Home Blog Pagina 5814

Ancora ”problemi” al Rock am Ring: ieri ”fulmini dal cielo”, quest’anno ”minaccia terroristica”

0

Il Rock am Ring, dal 1985 la più popolare e prestigiosa rassegna rock che si tiene in Germania, presso il circuito automobilistico del Nürburgring vicino a Coblenza, non trova pace. L’anno scorso fu investito da una tempesta di fulmini che ferirono 82 persone. Ieri sera, invece, a causa di una non precisata “minaccia terroristica”, intorno alle 21:30 stop a festival rock. Evacuati in 90mila

Ma cominciamo con il vedere cos’è il Rock am Ring

Il ‘Rock am Ring‘ è un festival di musica rock e metal che si tiene ogni anno dal 1985 in Germania sul tracciato automobilistico del Nürburgring vicino alla cittadina di Adenau nell’Eifel.

Il primo Rock am Ring fu organizzato nel 1985 per celebrare la nuova versione del tracciato del Nürburgring ma, in seguito al suo incredibile successo (75.000 paganti), fu presto deciso il riproponimento annuale dell’evento. Il festival, salvo gli anni dal 1989 al 1990, si è sempre tenuto e ha sempre radunato un’immensa folla e alcuni dei migliori artisti al mondo di genere rock.

Dal 1995 si svolge, in contemporanea al Rock am Ring, il Rock im Park, ovvero un festival gemello (con gli stessi gruppi e artisti che si esibiscono al Rock am Ring ovviamente alternando i giorni) nello Zeppelinfeld di Norimberga.

Cosa è successo venerdì sera

Intorno alle 21,30, proprio mentre si attendeva che sul palco salisse Noel Gallagher, gli altoparlanti hanno diffuso questo messaggio, replicato anche sulla pagina Facebook dell’evento:

“La polizia ci ha detto di interrompere il festival a causa di una minaccia terroristica”. E stato quindi chiesto a tutti i partecipanti di “allontanarsi dall’area e di dirigersi verso l’uscita e il campeggio in modo calmo e controllato”.

Gli investigatori stanno concentrando le indagini su due uomini, addetti del circuito che ospita il festival, fermati ieri notte. Si sospetta che abbiano lasciato qualcosa nel luogo del concerto, riporta il giornale Bild. I media tedeschi hanno pubblicato anche le foto di cani anti-bomba che controllavano la zona ieri notte.

I 90mila spettatori del Festival, riporta l’edizione online della Bild, hanno lasciato l’area con calma, cantando. Secondo il giornale, gli inquirenti temevano che due uomini, fermati e interrogati, avessero depositato qualcosa di sospetto nell’area dello show.

Paghiamo il prezzo delle omissioni degli inquirenti sul caso Amri” ha detto all’emittente tedesca Ntv Marek Lieberberg, l’organizzatore del festival Rock am Ring, polemizzando sulla decisione degli organi di sicurezza di disdire l’evento musicale per un allarme terrorismo. Lieberberg ha affermato di “non aver davvero capito” le ragioni dello sgombero, dal momento che non è stato provata finora alcuna minaccia concreta.

“Dovevamo prendere questa decisione, tutti gli esperti erano d’accordo, non avevamo altra scelta”, ha detto il ministro dell’Interno della Renania-Palatinato.

Il ministro dell’Interno federale, Thomas de Maiziere, ha sostenuto la decisione di interrompere il concerto: “Lewentz ha il mio pieno sostegno in questa difficile e ponderata decisione, la sicurezza dei partecipanti al festival deve avere la priorità”. Ora è in corso l’inchiesta che “è concentrata su alcuni punti”, ha detto ancora Lewentz, precisando che in mattinata verrà presa la decisione se il festival continuerà o no.

redazione/agenzie stampa/agi/adnkronos

 

Il tonfo del Pescara non ha fatto rumore. E l’ “onta” ricevuta dal Crotone…

18 punti – dei quali appena 15 conquistati sul campo – una retrocessione da record (nella storia della massima divisione con venti squadre partecipanti nessuno è riuscito a fare peggio), passaggio alla categoria inferiore che è avvenuto con ben cinque giornate di anticipo, e l’ “onta” finale, giusto per non farsi mancare nulla, data agli abruzzesi dal formidabile Crotone di Davide Nicola, neopromosso come il Pescara, e con appena nove punti conquistati nel girone di andata, che è riuscito ad approfittare della caduta libera dell’Empoli, il quale si è fatto recuperare la bellezza di diciassette punti dai calabresi, al loro esordio nella massima serie. Morale della favole: l’unica squadra neopromossa e non essersi salvata, è stata quella abruzzese.

A differenza del Pescara, l’entourage calabrese ha saputo lavorare bene e con umiltà, senza lamentarsi continuamente di presunte ripartizioni  economiche inique tra società neopromosse e società già presenti nella massima serie. I calabresi, inoltre, sono stati protagonisti di un grande calciomercato a gennaio, portando in Calabria giocatori del calibro di Trotta e Falcinelli, con quest’ultimo autentico trascinatore nella vittoriosa corsa salvezza. A Pescara, invece, appoggiati da una stampa poco critica, per essere eufemistici, e anche poco attenta, la società è andata avanti dritta per la sua strada, con l’allenatore Massimo Oddo convinto fin dal ritiro di Palena, di avere una rosa all’altezza della situazione, capace di salvarsi senza troppi patemi. Peccato che i risultati del campo – Giudice inappellabile, severo, ma altrettanto attendibile e imparziale – non abbiano dato ragione ad Oddo e al presidente Sebastiani, che a campionato inoltrato, quando oramai la barca era quasi affondata, ha deciso di chiamare al capezzale dell’agonizzante Delfino, Zeman, che di certo non poteva fare miracoli.

Ora, in serie B, si ripartirà proprio dal boemo, il quale dovrà riportare entusiasmo in una piazza amareggiata e umiliata. Almeno questo si augura il presidente Sebastiani, il quale è stato ospite giorni fa presso una trasmissione locale, dove ha cercato di rassicurare i tifosi sul futuro del sodalizio abruzzese, svelando anche delle trattative in itinere con un gruppo kazako. In precedenza, l’uomo di affari più famoso di Pescara, aveva timidamente chiesto scusa a tutti i tifosi abruzzesi per la magra figura rimediata dal suo Pescara, appoggiandosi ai soliti media.

Sono sei anni che seguo da cronista sportivo le vicende biancazzurre, e sono stato anche uno dei pochi giornalisti a seguire il Pescara in questa stagione sin dall’inizio del ritiro, e non ho mai avuto l’impressione che questa squadra potesse avere molte chance di salvezza. Ho sempre respirato durante gli allenamenti un’aria di eccessiva possibilità e capacità nei propri mezzi, avendo l’impressione di trovarmi di fronte un gruppo poco compatto, che non sarebbe arrivato molto lontano. Il campo, alla fine, mi ha dato ragione.

Possibile che solo io abbia sempre sottolineato le criticità e i problemi di questa squadra, mentre tutti, dalla stampa alla società, ripetevano in coro. Va tutto bene madama la Marchese, la colpa è morta fanciulla, Non tutte le ciambelle riescono con il buco? Forse, mi sbaglio io.

In definitiva, il clamoroso, ma solo per le proporzioni, tonfo del Pescara, non ha fatto quel rumore, almeno mediatico, che molti si attendevano. La stagione, che sarà ricordata come una di quelle peggiori vissute dal sodalizio Dannunziano, sembra già essere passata in archivio, senza che nessuno abbia mai sottolineato, come si conviene, lo spettacolo che di certo non ha reso onore, non solo a Pescara, ma ad un’intera Regione, che il Pescara ha offerto contro le più grandi squadre del panorama calcistico italiano.

Sic transit gloria mundi… E, allora, ecco che tutti prospettano una prossima stagione entusiasmante, con tanti volti nuovi pronti a riportare subito il Pescara in serie A. Del resto, analizzare il perché e il percome le débacle si siano sviluppate, è arte di pochi. E, allora, ai tifosi non rimane che sperare in un nuovo miracolo biancazzurro, o meglio “Zemaniano”. In attesa che qualcuno capisca e chiarisca il suo ruolo all’interno di questo tourbillon…

CHRISTIAN BARISANI

VIDEO ESCLUSIVO – Berretti Playoff, Juve Stabia-Livorno 1-2: gli highlights e i gol del match

VIDEO ESCLUSIVO – Berretti Playoff, Juve Stabia-Livorno 1-2: gli highlights e i gol del match

Allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia è andato in scena la partita di calcio Juve Stabia-Livorno categoria Berretti, gara valida per il ritorno dei quarti dei Play Off. E’ arrivata una sconfitta nel finale, 2-1 il risultato finale, che elimina di fatto le Vespette dalla fase finale che andrà in scena a Prato. Queste le immagini e i gol del match.

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:




Napoli, interesse per Falletti della Ternana: i dettagli

Napoli, interesse per Falletti della Ternana: i dettagli

Il Napoli pensa a Cesar Falletti, attaccante classe 92 della Ternana. Gianluca Di Marzo, attraverso il suo sito ufficiale, spiega: “Quaranta partite, sette gol e nove assist in stagione con la Ternana hanno attirato l’attenzione del Napoli su César Falletti. Sul trequartista uruguaiano in scadenza di contratto si erano già fatte avanti Pescara e Crotone nella finestra di mercato di gennaio, ma la Ternana aveva fatto muro. Ora, su di lui, il Napoli: contatti avviati e operazione comunque fattibile, ancora da capire se la volontà del club di Aurelio De Laurentiis è quella di tenere Falletti in rosa o di girarlo in prestito in Serie A. Che comunque, dopo i tentativi di gennaio, si ripresenta: stavolta c’è il Napoli su Falletti”.

VIDEO ViViCentro – Juve Stabia, Scognamiglio: “Ad un passo dalla fase finale, peccato!”

VIDEO ViViCentro – Juve Stabia, Scognamiglio: “Ad un passo dalla fase finale, peccato!”

Allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia è andato in scena la partita di calcio Juve Stabia-Livorno categoria Berretti, gara valida per il ritorno dei quarti dei Play Off. E’ arrivata una sconfitta nel finale, 2-1 il risultato finale, che elimina di fatto le Vespette dalla fase finale che andrà in scena a Prato. Al termine del match abbiamo ascoltato Piero Vecchione.

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:




VIDEO ViViCentro – Juve Stabia, Vecchione: “Peccato, volevamo la fase finale!”

VIDEO ViViCentro – Juve Stabia, Vecchione: “Peccato, volevamo la fase finale!”

Allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia è andato in scena la partita di calcio Juve Stabia-Livorno categoria Berretti, gara valida per il ritorno dei quarti dei Play Off. E’ arrivata una sconfitta nel finale, 2-1 il risultato finale, che elimina di fatto le Vespette dalla fase finale che andrà in scena a Prato. Al termine del match abbiamo ascoltato Piero Vecchione.

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:




VIDEO ViViCentro – Panico: “Siamo rammaricati, potevamo fare di più”

VIDEO ViViCentro – Panico: “Siamo rammaricati, potevamo fare di più”

Allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia è andato in scena la partita di calcio Juve Stabia-Livorno categoria Berretti, gara valida per il ritorno dei quarti dei Play Off. E’ arrivata una sconfitta nel finale, 2-1 il risultato finale, che elimina di fatto le Vespette dalla fase finale che andrà in scena a Prato. Al termine del match abbiamo ascoltato mister Domenico Panico.

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:




Ceccarini: “Reina? C’è la possibilità che vada via. Nessuna novità per Strinic e Ghoulam”

Niccolò Ceccarini, giornalista di Premium Sport ed esperto di calciomercato, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Tmw Radio in merito al mercato del Napoli.

Szczesny? “Piace al Milan, ma anche agli azzurri. Aggiungo che il discorso Reina va spiegato: ieri c’è stato un confronto interlocutorio tra De Laurentiis e Quilon. Le parti si sono accordate per una pausa di riflessione, credo un paio di settimane, per capire cosa fare. Ci sono due strade: si decide di andare al rinnovo oppure c’è la possibilità che il portiere vada via. Credo che, alla fine, ci siano più chance per l’addio che per la permanenza. La prima scelta può essere il polacco di proprietari dell’Arsenal, ma c’è anche Neto. Il Napoli vorrebbe uno tra Szczesny e Neto, ma il club azzurro segue anche altri portieri”.

Aggiornamenti per il rinnovo di Ghoulam?La situazione è ferma, non ci sono novità per il suo rinnovo come non ci sono novità per il rinnovo di Strinic. Ma al Napoli piace anche Grimaldo del Benfica come piace Mario Rui della Roma”.

Quale futuro per Pavoletti? “Vorrebbe restare al Napoli, ma tutti dovranno fare una riflessione. Se Sarri riparte da Insigne, Mertens e Callejon, anche Milik sarà costretto alla panchina. Sarà Pavoletti a decidere, se troverà poco spazio potrebbe chiedere la cessione. Berenguer piace agli azzurri, potrebbe essere una soluzione. In difesa il Napoli è al completo, discorso del terzino sinistro a parte. Koulibaly vuole restare, quindi potrebbe esserci meno spazio per Tonelli. Dopo Ferragosto, potrebbe essere presa in esame l’idea di lasciarlo partire se dovessero esserci i presupposti. Ma, fino a Ferragosto, tutto resterà così com’è. Dopo il playoff Champions, si valuteranno altre situazioni”.

 

Da tuttomercatoweb.com

Mertens: “Interesse di Chelsea a Barcellona, nella mia testa però c’era solo il Napoli”

Dries Mertens, attaccante azzurro, ha parlato dal ritiro della sua nazionale. Tra i temi trattati, il rinnovo con il Napoli e interessanti retroscena di mercato. Ecco le sue dichiarazioni riportate dal portale belga Hln.be:
“Rinnovo? C’è stato un grande interesse nei miei confronti, questo è normale dato che avevo il contratto in scadenza nel 2018. C’è stato l’interessamento di diversi club, ma io volevo restare a Napoli.
Mi voleva il Chelsea ma Conte non mi ha chiamato. Barça? Si, potevo andare lì ma a fare la panchina agli altri. Io voglio giocare e qui a Napoli sto bene”.

Play Off BERRETTI: il calcio sa essere crudele, la Juve Stabia viene eliminata dal Livorno

Allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia oggi va di scena la partita di calcio Juve Stabia – Livorno categoria Berretti, gara valida per il ritorno dei quarti dei Play Off.

All’andata la gara è stata decisa a Livorno da una magia di Chirullo che ha portato la sua squadra in vantaggio.

Castellammare di Stabia – Buona la presenza di pubblico con circa 30 ultras gialloblè che si accomodano in tribuna scoperta con tanti di fumogeni. aggiungendosi ai parenti dei calciatori. Un vero peccato comunque non vedere il pienone allo stadio, in quanto oggi si gioca una partita importante per il settore giovanile della Juve Stabia, ma in questi casi si dice: pochi ma buoni.

Al Menti si vede anche l’ex Contieri, oltre a due ex calciatori della Juve Stabia di prima squadra stiamo parlando di: Vincenzo De Liguori, Vincenzo Feola e Fabio Caserta.

Anche oggi l’ex Enrico Maria Amore assiste alla gara in tribuna VIP.

Ad assistere alla gara anche il Presidente del settore giovanile Andrea De Lucia e il D.G. della Juve Stabia Clemente Filippi.

Queste le formazioni:

JUVE STABIA – Riccio, Strianese, Elefante, Mauro, Bisceglia, Borrelli, Scognamiglio, Vecchione, Chirullo, Del Prete, Matassa.

A disp. Borrelli F, Rubino, Berci, Casella, Servillo, Langella, Spavone, Sorrentino, Procida, Sorrentino A.

All. Panico

LIVORNO – Romboli, Raimo, Santini, Bartolini, Lischi, Vittorini, Camarlanghi, Bardini, Canessa, Diolaiti, Folegnani.

A disp. Puccini, Canessa, Bozhanaj, Cortopassi, Pallecchi, Carlucci, Balleri, Nigiotti.

All. Nappi

Arbitro: Ilario Guida di Salerno

Assistenti: Giuliano Parrella di Battipaglia e Nicola Nevio Spiniello di Avellino

Marcatori: 20′ Canessa (Li), 40′ Del Prete (JS), 86′ Folegnani (Li)

Ammoniti: Nigiotti (Li)

Espulsi: Strianese (JS) Camarlanghi (Li)

Al 3 la Juve Stabia va vicina al vantaggio con una punizione di Del Prete che impegna Romboli alla deviazione in angolo.

Al 4 risponde il Livorno con Camarlanghi che riceve palla e in mezza rovesciata non riesce ad inquadrare lo specchio della porta per pochi centimetri.

Al 20′ il Livorno passa in vantaggio con Canessa che mette alle spalle di Riccio, tra le proteste del pubblico di casa che chiedeva il fuorigioco.

Al 23′ episodio dubbio in area di rigore con Matassa che viene atterrato da Bartolini, per l’arbitro è tutto regolare.

Al 29′ Chirullo servito ottimamente da Scognamiglio svirgola il pallone e spreca malamente una ghiotta occasione.

Al 31′ rigore per il Livorno per un presunto fallo di Strianese su Camarlanghi. Sul dischetto va lo stesso Camarlanghi che colpisce il palo alla destra di Riccio.

Al 39′ Chirullo riceve palla al limite vede lo specchio della porta e prova a sorprendere Romboli.

Al 40′ pareggio della Juve Stabia con Del Prete che riceve palla da Mauro in posizione defilata e lascia passare il pallone sotto le sue gambe ingannando il portiere del Livorno che non riesce ad intervenire. Grande gioia di tutti il pubblico presente con Del Prete che va a ringraziare i tifosi gialloblè.

Inzia la ripresa con la Juve Stabia che sostituisce Matassa con Procida. Si resta sul 4-3-1-2 che però diventa più offensivo con Del Prete che si sistema alle spalle di Chirullo e Procida.

Al 52′ Borrelli sugli sviluppi di un calcio d’angolo, di testa mira l’incrocio dei pali alla sinistra di Romboli che è bravo a deviare sul fondo la conclusione del difensore gialloblè.

Al 57′ la Juve Stabia va vicina al vantaggio con Procida che serve Del Prete il quale, all’altezza del dischetto di rigore, controlla e prende la mira ma Romboli è strepitoso nel deviare la conclusione dell’attaccante stabiese.

Al 59′ Il Livorno sostituisce Diolaiti con Cortopassi.

Al 67′ Doppia espulsione: L’arbitro espelle Strianese e Camarlanghi che erano venuti a contatto. Il calciatore livornese simula una testata ricevuta.

Al 70′ Il Livorno sostituisce Bartolini con Nigiotti.

Al 77′ Nella Juve Stabia esce Del Prete entra Langella

Al 84′ Per il Livorno esce Bardini ed entra Pallecchi. Su un lancio lungo della Juve Stabia Romboli anticipa Chirullo che era pronto a colpire di testa.

Al 86′ Il Livorno passa in vantaggio con Folegnani che ribadisce in rete la corte respinta di Riccio.

Al 87′ La Juve Stabia sostituisce Mauro con Servillo.

Al 90′ Ammonito Nigiotti per fallo su Servillo.

Al 92′ Chirullo spreca l’occasione di portare la propria squadra sul pari calciando malamente al lato un cross dalla destra di Langella.

Termina così il match con la Juve Stabia che viene eliminata dal Livorno in virtù delle due reti segnate in trasferta. Il calcio sa essere crudele, ma questi ragazzi meritano un elogio e un applauso per il campionato importante che hanno svolto sinora.

VEDI ANCHE il nostro: VIDEO ESCLUSIVO – Berretti Playoff, Juve Stabia-Livorno 1-2: gli highlights e i gol del match

Dai nostri inviati al Menti: Ciro Novellino e Mario Vollono

© RIPRODUZIONE DEL TESTO, TOTALE O PARZIALE, CONSENTITA ESCLUSIVAMENTE CITANDO LA FONTE– Qualunque violazione del diritto di copyright sarà perseguita a norma di legge.

copyright-vivicentro

I nostri sponsor:




Rai – Per Berenguer il Napoli è disposto a pagare la clausola: l’unico problema è legato alla lista

A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista della Rai ed esperto di calciomercato. Ecco quanto evidenziato:

“Berenguer? Il Napoli fa sul serio, è disposto anche a pagare la clausola rescissoria di nove milioni. La società però ha chiesto altri cinque o sei giorni di tempo, resta il nodo legato alla lista.
Con Quilon si è parlato anche di Castillejo del Villarreal. Il club spagnolo lo valuta intorno ai 30 milioni, il Napoli non intende spendere quelle cifre”.

Insigne: “Abbiamo fatto un grande campionato, dobbiamo partire da qui. Reina? Spero resti, è fondamentale per noi”

Lorenzo Insigne ha rilasciato alcune dichiarazioni direttamente dal ritiro della Nazionale a Coverciano:

“Abbiamo fatto un grande campionato, peccato per il secondo posto ma abbiamo chiuso in bellezza e speriamo di  ripartire bene la prossima stagione. E’ presto per parlare di scudetto, sicuramente partiremo con la consapevolezza di essere forti.

Nazionale? Sono contento di essere qua, ce la giocheremo e proveremo a vincere come facciamo sempre.
Miglior gioco? Siamo orgogliosi del nostro gioco, cercheremo l’anno prossimo di continuare su questa strada perché con Sarri possiamo fare grandi cose.
Reina? E’ sempre stato fondamentale per noi, spero che si risolva presto tutto e che resti con noi”.

A cura di Antonino Gargiulo

Rai – Reina ha chiesto il rinnovo con ingaggio maggiorato: possibile club alle spalle

Ciro Venerato, giornalista Rai esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Reina? La situazione è la seguente: il calciatore non solo ha chiesto il rinnovo fino al 2020, ma vuole anche un adeguamento del contratto . La risposta di De Laurentiis è stata negativa, il Napoli però punta a trattenerlo fino al 2018. La richiesta dello spagnolo a cifre maggiori può essere dettata da un club che è alle spalle del giocatore. Il Napoli sospetta che dietro ci sia il Newcastle e per questo non intende svincolarlo. La sua valutazione si aggira intorno ai 5 milioni di euro”.

Osasuna, il presidente: “Attendiamo l’offerta ufficiale del Napoli per Berenguer”

Alex Berenguer resta uno dei primi obbiettivi del mercato azzurro. Luis Sabalza, presidente dell’ Osasuna, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto si legge sul profilo Twitter dell’emittente:

“In attesa dell’offerta ufficiale del Napoli per Berenguer”.

La legge elettorale inquina clima Festa della Repubblica al Quirinale

0
Un clima di tensione segna la festa della Repubblica al Quirinale, anticipo delle celebrazioni che si terranno nella giornata di oggi.  Per Stefano Stefanini “questo 2 giugno deve servire all’Italia per ritrovare identità e fiducia”.

Un 2 giugno per ritrovare fiducia

Oggi sventolano i tricolori e le bande suonano l’Inno di Mameli. Non scrolliamo le spalle. Lasciamo da parte gli eccessi di retorica. Non è nazionalismo; è ricerca d’identità. Ne abbiamo più che mai bisogno. Per essere parte integrante di un mondo globale, per difenderlo dalle minacce al clima e alla sicurezza, per collaborare e competere ad armi pari fra molti amici e qualche avversario, l’Italia deve credere in se stessa. Il 2 giugno non è altro che questo.

LEGGI ANCHE:
– L’italico ed italiota livello politico è pieno di ”Piccoli Einstein
Vacilla l’intesa per la legge elettorale
Legge elettorale: le liste bloccate creano malumori tra i Cinque Stelle e nel Pd
Legge elettorale: un clima di tensione segna anche la festa della Repubblica al Quirinale

E’ illusorio pensare di sostituire l’identità nazionale con un’artificiale identità europea. Nessun altro lo fa. Non i tedeschi, non gli irlandesi, non i greci. Per essere buoni europei bisogna innanzitutto essere buoni italiani.

In Italia il tricolore spunta solo oggi e in altre rare occasioni, come i raduni degli alpini, le Olimpiadi o la Coppa del Mondo. In Francia, uno sbandierare rosso-bianco-blu circondava la vittoria di Emmanuel Macron – candidato europeista; negli Stati Uniti qualsiasi evento è tutto stelle e strisce.

La nostra ritrosia riflette una sotterranea mancanza di fiducia. Ci indebolisce.

La fiducia proietta nel futuro, ma nasce dal passato e vive nel presente. La incrinano, in Italia, memoria corta e sottovalutazione delle capacità del Paese d’affrontare le vacche magre che dal 2008 affliggono l’intero scenario internazionale ed europeo. Eppure solo da noi ci si ostina a parlare di «crisi» mentre si avvertono i sintomi di una pur fragile ripresa, testimoniata dalla Relazione del Governatore di Bankitalia. Il resto dell’Europa ha girato pagina.

L’Italia è in prima linea e a testa alta nelle tre principali sfide di questi ultimi anni: economia, terrorismo e immigrazione. Con un faticoso colpo di reni, Roma si è sottratta alla spirale di un indebitamento insostenibile che avrebbe travolto l’Eurozona; la Grecia può essere tenuta a galla, l’Italia no. La medicina del governo Monti ha curato una febbre da cavallo lasciando il paziente debilitato ma più sano di prima. Dopo i sacrifici, si affaccia finalmente la crescita. Timida per ora, ma credibile se continueremo a rimboccarci le maniche come Ignazio Visco ha invitato a fare.

Vuoi per bravura dei nostri servizi, vuoi per capacità di tenere a bada la radicalizzazione estremista, vuoi per fortuna, l’Italia non si è scontrata direttamente col terrorismo che ha insanguinato mezza Europa. Resta nell’occhio del ciclone. La pista libica dell’attentato di Manchester dimostra quanto vicina sia la minaccia. Ci siamo pertanto impegnati nel tentativo di rimettere la Libia sulla carreggiata di una statualità responsabile. Ultimi ad abbandonare Tripoli nel 2015, primi a riaprire l’ambasciata nel 2016. I rischi, non indifferenti, sono ripagati dall’influenza sul processo politico guadagnata. Ci viene riconosciuta a Washington, al Cairo, a Bruxelles e a Mosca. Non ci sottraiamo alla responsabilità malgrado la semi-latitanza dell’Ue.

Il capitolo immigrazione è aperto e tutt’altro che soddisfacente: il rubinetto balcanico è chiuso, quello africano aperto a manetta, l’aiuto europeo (o internazionale, dopo il G7) minimo. L’Italia cerca di arginarlo a monte, aiutando la Libia a riprendere controllo delle frontiere e con una politica di riammissione nei Paesi di provenienza. Intanto lo tratta con umanità, generosità e spirito d’integrazione. E’ gestione, non soluzione – non esiste un «diritto ad emigrare» e i flussi vanno controllati e disciplinati. Ma è un comportamento di cui andare fieri.

Una serie di Presidenti della Repubblica, governi, maggioranze parlamentari ha tenuto ferma la barra in circostanze non facili. Certo molto resta da fare; non è il momento di compiacimenti. Ma la fiducia dovrebbe venire anche dal passato, recente e lontano. L’America chiama «grande generazione» quella che guidò e costruì la nazione dopo le ferite inflitte dalla Seconda Guerra mondiale. L’Italia, che risalì una china ben più ardua, l’ha seppellita sotto le macerie della «Prima Repubblica», facendo di un miracolo una macchia. La memoria dovrebbe essere più lungimirante. L’Italia del dopoguerra, della democrazia, della crescita e della vittoriosa sopravvivenza agli anni di piombo merita ben altra fiducia.

Abbiamo trovato il coraggio d’imprese straordinarie in momenti difficili. Le ferite della dittatura fascista, del conflitto mondiale e della guerra civile, erano a malapena rimarginate quando, nel 1954, Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, spalleggiati da Walter Bonatti e Amir Mahdi, scalarono il K2. Edmund Hillary e Tenzig Norgay avevano appena piantato l’Union Jack sull’Everest. Un anno dopo, il tricolore sventolava sulla vetta seconda solo in altezza, alpinisticamente ben più dura. La stessa bandiera oggi sventola nelle piazze e nelle strade italiane per restituirci la stessa fiducia.

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/La legge elettorale inquina clima Festa della Repubblica al Quirinale
lastampa/Un 2 giugno per ritrovare fiducia STEFANO STEFANINI

Legge elettorale: un clima di tensione segna anche la festa della Repubblica al Quirinale

0

L’approvazione del testo sul nuovo sistema di voto, dopo le tensioni dei giorni scorsi e le liste bloccate che creano malumori anche tra i Cinque Stelle e nel Pd, non appare per nulla scontata ed un clima di tensione segna anche la festa della Repubblica al Quirinale.

La festa del grande gelo. Nei giardini del Quirinale vacilla il patto sul voto

Alla celebrazione del 2 giugno tiene banco la legge elettorale. Il leader Pd: se si sfila il M5s salta tutto. Gentiloni defilato

ROMA – Con i Cinque stelle siamo partiti bene, ma non sono così convinto che tengano». È tardo pomeriggio, l’orchestra suona la musica del “Padrino” in sottofondo al chiacchiericcio degli ospiti. Vicino ai gazebo bianchi sulla sinistra del giardino, Matteo Renzi in gessato grigio stringe mani, scatta selfie, scherza con i sindaci del terremoto. Arrivato al tradizionale ricevimento del Quirinale per la festa della Repubblica per la prima volta non più come premier, ma solo come segretario Pd, con qualche interlocutore racconta sinceramente come la vede, in questa giornata che sembra rimettere tutto in discussione. Sembrava fatta fino a poche ore prima: una miracolosa intesa sulla legge elettorale capace di mettere d’accordo Pd, Forza Italia e M5s sul sistema tedesco, mettendo all’angolo Alfano e la sua Alternativa Popolare. Poi, ieri, le prime crepe, i primi mugugni dall’interno dei Cinque stelle che suonano come un campanello d’allarme. La paura che tutto salti che attraversa il Palazzo e anche qui, in questo gran ballo dei potenti, rimbalza da un capannello all’altro. «Se si sfilano i Cinque stelle, salta l’accordo», confida il leader Pd.

LEGGI ANCHE:
– L’italico ed italiota livello politico è pieno di ”Piccoli Einstein
Vacilla l’intesa per la legge elettorale
Legge elettorale: le liste bloccate creano malumori tra i Cinque Stelle e nel Pd
La legge elettorale inquina clima Festa della Repubblica al Quirinale

Dall’altra parte del giardino, loro, i pentastellati, chiacchierano in un tavolo rotondo. Per la prima volta è venuto Luigi Di Maio, accompagnato dalla fidanzata Silvia Virgulti, ma c’è anche Roberto Fico, che proprio ieri ha ammonito «l’accordo non è scontato» scatenando timori e nervosismi. «C’è ancora il lavoro di commissione, abbiamo presentato i nostri emendamenti, ma non c’è da parte nostra un ultimatum», cerca di rassicurare Di Maio. «Noi reggiamo, anche perché per il sistema tedesco hanno votato il 95 per cento dei nostri, bisogna vedere se regge la maggioranza…». Lì dove le tensioni sono platealmente deflagrate. «Renzi è stato una delusione umana e politica: dovrà spiegare lui agli italiani perché non facciamo la legge di stabilità. E noi che abbiamo fatto la scissione per fargli fare il governo…», è furibonda la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, mentre dalla grande terrazza che si affaccia sul cupolone di San Pietro si staglia la figura di Angelino Alfano. Cammina verso i giardini, si guarda un attimo intorno. Individua laggiù la sagoma di Renzi, lo osserva da lontano, si guarda bene dall’incontrarlo. «Tra noi c’è sempre stato un rapporto leale, quasi affettuoso, non capisco questo attacco personale… O forse sì: mercoledì, il giorno in cui mi ha definito “il ministro di tutto”, avevo fatto un post su Facebook in cui lo attaccavo. È passato praticamente inosservato, ma tra i pochi che l’hanno letto c’era lui», racconta. Il deputato Pizzolante ha rivelato come già a febbraio l’ex premier chiese ai centristi di far cadere il governo Gentiloni: «Io sono un avvocato: quello che ha detto Pizzolante in tribunale si configura come fatto notorio. Non ha svelato chissà quale segreto: basta leggere i giornali di quei giorni», conferma tutto.

Il premier Gentiloni presente con la moglie Emanuela resta defilato, lontano dai giornalisti. A Renzi riserva però un abbraccio caloroso che sembra voler certificare una perdurante armonia, poi si appartano per un breve colloquio. Si forma una fila lunghissima per omaggiare il padrone di casa, il presidente Mattarella. Tra i tavoli, in cui si spizzica finger food, l’argomento resta la tenuta dell’accordo. «Io spero proprio che regga», sorride il riservatissimo Gianni Letta. Ma tra alcuni eminenti giuristi ci si interroga già anche sulla costituzionalità della legge che nascerà, se i collegi non rischieranno di essere una roulette russa a rischio bocciatura della Consulta.

«Vedrete che i Cinque stelle faranno saltare l’accordo: ho studiato la loro tecnica, è sempre la stessa – si preoccupa il sottosegretario renziano Gennaro Migliore – Prima dicono di sì, poi appena vedono qualche incrinatura nel fronte degli altri si sfilano». Accompagnata dal fratello Emanuele – «il boschino», come lo saluta Renzi – arriva la sottosegretaria Maria Elena Boschi. «I cinque stelle rischiano di non reggere questa legge ma non dal punto di vista del merito – perché a loro va benissimo – ma del metodo. L’idea di fare un accordo con noi e Forza Italia per alcuni di loro è ancora difficile da accettare. Tanto più ora che pare che ci siano magistrati che si stanno avvicinando a loro, e forse non vedono di buon occhio un accordo con Berlusconi… Molto dipenderà anche da come voi giornalisti descriverete questo accordo», è insolitamente loquace, «ma io per ora resto ottimista». Anche perché, considera Renzi, se saltasse la legge e si votasse col Consultellum, per i grillini sarebbe peggio: «Questa legge serve al M5s, se salta loro vanno in difficoltà perché si vota con la soglia all’8 per cento e le preferenze. Per noi non è un problema, noi le preferenze le gestiamo, ma loro?». E forse anche Di Maio ci riflette, visto che a uno dei tanti che vanno a presentarsi e salutarlo, si lascia sfuggire un sicuro «la prossima legislatura è a settembre».

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Legge elettorale: un clima di tensione segna anche la festa della Repubblica al Quirinale
lastampa/La festa del grande gelo. Nei giardini del Quirinale vacilla il patto sul voto FRANCESCA SCHIANCHI

Legge elettorale: le liste bloccate creano malumori tra i Cinque Stelle e nel Pd

0

Dopo le tensioni dei giorni scorsi, vacilla anche l’accordo sul nuovo sistema di voto: le liste bloccate creano malumori tra i Cinque Stelle e nel Pd. L’approvazione del testo non appare per nulla scontata.

Anche nel Pd tanti dubbi sul voto. Renzi contestato sulle liste bloccate

Paura tra i deputati: 100 posti in meno e gli iscritti non decideranno i nomi

ROMA – «Ma se non abbiamo tempo di fare la campagna elettorale come si fa a tenere le parlamentarie? Suvvia…». Lo sbuffo di un toscanaccio ben inserito nella partita del voto conferma quanto i renziani vanno dicendo sulle famose primarie di collegio inaugurate nel 2013 da Bersani per tenere testa ai grillini quando era in voga il porcellum. Pratica cui non si sottoposero quelli garantiti dal «listino bloccato» del segretario, tra cui Roberto Speranza, «che non fece le primarie e ora parla di nominati», ricorda caustico David Ermini replicando ad una delle bordate giornaliere dell’ex Pd.

LEGGI ANCHE:
– L’italico ed italiota livello politico è pieno di ”Piccoli Einstein
Vacilla l’intesa per la legge elettorale
Legge elettorale: un clima di tensione segna anche la festa della Repubblica al Quirinale
La legge elettorale inquina clima Festa della Repubblica al Quirinale

Non è secondario il fatto che Renzi e compagni oggi non abbiano alcuna intenzione di replicare quella giostra (dicono che le liste saranno fatte dalle Direzioni regionali incrociando le indicazioni da Roma, con il bollo finale della Direzione nazionale): visto che uno dei motivi di malcontento tra i parlamentari in carica è proprio la mancanza di un criterio, che non sia quello della scelta dall’alto, per entrare nel circolo degli ottimati, ovvero nelle liste dei candidati alle politiche.

Una eco di questi malumori è rimbalzata nel gruppo Pd riunito mercoledì sera da Ettore Rosato per benedire l’accordo. «Un clima pessimo», racconta una delle deputate presenti, a testimoniare quanto la prospettiva del voto a settembre non entusiasmi – per usare un eufemismo – peones e graduati di varie correnti. A cominciare da quella dello sfidante di Renzi, il ministro Orlando. Ma compresa l’area che fa capo all’ex premier: dove non manca chi – sotto promessa di anonimato – sibila «stiamo facendo lo stesso errore, la replica del film del 4 dicembre: Matteo solo contro tutti».

Nel salone del gruppo Dem l’altra sera sono rimasti Matteo Richetti, neoportavoce Pd e Roberto Giachetti a difendere l’intesa sul «tedesco», unica possibile, pure se su un sistema che non è certo il prediletto dal Pd. Giachetti con un colpo di teatro ha rinfacciato a Orlando, che non era presente, un’intervista del 2016 in cui il Guardasigilli difendeva il proporzionale (se pure con premietto di maggioranza). Ma la «batteria» di interventi contro quest’intesa che porta dritto alle urne è andata avanti senza sosta: da Martella a Miccoli, tutti gli orlandiani hanno sollevato dubbi. Finanche un veltroniano schierato con Renzi al congresso come Walter Verini – con il consueto fair play e assicurando che voterà allineato sulla legge elettorale – si è chiesto se non sia un errore accelerare, dato che ci sono diverse riforme da portare a termine.

Insomma, i resoconti del giorno dopo narrano di una rivolta contro la corsa al voto. Soffocata solo dalla consapevolezza diffusa che «se vivi o muori dipende da dove ti mette in lista il segretario», sintetizza un dirigente. Una rivolta ancora più significativa perché andata in scena proprio mentre al piano superiore nella prima Commissione i renziani come Emanuele Fiano presentavano l’emendamento frutto dell’accordo Pd-Forza Italia e grillini. Ma se c’è questa forte ostilità alle urne anticipate è perché le truppe sono convinte che non sia scontato vincere le elezioni. E sono terrorizzate dal dover fare un salto nel buio. Che si fa dopo il voto? Ci si allea con Berlusconi? Sono le domande che angosciano i parlamentari, per nulla entusiasti di andare alla carica nei luoghi di villeggiatura con tale fagotto sulle spalle.

Per sedare le tensioni Rosato ha indicato un percorso che porterà a votare prima la legge elettorale, impegnandosi subito dopo per mandare in porto anche la riforma del processo penale, il testamento biologico e il reato di tortura. Ma il sentimento che prevale è la paura, quella di non esser candidati; o quella di esser candidati per andare alla guerra senza certezze, visto che non è proprio un periodo d’oro per il Pd.

«Qui siamo in 300», dice il deputato più giovane, Enzo Lattuca, (area Orlando) «e nella migliore delle ipotesi saremo 200: che sia conveniente correre al voto è tutto da dimostrare, ma questa convinzione che si vince non c’è. E poi è una cosa scandalosa quella dei capolista bloccati nel proporzionale che superano i vincitori di collegio». La neonata sfida nei collegi renderà inutili infatti le parlamentarie, ma i nominati saranno sempre i primi a entrare nel portone di Montecitorio.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Legge elettorale: le liste bloccate creano malumori tra i Cinque Stelle e nel Pd
lastampa/Anche nel Pd tanti dubbi sul voto. Renzi contestato sulle liste bloccate CARLO BERTINI

Napoli, Tomas Foket un obiettivo per gli esterni: i dettagli

Napoli, Tomas Foket un obiettivo per gli esterni: i dettagli

Il Napoli è alla ricerca di un esterno da poter regalare a Maurizio Sarri la prossima stagione. Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, gli azzurri sarebbero interessati a Tomas Foket, giocatore del Gent, classe 94. Prima di puntare definitivamente tutte le fiches su di lui, Giuntoli vorrebbe valutare altri profili, magari più pronti, per il definitivo salto di qualità.

Futuro Reina: il Napoli non vuole il rinnovo, difficile conferma dello spagnolo

Futuro Reina: il Napoli non vuole il rinnovo, difficile conferma dello spagnolo

Il futuro di Reina è lontano da Napoli. La Gazzetta dello Sport, oggi in edicola, scrive in merito: “Fumata grigia tendente al nero, il Napoli ha comunicato di non voler rinnovare al portiere il contratto in scadenza nel 2018, dunque di non voler venire incontro alla richiesta di prolungare almeno di un altro anno l’accordo. Difficile immaginare che Reina resti in azzurro a queste condizioni, decisamente più facile che De Laurentiis valuti offerte per la cessione dello spagnolo. In tal senso, occhio al Newcastle. Per il dopo Reina restano vive le piste che conducono a Neto e Leno”. 

Rebus Szczesny: c’è l’ok per il Napoli, ma la Juve offre di più

Rebus Szczesny: c’è l’ok per il Napoli, ma la Juve offre di più

Il Napoli lavora alla pista Szczesny: gli azzurri avrebbero proposto all’Arsenal un’offerta di circa 18 milioni di euro. Due milioni in meno rispetto a quanto offerto dalla Juventus per il polacco. Il fattore economico non è tuttavia un problema insuperabile: secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, il ragazzo preferirebbe gli azzurri alla vecchia signora, dato che a Torino non avrebbe assicurato la maglia da titolare. In più a Napoli potrebbe ritrovare amici di nazionale come Milik e Zielinski. Nel frattempo, per il ragazzo si sarebbe anche inserito il Milan, che potrebbe perdere Gigio Donnarumma, nelle scorse settimane accostato proprio al Napoli.