere degli errori assurdi:in una partita quando stai vincendo 3-1 con l’ultima in classifica in casa e mancano dieci minuti,arrivi a fare quello che tutti abbiamo visto. Per quanto riguarda il prosieguo del campionato,viene a mancare un tassello importante. Un giocatore sul quale avevamo puntato a dicembre per garantirci il salto di qualità. Non demoralizziamoci,perchè chi scenderà in campo al suo posto disputerà una buona gara”. Una sanzione inattesa,che forse in pochi si aspettavano così eccessiva. In primis la dirigenza della Nuova Ischia,che potrebbe quindi presentare ricorso nei prossimi giorni. “Ma queste sono cose che a noi non riguardano. C’è una società con le persone preposte a fare ciò,dovranno decidere loro. Il mio compito è quello di mandare la miglior formazione in campo”. Una squalifica che sicuramente peserà,ma potrà dare di nuovo spazio a Domenico Arcobelli,per confermarsi di nuovo ai livelli d’inizio stagione e se riuscisse a segnare altre quindici gol trascinerebbe la squadra alla vittoria del campionato.” Abbiamo bisogno di Arcobelli,che ritrovi la via del gol come ha fatto domenica e che ritorni ad essere l’attaccante di prima,a prescindere dalla squalifica o dalla presenza di Gianluca Saurino”. Domani la Nuova Ischia affronterà in trasferta l’Oratorio Don Guanella,gara in programma alle ore 15:00 allo stadio “Hugo Pratt di Scampia”. Una squadra che tra le mura amiche ha sempre riservato molte insidie anche se non arriva da risultati positivi nelle ultime partite. “L’Oratorio Don Guanella è una squadra che può creare molti problemi -dichiara mister Isidoro Di Meglio-se non viene prese con la giusta determinazione. Tutte le partite sono difficili,andremo a giocare su un campo in terra battuta anche se il terreno di gioco è prevalentemente fatto di cemento armato. E’ una partita che nasconde tante insidie; Avevo detto alla vigilia della gara con la Sangiovannese che incominciavano tutte finali di champions,le prime due le abbiamo vinte. Ora abbiamo la necessità e l’obbligo di vincere anche nella gara di domani”. Un campionato giunto ormai nella fase cruciale,dove le prossime partite saranno decisive per la vittoria finale del campionato,tra cui ci saranno due scontri diretti. “Io sono preoccupato per le restanti nove partite che mancano al campionato. Anche se le dovessimo vincere e conquistare punti importanti nelle prossime tre,ne mancano poi sempre sei alla fine del campionato. Noi purtroppo non abbiamo dimostrato di essere quella squadra matura,di potersi concedere qualche passo falso. Abbiamo potenziato una rosa a dicembre che era prima in classifica,e non mi aspettavo che dal calciomercato fosse arrivato il così detto salvatore della patria. Mi aspettavo che dagli innesti che abbiamo fatto,dessero alla squadra quelle caratteristiche che non avevamo prima in rosa”. Per la trasferta di domani oltre ai due squalificati Gianluca Saurino e Marano ci saranno altre assenze? “Non stiamo proprio bene, perchè Mennella è alla prese con questo problema alla schiena, Camorani un problema al polpaccio da mercoledì, Del Deo dobbiamo valutarlo se riusciamo a portalo almeno in panchina e Ciro Saurino fermo ai box per i punti di sutura alla testa. Dobbiamo fare necessità virtù e ho bisogno del migliore undici da schierare in campo nella partita di domani”. 

 

Mixed Zone. Mario Rui nel post Roma Villareal: “Anche noi giocatori ci aspettavamo una prestazione diversa” (VIDEO)

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Tre domande per Mario Rui in mixed zone nel post Roma-Villareal

Roma- La Roma all’Olimpico viene sconfitta per 1-0 dal Villareal, un risultato ininfluente ai fini della qualificazione agli ottavi di Europa League: la squadra di Spalletti, infatti, aveva battuto all’andata gli spagnoli per 4 a 1 in terra madrilena.

(Cronaca Roma Villareal  https://www.vivicentro.it/sport/roma/roma-villarea-0-1-sconfitta-indolore/  )

Nel post Roma-Villareal, incontriamo in mixed zone Rui Mario che si aspettava, come il mister, un approccio diverso alla partita: “Potevamo fare qualcosina in più”.

(VIDEO)

 

TRE DOMANDE

 Forse Spalletti si aspettava un approccio diverso come gestione della partita?

Non solo il mister, anche noi che siamo scesi in campo ci aspettavamo una partita diversa, magari dare qualcosina in più, giocare un po’ meglio. L’importante è che l’obiettivo primario sia stato raggiunto, che era quello della qualificazione.

I bookmaker danno per favorita la Roma e il Manchester United. Spalletti non si è voluto sbilanciare, ma la squadra cosa ne pensa?

Io sto con il mister. Sappiamo che in competizioni del genere è così quindi noi cercheremo di andare il più aanti possibile, pi se arriviamo fino in fondo tanto meglio.

Speri di avere spazio per dimostrare il tuo valore nelle prossime competizioni che saranno decisive?

Qualsiasi giocatore lo spera.

Maria D’Auria

 

METEO: dal primo marzo Clima Mite sull’Italia, aria di Primavera

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Alta pressione in aumento e le temperature saliranno un po’ ovunque

Veloce excursus sul tempo previsto per la prossima settimana, quando inizierà la primavera meteorologica (1mo marzo). Partiamo come sempre dalla situazione atmosferica che si verrà a creare.

POSSIBILE SITUAZIONE FUTURA – Dopo il passaggio perturbato tra il 24 e il 26 febbraio, la pressione tenderà ad aumentare un pochino, ma verrà ancora una volta indebolita martedì grasso, il 28 febbraio, specie al Centro-Nord, a seguire si rinforzerà ancora una volta, e almeno fino al 4/5 marzo.

EVOLUZIONE DEL TEMPO – Come già detto, piogge e temporali tra il 24 e il 26 da Nord verso Sud, quindi tempo più asciutto il 27. 28 febbraio con neve sulle Alpi sopra gli 800/900 metri e qualche pioggia sulle zone interne appenniniche, lato tirrenico. A seguire pressione in aumento, più sole per tutti e soprattutto clima mite con valori vicini ai 20° al Sud, 14/18° al Centro-Nord.

TEMPERATURE – In deciso aumento dal 1° marzo con clima mite su tutta Italia.

METEO ITALIA – Previsioni meteo per tutte le regioni italiane

Nord
Valle d’Aosta
Piemonte
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Lombardia
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Centro
Toscana
Marche
Umbria
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Lazio
Molise
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Puglia
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Calabria
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Giovanni Cimino “La Reggina ha la difesa piú perforata del girone”

L’intervento del Direttore Giovanni Cimino di Tuttoreggina.com in diretta e in esclusiva al Pungiglione Stabiese.

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese”, abbiamo avuto in collegamento Giovanni Cimino, Direttore di tuttoreggina.com; con lui si è parlato del match di sabato sera tra Juve Stabia e Reggina.

Ciao Giovanni domani al “Romeo Menti” la Juve Stabia sfiderà la Reggina. Il team amaranto è reduce dalla sconfitta contro il Lecce, che gara è stata?

Innanzitutto mi preme dire ai tifosi della Juve Stabia che il Lecce a Reggio è stata ben poca cosa soprattutto paragonandolo alle prestazioni qui in Calabria della Juve Stabia, del Matera e del Foggia stesso. È chiaro che invece è una formazione molto cinica e questo ne fa la sua forza al di là del gioco che invece latita. Al Granillo la differenza l’ha fatta la qualità, chiaramente è noto a tutti che la difesa della Reggina è tra le più battute e in grandissima difficoltà in questo momento del campionato. Due errori da terza categoria commessi dai difensori amaranto hanno fatto sì che Lecce espugnasse il Granillo, altrimenti credo poteva essere anche una gara da pareggio. Devo anche dite che la Reggina nel secondo tempo ha giocato veramente male e ha spianato il successo all’attuale capolista.

Per quanto riguarda il mercato di riparazione, ha portato qualche novità a Reggio. Cosa si può dire per quanto riguarda la rosa e gli innesti dei nuovi eventuali?

Adesso stiamo vivendo una fase di ricostruzione della Reggina per cui le risorse economiche non sono elevate. Si è deciso di operare molto nel rinforzare la rosa con l’ addio di Longiano e l’innesto di Leonetti e l’arrivo di un difensore. Davvero poca cosa ed al momento sul campo la differenza si è vista, non c’è stato un cambio di passo in questo inizio di 2017, tant’è che la piazza sta accusando la società perché c’è qualche lacuna nella squadra di Zeman e lo si vede in campo.

Com’è il morale dell’ ambiente in quel di Reggio?

A Reggio i tifosi amaranto credono ancora nella salvezza, e se guardiamo la classifica chiaramente la piazza può credere nell’obiettivo. La tifoseria sa bene che quest’anno la squadra deve salvarsi anche all’ultimo minuto dell’ultima gara e non aspira ad altro. Al momento l’ambiente è abbastanza sereno, anche se il tecnico Zeman è sempre un po’ nell’occhio del ciclone. E’ chiaro che ognuno si sente un po’ commissario tecnico e allenatore e cerca di fare le sue ricette personali, però il tifo é dalla parte della squadra, seppur il seguito non sia eccezionale. Sabato allo stadio Granillo erano presenti circa in 1000, diciamo lo zoccolo duro del tifo amaranto, però c’è ancora la fiducia in questa squadra, nonostante qualche errore di troppo da parte della difesa.

Visto che Coralli è squalificato, chi schiererà la Reggina in attacco contro la Juve Stabia?

Il sostituto di Coralli e Bianchimano, un classe 96 di proprietà del Milan che rientra dalla squalifica e sostituirà Coralli. Tra l’altro la Reggina è dotata di almeno 8/9 attaccanti in rosa che giocano più da esterni offensivi, tra l’altro molti dei quali in pratica mai utilizzati da Zeman. Bianchimano invece si sta guadagnando la fiducia e lo spazio anche subentrando, e quindi sarà lui quasi sicuramente a giocare, salvo qualche eventuale problematica che si verificherà questa settimana.

Ci saranno altri indisponibili in rosa?

Indisponibile sicuro è solo Coralli (squalificato n.d.a.), poi sono da verificare le condizioni di Portino, l’esterno d’attacco a sinistra, per il resto la rosa è praticamente tutta a disposizione per il tecnico amaranto.

All’andata ci fu il gol di Bangu, adesso come sta giocando in questa seconda parte di stagione?

Bangu è reduce da 4 giornate di squalifica ed è rientrato proprio sabato scorso contro il Lecce, è partito dalla panchine per poi subentrare a gara in corso. La Reggina dopo quella vittoria fortunosa contro la Juve Stabia, che all’epoca diede una buona impressione per il gioco espresso in campo, ha avuto un calo spaventoso, da metà classifica è scivolata in fondo, e da li si sono susseguite le grandi difficoltà della Reggina tanto che non è riuscita più a vincere fino al termine dell’anno solare. Bangu è un po’ calato, sebbene fosse in ripresa prima della squalifica andando a segno anche in altre occasioni. Si tratta di un calciatore interessante, se ripeterà il rendimento mostrato ad inizio stagione, sono sicuro che lo rivedremo in qualche club di serie B, ha 19 anni, quindi una prospettiva lunga per il futuro.

Per quanto riguarda il modulo, Zeman sta utilizzando sempre il 4-3-3 oppure un modulo differente?

Zeman è inamovibile sul 4-3-3, è una questione di principio, nonostante la piazza cerca di suggerire al tecnico una variazioni per il 5-3-2. Zeman è inamovibile ad oltranza anche se in realtà i dati dicono che la difesa sia una delle più battute a livello professionistico, e l’attacco con il solo Coralli spesso fa fatica a rendersi pericoloso. Anche per la sfida di Castellammare, il tecnico figlio d’arte non sembra intenzionato a modificare il suo credo.

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Milano: le aiuole della polemica

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Dopo le palme, a stretto giro, in piazza Duomo a Milano arrivano i banani, sempre pagati da uno sponsor. «La polemica riparte da capo, non c’è pace per quelle aiuole», scrive Alberto Mattioli.

Dopo le palme, a Milano anche i banani

Dopo le palme, i banani. Non c’è pace per quelle aiuole. In piazza Duomo a Milano succede che, dopo la quarantina di palme, siano stati piantumati anche i cinquanta banani, sempre griffati Starbucks, sponsor dell’operazione-giungla con vista Madunina. E naturalmente la polemica è ripartita da capo, tipo «Ripassa dal via» del Monopoli.

Ecco una scelta di invettive di giornata: «Mancano solo le scimmie» (Roberto Maroni, governatore della Lombardia); «Le piante non hanno colpa: i cretini sono gli esseri umani che hanno deciso e permesso questo scempio» (Matteo Salvini); «Si completa l’africanizzazione di Milano. Saranno contenti immigrati e clandestini che si sentiranno a casa loro» (Riccardo De Corato, capogruppo di Forza Italia in Regione). I «Sentinelli di Milano», versione laica e sfottente dei vegliatori cattolici, reagiscono chiamando alla mobilitazione: la prossima domenica (delle palme?), tutti in piazza, e portando «una pianta, un frutto o un ortaggio di qualsiasi forma, colore e provenienza per dire che la diversità è un valore». Titolo della manifestazione: «Piantatela lì».

Adesso aspettiamo solo che siano sistemati anche i previsti ibiscus e il tormentone ripartirà da capo. Intanto il sindaco, Beppe Sala, partito «da una posizione non proprio entusiasta», dice che «magari, fra due o tre mesi il giardino mi piacerà», insomma il suo è un gradimento a rate. Interpellato anche il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che si rifiuta di dire se palme e banani gli piacciano, ma ricorda che «le sovrintendenze sono autonome e io non dò indicazioni». Infatti la sovrintendenza competente (poco, secondo gli anti-palma) il suo benestare l’ha già dato da tempo, limitandosi a far abbassare un po’ l’altezza degli alberi e a ribattezzare il progetto: da «Foresta tropicale milanese» a «Giardino milanese tra il XIX e il XX secolo», visto che all’epoca in effetti le palme in piazza Duomo c’erano (con qualche perplessità per i pro-palma più politicamente corretti: oddìo, invece che inclusiva e «globale», la palma e il banano saranno mica colonialisti?).

Finito di ridere, la querelle della palma si presta però a un paio di considerazioni serie. La prima è che, in ogni caso, è un buon segno che l’urbanistica e l’arredo urbano diventino un oggetto di discussione politica, e non è detto che siano meno appassionanti delle scissioni bizantine del Pd o delle chat della signora Raggi. Per esempio, a Milano si parla anche di riaprire i Navigli (con Salvini stavolta schierato in prima persona per il sì), che sarebbe un ottimo modo di organizzare il futuro tornando al passato. Seconda considerazione: la disputa è la dimostrazione «a contrario» del buono stato di salute di Milano. Evidentemente, non ci sono problemi più pressanti su cui dividersi. E molte città italiane sarebbero forse contente di avere al primo punto dell’ordine del giorno delle polemiche una questione così grave. A Roma, per dire, ci farebbero la firma.

Quanto al banano, nessuno ha ricordato che uno degli italiani più illustri e più nazionalpopolari, quello che pianse e amò per tutti, fece il diavolo a quattro per procurarsene uno e piantarlo a casa sua, a Sant’Agata, nella Bassa piacentina, dunque Padania più profonda. Si chiamava Giuseppe Verdi e il suo banano è ancora lì.

Maltempo imminente: vento, piogge e temporali sull’Italia

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Veloce bassa pressione fredda attraversa l’Italia tra il 24 e il 26 febbraio

Da Venerdì una perturbazione nordatlantica porterà piogge e temporali da Nord verso Sud. Le precipitazioni assumeranno anche carattere locale di nubifragio, vediamo dove.

SITUAZIONE ATMOSFERICA – Dal 24 febbraio, il flusso perturbato Nordatlantico scenderà vistosamente di latitudine, raggiungendo il Mediterraneo centrale. Una bassa pressione si formerà sul mar Ligure e si porterà velocemente verso il Centro-Sud, con annesso maltempo.

VENERDI 24 – Peggiora al Centro-Nord con piogge via via più diffuse, al Nord sui settori orientali. Precipitazioni moderate su Toscana, Umbria, Emilia Romagna, poi Marche. Piogge sul Lazio, poi sparse sul resto del Sud. Non si escludono temporali. Dalla sera possibili nubifragi su Romagna e Toscana orientale. Neve a 1200 metri al Nordest, sopra i 1900 m sull’Appennino, ma con quote in calo sulla Toscana.
SABATO 25 – Piogge veloci al Centro si portano verso il Sud, qui moderate tra Basilicata e Puglia. Locali temporali. Tanto sole al Nord, Toscana e poi anche al Centro.

VENTI MERIDIONALI – A rotazione ciclonica, molto forti da Nordest sabato sull’Adriatico e alto Tirreno.

METEO ITALIA – Previsioni meteo per tutte le regioni italiane

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Marine Le Pen: la donna che spaventa l’Europa

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Niccolò Zancan è andato a Parigi per descrivere le prove da presidente di Marine Le Pen: la candidata del Front National tenta di piacere su larga scala, consapevole di essere la donna che con le sue idee politiche spaventa l’Europa. Vuole uscire da Nato e Ue: se venisse eletta all’Eliseo innescherebbe un terremoto politico di vaste dimensioni.

Marine Le Pen, prove da presidente per la donna che spaventa l’Ue

Con la candidata della destra che cerca i consensi dei moderati e dà l’addio ai toni del Front National del padre Jean-Marie

PARIGI – Marine Le Pen, la donna che spaventa l’Europa, sta facendo le prove da Presidente. La bandiera francese sul palco è già alle sue spalle. Lei appare calma. Ha gli occhi stanchi, ma non nasconde le rughe. È madre di tre figli, indossa un tailleur blu. «Questa è la Francia, noi siamo francesi», dice con voce salda e profonda.

Il settimanale l’«Express» l’ha definita «Opération séduction». In effetti, sembra qualcosa del genere. Un tentativo di piacere su larga scala messo in atto dalla candidata all’Eliseo che vuole l’uscita della Francia dall’Unione e dalla Nato.

Il prossimo 23 aprile Marine Le Pen andrà in testa al ballottaggio, ma potrebbe rischiare di perdere ancora al secondo turno. Anche se i sondaggi si sono rivelati uno strumento completamente inaffidabile, oggi le sono ancora sfavorevoli. Il candidato indipendente Emmanuel Macron, il più accreditato sfidante al secondo turno, ha accolto come una benedizione il sostegno di François Bayrou, che può valere un 5 per cento di voti in più. Quello che si profila, cioè, è una grande coalizione di centro contro l’ondata populista. E mentre gli altri aspiranti sembrano tutti in difficoltà, sullo sfondo, nel tentativo di indovinare il futuro, Marine Le Pen sta lavorando da anni per quell’appuntamento che conta davvero. Il secondo turno, certo. Quando dovrà convincere gli elettori che tradizionalmente non votano per lei. A meno che non riesca a farlo già al primo.

Puoi chiamarla operazione seduzione, oppure ancora la «dédiabolisation» del partito. Questo tentativo di normalizzarlo, di farlo apparire più istituzionale, nella ricerca di consenso fra gli indecisi. È questo che sta facendo Marine Le Pen ogni singolo giorno. E lo fa anche in questa serata parigina, fra i velluti e i cristalli dei Salons Hoche, vicino all’Arco di Trionfo. Ha convocato i giornalisti per spiegare le sue idee di politica internazionale: un’ora in cui leggerà un documento senza concedere nemmeno una domanda. Quando un’attivista di Femen si alza a seno nudo e si mette ad urlare nel trambusto della sala, Marine Le Pen resta al suo posto. Immobile. E quando ritorna la calma, dice impassibile: «Ecco come ci siamo ridotti. Questo non è il mondo che vorrei».

Marine presidente, o almeno mostrarsi come tale. Certo, può rifiutare di indossare il velo rinunciando così all’incontro con il Gran Mufti in Libano, la più alta carica musulmana del Paese. Può lasciar malmenare dalle sue guardie del corpo il giornalista Paul Larrouturou, portatore di una domanda sgradita ad un’altra conferenza stampa. Può parlare male della giustizia «ad orologeria» per l’inchiesta che, proprio ieri, ha colpito i suoi stretti collaboratori del Front National, accusati di truffa ai danni del Parlamento Europeo. Ma questi sono tutti argomenti che ritiene popolari, evidentemente. Come i confini forti. La Francia sicura. «Perché fino a quando le autorità italiane saranno supine al diktat dell’Unione sarà impossibile eliminare il problema dell’immigrazione clandestina». Ecco, l’Europa. «Un sistema tirannico». «Un fallimento». «Un guinzaglio corto». «E qui siamo a casa nostra!», urlano i suoi sostenitori.

Ma non è più il Front National del padre Jean-Marie, cacciato dal partito e ucciso psicanaliticamente proprio dalla figlia Marine. Quello che diceva frasi abominevoli: «Le camere a gas naziste sono solo un piccolo dettaglio della storia». Oppure questa: «Monsieur Ebola può risolvere il problema dell’immigrazione in tre mesi». Mentre nel programma elettorale del 2012 Marine Le Pen aveva come obiettivo dichiarato «bloccare le migrazioni verso la Francia», ora spiega che vuole ridurre le quote di ingressi «assimilabili» da 40 mila a 10 mila all’anno. Ed anche ieri, parlando di politica estera, ha detto: «Ben vengano i migranti, ma in modo regolare e dignitoso». Cerca di non spaventare. Si dichiara non contraria all’aborto. Divorzia due volte, convive e piace alla comunità Lgt al punto che, secondo la giornalista Marie-Pierre Bourgeois, il 32,45% delle coppie gay ha votato per il Front National. Non è più soltanto l’onda nera, quindi. Non è più solo populismo. Ecco perché Marine Le Pen questa volta potrebbe farcela davvero.

Te lo racconta lei, sempre con quella voce profonda dalla spiaggia oceanica di Trinité sur Mer, dove va a riposare con il compagno di vita e di partito Louis Aliot, un ex professore di Diritto. Eccola con la faccia al vento da una barca a vela nel suo video promozionale: «Io sono intensamente, profondamente, fedelmente francese». Si schiera in difesa dei lavoratori minacciati dalla globalizzazione. Va a protestare contro la chiusura del reparto di maternità dell’ospedale di Remiremont. Sta con i contadini. «Sempre nel nome del popolo francese», come presenta la sua candidatura.

Di tutti i populismi del mondo, questo è quello che arriva da più lontano. Marine Le Pen sta cercando di far vedere che lei non è il diavolo. Ha fatto togliere anche il nome del partito dai manifesti elettorali. Vuole essere chiamata Marine, solo Marine. Se sia un camuffamento o una vera trasformazione è una delle poste in gioco che riguarda il futuro della Francia e dell’Europa. Solo quattro anni fa, la candidata Le Pen aveva partecipato al Gran Ballo dei nostalgici del Terzo Reich a Vienna, un giro di valzer fra antisemiti e neonazisti.

vivicentro.it/potitica
vivicentro/Marine Le Pen: la donna che spaventa l’Europa
lastampa/Marine Le Pen, prove da presidente per la donna che spaventa l’Ue – NICCOLÒ ZANCAN – INVIATO A PARIGI

Da oltre sessant’anni la Reggina non vince a Castellammare. Tutti i precedenti

Sono ben quattordici le gare disputate dalla Reggina a Castellammare contro le vespe

Stabia e Reggina, si sono affrontate in gare di campionato quatto volte al “vecchio San Marco – Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, mai segno ics, ma due vittorie per parte. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1931 / 1932 – Campionato Nazionale di I° Divisione – girone ‘ H ‘

6 dicembre 1931 – 9° giornata d’andata: STABIA – REGGINA 0 – 1 gol vittoria dei reggini di Lomello.

– 1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C – girone ‘ D ‘

27 marzo 1949 – 5° giornata di ritorno: STABIA – REGGINA 0 – 1 match winner degli amaranto fu Sperti.

– 1949 / 1950 – Campionato Nazionale di Serie C – girone ‘ D ‘

29 gennaio 1950 – 1° giornata di ritorno: STABIA – REGGINA 2 – 0 un gol per tempo del centrocampista Alfiero COLETTA diedero la vittoria alle vespe.

– 1950 / 1951 – Campionato Nazionale di Serie C – girone ‘ D ‘

26 marzo 1951 – 11° giornata di ritorno: STABIA – REGGINA 1 – 0.

Juve Stabia e Reggina, si sono affrontate al “Menti” di Castellammare in gare di campionato più una gara di play off nove volte, cinque sono le vittorie dei gialloblù, poi tre pari e una sola vittoria degli amaranto. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1955 / 1956 – Campionato di IV° Serie – girone ‘ H ‘

6 maggio 1956 – 15° giornata di ritorno: JUVE STABIA – REGGINA 1 – 3 calabresi in gol con Leoni, Gatto e De Vito; gol della bandiera stabiese dell’attaccante MAJELLO.

Marcello Prima
Marcello PRIMA

– 1985 / 1986 – Campionato Nazionale Serie C2 – girone ‘ D ‘

22 settembre 1985 – 1° giornata d’andata: JUVE STABIA – REGGINA 2 – 0 le reti delle vespe siglate dal terzino Alessandro TOGNARINI e dal bomber Marcello PRIMA (foto).

– 1993 / 1994 – Campionato Nazionale di Serie C1 – girone ‘ B ‘

21 novembre 1993 – 11° giornata d’andata: JUVE STABIA – REGGINA 0 – 0 (arbitro Lorenzo Branzoni di Pavia).

– 1993 / 1994 – Campionato Nazionale di Serie C1 – girone ‘ B ‘

5 giugno 1994 – play off andata: JUVE STABIA – REGGINA 2 – 0 (arbitro Ottavio Piretti di Ravenna) reti gialloblù del centrocampista Antonio TALEVI e dell’attaccante Giorgio LUNERTI.

– 1994 / 1995 – Campionato Nazionale di Serie C1 – girone ‘ B ‘

19 marzo 1995 – 8° giornata di ritorno: JUVE STABIA – REGGINA 1 – 1 (arbitro Francesco Strazzera di Trapani) amaranto in vantaggio con Carrara e pari dell’attaccante Sasà BERTUCCELLI nei minuti di recupero.

– 2011 / 2012 – Campionato Nazionale di Serie B

18 febbraio 2012 – 7° giornata di ritorno: JUVE STABIA – REGGINA 2 – 1 (arbitro Riccardo Pinzani di Empoli) doppio vantaggio delle vespe con Adriano MEZAVILLA e Marco SAU (foto), poi le distanze furono ridotte dall’amaranto Freddi.

Marco Sau
Marco SAU

– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie B

30 ottobre 2012 – 12° giornata d’andata: JUVE STABIA – REGGINA 1 – 0 (arbitro Dino Tommasi di Bassano del Grappa) gol vittoria di Fabio CASERTA.

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B

8 febbraio 2014 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – REGGINA 1 – 1 (arbitro Aleandro Di Paolo di Avezzano rete stabiese di Antonio DI NARDO, poi a cinque dalla fine pareggiò Gerardi per i calabresi.

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro – girone ‘ C ‘

28 settembre 2014 – 6° giornata d’andata: JUVE STABIA – REGGINA 2 – 1 (arbitro Saverio Pelagatti di Arezzo) vantaggio amaranto ad inizio ripresa di Armellino, pari delle vespe di Samuel DI CARMINE e gol vittoria di Samuele ROMEO a dieci dalla fine.

Giovanni MATRONE

 

Promozione- Che stangata per la Nuova Ischia! Gianluca Saurino fermato per 4 giornate

L’espulsione di Gianluca Saurino Foto di Gaetano Russo

Non c’è pace in casa Ischia. Altra notizia shock per la squadra di Isidoro Di Meglio che perde per un mese l’attaccante Gianluca Saurino. L’ex Real Forio è stato fermato infatti dal giudice sportivo per quattro turni,dopo l’ultima espulsione rimediata nella partita casalinga vinta con il Summa Rionale Trieste. Una sanzione forse un po troppo eccessiva. Tutti si aspettavano al massimo due giornate di squalifica: una per l’espulsione e un’altra per la precedente ammonizione avuta nel corso della partita,essendo anche in diffida. A spiazzare l’intera società isolana ci ha pensato infatti il comunicato del Giudice Sportivo: comportamento altamente sleale e antisportivo,colpiva con un pugno al petto un calciatore della squadra avversaria”. Una sanzione ritenuta eccessiva anche perchè i fatti sono andati diversamente. Una cosa è certa l’attaccante isolano dovrà saltare non solo la partita già di domani con l’Oratorio Don Guanella ma anche lo scontro in trasferta con il Mons di Prochyta. Una bella patata bollente per l’allenatore Isidoro Di Meglio,che dovrà rinunciare al suo attaccante,ma c’è da sottolineare che potrà contare sul bomber Domenico Arcobelli fin ora trascinatore della squadra. Il numero 9 domenica al “Mazzella” con il Summa Rionale,subentrato a partita in corso ha ritrovato il gol,dopo un periodo buio nelle ultime partite. Toccherà proprio a lui a trascinare la squadra. Ma i guai in casa Ischia non finisco solo per la squalifica di Saurino. Un turno di stop anche per Tiziano Marano che ha raggiunto il limite massimo dei cinque cartellini gialli nel corso della stagione. Ora tocca alla dirigenza isolana a presentare ricorso,anche se nell’ultimo periodo le sanzioni sembrano essere abbastanza eccessive. Basti pensare in Eccellenza il Procida ha perso per sei giornate Mottola e Annunziata per quattro. L’ultima società isolana che ha subito un altra pesante sanzione è stato il Real Forio,che è si visto infliggere quattro giornate di squalifica all’attaccante Luigi Castagna. Entrambe le società hanno presentato ricorso.

Di Simone Vicidomini

Guardia Costiera: 1100 migranti salvati in 9 distinte operazioni di soccorso

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Sono al momento circa 1100 i migranti tratti in salvo nel Mediterraneo Centrale, in 9 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

I migranti si trovavano a bordo di 8 gommoni e 1 piccola unità. Alle operazioni hanno preso parte le motovedette CP 306 e CP 324 della Guardia Costiera di Lampedusa, la nave britannica ECHO inserita nel dispositivo EunavforMed, la nave norvegese Siem Pilot, inserita nel dispositivo Frontex, la nave ONG Golfo Azzurro e unità mercantili.

DA ARCHIVIO:

Dieci ragazzi della casa famiglia «Noi siamo» domani al San Paolo

Dieci ragazzi della casa famiglia «Noi siamo» domani al San Paolo

Sugli spalti del San Paolo domani sera ci saranno anche dieci ragazzi che sono ospiti della casa famiglia «Noi siamo» di Somma Vesuviana. E’ un’iniziativa promossa da Aqavion, la società degli ex campioni di pallanuoto Bencivenga, Violetti e Coda. Il gruppo Piccolo, titolare del centro, ha sostenuto altre iniziative di solidarieta’, come la raccolta di doni nel periodo natalizio per case famiglia e ospedali. Da alcuni mesi Aqavion si avvale della supervisione per l’area pallanuoto di Paolo De Crescenzo, ex allenatore del Posillipo che vinse scudetti e coppe internazionali. Lo riporta Il Mattino.

Tuttosport contro Koulibaly: “Errori clamorosi, è da rigenerare tenendolo in panchina”

Tuttosport attacca Koulibaly: “Errori clamorosi, è da rigenerare…tenendolo in panchina

Kalidou Koulibaly finisce sul banco degli accusati del Napoli? Per Tuttosport si: Koulibaly è diventato più vulnerabile da quando è partito per partecipare alla Coppa d’Africa e la dimostrazione è arrivata dagli errori clamorosi che ha commesso a Madrid in occasione del 2-1 segnato da Kroos e a Verona nella svirgolata che ha permesso a Meggiorini di accorciare le distanze. La Coppa d’Africa ha restituito al Napoli un difensore da rigenerare, anche tenendolo talvolta in panchina”.

Milik in campo contro la Juve!

Milik in campo contro la Juve!

Visti gli impegni ravvicinati contro Atalanta, Juventus, Roma Real Madrid, il turnover per il Napoli è necessario. La Gazzetta dello Sport riferisce che a Torino in Coppa Italia si potrebbe rivedere Arkadiusz Milik dal primo minuto: “Contro la Juve non è mai una gara qualsiasi, ma paradossalmente l’impegno dello Stadium è il meno decisivo di questo tour de force. Il calendario infatti regala nel week end agli azzurri la possibilità di guadagnare punti su una tra Inter e Roma o addirittura su entrambe, ma poi metterà di fronte il 4 marzo all’Olimpico la formazione di Sarri a quella di Spalletti”.

 

Denis: “Real? Rimonta possibile, il San Paolo è speciale! Quella volta venne giù lo stadio…”

Le sue parole

German Denis, meglio conosciuto come il Tanque, il Carrarmato, è il doppio ex della sfida tra Napoli e Atalanta. Ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno: “Finisce in parità: 2-2. Per il Napoli segnano Mertens e Hamsik, per i nerazzurri Petagna e Gomez”.

A Napoli è arrivato nella stagione 2008-2009 in una squadra in costruzione. Ha vissuto anche il cambio tecnico tra Reja e Mazzarri, una fase storica della società partenopea: “Sono andato via perché non sentivo più la fiducia della società. A Napoli ho lasciato tanti amici e ho tantissimi ricordi anche se ho incontrato difficoltà soprattutto nella prima stagione. Non ho mai avuto problemi con l’allenatore (Mazzarri, ndr), ma ho deciso di lasciare tifosi che comunque mi sono stati sempre vicini per andare a giocare titolare”.

Sulla partita di Champions col Real. “Il Napoli per un po’ ha giocato alla pari con gli spagnoli, una squadra fortissima, ma il San Paolo è uno stadio speciale e può riservare grandi sorprese. La rimonta non è esclusa”.

Lui se lo ricorda bene lo stadio di Fuorigrotta e in particolare quella sfida con il Milan dell’ottobre del 2009, finita 2-2. “I rossoneri vanno in vantaggio con Inzaghi e Pato, poi arriva la nostra rimonta in tre minuti. Prima segna Cigarini, poi io di testa anticipo Thiago Silva e vado in gol in pieno recupero. Lo stadio viene letteralmente giù: un boato assordante”.

Gomez: “A Napoli con rispetto, ma nessuna paura!”

Le sue parole

Alejandro Gomez, attaccante argentino dell’Atalanta, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport:

Il calendario dice Napoli, Fiorentina e Inter. La più difficile?

“Noi all’Europa crediamo: anche con soli 3 punti in 3 partite, saremmo in lotta. La più difficile è questa, col Napoli al San Paolo. Dobbiamo avere rispetto ma non paura: se sei aggressivo, metti in difficoltà tutti tranne Real, Barcellona e poche altre. Contro Fiorentina e Inter giochiamo alla pari”.

Juve, Roma, Napoli. L’ordine di classifica è corretto?

“Il Napoli gioca molto meglio di Roma e Juve, ma la Juve è l’unica con cui sai di non avere molte chance in trasferta: è una questione mentale, allo Stadium senti il peso della squadra, della storia, di tutto. La squadra però non è forte come negli anni scorsi: c’erano Pirlo, Tevez, Morata, Pogba, Vidal”.

Parliamo di allenatori. Vedremo mai un Papu in panchina?

“Sì, mi piacerebbe. Il mio calcio è quello di Montella, con il possesso palla”.

Quali giocatori sarebbe bello allenare?

“Nainggolan, Mertens, Perotti. Mi piace anche Chiesa: è veloce e ha tiro, ma vorrei vederlo a sinistra, non a destra. Con lui e gli altri, l’Italia tra 5-6 avrà tanti giocatori di talento”.

Il Napoli in undici giorni si gioca tutto

Il Napoli in undici giorni si gioca tutto

Campionato, Coppa Italia e Champions. Atalanta e Roma, la Juventus ed il Real Madrid, il Napoli si gioca tutto o quasi nei prossimi 360 minuti di gara. La Gazzetta dello Sport scrive: “Andare oltre i propri limiti per capire dove realmente si potrà arrivare: questo è quanto Maurizio Sarri ha chiesto ai suoi calciatori nei prossimi undici giorni o, se preferite, nelle prossime quattro partite che sono determinanti per la stagione del Napoli“.

Berretti, Messina-Juve Stabia: i convocati di Panico

Berretti, Messina-Juve Stabia: i convocati di Panico

Trasferta siciliana per la Berretti della Juve Stabia che giocherà domani contro il Messina alle ore 14:30. Match delicato per le Vespette su un terreno di gioco importante. Questa la lista dei convocati di mister Domenico Panico:

Borrelli F., Riccio, Rubino, Daniele, Bisceglia, Borrelli E, Elefante, Vecchione, Mauro, Servillo, Sorrentino F., Spavone, Scognamiglio, Langella, Del Prete, Procida, Chirullo, Matassa

a cura di Ciro Novellino

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Paola Clemente, morta di fatica nei campi

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Il 13 luglio 2015 Paola Clemente si è alzata alle due del mattino per andare a lavorare nei campi di Andria, in Puglia. Era diretta al suo turno, dodici ore di fatica per 27 euro. Quel giorno, il suo corpo, a 49 anni, non ce l’ha fatta più: è morta di fatica. L’ex datore di lavoro è finito in manette per sfruttamento, primo caso di arresto per il reato di caporalato. La storia di Paola apre una finestra sugli schiavi invisibili presenti nel nostro Paese.

Morta di fatica nei campi, in manette sei “caporali”

L’accusa: sfruttamento del lavoro. Hanno frodato 200 mila euro

BARI – Paola Clemente, 49 anni, il 13 luglio del 2015 è morta di fatica nei campi di Andria (in Puglia). L’ha ammazzata il lavoro: dodici ore al giorno per 27 euro di paga. Dalla sua morte è partita una inchiesta della Procura di Trani che ieri ha portato all’arresto di sei persone per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro: sono i primi arresti in base alla legge del 2016 che reprime il caporalato. Gli arrestati sono Pietro Bello, 52 anni, responsabile dell’agenzia interinale per la quale Paola lavorava, e i suoi collaboratori-dipendenti Oronzo Catacchio di 47, e Giampietro Marinaro di 29. In carcere sono finiti anche Ciro Grassi, 43 anni, titolare dell’agenzia di trasporto, Lucia Maria Marinaro, 39 anni, moglie di Ciro Grassi e a sua volta lavoratrice fittizia mentre agli arresti domiciliari è finita Giovanna Marinaro, 47 anni, che secondo i magistrati avrebbe avuto il compito di reclutare le lavoratrici da spedire nei campi in condizioni quasi disumane.
 Quella di Paola e di tante altre è una storia di caporalato travestita di modernità, come ha spiegato il procuratore tranese Francesco Giannella commentando l’operazione condotta dalla Guardia di finanza: «Il caporalato moderno nel nostro caso – ha detto il magistrato – si concretizza attraverso l’intermediazione di una agenzia interinale. Siamo di fronte ad una forma più moderna e tecnologica rispetto al passato». Ma il risultato è lo stesso: lavoratrici ingaggiate per dodici ore al giorno e pagate una miseria dopo che si sono massacrate di lavoro nei campi pugliesi.

La ricostruzione delle responsabilità degli arrestati è stata effettuata attraverso una serie di riscontri della Procura che nei mesi scorsi ha sentito diverse braccianti. Ne sono venute fuori storie strazianti di persone che sarebbero state disposte ad accettare qualsiasi forma di ricatto pur di non perdere quel posto di lavoro. Davanti ai magistrati le lavoratrici sentite hanno confermato di aver trovato notevoli differenze tra i soldi dichiarati in busta paga e quanto effettivamente percepito da loro, di aver abbassato la testa perché «a casa c’è il mutuo da pagare e i figli da sfamare». Ed era inutile provare a protestare contro questo sfruttamento: «Se fai la guerra contro di loro, perdi», ha dichiarato un’altra bracciante agricola sentita dagli inquirenti, «nessuno in passato si è permesso di ribellarsi, tutti sanno che il sistema è questo».

Eppure il sistema è stato scardinato. Come? Attraverso un lavoro paziente di magistrati e finanzieri che ha consentito di scardinare il muro di omertà eretto sul ricatto del lavoro. Le indagini hanno finalmente ricostruito la notevole differenza tra i salari dichiarati e quelli percepiti dalle braccianti. Il riscontro è stato possibile perché le lavoratrici all’insaputa dei «caporali» hanno sempre annotato minuziosamente i giorni di lavoro effettuati, le ore trascorse nei campi e la paga incassata. Dati finora tenuti nascosti in due quaderni che finalmente hanno visto la luce. Circa mille le giornate di lavoro non contabilizzate per un corrispettivo di oltre 200 mila euro e un danno all’Inps di circa 55 mila euro. Ecco il caporalato moderno che ha ucciso Paola Clemente.

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