Home Blog Pagina 5910

L’allarme Usa sui rapporti Russia-M5S-Lega

0

Gli Stati Uniti avvertono l’Italia: «Fate attenzione ai rapporti tra Russia e Movimento Cinque Stelle». Fonti governative americane esprimo timore per l’influenza che Mosca sta cercando di avere sulle prossime elezioni italiane, nell’ambito di una strategia di interferenza che investe tutta l’Europa. Il governo Usa guarda anche ai legami fra la Lega e il Cremlino.

Il governo Usa avverte l’Italia: “Fate attenzione. Ci sono legami Russia-M5S”

L’allarme dell’amministrazione all’Italia: strategia di destabilizzazione

WASHINGTON – «Fate attenzione ai legami fra governo russo e M5S». È il messaggio circolato nei mesi scorsi nell’amministrazione Usa, con lo scopo di mettere poi Roma al corrente di un fenomeno più vasto: l’esteso impegno di Mosca a sostenere forze politiche intenzionate a sfidare gli establishment nazionali.

Con lo scopo di indebolire nel lungo periodo tanto l’Unione Europea, quanto la Nato. Sono fonti governative americane a ricostruire per «La Stampa» quanto sta avvenendo, spiegando in particolare che sono preoccupate per l’influenza che la Russia sta cercando di avere sulle prossime elezioni italiane, nell’ambito di una strategia di interferenza che tocca tutta l’Europa, dopo quella adottata durante le presidenziali degli Stati Uniti. Finora il potenziale punto di contatto è stato individuato da Washington soprattutto nei rapporti che Mosca sta costruendo con il Movimento 5 Stelle, e con la Lega, che però ha prospettive elettorali inferiori.

All’origine di tali sviluppi ci sono le conseguenze dell’Election Day. Quando l’intelligence americana è arrivata alla conclusione che il Cremlino aveva gestito le incursioni degli hacker nell’archivio digitale del Partito democratico, per rubare documenti con cui deragliare la candidatura presidenziale di Hillary Clinton, l’apparato governativo degli Usa si è attivato per comprendere meglio le dimensioni e lo scopo di questa strategia. Quindi si è convinto che la Russia sta cercando di dividere e indebolire l’intero Occidente, favorendo le formazioni politiche che mettono in discussione le alleanze storiche e più recenti tra le due sponde dell’Atlantico. Questa offensiva era già presente negli Stati baltici, che avendo fatto parte dell’Unione Sovietica sono abituati a simili tattiche di propaganda e manipolazione, e le riconoscono in fretta. Discorso analogo per la Serbia e l’intera area della ex Jugoslavia. L’operazione però si è allargata anche al resto dell’Europa occidentale, che secondo gli analisti di Washington è meno pronta a capirla e difendersi. Perciò il governo Usa si è attivato, con missioni discrete che hanno riguardato anche l’Italia.

Gli obiettivi di Mosca sono tutti i Paesi dove nei prossimi mesi sono in programma le elezioni, che per la loro natura democratica consentono di infiltrare i sistemi politici e cercare di condizionarli. Al primo posto ci sono le presidenziali francesi, dove gli effetti dell’offensiva russa sono già stati pubblicamente notati, con la visita di Marine Le Pen al Cremlino e le informazioni uscite per attaccare l’indipendente Macron. Nel radar degli americani però ci sono anche le presidenziali del 2 aprile in Serbia, il voto di settembre in Germania, e quello che comunque dovrà avvenire in Italia entro la primavera del 2018.

Secondo quanto appurato da Washington, i metodi usati sono diversi. Negli Stati Uniti gli attacchi sono avvenuti nel campo digitale, perché è molto sviluppato e offriva grandi opportunità. Lo stesso sta avvenendo già in Europa, come hanno dimostrato le denunce fatte da Macron. Più difficile è provare eventuali finanziamenti o aiuti diretti per le campagne elettorali e i partiti. In Italia il sistema digitale è meno sviluppato di quello americano, e i nostri apparati contano anche sul naturale scetticismo degli elettori per depotenziare eventuali offensive. Nel mondo di oggi, però, non serve molto: basta intercettare una mail o una lettera, per demolire un candidato o un partito.

Poi ci sono i rapporti personali diretti. Ha sorpreso, ad esempio, la visita di una delegazione italiana che qualche tempo fa è andata in Lituania, dialogando con la comunità di origine russa nel Paese. Rilevanti sono anche gli incontri con le ambasciate, che sono leciti, ma possono andare oltre la cortesia diplomatica. M5S e Lega non hanno fatto mistero dei contatti avuti con Mosca, e ciò ha suscitato preoccupazione, anche se in scala diversa.

L’attenzione riservata dal governo americano a questi fenomeni è maturata prima dell’entrata in carica della nuova amministrazione Trump, e delle stesse presidenziali dell’8 novembre. Finora se ne sono occupati funzionari di carriera non partisan, e la loro attività è completamente slegata dalle inchieste in corso all’Fbi e al Congresso sulle eventuali complicità tra gli hacker russi e la campagna del candidato repubblicano. Si tratta in sostanza di valutazioni professionali, indipendenti dalle vicende politiche interne. La transizione naturalmente complica le cose, perché il governo deve affrontare altre priorità, e nei Paesi che sono potenziali obiettivi non sono ancora stati nominati i nuovi ambasciatori. Le elezioni italiane però sono quelle più lontane nel calendario, a fine aprile il premier Gentiloni verrà alla Casa Bianca e a maggio ospiterà Trump al G7, e quindi ci sarà il tempo per discutere e chiarire queste preoccupazioni. Da qui lo scenario di una consultazione in crescendo fra Washington e Roma sul ruolo dei grillini come emissari del Cremlino nel Bel Paese.

vivicentro.it/politica
vivicentro/L’allarme Usa sui rapporti Russia-M5S-Lega
lastampa/Il governo Usa avverte l’Italia: “Fate attenzione. Ci sono legami Russia-M5S” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A WASHINGTON

Vinovo- Allegri aspetta il ritorno dei nazionali, domani seduta pomeridiana

Vinovo- Allegri aspetta il ritorno dei nazionali, domani seduta pomeridiana

È stata una splendida giornata di sole dal clima primaverile, quella che ha visto oggi il gruppo allenarsi al Training Center di Vinovo agli ordini di mister Allegri.

I Bianconeri, arricchiti dal rientro dagli impegni con le proprie Nazionali di Emil Audero, Rolando Mandragora e Sami Khedira, sono scesi in campo per una sessione pomeridiana incentrata sul lavoro col pallone e sulla tattica. Domani sono attesi a Vinovo Gigi Buffon, Leonardo Bonucci Daniele Rugani. Marko Pjaca rientrerà nei prossimi giorni e sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti e alle cure del caso, dopo l’infortunio patito con la propria Nazionale.

La Juventus tornerà al lavoro domani, ancora alle prese con una sessione pomeridiana, per preparare la sfida di campionato che la vedrà impegnata domenica 2 aprile alle 20.45 allo Stadio “San Paolo” contro il Napoli.

Fonte: Juventus.com

Ds Empoli sulla vittoria di Sarri: “Tra me è Maurizio c’è un bel rapporto, sono contento”

Ds Empoli sulla vittoria di Sarri: “Tra me è Maurizio c’è un bel rapporto, sono contento”

Ai microfoni di Sky, è intervenuto il direttore sportivo dell’Empoli Carli, il quale ha commentato la vittoria di Maurizio Sarri come miglior all’allenatore dell’anno: “C’è un bel rapporto tra me e Maurizio, è una cosa bella. Mi fa piacere, sa che contraccambio, ma questa cosa per esempio ce l’ho anche con Giampaolo”.

Diawara-Italia, il ragazzo a disposizione di Ventura?

Diawara-Italia, il ragazzo a disposizione di Ventura

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il giornalista Diego De Luca, il quale ha dichiarato: “Per poter ottenere la cittadinanza italiana, il calciatore deve risiedere almeno per 10 anni nel paese. Per poter esordire con la maglia della nazionale ci vorranno altri sette anni, a meno che non si sposi con un’italiana accorciando così i tempi”. 

Napoli-Cragno, summit tra Giuntoli e l’agente del ragazzo a Milano

Napoli-Cragno, summit tra Giuntoli e l’agente del ragazzo a Milano

Il Napoli ci prova per il portiere del Cagliari Alessio Cragno. Nicolò Schira, giornalista della Gazzetta dello Sport, ha scritto su Twitter: “Il Napoli a Milano fa sul serio per Alessio Cragno: summit in corso tra il ds Giuntoli e agente del portiere under21.”

Castel Volturno, il Napoli si prepara in vista del match con la Juve

Castel Volturno, il Napoli si prepara in vista del match con la Juve

Seduta pomeridiana per il Napoli che ieri ha ripreso gli allenamenti a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match contro la Juventus, posticipo della 30esima giornata di Serie A del 2 aprile al San Paolo (ore 20,45).

Sono rientrati dagli impegni delle Nazionali come da programma gli ultimi azzurri. Insigne ha lavorato col gruppo, Mertens e Rog hanno svolto lavoro di scarico, mentre Hysaj, giunto nel tardo pomeriggio, ha fatto massaggi.

La squadra ha iniziato la sessione con una prima fase di attivazione. Di seguito allenamento tecnico tattico e chiusura con partitina a campo ridotto.

Domani doppia seduta.

Fonte: SSC Napoli

Capodaglio: L’alleanza con il mister porterà a risultati importanti (VIDEO)

Paolo Capodaglio, possiamo finalmente ascoltarvi, contro il Catanzaro non avete ottenuto il massimo risultato, anche se nel secondo tempo loro hanno giocato più a calci che a calcio, e voi siete caduti un po’ nella provocazione.

Si, dopo aver preso il gol del 2 a 1 al 42’ volevamo recuperare subito la partita, sapendo che da tanto non si riesce a fare risultato in casa e quindi metti un pò la motivazione un pò il nervosismo e soprattutto un arbitro troppo permissivo ha fatto si che si giocasse poco.

Adesso c’è il derby dell’amicizia un derby particolare che deve essere vinto per poter sfatare questo tabù, come affronterete la partita?

Il nostro obbiettivo è quello di affrontare la partita come l’inizio di domenica scorsa, sappiamo che loro fuori casa chiudono e ripartono bene tant’è che hanno fatto più punti in trasferta che in casa, ma la cosa principale e ricreare l’armonia tra noi e il pubblico.

La squadra come ha preso la notizia dell’esonero di mister Fontana?

Quando succedono queste cose è  un fallimento un po’ di tutti , noi adesso dobbiamo ripartire e guadagnare un piazzamento che ci permette di giocare in casa durante i play off , comunque c’è dispiacere.

Sei contento della tua carriera in generale? Perché sei arrivato secondo noi tardi in lega pro e questo è il secondo anno che ti stava andando bene fino a gennaio.

Io credo che nulla accade per caso e cercherò comunque di non farlo più accadere e prometto che farò il possibile per ottenere un miglior piazzamento e poi giocarmela a viso aperto nei playoff.

Adesso c’è Matute che ti dà una mano, meglio o peggio di prima?

Cambiamo spesso modulo e le mie caratteristiche mi permettono di giocare bene ovunque e con chiunque.

Cos’è cambiato con l’arrivo del nuovo allenatore?

Il mister è arrivato da noi chiedendoci di aiutarlo il più possibile e noi abbiamo lo stesso bisogno e credo che questa alleanza porterà ad un risultato sicuramenti positivo

Adesso c’è freddezza con il pubblico, speri che questa gara possa farvi riappacificare?

Lo spero tantissimo perché avere il sostegno del pubblico e come avere il dodicesimo uomo in campo.

 

Matute: Sto dando tutto me stesso per la Juve Stabia (VIDEO)

Kelvin Matute, stai trovando maggiore continuità con mister Carboni, finalmente possiamo dire che stai entrando nel vivo del gioco e che stai dando il tuo contributo, già a Cosenza hai fornito un’ottima prestazione e in casa con il Catanzaro hai messo i tuoi muscoli a disposizione della squadra?

Ho fatto semplicemente ciò che c’era da fare, non è stato facile dopo tanto tempo di stop rientrare nel ritmo partita, ma nonostante ciò  ho dato tutto me stesso, perché credo che in una squadra del genere dove si lavora tanto e bene non si possa fare diversamente.

Sei il primo arrivato nel mercato di riparazione , hai subito accettato l’offerta della Juve Stabia, adesso c’è la sfida contro il tuo recente passato, la Casertana, sei ponto a dimostrare che la Juve stabia ha fatto bene a credere in te ?

Io sono un professionista,  adesso gioco con la Juve stabia e il mio unico interesse è portare i 3 punti a casa con questa maglia, cercando di dare il massimo sempre e comunque.

Ti aspettavi un 2017 cosi diverso per la Juve Stabia rispetto al girone d’andata?

Sinceramente no, perché la Juve stabia ha sempre avuto una mentalità vincente, e sono convinto che è solo un periodo, vi assicuro che noi tutti ci stiamo impegnando per risorgere da questo brutto momento.

Dall’alto della tu esperienza, si può dire che la causa dei pessimi risultati sia la mancanza dell’aiuto di voi esperti?

Questo, secondo me, non è il vero motivo, io credo che la colpa sia di tutti, sia gli esperti sia i giovani , ma noi dobbiamo rimanere uniti e lottare fino alla fine perché il campionato non è ancora finito.

La prossima settimana ci saranno tre partite con squadre importanti, credi sia la settimana giusta per decidere il piazzamento play off?

Si, ma tralasciando stare le partite con squadre blasonate o meno , io sono fermamente convinto che tutto dipende solo ed esclusivamente da noi e dalla nostra voglia di vincere .

L’ultimo derby disputato a Castellammare non è stato dei migliori, il prossimo sarà l’occasione per far tornare a gioire i nostri tifosi?

Il gruppo sta lavorando al meglio per poter vincere questa partita, adesso purtroppo abbiamo perso il nostro pubblico ma stiamo facendo di tutto per riportarli dalla nostra parte.

Ti aspettavi una Casertana cosi avanti in classifica?

Si perché hanno davvero una buona squadra e nonostante qualche difficoltà ad inizio campionato sono riusciti a dimostrare il loro vero valore.

Koulibaly, l’agente: “A Napoli sta bene, resterà qui finché il club non deciderà di venderlo”

Bruno Satin, agente di Kalidou Koulibaly, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:

 

“Con il Senegal non sappiamo esattamente cosa è successo. Kalidou ha dato una mano anticipando il pagamento. Si è verificato qualche problema a livello organizzativo. Sarà lui a marcare Higuain, speriamo che il pipita sia un po’ stanco.
Futuro? A Napoli sta bene, resterà qui finché il club non vorrà venderlo”.

Sky – Problemi a una caviglia per Hysaj, previsto a breve un consulto medico

Massimo Ugolini, giornalista di Sky Sport, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:

“Hysaj ha subito una distorsione alla caviglia con la sua nazionale. La caviglia non si è gonfiata ma c’è comunque un po’ di apprensione in vista delle prossime sfide contro la Juventus. A breve ci sarà un consulto medico, filtra un velato ottimismo”.

Auriemma: “Per il doppio match contro la Juve è previsto un altro fiume di soldi”

Auriemma: “Per il doppio match contro la Juve è previsto un altro fiume di soldi”

Raffaele Auriemma su Tuttosport: “E’ come se fossero già tutti al San Paolo, per quattro giorni di fila e nel numero record di 100mila presenze per vedere due volte la stessa partita. Che poi non è mai una partita qualunque, quando arriva la Juventus a Napoli. Dalla domenica al mercoledì, tra campionato e Coppa Italia, si completerà la stagione super del cassiere azzurro, ormai abituato a passare da un risultato storico all’altro. A cominciare da quello relativo all’incasso: mai in passato si era arrivati a Fuorigrotta alla cifra di 4.484.302 milioni di euro per una singola partita: è successo contro il Real Madrid nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League. E per il prossimo, doppio confronto con la Juventus, si prevede un altro fiume di danaro: la passione dei tifosi azzurri prenderà le sembianze di un altro assegno da tre milioni di euro”.

Rai – Per Mertens non è una questione economica. Due club seguono Koulibaly

Ciro Venerato, giornalista Rai esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Rinnovo Mertens? Il problema non è di natura economica, il Napoli si è spinto ad offrire 3 milioni bonus compresi. Fino a quando non risolverà i problemi familiari è inutile parlare del suo rinnovo. Il Napoli nel frattempo si cautela monitorando il mercato degli esterni.
Chelsea su Koulibaly? Il calciatore piace molto a Conte, ma il club inglese potrebbe prendere Manolas. Occhio al Psg che potrebbe pensare a lui nel caso dovesse partire un centrale. Il Napoli non vuole cederlo ma potrebbe vacillare davanti ad un’ offerta importante”.

Carli: “Ho rischiato di fare a cazzotti con Sarri: è un testone”

Le sue parole

Marcello Carli, direttore sportivo dell’Empoli, ha parlato alla Gazzetta dello Sport: “Scelsi Sarri perché mi ricordavo di un pazzo furioso sulla panchina della Sangiovannese e del Sansovino. Un pazzo che mi aveva trasmesso emozioni. E pazienza se veniva da una serie di esoneri. E’ un fuoriclasse, un amico vero ma almeno 3-4 volte abbiamo rischiato di fare a cazzotti. Parlo di pugni veri. Lui è un testone intelligente”.

L’Empoli è stato il suo trampolino di lancio.

“Maurizio aveva bisogno di avere accanto persone serie. Lui si è fidato. Ha capito che non lo avremmo mai tradito. Lo abbiamo difeso a spada tratta nonostante avesse messo insieme appena tre punti nelle prime nove partite. E in Serie A gli allungammo di due anni il contratto dopo cinque k.o. di fila. Maurizio ha capito a Empoli che il calcio non è solo schemi o fare la guerra. E’ condivisione. C’è talmente tanta stima tra di noi che a volte mi sono permesso di dire a Sarri cose che a un altro tecnico non avrei mai detto”.

Maurizio è meticoloso.

“Meticoloso? Quasi ossessivo. Se non riusciva a preparare gli schemi su punizione, magari a causa del vento, se ne andava imbufalito convinto che la domenica avremmo preso gol su calcio piazzato. Io mi divertivo a entrare nella sua stanza e a spostargli un foglio o il pacchetto di sigarette. Che lui rimetteva a posto. Mi ha detto che ha imparato in banca a essere organizzato”.

Cosa l’ha colpito del Sarri di Napoli?

“Maurizio era preoccupato del rapporto con i campioni. Invece dopo un mese Hamsik e Higuain lo adoravano. Il campione ama chi ti fa giocare bene e vincere”.

Sarri resterà al Napoli?

“Lui non deve mai dimenticarsi che De Laurentiis ha avuto il coraggio di consegnargli una panchina prestigiosa. Coraggio che altri presidenti non hanno avuto. In più ricordo a Maurizio che lui ha bisogno dell’habitat giusto per rendere al meglio. Napoli è un mondo perfetto per lui”.

Higuain, tutto tace su eventuali iniziative al San Paolo

Higuain, tutto tace su eventuali iniziative al San Paolo

Al San Paolo lo aspettano in sessantamila, Gonzalo Higuain. Sentimenti contrastanti, Il Corriere dello Sport aggiunge: “La Napoli che attende El Pipita e non sa come comportarsi o forse sì, è consapevole, già orientata, però non lo lascia trasparire: sulle iniziative è inutile tentare di farsi un giro nelle curve, perché niente trapela e magari nulla è stato già programmato […] otto mesi per cicatrizzare quella “ferita” e per prepararsi ad un evento in cui si mescoleranno sentimenti contrastanti e posizioni”.

Buffon: “Affronteremo il Napoli con la giusta attenzione, ci hanno sempre messo in difficoltà”

Gianluigi Buffon, portiere della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport in vista della sfida contro il Napoli. Ecco quanto evidenziato:

 

“Speriamo di arrivare bene a questa sfida, veniamo da un periodo ricco di successi. Il Napoli è una squadra e una rivale molto temibile e molto rispettata, lo affronteremo con la giusta attenzione. Giocano un bel calcio e ci hanno sempre messo in difficoltà. Grande merito va a Sarri, perché è innegabile che abbiano un’ impronta di gioco e un’identità ben riconoscibile. Tantissimi meriti vanno anche ai giocatori. Forse questo bel gioco andrebbe concretizzato maggiormente. Con Insigne abbiamo parlato della possibile accoglienza che ci aspetta, sempre molto calorosa”.

Italia, il CT Ventura vuole convocare Diawara

Italia, il CT Ventura vuole convocare Diawara

Come riporta La Gazzetta dello Sport il Ct Ventura starebbe pensando di aprire le porte della nazionale ai cosiddetti ‘oriundi’. Il primo che potrebbe essere convocato è Emerson Palmieri, terzino in forza alla Roma. Ma nella testa di Ventura c’è anche Amadou Diawara che già i mesi scorsi ha avviato le pratiche per ottenere la cittadinanza italiana. La nazionale adesso farà alcuni stage a Coverciano tra aprile e maggio mentre giocherà il 31 maggio un’amichevole sperimentale contro San Marino.

Napoli-Juve, attesi 100mila tifosi, ma non sarà record

Napoli-Juve, attesi 100mila tifosi, ma non sarà record

Come riporta La Gazzetta dello Sport per la doppia sfida contro la Juventus al San Paolo ci saranno 100mila persone sugli spalti. Non verrà stabilito il nuovo record d’incassi ma comunque De Laurentiis si garantirà una cifra importante nelle tasche: 3 milioni. Il pubblico sarà decisivo per Sarri e squadra che contro i bianconeri si giocano una fetta importante della stagione perchè un doppio successo contro i bianconeri garantirebbe il secondo posto e una finale di Coppa Italia.

FOTO ViViCentro – Attività di base, Comprensorio San Giuseppese-Juve Stabia 1-5: il tabellino

Attività di base, Comprensorio San Giuseppese-Juve Stabia 1-5: il tabellino

Vittoria per 5-1 dell’attività di abse della Juve Stabia, categoria 2005/06. Comprensorio San Giuseppese-Juve Stabia è stata gara a senso unico grazie ai gol di Minasi, Cioffi(2), Improta, Buzzo.

1 Tempo – Sacco Marino Papa Provvisiero Miele Maffei Testa  Minasi Mottola

2 Tempo – Sacco Zaccariello Natale Miele Papa Granatello Cioffi Maffei Improta

3 Tempo – Galluccio Marino De Curtis Provvisiero Fabrizio Rinaldi Buzzo De Lucia M. Testa

a cura di Ciro Novellino, foto Minasi

I nostri sponsor:






 

Populismo e globalizzazione, i paradossi del terzo millennio

0
Questo è davvero un millennio caratterizzato da tendenze politiche e sociali contrapposte, che esprimono inquietudine e instabilità nel pianeta, alla luce dei nuovi assetti delineati proprio dal volere della gente, che li ha semplicemente espressi all’interno di un’urna, nel corso delle consultazioni elettorali degli ultimi anni. Populismo e globalizzazione convivono felicemente? Sembrerebbe piuttosto disorientamento, ora che le ideologie del passato sono state archiviate dalla storia, e non hanno più senso nella logica di nuovi equilibri geopolitici.
Sul piano economico saranno state le economie emergenti a entrare con irruenza nelle dinamiche del potere, con un’autorità che non è possibile mettere in discussione (dato il ruolo egemonico che svolgono sul piano internazionale), o sarà stata la scalata al potere di Donald Trump, o i fermenti populisti che premono sulle frontiere europee, oppure questo mix micidiale di elementi.
Difficile misurarne l’impatto in questa onda lunga di rivolgimenti, di sicuro sappiamo che nel volgere di un breve spazio di tempo, i ‘giochi’ si sono spostati in un’altra scacchiera. Certo è che stiamo facendo i conti con sordi conflitti che, a fatica, si riesce a contenere e a controllare. Basterebbe pensare all’impeto quasi travolgente del Front National di Marine Le Pen, per capire le ragioni di una paura che serpeggia e minaccia senza giri di parole un’istituzione come l’Unione europea. Istituzione che è stata pensata e organizzata quale deterrente contro i nazionalismi, che già hanno impartito una durissima lezione al mondo, lasciando sul campo quasi 70 milioni di vittime, in gran parte in Europa.
Il populismo è anche quello xenofobo, non sempre riconosciuto, perché mascherato di protezionismo, anche se in realtà cela rigetto verso la Cultura del ‘diverso’, a tutela degli egoismi del privilegio. Ma senza proposte reali di alternative nella soluzione dei problemi che riguardino i paesi in via di sviluppo, non di rado coinvolti in conflitti tremendi. I populisti, appunto, coloro che sfondano i muri della ragione e corrono imperterriti verso un ideale di chiusura affine ad un’autarchia di regime, che così tanti danni ha causato in un passato neppure tanto lontano.
Non è questione di sopravalutare le tendenze chiare espresse dalla società del nostro tempo, esiste una sorta d’intesa rovinosa, che sta edificando ponti ideologici oltre oceano: il populismo in Europa compie la sua inarrestabile marcia, anche perché ci sono establishment politici nel pianeta che ne supportano la sussistenza, e lo fanno apertamente.
Lo fa la Russia di Putin e il governo di Trump, la brexit ha sfondato la barricata di resistenze in Gran Bretagna, anche attraverso il benestare di queste potenze. Ma in definitiva, dove stanno le radici di queste ragioni? Non si tratta di dilemma, e non è del resto di difficile soluzione l’equazione dei nuovi equilibri del potere nel mondo. L’Unione europea non è certo la massima aspirazione delle grandi potenze, la Russia, di fatto, mira a disintegrarla. Che non vi sia un’armonica linea d’intesa è ben noto, e non solo per la ruggine causata dalle misure restrittive e le sanzioni economiche varate dal Consiglio dell’Unione europea negli anni scorsi.
Non solo di questo si tratta, vi sono contrapposizioni di base, di carattere politico, che prevalgono e tendono a frammentare un’unione strategica così importante, che ostacola il potere dei più forti, e all’occorrenza è anche in grado di mettere le pastoie ai piedi quando si ‘sconfina’ con interventi militari non giustificati (o si agisce in modo arbitrario e aggressivo in ambito internazionale, per esempio con l’annessione della penisola di Crimea e relativa destabilizzazione dell’Ucraina), mettendo in tal modo a repentaglio la sicurezza e la pace. Certamente ritenute ‘ingerenze indebite’ dall’establishment russo, ma atti dovuti per il Consiglio dell’Unione.
A questo riguardo vale la pena ricordare che, proprio il 13 marzo scorso, sono state prorogate le sanzioni dell’Ue (dirette alla Russia), per azioni contro l’integrità territoriale dell’Ucraina. Tanti i provvedimenti diplomatici adottati nei confronti dell’ex Unione Sovietica negli ultimi anni. Vertici Ue-Russia sospesi, esclusione dal G8, sospensione dei negoziati riguardanti l’adesione della Russia all’Ocse (sostenuta anche dall’Ue), e all’Agenzia internazionale per l’energia. Ma l’elenco è lungo. E’ evidente che l’Unione europea è diventata una sorta di spina sul fianco, un’istituzione in grado di marcare a vista operato e iniziative che mettono in gioco la sovranità sul territorio degli stati insidiati.
Se soltanto si considera il ruolo di ‘vigilanza’ e il potere in termini di legittime ritorsioni sul piano economico, diplomatico e politico, si comprende che un’organizzazione di stati così potente come l’Ue, non può essere ben vista da chi vorrebbe deliberatamente portare avanti le proprie manovre senza ritrovarsi il bastone sui piedi. Questione di egemonia e potere, dunque.
Non è il campo d’azione del governo Trump, che invece, sotto l’impulso di un singolare populismo, con lo slogan di ‘America, first’, mira ad un protezionismo esasperato, che fa scempio della politica di apertura portata avanti dai predecessori, punto di forza degli States. Solo una diagonale diversa rispetto alla Russia, ma non meno pericolosa.
E’ proprio con il fenomeno dei migranti che gli americani hanno costruito una federazione di ferro e uno status economico che ancora fa la differenza in termini di supremazia nel mondo. Quel muro davanti alla frontiera messicana, però, è il segno inequivocabile di un avvicendamento storico che ‘contrae’ il concetto di progresso, democrazia e sviluppo, intesi nell’accezione più pura di società umana tesa verso le innovazioni e i cambiamenti del futuro.
Protezione dell’America a tutti i costi, con misure d’intervento volte a condizionare il commercio internazionale, il libero transito delle persone..
Il modo più deleterio di tornare indietro nel tempo, di rifugiarsi dietro i propri confini, ignorando il fatto che il mondo gira al contrario, ossia che il fenomeno della globalizzazione non lo ha inventato nessuno in particolare, e nessuno in particolare è autorizzato a bloccarne le dinamiche. Remare contro, appunto.
E anche Trump vede l’Unione europea come un ostacolo, un macigno che potrebbe ostacolare le sue strategie di politica interna e soprattutto estera, sulla scia delle sanzioni comminate al governo di Mosca. E non stupisce di sicuro il suo sostegno aperto alla premier britannica Theresa May, e l’endorsement alla brexit. Egli è stato, non a caso insieme a Putin, un forte sostenitore dei ‘Leave’ durante la campagna referendaria. Insomma, questa Unione Europea è proprio il ‘terzo incomodo’ che ‘rompe le scatole’ a tutti, tiene gli occhi sempre aperti, e ha la presunzione di difendere il vecchio continente dalle pressioni che vengono da Est e da Ovest.
Inoltre ha mire ambiziose, promosse anche da Berlino: ossia intraprendere una strada di Unità, con una federazione politica di stati europei, in grado veramente di affrontare le insidie e le sfide che provengono da questo strano corso storico, nel nuovo millennio.
La globalizzazione, e l’autorità con cui si è imposta, non si può arrestare, così come arduo appare frenare la marcia dei populisti e la politica dei due blocchi: ora, per un bislacco disegno del destino, unito in un solo fronte politico (intesa-alleanza tra Putin e Trump, con quest’ultimo che mira a sganciarsi dalla Nato..).
Davanti agli scenari internazionali ai quali eravamo avvezzi, pur se insidiosi, e basti pensare alla nuova corsa agli armamenti alla quale si stava assistendo proprio in prossimità della frontiera europea con la Russia, ora tutto stride, esulta il disorientamento e l’instabilità. Nulla più negli accadimenti politici presenta certezze, ogni prospettiva è sospesa ad una nuova bussola, un nuovo ago della bilancia che sancisce lo spostamento dell’equilibrio del pianeta, secondo gli umori e gli esiti delle campagne elettorali. Sì, perché in fondo, a decidere il destino delle nazioni, e del mondo, sono stati sempre i popoli, e non si può prescindere dalla disciplina democratica che ne sancisce il potere.
E’ qui il vero contradditorio del nuovo millennio, e nessuno ha lo scettro per deviarne il corso.

I nostri vestiti e il clima

0

La frase “non ci sono più le mezze stagioni” trova senso compiuto osservando i nostri vestiti. Scrive Alberto Mattioli: “I giovani sembrano impermeabili al freddo e più in generale ai mutamenti climatici. Sono diventati atermici”. Le cause sarebbero tre: la moda, la globalizzazione, e l’effettivo superamento delle care vecchie stagioni.

Perché i ragazzi sono in maglietta anche con il freddo

È cambiata la percezione del tempo. Non il Tempo nel senso di fluire delle ore, ma come tempo meteorologico, temperatura, sole-pioggia, caldo-freddo e, in questo periodo, oddìo non si sa come vestirsi. I vestiti, appunto: sono loro a certificare che si è verificata una mutazione antropologica, o forse fisica, per cui oggi i «gggiovani» sembrano impermeabili al freddo e più in generale ai mutamenti climatici. Sono diventati atermici.

Fateci caso in questi giorni di termometro incerto, quando al sole non ci vuole il golfino, all’ombra sì, e di sera in ogni caso meglio mettere il soprabito. Macché: qualsiasi under 30, e magari anche qualche over (a questi però poi viene la febbre) va in giro dall’inizio di marzo in maniche corte, senza calze e, nei casi più estremi, in bermuda e infradito. Per lui, pare, fa sempre caldo. Sicché in questi giorni, per la strada, nella metro, sui tram, si vedono la madama con il cappottino e la ragazzotta in microgonna, il signore con ancora il cardigan sotto la giacca e il barbuto senza calze. Sotto il risvoltino, niente.

Le ragioni sono almeno tre. Intanto, quella modaiola e la moda, come insegnava Leopardi, è più forte anche della morte, quindi del Tempo con la maiuscola. L’hipsterismo è ormai un isterismo che si accanisce sulle calze, capo di vestiario contro il quale una parte sempre più consistente della popolazione sembra nutrire un’inspiegabile avversione. Qui c’è una curiosa contraddizione, almeno d’inverno quando, anche con dieci gradi sottozero, l’hipsterino de’ noantri sfoggerà in alto barbone e sciarpone egualmente lussureggianti e in basso pantaloni strappati e niente calze. Figuriamoci con venti gradi sopra. In questi giorni a spasso per Montenapo si aggirano giovin signori con completi impeccabili e scarpe griffatissime intervallati da quei raccapriccianti cinque centimetri di pelle nuda. I ragazzi a scuola, intanto, sono già in infradito. Ci vuole certamente un fisico bestiale. Ma, in effetti, le generazioni più giovani, che vivono in palestra trascurando colpevolmente il calcetto (ecco perché non trovano lavoro, direbbe il ministro Poletti), il fisico ce l’hanno e, giustamente, lo mettono in mostra nel più naturale dei modi: spogliandosi.

Poi, anche in questo caso il merito, o la colpa, di quel che succede è della globalizzazione. Se a Torino fa ancora effetto vedere qualcuno che vive in maniche corte da marzo a ottobre compresi, a New York è del tutto normale. Lì il nonno gira in cappotto, il figlio in giacca, il figlio del figlio in t-shirt. A Londra in dicembre nei locali si vedono fanciulle con i piedi nudi che poi, o per l’uso dei tacchi a spillo o per l’abuso di alcol, assumono quella colorazione rossastra che ricorda il roastbeef sul carrello degli arrosti del ristorante Simpson’s, sullo Strand. Insomma, se cambia lo stile di vita, è inevitabile che cambi anche lo stile dell’abbigliamento.

Infine, c’è una ragione climatica. Com’è noto, la madre di tutti i luoghi comuni, «non ci sono più le mezze stagioni», è stata confermata dalla scienza. Di conseguenza, sono spartiti anche i famigerati abiti, appunto, «da mezza stagione» dei diversamente giovani, quando si abbandonava lo spigato siberiano alla Fantozzi per qualcosa di meno pesante ma in ogni caso più del «fresco di lana» estivo (per i signori – intesi come categoria antropologica, non di genere – consisteva quasi sempre, chissà perché, in completi principe di Galles). Con la tropicalizzazione della Pianura padana, il passaggio dalle nebbie invernali (benché, com’è ri-noto, non ci siano più i nebbioni di una volta) a un’estate torrida con complicazioni monsoniche è diventato rapidissimo e repentino. Con grande gioia dei diversamente anziani, ancora capaci di illudersi che l’estate duri tutto l’anno.

vivicentr.it/opinioni
vivicentro/I nostri vestiti e il clima
lastampa/Perché i ragazzi sono in maglietta anche con il freddo ALBERTO MATTIOLI