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Castellammare di Stabia
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I candidati alle Primarie 2017 ringrazino

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Cortese Direttore,
io dai tre candidati alle Primarie 2017 prima di ogni altra cosa, prima che continuino la loro campagna elettorale, mi aspetto una cosa, un grande, grandissimo ringraziamento a tutti quegli italiani che si sono iscritti al Partito Democratico. Perché quello che hanno fatto tesserandosi, è una cosa grandissima ed ha un valore incredibile, perché in questo momento, ci vuole coraggio, ci vuole forza, ci vuole tenacia, dopo quello a cui noi popolo del Pd-pse abbiamo assistito e a cui stiamo assistendo, a credere ancora in qualcosa di più grande del dissenso che proviamo quando discutiamo, anche animatamente, con chi appoggia un candidato diverso dal nostro, a credere in qualcosa che vada oltre le critiche alla persona piuttosto che alle idee della persona che si è candidata, dimessa o che dal partito se n’è andata. Se ci siamo iscritti al Pd-pse è perché ancora crediamo ai suoi ideali, al fatto che oltre le discussioni, oltre il dissenso, questo sia l’unico Partito che possa esprimere le nostre idee, i nostri sentimenti e che possa essere la casa di tutti i suoi iscritti. Mi aspetto che i quattro candidati ci dicano grazie e che quel grazie, lo onorino rispettando noi, ma ancora prima di noi, conducendo una campagna leale nei confronti dei loro compagni, in questa fase, avversari alle Primarie, dell’unico partito veramente democratico di questo paese.
Tesseramento 2016: 405.041 Grazie.
Celso Vassalini. Cittadino europeo – Iscritto al Circolo PD-Brescia Est. 

”Spose dell’altro mondo” teatro Santa Chiara Mina Mezzadri (Diana Marcopulopulos)

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Lo spettacolo debutterà al teatro Santa Chiara Mina Mezzadri sabato 4 marzo 2017, alle ore 20.30 e replicherà domenica 5 marzo alle ore 15.30.

Annalisa Riva, riferendosi agli articoli della giornalista  Laura Silvia Battaglia  premio Colomba d’oro per la Pace nel 2015,  esperta conoscitrice del Medioriente e della situazione Yemenita e Irachena,  ha avuto l’idea di mettere  in scena “Spose dell’altro Mondo “. Con la regia di Valeria Battaini , la drammaturgia di Roberta Moneta, in scena: Francesca Mainetti , Valeria Battaini, Roberta Moneta, Annalisa Riva. È uno spettacolo  proposto dal CTB con la collaborazione artistica di Teatro19.

SPOSE DELL’ALTRO MONDO  è la storia raccontata della vita delle donne mediorientali nell’attuale e reale situazione politica . È uno spettacolo che ha l’intento di far conoscere la  condizione di queste donne . Donne che pur vivendo  sotto le macerie hanno gli stessi desideri di donne che vivono altrove , quei desideri di realizzarsi, di gioire, di dare un senso alla quotidianità. È uno spettacolo” pop ” per sciorinare il tragico, una recita che racconta  la storia di vite lontane  ma al tempo stesso umanamente  vicine a noi. È un gioco di matrioske, quattro donne ….

Spettacolo da vedere !
Durata dello spettacolo: 1 h. senza intervallo

Diana Marcopulopulos

 

SPOSE DELL’ALTRO MONDO  è la storia raccontata della vita delle donne mediorientali nell’attuale e reale situazione politica . È uno spettacolo che ha l’intento di far conoscere la  condizione di queste donne . Donne che pur vivendo  sotto le macerie hanno gli stessi desideri di donne che vivono altrove , quei desideri di realizzarsi, di gioire, di dare un senso alla quotidianità. È uno spettacolo” pop ” per sciorinare il tragico, una recita che racconta  la storia di vite lontane  ma al tempo stesso umanamente  vicine a noi. È un gioco di matrioske, quattro donne ….

SPOSE DELL’ALTRO MONDO  è la storia raccontata della vita delle donne mediorientali nell’attuale e reale situazione politica . È uno spettacolo che ha l’intento di far conoscere la  condizione di queste donne . Donne che pur vivendo  sotto le macerie hanno gli stessi desideri di donne che vivono altrove , quei desideri di realizzarsi, di gioire, di dare un senso alla quotidianità. È uno spettacolo” pop ” per sciorinare il tragico, una recita che racconta  la storia di vite lontane  ma al tempo stesso umanamente  vicine a noi. È un gioco di matrioske, quattro donne ….

Fulvio Di Giuseppe: Foggia cinico, in casa non perde colpi

Nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”abbiamo avuto come ospite telefonico Fulvio Di Giuseppe di Foggia Città Aperta che ci ha presentato la squadra pugliese in vista della partita con le vespe.

Queste sono state le sue parole.

Ciao Fulvio, parliamo di questo momento del Foggia che sta combattendo contro il Lecce per la vittoria del torneo, la distanza é davvero minima. Il Lecce in questo momento sembra  riuscire a mantenere questa distanza di sue punti:

Si adesso é una sfida a due, visto che il Matera sta perdendo colpi. In questo turno la Juve Stabia ha la sfortuna di incontrare il Foggia in trasferta, visto che nelle ultime trasferte la squadra rossonera non è stata proprio convincente come in altre occasioni, mi riferisco alle trasferte di Agrigento e soprattutto alla pessima prestazione di Taranto, mentre in casa si conferma schiaccia sassi ed anche contro il Matera aveva subito il gioco dei lucani nei primi venti minuti per poi riuscire a segnare tre gol nel giro di un quarto d’ora chiudendo la partita nel giro di pochi minuti. Se vogliamo fare una differenza tra la squadra di Stroppa con quella di De Zerbi, questo Foggia è anche più paziente soprattutto tra le mura amiche, e questo fa si che in alcune circostanze la manovra è si più lenta, ma si rischia di meno. In sintesi una squadra meno spettacolare rispetto allo scorso anno, però in certe circostanze si dimostra più cinica.

Per quanto riguarda i nuovi arrivati, nel mercato di gennaio sono stati portati a termine diversi colpi, tra cui Giuseppe Figliomeni. Ci puoi parlare proprio di questo calciatore, un ex gialloblù:

Figliomeni in realtà non si è visto tanto in campo, lui è utile soprattutto allo spogliatoio e lo dimostra anche nei saluti che riceve sui social anche da parte degli anziani del gruppo. In campo finora non ha dato molto apporto proprio perché è stato chiamato poco e niente in causa, potrebbe rilevarsi utile soprattutto per quanto riguarda nel finale di campionato, mentre per adesso si sta rendendo utile a dare una mano all’interno dello spogliatoio proprio per attenuare le forti pressioni che ci sono a Foggia. Per quanto riguarda gli altri acquisti, anche Deli sta facendo un grandissimo campionato. Di Piazza ha segnato una doppietta al suo esordio allo “Zaccheria” , per poi punire sabato scorso l’Akragas, sua ex squadra, fischiato da gran parte della tifoseria siciliana, ha anche esultato in occasione del gol togliendosi la maglia e probabilmente anche qualche sassolino verso i suoi ex tifosi che l’avevano fischiato delegittimando la grande stagione profusa lo scorso anno.

Domenica il Foggia cercherà di vendicarsi di quel 4-1 subito all’andata, seppur in Coppa Italia ha già restituito il risultato.

Sì l’auspicio è quello di restituire nuovamente il risultato anche in campionato, un po’ come ha fatto il Bari la settimana scorsa contro il Benevento che all’andata aveva subito un poker casalingo per poi segnare 4 gol anche in trasferta. Sicuramente all’andata fu una partita dove il Foggia non pervenne in quella circostanza, un po’ come a Taranto laddove il Foggia in pratica non è proprio sceso in campo. È stato umiliato in quella circostanza a Castellammare, ha preso una bastonata più che giusta per quello che si è visto in campo, tant’è che forse il risultato di 4-1 fu fin troppo poco rispetto alla superiorità che si era vista in campo. Bisogna essere obiettivi al cospetto di quel risultato. Fu una vittoria strameritata per le Vespe, adesso però a distanza di un girone sarà tutta un’altra partita. Sarà di sicuro uno spettacolo, lo Zaccheria già di per sè è bello, adesso con la chiamata a raccolta dei tifosi che é avvenuto già nell’ultima partita casalinga contro il Matera, e continuerà domenica con la Juve Stabia e poi subito a seguire lo scontro al vertice contro il Lecce. Presenti in 15’000 contro i lucani, altrettanti previsti anche contro la Juve Stabia, quindi il colpo d’occhio sarà bello e sicuramente spettacolare, al di la poi di come finirà l’incontro.

Ci puoi abbozzare una probabile formazione, chi dovrebbe giocare dal primo minuto?

Stroppa dovrebbe confermare la stessa squadra che è scesa in campo ad Agrigento anche perché costretto dai tanti infortuni, e ovviamente saranno adattati i terzini, Gerbo a destra e Loiacono a sinistra, anche se Rubin è in fase di recupero, quindi dovrebbe ritornare disponibile dal primo minuto. Con i centrali Martinelli e Coletti il centrocampo ha visto spodestato capitan Agnelli causa infortunio, con Agazzi e Vacca e soprattutto Deli acquisto di gennaio proveniente dalla Paganese che si sta confermando davvero un ottimo elemento. Il tridente offensivo che in quest’ultima giornata è stato composto da Sarno, Mazzeo e Di Piazza, con quest’ultimo un po’ sacrificato come esterno sinistro, con Matteo a giocare da punta centrale, attaccante che in queste condizioni risulta difficile da togliere. In corso d’opera viene anche variato lo schema e quindi sono tutti e due veri attaccanti con Di Piazza che si può anche accentrare come ha fatto contro l’Akragas riuscendo anche a segnare nel finale.

Il Foggia ha come obiettivo la vittoria del campionato e nonostante le 4 giornate di squalifica per i fatti i dovuti dopo la sconfitta ai play-off contro Il Pisa, adesso ci si è convinti che davvero che si possa conquistare questo primato?

Indubbiamente non è stato positivo iniziare il campionato con l’handicap di dover disputare quattro giornate a porte chiuse, nonostante poi le 6 vittorie di seguito. Piuttosto c’è stato il momento di calo nel periodo di dicembre, quello che adesso sta vivendo il Matera, noi l’abbiamo già archiviato. A Foggia abbiamo l’incubo dei play-off, chiaramente non abbiamo mai vinto, anzi sono state tante le cocenti di delusioni, e tra l’altro quest’anno con un meccanismo ancora più contorto diventa un campionato a parte. L’ambizione è di arrivare primi perché altrimenti poi si fa complicato, non oso immaginare la delusione che poi possa capitare qualora non si dovesse vincere il campionato. Sono convinto poi che il play-off perso nel 2007 ad Avellino in virtù del gol realizzato da Rivaldo, ha fatto sì che sia cambiata la storia di Foggia città, in quanto all’epoca c’era una cordata numerosa di soci foggiani, probabilmente più validi rispetto ai soci attuali e con un approdo in serie B probabilmente cambiava la storia della città, mentre invece poi pervenne anche il fallimento dopo qualche anno. In città c’era un alto entusiasmo, poteva sicuramente rappresentare una vittoria per la città, mentre purtroppo quel gol all’ultimo minuto ci ha rotto quel sogno. Adesso fino alla fine sarà anche una situazione mediatica molto avvincente dato che è anche molto sentita la rivalità sportivamente parlando con i salentini.

Che partita ti aspetti dalla Juve Stabia, secondo te vedremo una squadra demoralizzata, o viceversa una squadra che potrebbe “far male” in un certo senso?

La Juve Stabia è una squadra che va assolutamente rispettata, e lo ha dimostrato anche in occasione della partita di andata. Quando una squadra si trova in crisi, devi essere consapevole che da un momento all’altro può arrivare il cosiddetto scossone per riprendersi e soprattutto il palcoscenico dello Zaccheria carica anche gli ospiti e non solo il Foggia che gioca in casa. Sicuramente non ci sarà bisogno di trovare degli stimoli ma anzi lo Zaccheria darà un ulteriore impulso alle vespe per potersi esprimere al meglio.

In chiusura che rapporto c’è tra Stroppa e la piazza?  Un pezzo della tifoseria ancora non si è ripreso dall’addio di De Zerbi che si avuto dopo ferragosto, però adesso davanti ad un allenatore che è a ridosso della prima in classifica, con la squadra che è stata anche capolista per alcune giornate, non si può dire molto contro il tecnico. Quest’anno la squadra gioca meno spettacolare ma sicuramente con un approccio più cinico, infatti sabato ad Agrigento ne abbiamo avuto una dimostrazione, mentre magari lo scorso anno con meno cinismo probabilmente non si sarebbe vinto. Il ricordo di De Zerbi è comunque ancora molto vivo e non manca in città chi pensa che in caso di promozione in serie B possa ritornare nuovamente al timone dei rossoneri.

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Syracusae e Stabiae: Tutto iniziò così (Dionisia Pizzo)

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Fra le città di Castellammare di Stabia (Stabiae) e Siracusa (Syracusae) è nato ormai da più di trent’anni un gemellaggio sportivo i cui tifosi si sentono fratelli più che appartenenti a due città differenti. L’unione fra i due popoli è così forte che quando si incontrano tutto viene celebrato come una festa maestosa e dove vige gioia e fratellanza.

La storia ci ricorda che Stabiae (l’antico nome della città campana) e Siracusa ebbero un contatto in epoca molto remota. Se è quasi semplice ricostruire il passato dell’origine di Siracusa, questo non lo è per Castellammare, vista la famosa distruzione in epoca romana.

Nel 474/473 a.C. Gerone, tiranno di Siracusa fu chiamato in aiuto dai cumani per sconfiggere le scorrerie etrusche. Siracusa in quell’epoca era forte e maestosa, rispose quindi alle richieste di aiuto sconfiggendo presto gli etruschi. Stanziarono una guarnigione a Pitecussa che non durò molto a causa dell’attività eruttiva dell’isola. La domanda che sorge spontanea è: “Dove si spostarono le genti di Siracusa?”. In passato alcuni studiosi pensavano che questi stessi siracusani avessero avuto un ruolo fondamentale per la fondazione di Partenope, la futura Napoli. Oggi non si tende a dare credito a ciò, ma resta il problema di dove i siracusani si spostarono. Dalle testimonianze archeologiche sembrerebbe che Sorrento abbia per un periodo gravitato sotto le attenzioni di Siracusa. Da alcune informazioni archeologiche si evince inoltre che, in quel periodo Stabiae (non si conosce il nome greco della città) fosse influenzata da Sorrento e quindi forse, si potrebbe avanzare l’ipotesi che primi contatti tra Castellammare e Siracusa si ebbero in epoca greca. In seguito le sorti della città siciliana e di quella campana si separarono per diversi eventi storici (come l’arrivo degli Ateniesi).

Bisognerà aspettare l’epoca romana per registrare un ulteriore contatto fra i due popoli. Siracusa nel frattempo era stata occupata dai cartaginesi e suscitava le mire espansioniste di Roma.

Silio Italico nel suo poema i “Punica”, diviso in 17 libri, ricorda la II Guerra Punica. Silio nel suo XIV libro racconta l’assedio da parte di Marco Claudio Marcello, soprannominato la “Spada di Roma”, di Siracusa. Fin qui nulla di sbalorditivo se non che, ai versi 408-9, parla di Stabiarum Litore pubes. Infatti, un’intera nave che salpò alla volta di Siracusa era formata dalla gioventù dei Lidi di Stabia. I romani vinsero e anche qui la domanda sorge spontanea: “Dove andarono a finire gli stabiesi dopo che la Spada di Roma vinse nel fiume Imera?”. Marcello si stabilì in Sicilia, quindi è lecito pensare che una parte, seppur piccola, di stabiesi rimase nell’isola. A causa delle scarne informazioni si può solo ipotizzare, ma poco importa se stabiesi si siano stanziati in Sicilia o siracusani in Campania, la fratellanza fra i due popoli è comunque storia.

(Dionisia Pizzo)

Juve Stabia, il programma gare del fine settimana del settore giovanile

Juve Stabia, il programma gare del fine settimana del settore giovanile

Si torna in campo, questo il programma gare del settore giovanile della Juve Stabia:

Berretti: riposo

Under 17: Teramo – J. Stabia sabato 4/3 ore 16.30 campo Acquaviva di Teramo

Under 15: Teramo – J. Stabia sabato 4/3 ore 14.30 campo Acquaviva di Teramo

Under 16: Vesevo S.Sebastiano – J. Stabia domenica 5/3 ore 14.30 campo S.Michele ex Carafa di Tavernanova

2003: J. Stabia – New team Sangiovanni domenica 5/3 ore 10.30 stadio Menti

2004: Nocera Superiore – J.Stabia domenica 5/3 ore 11 campo Pecorari di Nocera Superiore

a cura di Ciro Novellino

Auto storiche allo sbaraglio: 500Landia Club di Vigevano

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Era il 25 giugno 2005, quando fu fondato il 500Landia Club di Vigevano, un’associazione per auto storiche senza scopo di lucro, con l’idea di radunare il maggior numero possibile di appassionati della vecchia fiat 500.

L’impegno indescrivibile e la forte determinazione di Marco Reggio, da sempre presidente del Club, e dei numerosi attivissimi Soci, hanno reso questa piccola realtà sempre più indissolubile e sempre più ricca di valore umano.

Tutte le attività svolte, come le riunioni settimanali del direttivo e le riunioni mensili dei soci, sono indirizzate alla diffusione e valorizzazione della passione per le auto storiche. Questo ha fatto sì che i soci e i loro mezzi siano presenti a manifestazioni di carattere benefico e culturale e con una grandissima valenza sociale e rafforzamento dei legami sociali.

Il 500Landia negli anni:

  • ha collaborato con la Croce Rossa Italiana in occasione del terremoto che ha colpito la zona di Amatrice organizzando eventi con raccolta fondi che soo stati interamente devoluti alle popolazioni colpite dal sisma
  • ha acquistato dei macchinari per il reparto di pediatria dell’Ospedale Vigevano
  • con i soci presenzia ogni anno alla manifestazione ‘Vigevano in fiore’ con l’esposizione di diverse auto
  • ha sempre dato massima disponibilità per le manifestazioni durante la notte bianca
  • ogni anno è organizzatore del ‘Memorial Francesco d’Ambrosio’ che riunisce tutte le auto storiche del nord Italia, che quest’anno si terrà domenica 21 maggio a Vigevano.

Il Club nel tempo si è molto evoluto accogliendo con entusiasmo tutti i suggerimenti pervenuti dai vari Soci. Nel 2008, il 500Landia ha aperto le porte anche agli appassionati di altri veicoli storici mantenendo comunque la denominazione originaria molto cara ai frequentatori assidui dei raduni e delle varie iniziative promosse dai soci.

Nel gennaio 2011 il 500Landia Club, spinto sempre dagli stessi ideali che con orgoglio si può affermare essere tangibili realtà, raggiunge un primo importantissimo traguardo ottenendo l’affiliazione al Registro Storico Fiat.

Visita il sito per approfondimenti: https://www.500landia.com/

 

 

A scandalo segue scandalo e Mattarella costretto a scendere in campo per la stabilità

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Con lo sguardo al «cupio dissolvi» della politica italiana – scrive Ugo Magri – il presidente Mattarella scende in campo per la stabilità.

Mattarella in campo per la stabilità

Gli scienziati della politica non hanno fatto nemmeno in tempo a calcolare l’impatto degli scandali romani, che già devono rifare i conti alla luce dell’inchiesta Consip, e domandarsi se i danni di immagine per Renzi saranno tali da pareggiare o addirittura superare quelli subiti dai grillini a causa della Raggi. Per effetto della «questione morale», chi veste i panni dell’accusa si ritrova da un giorno all’altro sul banco degli imputati, in un clima che ai meno giovani evoca quello cupo del 1992, alla vigilia di «Mani Pulite» e di «Tangentopoli». Come un quarto di secolo fa, sulla Repubblica aleggia l’incertezza; destinata ad aggravarsi per effetto delle primarie Pd, del referendum sul «Jobs Act» e delle elezioni comunali previste nella tarda primavera.

LEGGI ANCHE: La condanna a nove anni di Denis Verdini

Non c’è da stupirsi dunque se si moltiplicano gli interrogativi sulla tenuta del governo, su quanto a lungo potrà reggere la barra Gentiloni con una maggioranza sempre più frastornata. E, per quanto cinica, è nell’ordine delle cose perfino la giravolta di Berlusconi: fino a ieri contrarissimo al voto, l’ex premier sembra adesso ingolosito dalla chance di profittare delle debolezze altrui. Sempre che la ruota non giri ancora.

Sergio MattarellaÈ con lo sguardo a questo «cupio dissolvi» della politica italiana che vanno intese le parole forti pronunciate dal Capo dello Stato. Premiando al Quirinale le eccellenze del «made in Italy», ha puntato l’indice verso i pericoli cui l’Italia va incontro: un’allarmata rappresentazione di quanto sta accadendo sul piano internazionale, dove «ci troviamo ad affrontare un quadro complesso con significative instabilità». L’elenco incomincia dalle guerre commerciali che potrebbero scatenarsi per iniziativa di Trump; prosegue denunciando un ricorso «in aumento» alle misure protezionistiche; segnala i rischi che ciò potrebbe comportare per un’economia come la nostra «fortemente orientata all’esterno»; rivendica la necessità di «andare risolutamente controcorrente rafforzando la cooperazione», ciò che unisce la comunità mondiale anziché dividerla.

Tutto qui? No, perché siamo alla vigilia delle elezioni in Olanda (15 marzo), dove se la giocano il conservatore Rutte e il nazionalista Wilders. Subito dopo toccherà alla Francia (23 aprile il primo turno), con Marine Le Pen che cresce ancora nei sondaggi. Quindi sarà il turno della Germania (24 settembre), e a quel punto non è detto che l’Europa sarà somigliante a quella attuale. Il «Libro bianco» annunciato dal presidente della Commissione Juncker già prefigura un’Unione a scartamento ridotto, che rinuncia agli obiettivi più ambiziosi per concentrarsi sullo stretto essenziale: una «recessione geopolitica», la definisce Mattarella, quasi un abbandono di responsabilità. E mette in guardia: tutte queste circostanze sommate insieme «possono alimentare l’incertezza e la volatilità dei mercati». Come dire che potremmo finire in pasto alla speculazione, già da tempo scatenata. Basta digitare su Google la parola «spread» per trovare la curva dell’ultimo anno. E individuare il momento esatto in cui siamo finiti sotto pressione: quando Renzi lanciò la scommessa (poi persa male) del referendum sulla Costituzione. È la riprova del legame diretto tra instabilità politica e costo del debito pubblico. L’inconcludenza rissosa dei partiti, segnala il Presidente, rischia di regalarci sacrifici aggiuntivi. Non è un monito, ma un avviso ai naviganti.

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In parità gli ultimi due incontri allo Zaccheria tra Foggia e Juve Stabia. Tutti i precedenti

Foggia e Juve Stabia: sono quindici i precedenti in terra pugliese tra rossoneri e gialloblù

Foggia e Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio “Pino Zaccheria” di Foggia (denominato campo del “Littorio” sino al 1946) sette volte, nessuna gara è terminata in parità, i rossoneri ne hanno vinte sei e solo una i gialloblù. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1929 / 1930 – Campionato Nazionale di Prima Divisione girone ‘ D ‘

17 novembre 1929 – 7° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 3 – 0 pugliesi in gol con De Rosa, Pavanello e Marchionneschi.

– 1932 / 1933 – Campionato Nazionale di Prima Divisione girone ‘ H ‘

6 novembre 1932 – 5° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 4 – 0 Montanari, Baldi III° e ancora Montanari nel primo tempo e Bellotti nella ripresa realizzarono il poker per i satanelli.

– 1937 / 1938 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ E ‘

17 ottobre 1937 – 4° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 3 – 2 questa la sequenza delle reti: vespe in vantaggio con DI MAIO, pareggio rossonero di Creziato, GHERARDUCCI portò nuovamente in vantaggio i gialloblù che poi nel finale furono prima raggiunti nuovamente da Creziato e superati da Valentini a dieci dalla fine.

– 1938 / 1939 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ G ‘

4° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 1 – 0.

– 1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone D

10 ottobre 1948 – 2° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 0 – 0.

– 1949 / 1950 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

1° gennaio 1950 – 15° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 4 – 2 questa la sequenza delle reti: satanelli in vantaggio con Lanciaprima, pareggio delle vespe di GERZELI, i rossoneri allungarono con Kovi, Geraci (su rigore) e Creziato, lo stabiese Vincenzo CELARDO accorciò e a quindici dalla fine ancora Geraci mise il risultato al sicuro.

– 1950 / 1951 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

1° aprile 1951 – 9° giornata di ritorno: FOGGIA – STABIA 2 – 1.

Foggia e Juve Stabia, si sono affrontate otto volte al “Pino Zaccheria” di Foggia una sola è la vittoria dei gialloblù, poi quattro sconfitte e tre pareggi. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

VIVES Giuseppe
Giuseppe VIVES

– 1998 / 1999 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

7 marzo 1999 – 8° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 3 – 1 (arbitro Fabio Ferlito di Prato) i dauni in gol con Oshadogan (su calcio di rigore), Bordacconi e Perrone per le vespe il gol fu siglato dall’ala destra Alessandro MANCA.

– 2000 / 2001 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

18 marzo 2001 – 9° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 2 (arbitro Carlo Battistella di Conegliano Veneto) la gara si disputò in campo neutro al “Partenio” di Avellino. Poco prima della mezz’ora del primo tempo, le vespe passarono in vantaggio con Giuseppe VIVES (foto), nella ripresa intorno al ventesimo pareggiò Sanseverino per i rossoneri e a due minuti dalla fine Lorenzo BEDIN siglò la rete della vittoria i gialloblù.

– 2005 / 2006 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

8 gennaio 2006 – 1° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 0 (arbitro Massimo Mannella di Avezzano) gol vittoria dei rossoneri di Stefani.

– 2006 / 2007 – Campionato Nazionale Serie C1 girone ‘ B ‘

17 settembre 2006 – 3° giornata d’andata: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Michele Cavarretta di Trapani) vantaggio gialloblù di Gigi CASTALDO, rete del pari per i rossoneri di Dall’Acqua.

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Adriano MEZAVILLA

– 2008 / 2009 – Campionato Nazionale Prima Divisione girone ‘ B ‘

28 settembre 2008 – 5° giornata d’andata: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 0 (arbitro Roberto Bagalini di Fermo) il satanello Del Core su calcio di rigore decise il match.

– 2010 / 2011 – Campionato Nazionale Prima Divisione girone ‘ B ‘

13 febbraio 2011 – 6° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 4 – 1 (arbitro Gianluca Aureliano di Bologna) poker pugliese con Insigne (su calcio di rigore), Romagnoli, Sau e ancora Insigne; Adriano MEZAVILLA (foto) accorciò per le vespe.

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

29 marzo 2015 – 13° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Carlo Amoroso di Paola) a metà ripresa, in due minuti prima andarono in vantaggio i pugliesi con Miguel Angel e poi un autogol di Potenza sentenziò la gara sul pari.

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

10 gennaio 2016 – 17° giornata d’andata: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Edoardo Paolini di Ascoli Piceno) le reti furono una per tempo: alla fine del primo in gol per i rossoneri Iemmello, ad inizio secondo per i gialloblù in gol Francesco NICASTRO.

Giovanni MATRONE

OK al Piano Operativo per i porti di Napoli, Salerno e Castellammare

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E’ stato esaminato conclusivamente il nuovo Piano Operativo 2017-2019 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale, il documento di programmazione che stabilisce, in uno scenario euromediterraneo, le direttrici di sviluppo integrato dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia dove il piano punta a valorizzare il porto per l’attracco di mega-yacht e per il rilancio dell’industria cantieristica.

Il primo Piano Operativo, dopo l’approvazione della nuova legge di riforma della portualità, delinea la strategia di sviluppo in un’ottica di sistema campano della portualità, puntando sui servizi e sull’ intermodalità. Per quanto riguarda gli investimenti, l’attenzione è concentrata sull’attuazione dei programmi fissati nel Grande Progetto, finanziati dalla UE e dalla Regione Campania per i porti di Napoli e Salerno: dragaggi, collegamenti stradali e ferroviari, infrastrutture fognarie e idriche.

Il Piano arriva al termine di diverse sedute ad esso dedicate e dal primo confronto con l’organismo di partenariato composto dai rappresentanti delle forze economiche, sociali e dai rappresentanti degli operatori dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia che hanno contribuito alla definizione del POT. Una riunione conclusiva dell’organismo di partenariato è fissata per il 9 marzo alle ore 16.00. L’intento è condividere la versione finale con gli operatori prima dell’approvazione, a valle dell’incontro, da parte del Comitato e dell’invio del POT al Ministro Graziano Del Rio, includendo le osservazioni che risulteranno dal tavolo di partenariato.

“Nasce con questo piano operativo – ha precisato Pietro Spirito – una programmazione di sistema portuale del Tirreno centrale integrando i porti della Campania per valorizzare le opportunità di sviluppo. Obiettivo primario sarà quello di portare a compimento le opere infrastrutturali in corso in tutti i porti che rientrano nella sfera di responsabilità dell’Autorità. La nascita infatti del nuovo organismo deve servire a accelerare la realizzazione degli interventi in corso al fine di rendere maggiormente competitivo il sistema del Tirreno centrale rispetto alla portualità mediterranea”.

Ammonta a 141 milioni il piano di investimenti per lo scalo partenopeo, 73 milioni quelli stabiliti per lo scalo salernitano. Tra le opere ritenute di primaria importanza vi sono, per Salerno e per Napoli, il piano dei dragaggi; il completamento della Nuova Darsena di Levante e il nuovo collegamento viario e ferroviario per lo scalo partenopeo; per Salerno obiettivi primari sono il completamento della “Porta Ovest”, l’allargamento della imboccatura del porto e la realizzazione di un nuovo terminal traghetti per traffico ro-ro; per Castellammare di Stabia, il piano punta a valorizzare il porto per l’attracco di mega-yacht e per il rilancio dell’industria cantieristica.

“L’indirizzo strategico – ha affermato il Presidente Spirito – è potenziare il sistema campano, sistema portuale multipurpose , sostenuto da un bacino demografico ad alta densità di popolazione ( 14 milioni di abitanti) e dalla presenza di importanti poli produttivi, che si estendono dalla Campania alla Basilicata, alla Puglia settentrionale e al basso Lazio. La previsione di istituire zone economiche speciali (ZES), che coinvolgono i territori dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare, può rappresentare uno strumento di politica industriale rilevante per lo sviluppo economico della portualità, in quanto consentirebbe di ispessire e consolidare il tessuto produttivo regionale, attraendo l’attenzione delle compagnie armatoriali”.

napolipost/Autorità Portuale Napoli/

Eccellenza e Promozione,il programma del weekend delle squadre isolane

Domani sabato 4 marzo inizierà un altro weekend del campionato di Eccellenza e Promozione Campania. Una giornata che vedrà la maggior parte delle squadre giocare di domenica,in virtù del big-match di domani pomeriggio in Seria A tra Roma e Napoli in programma alle ore 15:00. Le squadre isolane scenderanno in campo tutte domenica. Il Procida sarà impegnato allo stadio “Spinetti” nel derby delle isole con il Real Forio. All’andata terminò sul risultato di 0-0.Gara in programma alle ore 15:00. Il Barano di Mister Billone Monti giocherà invece alle ore 11:00 allo stadio ” Don Luigi Di Iorio” che ospiterà il Savoia in un altro match delicato. In Promozione invece la Nuova Ischia sarà impegnata al “Mazzella” con il Quartograd,fischio d’inizio alle 15:00. Primo del fischio d’inizio della gara,le due squadre osserveranno un minuto di silenzio per l’ex Presidente Roberto Fiore,scomparso proprio qualche giorno fa.

Di Simone Vicidomini

Primarie Pd in forse dopo la condanna di Verdini

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La condanna a nove anni di Denis Verdini per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino mette a rischio le primarie del Pd. Franceschini e i suoi sono pronti a chiedere il rinvio del voto. Con lo sguardo a questo «cupio dissolvi» della politica italiana – scrive Ugo Magri – il presidente Mattarella scende in campo per la stabilità.

Ora nel Pd si smarcano gli uomini di Franceschini: Matteo, rinvia le primarie

Per il gruppo del ministro sarebbe “autolesionistica” una guerra intestina in una fase di difficoltà per il leader

Dario FranceschiniROMA – Nelle ultime ore il vento è sensibilmente girato e si capisce anzitutto dalle piccole cose. Ieri mattina Matteo Renzi, senza dirlo a nessuno, ha fatto un’improvvisata a Taranto per incontrare i lavoratori dell’Ilva e il reggente del Pd in città, Costanzo Carrieri, ha scritto su Twitter: «Vergognati di non avvisare il partito». Certo, lo sgarbo di un singolo non può far testo, ma il venir meno di un self control lessicale di solito precede fenomeni politici più corposi. Nel Pd non siamo al «25 luglio», alla rivolta di una intera classe dirigente nei confronti del capo, ma il doppio terremoto – le tessere taroccate in Campania e la vicenda di papà Renzi – sta scuotendo il nucleo più vicino al segretario.

In particolare gli ex Popolari raccolti attorno a Dario Franceschini si sono riuniti e stanno ragionando se non sia il caso di chiedere un gesto di responsabilità ai tre sfidanti: rinviare le Primarie. Facendo leva su un ragionamento elementare: con un Pd impelagato sulla questione delle possibili infiltrazioni camorristiche sulle tessere in Campania e costretto alla difensiva dalla vicenda Consip, affrontare una dura battaglia intestina, «sarebbe profondamente autolesionistico», come confida uno dei big della corrente. Certo, in quest’area del partito la convinzione è che dal punto di vista giudiziario, la vicenda Consip non sia destinata a sviluppi clamorosi, meno che mai ai danni del leader del Pd.

Ma i principali alleati del segretario sono preoccupatissimi dall’idea di «sposare» Renzi e ritrovarsi poi ad appoggiare un candidato «azzoppato» e perciò nelle prossime ore eserciteranno una offensiva, in vista di un passaggio dirimente: lunedì 6 marzo saranno presentate le mozioni dai candidati alla guida del Pd, che dovranno essere successivamente sottoscritte dai parlamentari. Anche su questo fronte la raccolta» dei renziani fa segnare qualche difficoltà: da indiscrezioni non confermate pare che i deputati pronti a sottoscrivere la mozione-Renzi siano circa 190, ma considerando che quelli di Area-Dem (Franceschini-Fassino) sono una novantina, i «renziani» doc sarebbero un centinaio, non molti di più di quelli che si preparano ad appoggiare il ministro Andrea Orlando.

Una contabilità relativamente interessante, soprattutto rispetto a quella che preoccupa il governo Gentiloni. Dopo la durissima condanna di Denis Verdini, capofila del gruppo di Ala, al Senato spesso decisivo per le sorti del precedente esecutivo, i numeri della maggioranza tornano a «ballare», in particolare in vista della votazione della mozione di sfiducia dei Cinque Stelle nei confronti del ministro Luca Lotti: cosa faranno gli scissionisti del Pd? «Vedremo», dice Alfredo D’Attorre e significa che non hanno ancora deciso. Hanno invece deciso come votare alle Primarie gli amici di Enrico Letta. L’ex presidente del Consiglio che confida di essere «preoccupatissimo» dal quadro interno e internazionale e pensa sarebbe utile una «ricucitura», intende restare fuori dalla contesa congressuale ma i parlamentari a lui vicini (Marco Meloni, Carlo Dell’Aringa, l’ex ministro Maria Chiara Carrozza, l’eurodeputata Alessia Mosca) e diversi consiglieri regionali e amministratori locali hanno deciso di schierarsi con Andrea Orlando, in quanto candidato col profilo più unitario.

Ieri Matteo Renzi ha proseguito il suo giro d’Italia senza fare dichiarazioni ai Tg, ostentando tranquillità e digitando messaggi a metà tra il descrittivo (A #Matera sui cantieri della Capitale della cultura 2019 #incammino”) e i consueti superlativi: «In terra di Puglia, confrontandosi con gli abitanti della meravigliosa Castellaneta #incammino». Oggi a Roma sarà interrogato suo padre Tiziano, al termine di 78 ore, durante le quali sono stati fatti girare verbali, sono trapelate indiscrezioni, con una «cottura» tipica in queste circostanze. Il segretario del Pd fa sapere di essere tranquillo, di confidare nella giustizia, ma in queste ore è diventata chiara anche a lui, la «gabbia» nella quale rischia di trovarsi: con il clima di sospetto che circola in Italia, Renzi farebbe fatica ad essere creduto là dove dichiarasse di essere del tutto inconsapevole delle trame organizzate da amici e parenti toscani; al tempo stesso sa che, per la psicologia collettiva degli italiani, prendere le distanze dal proprio padre, potrebbe essere ancora più dannoso.

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lastampa/Ora nel Pd si smarcano gli uomini di Franceschini: Matteo, rinvia le primarie FABIO MARTINI

Palazzo Caracciolo, il proprietario: “Il Real ha scelto un albergo ‘unico’”

Le sue parole

«Palazzo Caracciolo nel 1.500 era una fortezza. E ancora oggi ha un’aria inespugnabile che deve essere piaciuta a chi ha fatto i sopralluoghi per conto del Real Madrid». Costanzo Jannotti Pecci è l’amministratore unico di Palazzo Caracciolo, l’albergo che ospiterà i Merengues, e ha parlato al Corriere del Mezzogiorno.

Perché hanno scelto proprio questa sistemazione? “È un albergo unico, in una zona magica che forse ha fatto colpo sugli osservatori stranieri. Gli alberghi in gara, nel girone di andata, erano sei. Ai quarti siamo rimasti in tre. Noi abbiamo vinto la finale”.

Come ha conquistato i Blancos? “A nostro favore hanno giocato le condizioni organizzative interne dell’albergo, veramente straordinarie. Il Real ha preso tutto l’albergo, centocinquanta camere, e potrà contare su servizi di altissimo livello in una fortezza, cosa non scontata. Hanno verificato la tenuta del segnale wi-fi ovunque e si sono compiaciuti del fatto che abbiamo un impianto molto moderno, frutto di un investimento importante che abbiamo fatto alcuni mesi fa. Il punto debole delle strutture con le mura spesse è proprio la mancanza della rete. Poi certo c’è stata la capacità dei miei collaboratori a trattare con queste persone. Abbiamo nel nostro staff un esperto in questo settore ed è chiaro che questo lavoro è fatto di contatti e relazioni. Il Real si è mosso in manera autonoma, con visite e sopralluoghi, e il general manager è stato fondamentale”.

Palazzo Caracciolo è in una zona suggestiva, ma critica. “Noi siamo punto di sosta del City Sightseeing, via Carbonara è una strada molto ampia e — se vengono fatti rispettare i divieti di sosta — non c’è alcun problema. Di qui si arriva a Porta Capuana, via Foria, via Colletta: tutte strade larghe. Tutti gli alberghi napoletani hanno il traffico fuori dall’uscio, solo sul Lungomare il problema non esiste. Io abito a via Orazio e le squadre di calcio ospitate all’hotel Paradiso per muoversi hanno comunque bisogno delle forze dell’ordine”.

Quali altre squadre avete ospitato? “Fiorentina, Lazio, Verona, Chievo Verona…”

Cosa troveranno gli ospiti spagnoli in camera? “Volumi su Napoli e poi stiamo pensando a qualcosa di tipico che non scada nel folk. Dai pomodori del piennolo agli oggetti di artigianato abbiamo una scelta ampia: ma non vogliamo essere banali”.

Roma-Napoli, De Laurentiis sarà all’Olimpico per incontrare Sarri

Roma-Napoli, De Laurentiis sarà all’Olimpico per incontrare Sarri

Secondo Tuttosport, è quando il gioco si fa duro che il Napoli ha bisogno dell’appoggio di tutti: dell’ambiente, dei tifosi ma anche quello del presidente Aurelio De Laurentiis. Dopo la sfuriata in diretta televisiva a termine di Real Madrid-Napoli, finita amaramente per gli azzurri, il patron era partito per Los Angeles. Un periodo che ha visto i napoletani sconfitti tre volte di seguito: contro Real Madrid in Champions League, Atalanta in campionato e Juventus in Coppa Italia. Oggi farà ritorno in Italia e domani siederà nella tribuna dell’Olimpico per assistere al match contro la Roma, dare la carica al Napoli e fare anche chiarezza con l’allenatore Maurizio Sarri.

De Laurentiis il giorno dopo Real Madrid-Napoli: “Ma che ho detto?”

De Laurentiis il giorno dopo Real Madrid-Napoli: “Ma che ho detto?”

Come scrive Il Corriere dello Sport, il red carpet del campionato chiama e De Laurentiis, come da programma, risponde: arriva stasera da Los Angeles, atterra a Fiumicino, poi andrà direttamente all’Olimpico, perché nulla è cambiato dal «Santiago Bernabeu», il teatro di un’analisi profonda che ha lasciato strascichi ambientali negli altri, mica in lui, che l’ha liquidata sin dal giorno successivo con un «ma che ho detto?». E’ il momento in cui il dibattito interno resta ai margini del campo, perché adesso c’è in gioco il futuro (mica soltanto quello immediato) d’una squadra che ha incantato per l’espressione del proprio calcio e che improvvisamente, appannata dalla stanchezza, s’è accorta che deve realizzare due capolavori (almeno) per sentirsi viva su più fronti. Ma bisognerà attrezzarsi per i miracoli e Sarri ha provveduto di suo, liberando un po’ la squadra mentalmente, sottraendola a carichi di lavoro ulteriormente vibranti, alleggerendola nella testa con quell’ironia che gli appartiene.

Roma-Napoli, Mertens rientra dall’inizio: Zielinski favorito su Rog

Roma-Napoli, Mertens rientra dall’inizio: Zielinski favorito su Rog

Per la Gazzetta dello Sport, la buona notizia di ieri per Maurizio Sarri è rappresentata dalle condizioni di Allan, che si è allenato in gruppo e potrebbe andare in panchina a Roma, ma soprattutto giocare contro il Real. Le scelte in vista dell’Olimpico non saranno comunque condizionate dalla sfida Champions. Anzi, probabile che domani scenda in campo il Napoli dei «titolarissimi», dunque con il rientro in difesa rispetto alla gara di Coppa Italia con la Juve di Hysaj e Ghoulam. Zielinski è favorito su Rog per il ruolo di mezzala destra mentre Mertens sarà il terminale offensivo. A riposo il solo Tonelli.

Mertens infastidito dallo sfogo di De Laurentiis post Madrid

Mertens infastidito dallo sfogo di De Laurentiis post Madrid

Come scrive la Gazzetta dello Sport, sembra essere passata una vita dalla tripletta di Bologna che aveva lanciato Dries Mertens in testa alla classifica cannonieri, invece era meno di un mese fa, il 4 febbraio. Non solo da allora è rimasto a secco, ma di lui si ricordano essenzialmente un paio di clamorose occasioni fallite con Real e Atalanta. Eppure, Dries resta di gran lunga il miglior cannoniere del Napoli e anche il candidato numero uno per giocare dall’inizio la sfida di domani in casa della Roma. Tuttavia, è innegabile che qualcosa è cambiato di recente non solo nel rendimento di Mertens, ma anche un po’ nella sua testa.

Eccellenza-Real Forio,ridotta a tre giornate la squalifica all’attaccante Castagna

Nel pomeriggio di ieri è arrivata la decisione della Corte Sportiva d’Appello Territoriale in merito al ricorso presentato dalla società del Real Forio contro la squalifica inflitta all’attaccante Luigi Castagna,fermato per quattro turni. Il giovane classe ’97 fu espulso ingenuamente nella gara casalinga con la Mariglianese. Una protesta troppo plateale e qualche parola di troppo detta all’arbitro gli costò il rosso e soprattutto ben quattro giornate di squalifica. La scorsa settimana, la società ha deciso di presentare il ricorso. Nel pomeriggio di ieri  è stato accolto parzialmente, riducendo a tre le giornate di squalifica per Castagna che sarà in campo a partire dalla gara casalinga con il Mondragone (in programma il 12 marzo). Di seguito il comunicato della Corte Sportiva Territoriale d’Appello.

La Corte Sportiva di Appello Territoriale, visti gli atti ufficiali, letto il ricorso, rileva la infondatezza dello stesso. Invero, dalla lettura degli atti della proclamante e del referto arbitrale al quale questa Corte attribuisce fonte privilegiata di prova, si rileva che l’applicazione dell’art. 19 C.G.S. comma 4 comporta come sanzione minima di squalifica di due giornate per il calciatore che si rivela responsabile di una condotta ingiuriosa nei confronti degli ufficiali di gara. Nella specie, il comportamento del calciatore Castagna appare lesivo ed irriguardoso, come risulta dal referto arbitrale. Ciò nonostante, la Corte ritiene di ridurre la squalifica del calciatore Castagna a tre giornate di gara. P.Q.M. la Corte Sportiva d’Appello Territoriale DELIBERA di accogliere parzialmente il reclamo proposto dalla Asd Atletico Casalnuovo e riduce la squalifica al calciatore Luigi Castagna a tre giornate di gara effettive; nulla per la tassa reclamo, non versata”.

Spuntino con la frutta e i bambini mangiano più volentieri

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I risultati della sperimentazione nelle elementari di Milano, che ha coinvolto 21.500 gli alunni: la frutta non viene più servita alla fine, e gli avanzi diminuiscono. Il livello del gradimento dei pasti è salito dal 63 al 74%

Scuola, uva e mele non merendine: con la frutta a metà mattina, a pranzo i bimbi mangiano di più

I bambini mangiano più volentieri una banana o un grappolo d’uva durante la ricreazione che a fine pasto. E quando si siedono a tavola, avanzano meno cibo nei piatti. È il risultato di un monitoraggio di Milano Ristorazione nelle scuole che hanno aderito al progetto “Frutta a metà mattina”. Un esperimento partito all’inizio dell’anno scolastico nelle elementari, dove (su richiesta) mele, pere o arance non vengono più servite durante la pausa dei bambini in refezione ma durante l’intervallo come merenda.

Da settembre, sono 76 le primarie che hanno deciso di partecipare, per un totale di 21.500 bambini. La metà degli iscritti nelle scuole elementari milanesi. Il test della controllata del Comune, che ogni giorno serve 80mila pasti al giorno nelle scuole, ha coinvolto mille alunni degli istituti interessati. E i risultati parlano di un aumento del consumo di frutta pari al 15 per cento. Non tutti i frutti sono ovviamente amati allo stesso modo. Guardando i cinque più serviti da ottobre a oggi, al primo posto del gradimento dei più piccoli c’è senza dubbio la banana, seguita dall’uva. Seguono a metà classifica la mela e in fondo arancia e pera.

Oltre all’aumento del consumo di frutta, però, c’è anche un altro dato interessante. In questi istituti dove, in piccola parte, sono cambiati i ritmi delle abitudini alimentari, gli avanzi del pranzo sono diminuiti. Il livello di gradimento dei pasti, secondo le rilevazioni, è aumentato del 17 per cento, passando dal 63 al 74 per cento. Tradotto: piatti più vuoti e meno sprechi.

“C’è una progressiva minore abitudine al consumo di merendine registrata con soddisfazione da insegnanti e genitori”, spiegano dall’azienda. La lettura che viene data è questa: sostituendo le merendine con la frutta, i bambini arrivano all’ora di pranzo con una fame “giusta” che li porta ad avanzare meno pasta, riso o carne.

“Quello che è certo è che i bambini mangiano la frutta durante l’intervallo molto più volentieri. Dopo un pasto composto da un primo, un secondo e un contorno difficilmente ne hanno voglia e la lasciano lì”, commenta Chiara Mazzali, maestra della primaria di via Vespri Siciliani. “Una bella abitudine – aggiunge Giovanna Mezzatesta, preside della Rinnovata Pizzigoni – da noi ci sono perfino insegnanti volenterose che durante l’intervallo si portano lo spremiagrumi e preparano la spremuta di arance per tutti”.

E se le quantità di frutta distribuita nelle scuole non cambia (in totale, dagli asili alle medie, si parla di circa 2.500 tonnellate all’anno), la variazione di orario comporta un aumento dei costi. Il progetto, fino a oggi, è costato circa 350mila euro, fra spostamenti e personale. Un investimento che Milano Ristorazione è pronto ad aumentare: l’obiettivo è coinvolgere più scuole possibili. “È un progetto su cui abbiamo lavorato a lungo investendo risorse consistenti – precisa l’amministratore unico Fabrizio De Fabritiis – perché convinti che avrebbe contribuito a un cambiamento di abitudini importante in un percorso di educazione al gusto e di salute”.

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repubblica.it/Scuola, uva e mele non merendine: con la frutta a metà mattina, a pranzo i bimbi mangiano di più TIZIANA DE GIORGIO

Pedofilia, risarcimento record per Salvatore, il figlio di Matilde Sorrentino

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Ottocentomila euro per Salvatore, la madre denunciò gli uomini che avevano abusato di alcuni minori

Pedofilia, arriva risarcimento record per il figlio di Matilde Sorrentino, mamma coraggio di Torre

Oggi ha trent’anni, quando lo violentarono a scuola ne aveva sette. Riceverà un risarcimento di 800 mila euro perché gli hanno negato «il diritto all’infanzia». Uno status che tocca a tutti i bambini del mondo, e che orchi pedofili e camorra che spadroneggia sull’hinterland vesuviano avevano tolto a Salvatore e a suo fratello Giuseppe, che gli ha fatto da tutore dopo la morte dei genitori.

Una sentenza emessa ieri dalla Corte d’Appello di Napoli rimette – almeno dal punto di vista civilistico – le cose a posto sulla brutta storia del Rione Poverelli di Torre Annunziata, dove alcuni bambini di una scuola elementare finirono nelle mani di una banda di pedofili che a lungo li violentò dopo averli storditi con whisky e minacciati con siringhe e li filmò in pose raccapriccianti. Sono passati più di vent’anni e quella brutta storia è arrivata alla conclusione processuale. La sentenza è uscita a chiusura del procedimento seguito in tutti questi anni dagli avvocati Elena Coccia e Marco Ferrara.

PEDOFILIASalvatore all’epoca dei fatti, che ebbero inizio nel ‘95, aveva 7 anni, a stento ricorda quei giorni tremendi. Tre madri coraggio del paese in cui Giancarlo Siani si era occupato degli affari del clan Gionta, denunciarono i fatti. Una di loro era Matilde Sorrentino, la madre di Salvatore: a 49 anni nel 2004 fu uccisa a bruciapelo sulla porta di casa sotto gli occhi del figlio, che riconobbe il killer. La vendetta degli orchi che sette anni prima la donna aveva consegnato alla giustizia. Intanto i processi andavano avanti e il piccolo Salvatore, che perse anche il padre, stroncato da un infarto, fu affidato al fratello maggiore. Solo lui aveva subito violenza, ma quel dolore i due ragazzi lo condivisero, insieme con altre privazioni: quella di dover scappare da casa loro, per non subire altre minacce, quella di non poter andare a scuola e oggi di essere impossibilitati perciò a lavorare.

Derubati dell’infanzia e di ogni altro diritto, perché perennemente in fuga, come prevedeva il programma di protezione dei testimoni di giustizia.
L’11 giugno ‘97 era scattato il blitz: 17 arrestati. Due indagati – un bidello e il fotografo – vengono prosciolti, gli altri condannati in primo grado. Ma nel ‘99 escono dalla galera per scadenza dei termini. Una libertà che dura poche ore: a un giorno di distanza engono giustiziati dalla camorra Ciro Falanga e Pasquale Sansone, condannati a 15 e 13 anni per gli stupri ai bambini.

Al centro della sordida vicenda c’era una scuola elementare, il III circolo di Torre Annunziata, ma gli insegnanti furono assolti dalla responsabilità penale. Dai difensori dei ragazzi fu sottoposta alla giustizia civile l’ipotesi della mancata vigilanza. Comune e ministero dell’Istruzione avrebbero dovuto sorvegliare quanto accadeva nei bagni e nella cantine dell’edificio scolastico dove gli orchi avevano la meglio sui bambini. I mandanti dell’omicidio di Matilde non sono mai stati scoperti. I responsabili secondo i giudici non avevano a che fare con i clan, quindi i figli di Matilde Sorrentino, esclusi dal programma di protezione, non furono riconosciuti vittime di camorra.

Rischiava di cadere anche la responsabilità civile: Comune di Torre Annunziata e ministero presentarono appello contro la sentenza di primo grado. Ora invece la Corte d’Appello ha sostenuto nella nuova sentenza che ogni bambino stipula un contratto con la scuola e che il ministero ha quindi la responsabilità su tutto quello che succede nella scuola durante l’orario delle lezioni. L’obbligo di «vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo» e affinché «nei locali scolastici non si introducano persone che possano arrecare danno agli alunni» è stato riconosciuto per il ministero, ma non per il Comune: era stato riconosciuto colpevole un Lsu, contrattualizzato con il Comune, ma è intervenuta la prescrizione.

La sentenza penale di primo grado afferma: «Dall’intero processo scaturisce un atto di accusa nei confronti dell’istruzione scolastica che è stata incapace di tutelare i bambini che le erano stati affidati, incorrendo in sottovalutazioni e acquiescenze che non dovrebbero far parte del bagaglio etico e culturale degli educatori». Salvatore e il fratello maggiore riceveranno un risarcimento di mezzo milione di euro, che con gli interessi calcolati dal 1995, salirà a 800 mila euro. «Naturalmente – dicono i difensori Elena Coccia e Marco Ferrara – stiamo valutando anche l’altra strada finora chiusa, quella del riconoscimento dello status di vittime della criminalità organizzata per Salvatore e Giuseppe. Abbiamo fatto ricerche d’archivio e risulta che tutti i coinvolti nella vicenda di Rione Poverelli di Torre Annunziata avevano ricevuto condanne per reati di camorra. Tutti ci risultano legati a doppio filo con l’organizzazione criminale dei Gionta e altri clan».

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repubblica.it/Pedofilia, arriva risarcimento record per il figlio di Matilde Sorrentino, mamma coraggio di Torre STELLA CERVASIO

Nove anni a Verdini per bancarotta e truffa nel crac dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino

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Bancarotta e truffa nel crac dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino, guidato per vent’anni Interdizione perpetua da pubblici uffici. A Palazzo Chigi risarcimento di 2,5 milioni di euro

Verdini condannato a nove anni

Il Credito cooperativo fiorentino «risultava fortemente incentrato sulla figura del presidente, promotore del sostegno al comparto immobiliare e direttamente interessato a iniziative editoriali, affidate dalla Bcc e in difficoltà». Il presidente era Denis Verdini e quel giudizio redatto dagli ispettori di Bankitalia nel luglio del 2010, al termine di una lunga indagine della procura di Firenze, è costato al senatore di Ala una condanna in primo grado a nove anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per bancarotta fraudolenta.

Era tutto scritto lì, nella relazione di Bankitalia. I rapporti con i costruttori, i prestiti concessi sulla base di informazioni false o su contratti preliminari mai finalizzati, la struttura della banca piegata ai voleri dell’ingombrante presidente.

Il processo fiorentino, iniziato il 13 ottobre del 2015, vedeva imputati 43 persone e 2 società e aveva riunito una serie di inchieste che coinvolgevano Verdini e l’istituto da lui guidato. Una banca che al momento del commissariamento nel 2010 aveva 7 sportelli, 67 dipendenti e un migliaio di soci e che era di fatto il «bancomat» di Verdini, secondo la ricostruzione dei pm Luca Turco e Giuseppina Mione. Da un lato i finanziamenti per gli investimenti immobiliari del gruppo Fusi-Bartolomei, legati a Verdini da «relazioni d’affari». Dall’altro il buco della società editrice de Il Giornale della Toscana, che ha portato la presidenza del consiglio – parte civile in questo processo – a chiedere un risarcimento di 42 milioni di euro (2,5 milioni la provvisionale decisa dal tribunale, in attesa del giudizio civile). Al crac della piccola Bcc è stato collegato anche il complesso meccanismo ideato per accedere senza averne diritto – sulla base di una sorta di fatturazione circolare tra le varie società per prestazioni e servizi – ai contributi per l’editoria di alcune testate locali.

La sentenza di condanna è arrivata ieri nell’aula bunker di Santa Verdiana dopo 70 udienze. Accanto al crac del Ccf erano state legate le accuse di truffa allo stato per i fondi dell’editoria da parte della Ste, la Società Toscana di Edizioni che pubblicava il Giornale della Toscana e il crac del gruppo immobiliare Btp di Riccardo Fusi (già condannato nel processo sulla cricca degli appalti per i lavori alla Scuola Marescialli di Firenze) e Roberto Bartolomei, entrambi condannati a 5 anni e mezzo. Finanziati attraverso uno schema contratti preliminari basati su operazioni fittizie o comunque viziati da irregolarità di vario tipo. Un sistema che nel tempo avrebbe favorito una galassia di società – alcune fallite – contribuendo a svuotare il patrimonio del centenario istituto di credito, guidato da Verdini dal 1990 fino al commissariamento del 2010. Per i giudici non c’è stata però associazione per delinquere, come richiesto dai pm.

Immediato l’annuncio dei ricorsi in appello, pur in attesa delle motivazioni, dai difensori. Per tutti l’avvocato Franco Coppi, legale di Verdini («Ci aspettavamo ben altra sentenza. Per fortuna il nostro ordinamento prevede l’appello»), e del difensore di Riccardo Fusi, l’avvocato Sandro Traversi («Faremmo appello, continuiamo a credere che non esista il reato di bancarotta fraudolenta contestato a tutti» e, «tanto più, per un esterno» come Fusi). Verdini, una lunga militanza a fianco di Silvio Berlusconi, era «l’uomo che per l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi meritava di diventare Padre Costituente», ha commentato subito Michela Montevecchi, capogruppo M5s al Senato.

L’inchiesta era partita nel 2012, dopo la dichiarazione di fallimento dell’istituto. A salvare correntisti e dipendenti arrivò ChiantiBanca.

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lastampa/Verdini condannato a nove anni GIANLUCA PAOLUCCI