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Torre del Greco, sequestrati un quintale e mezzo di frutti di mare: la vicenda

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Torre del Greco, sequestrati un quintale e mezzo di frutti di mare: la vicenda

Torre del greco, i carabinieri della città hanno dato inizio ad una task forte per contrastare il fenomeno dell’illegalità diffusa. Nel corso di un servizio ad «alto impatto» è stato denunciato un 54enne napoletano che esponeva in vendita mitili in cattivo stato di conservazione. All’uomo sono stati sequestrati circa 60 kg. di alimenti. In totale, nel contesto dei medesimi controlli, sono stati sequestrati 150 kg di prodotti ittici, per assenza di documenti sulla tracciabilità.

In realtà i controlli si sono estesi anche ad altre zone del napoletano: a Portici e Cercola sono stati scoperti e segnalati al Prefetto 6 giovani che detenevano modiche quantità di stupefacenti per uso personale. Nello specifico, a Cercola è stato arrestato in flagranza Criscuolo M. 33 anni e già noto alle forze dell’ordine, sorpreso in stato di evasione dagli arresti domiciliari.  A San Giorgio a Cremano è stato denunciato un 49enne del luogo già noto alle forze dell’ordine che a seguito di perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di circa un grammo di cocaina in dosi. L’arrestato attende il rito direttissimo.

 

Vico Equense, trovata piantagione di cannabis: i dettagli

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Vico Equense, trovata piantagione di cannabis: i dettagli

Vico Equense, è stata scoperta una piantagione di cannabis grazie alle indagini eseguite dai carabinieri della Compagnia di Sorrento e della Stazione di Vico Equense. Per renderle meno visibili a  a distanza, le piante erano state impiantate in fila, invece che in piazzole seguendo i sentieri che salgono sul versante lato mare dei Monti Lattari guardando verso le spiagge. Seguendo 3 dei sentieri i militari dell’Arma hanno scoperto, sdradicato e distrutto dopo il previsto campionamento 570 piante,di altezza compresa tra il metro e il metro e mezzo e in avanzato stato di crescita. L’individuazione della piantagione è avvenuta grazie anche all’ausilio  del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano.

 

 

Salvini, “Operazione spiagge sicure”: multe salate per chi acquista dagli ambulanti

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In arrivo “Operazione spiagge sicure”: multe per chi acquista dagli ambulanti

A fine mese sarà pronta quella che è stata definita “Operazione spiagge sicure”. Il piano prevede tolleranza zero sia per i venditori ambulanti sprovvisti di permesso, sia per chi acquista prodotti irregolari.

Lo staff del Viminale sta delineando quelle che saranno le linee guida dell’operazione, voluta dal ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini.

Saranno monitorati anche chi dà in affitto agli ambulanti alloggi e magazzini per la merce. Sono previste multe salate, anche di 7000 euro, per chi compra capi d’abbigliamento contraffatti o chi si fa fare un tatuaggio o un massaggio in spiaggia.

Questa operazione ha preso l’avvio lo scorso 13 giugno, quando Confesercenti ha denunciato un traffico di circa 22 miliardi di euro nell’ambito dell’abusivismo nei settori del turismo e del commercio.

Il piano dovrebbe riuscire a prendere il via grazie a dei fondi europei per la legalità. Un ruolo di primaria importanza toccherà alla polizia urbana, che dovrà essere attenta che nessuno acquisti merce contraffatta o qualsiasi prodotto o servizio ad opera di ambulanti.

In verità l’operazione “spiagge sicure” non è un’iniziativa del tutto nuova, infatti nasce nel 2014 con l’allora ministro Alfano. Non mancarono polemiche ma neanche approvazioni messe in pratica diligentemente. Un modello sono state Milano Marittima e Cervia dove cartelloni esplicitavano il divieto di acquistare qualsiasi prodotto o servizio da venditori non autorizzati.

Malore a Vietri sul Mare: muore in spiaggia 75enne di Angri

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Malore improvviso a Vietri sul Mare: muore 75enne di Angri

Una domenica tragica a Vietri sul Mare: S.C., 75enne di Angri, è deceduto mentre era in acqua a causa di un malore. E’ successo al lido Calipso, a dare la notizia è SalernoToday.

Erano intorno le 11 quando l’uomo ha accusato un malessere fisico improvviso. Immediato l’intervento dei bagnini di salvataggio dello stabilimento. Lo hanno recuperato dall’acqua e condotto sulla spiaggia. Lì hanno cercato di rianimarlo con le manovre necessarie per riattivare il battito cardiaco, ma niente da fare.

Niente da fare neanche quando sono arrivati i medici e il personale della Croce Bianca. S.C, 75 anni originario di Angri ma residente a Salerno, non ce l’ha fatta.

Sul luogo sono arrivati anche i Carabinieri della stazione locale, diretti dal comandante Gerardo Ferrentino. La salma è stata consegnata ai familiari, ancora sotto choc per l’accaduto.

Il decesso sarebbe dovuto a un arresto cardiocircolatorio, ma non si esclude che verranno effettuati ulteriori esami da parte del medico legale.

Castellammare e il «quasi 7%» del comunista che si astiene dalla lotta

Due settimane fa Politeia si era occupata di Castellammare. Un ritorno a casa per me. Ma amaro e sconfortante, fino a farmi dire che, se fossi stato ancora iscritto alle liste elettorali stabiesi, stavolta non sarei andato a votare. Mi aveva indignato il «kamasutra» elettorale in cui i partiti si sono aggrovigliati: il candidato sindaco del centrodestra era un ex segretario del Pd, quello del centrosinistra veniva da Forza Italia, e l’unico iscritto al Pd della partita, vicesindaco uscente della giunta di centrosinistra, era invece il candidato di un gruppo di liste civiche centriste. Per completare il quadro, un candidato Cinquestelle che veniva da An e un candidato comunista, che a differenza degli altri, non aveva mai cambiato casacca perché era rimasto comunista.

Quest’ultimo, Tonino Scala, mi ha risposto su Facebook all’indomani del primo turno con una lettera polemica: gli era piaciuto il mio articolo quando criticava i suoi concorrenti, ma non per la parte che lo riguardava (accade spesso con i politici): «Non ritengo giusto dire che a Castellammare si cambia casacca come si cambia la camicia e poi utilizzare quella puzzetta sotto al naso per dire… si dai, il solito comunista». Al mio atteggiamento astensionista, giustamente fustigato come diserzione dalla lotta, Scala contrapponeva dunque l’impegno della lista da lui guidata: «Il non voto è lavarsi le mani e non partecipare. A Castellammare la sinistra ha invece dimostrato che essere di sinistra non è una malattia… Il quasi 7% di Liberi e Uguali lo dimostra, l’8% al candidato sindaco e i 600 voti disgiunti alla mia persona, mi riempiono di responsabilità».

Confesso che la ramanzina mi aveva fatto riflettere criticamente sul mio pessimismo: ecco un esempio di partecipazione democratica — mi sono detto — ecco il rifiuto orgoglioso e persino ostinato di confondersi con il triste spettacolo della politica di oggi, restando fedeli agli ideali di un tempo. Certo, si capiva che «il quasi 7% di Liberi e Uguali», sbandierato come una vittoria, era in realtà un risultato che relegava la lista di Scala al quinto e ultimo posto: si sa, la sinistra è decoubertiniana. Però, ho pensato, magari quei «600 voti disgiunti» sono il piccolo seme di qualcosa di grande che sta nascendo, verranno utilizzati come seicento partigiani nella nuova lotta di liberazione di Castellammare.

L’ho pensato davvero. Poi ho scoperto che «il quasi 7%» di Scala ha già rinunciato a quella lotta, anzi ad ogni lotta. E che al ballottaggio che si tiene oggi ha deciso esattamente di «lavarsi le mani», proprio l’atteggiamento che a me imputava, perché si è dissolto nel nulla, non dando ai suoi elettori nessuna indicazione di voto, neanche per il meno peggio, che dal punto di vista di un comunista dovrebbe essere chiunque possa fermare la destra. Poi ho scoperto anche che, se vince il candidato degli odiati Berlusconi e Meloni, oggi in vantaggio, per il meccanismo della legge elettorale Scala avrà un posto in consiglio, mentre se invece vince il meno peggio, e cioè il candidato delle liste civiche ancora iscritto al Pd, lui resta fuori. E allora ho pensato, un po’ maliziosamente, che la scelta astensionista della sinistra dura e pura al ballottaggio risulterà molto gradita al centrodestra, e che dunque un po’ di puzzetta sotto il naso mi era più che consentita.

Ancora più affascinante l’epopea del Pd stabiese. Chiamato infatti al secondo turno a scegliere tra la destra e un suo iscritto, quel De Martino fresco vicesindaco della sua ultima giunta, ha invitato i propri ancora non pochi elettori addirittura a votare scheda bianca. Un po’ come fa fatto Renzi a Roma, quando tra lo sporcarsi le mani con i Cinquestelle e il buttarli nelle braccia di Salvini, ha scelto la seconda opzione, salvo poi a strillare che la Lega è il nuovo fascismo e che bisogna fermarla. Quindici giorni fa avevo anche scritto che Castellammare tradiva così la sua tradizione di laboratorio politico nazionale. In realtà mi sbagliavo: almeno per capire fino a che punto è diventata irrilevante la sinistra, sia nella versione riformista che in quella radicale, la mia città natale è tornata ad essere un caso di scuola da studiare.

Antonio Polito/Corrieredelmezzogiorno

Vertice a 16 dell’UE, Migranti: Salvini e Di Maio spingono, la tensione sale

Il giorno del vertice a 16 dell’UE è arrivato. Nel pomeriggio a Bruxelles l’Europa vivrà una delle prove più dure della sua storia comunitaria, con 16 Paesi che si presentano al pre-summit convocato dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e vede un tutti contro tutti mai registrato prima. Soprattutto, un praticamente tutti contro l’Italia che “sta facendo politiche anti-europee e dove l’egoismo nazionale è più diffuso” come ora ha detto anche il premier socialista spagnolo, Pedro Sanchez, in un’intervista al quotidiano El País andata in rete a notte fonda.

E sono parole che potrebbero appesantire il clima già teso sulla questione dei migranti per lo scontro in atto tra Italia e Francia.

Ieri, infatti, il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “bugie” sull’emergenza migranti italiana e ha minacciato sanzioni per cui, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, dall’alto della sua esperienza in merito, gli ha subito dato dell’arrogante e gli ha chiesto di aprire i porti francesi.

“Arrogante”, “respingitore di donne e bambini a Ventimiglia” ha subito detto Salvini al quale, come da prassi, fa subito eco Di Maio affermando: Macron non solo “è fuori dalla realtà”, ma sta anche candidando la Francia “a diventare il nemico numero uno dell’Italia“.

L’emergenza, secondo il DUO dei viceministri italiani, “esiste eccome ed è alimentata anche dalla Francia con i continui respingimenti alla frontiera” e il presidente Macron, insieme all’Europa intera, deve iniziare a farsene carico.

Insomma, ha tuonato Salvini,

“se l’arroganza francese pensa di trasformare l’Italia nel campo profughi di tutt’Europa, magari dando qualche euro di mancia, ha totalmente sbagliato a capire”.

E questo è. In questo clima, gli attacchi all’Italia ormai arrivano da più fronti e le tensioni sul dossier dei migranti che stanno agitando le capitali inducono anche Angela Merkel, che in questa partita si sta giocando la sua stessa sopravvivenza politica, al pessimismo.

Come se non bastasse lo scontro già in atto con Parigi, tanto per non farsi mancare nulla, il Duo ha pensato bene di stuzzicare ancor più Malta per cui, nel pomeriggio, con il caso Lifeline ancora lontanissimo dal risolversi, arriva anche la bordata del premier maltese Joseph Muscat, urtato dalla richiesta italiana di accogliere la nave della ong:

“Siamo un Paese sovrano e nessuno può dirci cosa possiamo e non possiamo fare. L’italia ha ragione nel dire che la nave ha violato le regole – ha spiegato Muscat in un’intervista all’emittente One Radio – ma ha sbagliato nel dire che dovevano dirigersi verso Malta”.

In serata poi, per chiudere in bellezza una giornata infuocata, arriva, come già accennato all’inizio, l’intervento a gamba tesa del premier spagnolo Sanchez nel quale afferma:

“Ci sono governi come quello italiano che stanno facendo politiche anti-europee e dove l’egoismo nazionale è più diffuso”.

L’affermazione di Sanchez viene espressa in una lunga intervista al quotidiano spagnolo El Paiz e della quale vi riportiamo la parte che riguarda la situazione migranti e quindi l’Italia.

L’INTERVISTA DI SANCHEZ A EL PAIZ:

Questa domenica a Bruxelles parteciperà a un mini-summit informale che affronterà l’immigrazione, la questione che più divide l’Unione europea in questo momento.Tutto indica che le posizioni dell’UE si stanno indurendo. La Spagna le condivide?

La causa fondamentale della crisi migratoria è di origine demografica.

Dal 2018 al 2050, nell’UE continueremo ad avere circa 700 milioni di abitanti, ma l’Africa arriverà a 2400. Il 60% di quella popolazione avrà meno di 25 anni. Il 40% dei bambini che nasceranno nel 2050 saranno in Africa. Non è una sfida che può essere risolta a breve termine. A medio termine, un grande piano Marshall deve essere attuato per stabilizzare democraticamente, economicamente e socialmente i paesi di origine. E a breve termine, l’UE deve regolare i flussi migratori.

Quindi, è demagogico dire che i confini saranno chiusi e recintati in un mondo globale come quello in cui ci troviamo, come anche il dire “porte aperte”.

Il governo del PSOE ha affrontato in passato circostanze simili a queste. Nel 2004 e nel 2006, 90.000 migranti sono arrivati sulla costa delle Canarie. Anche allora abbiamo indicato che dovevamo affrontare questa crisi con un accordo europeo. Non può esserci una risposta unilaterale. Noi con l’Acquarius abbiamo fatto una chiamata alla solidarietà. Ma una cosa è una crisi umanitaria e un’altra è la politica dell’immigrazione. E questa politica migratoria deve avere una risposta europea comune.

L’Italia sta già rifiutando altre barche. La Spagna ne accoglierà ancora?

Non saremo insensibili a queste tragedie umanitarie, ma è evidente che la Spagna da sola non può dare una risposta.

La risposta europea comune può consistere nella creazione di campi al di fuori dei confini dell’UE?

Devo conoscere più in dettaglio la proposta che vogliono fare.

Quella che i paesi di frontiera siano i soli che se ne debbano occupare non mi sembra una soluzione.

L’Euro-fobia è la principale sfida per l’UE. Ci sono governi, come quello l’italiano, dove l’egoismo nazionale è più diffuso, che stanno facendo un discorso anti-europeo. Ma ciò ha anche a che fare con la precedente mancanza di solidarietà da parte dell’UE riguardo a un paese che ospita mezzo milione di esseri umani che provengono dalle coste della Libia.

Il modo migliore per combattere l’Euro-fobia è con una maggiore integrazione. Siamo un governo pro-europeo e andremo al mini-vertice di Bruxelles e al Consiglio con la volontà di dare una risposta comune.

Il suo discorso, come quello del presidente francese è molto europeista. La Spagna e la Francia sono alleate in questa occasione?

Ho avuto l’opportunità di chattare con Macron e c’era una coincidenza in termini di obiettivi di immigrazione. Apprezzo l’aiuto che hai fornito con l”Acquarius come anche la vicinanza nella politica di integrazione economica e monetaria. Misure significative sono state prese nel bilancio della zona euro, vorrei che uno degli elementi fondamentali fosse la creazione, una volta per tutte, della tassa sulle transazioni finanziarie e che l’unione bancaria potesse essere completata. Avere una garanzia comune e un fondo di deposito sarebbe un passo decisivo mettendo in moto un tesoro unico.

Vuole unirsi all’asse Parigi-Berlino, tenendo conto che l’Italia verrà lasciata fuori?

È una scelta del governo italiano. Quello che vogliamo è che ci sia un fronte pro-europeo che riduca l’Euro-fobia. Vogliamo incorporare altri paesi che sono anche europeisti. Vogliamo rinforzare l’asse Madrid-Parigi-Berlino.Se si analizza la prospettiva storica, ogni volta che Francia, Germania e Spagna sono andate di pari passo, l’UE ha fatto bene. Vorrei incorporare anche Lisbona. Penso che la prospettiva iberica ci si adatti molto bene e, inoltre, con un governo socialista amichevole.

Cosa cambierà nella politica di immigrazione? Stanno per eliminare il CIE?

Riguardo al CIE, siamo aperti al suo miglioramento.

Ma non alla sua eliminazione.

Ma non alla sua eliminazione, perché è evidente che ne abbiamo bisogno. Per quanto riguarda le concertazione, la Spagna ha una politica rigorosa di controllo dei flussi migratori, ma i diritti umani possono essere rispettati. Stiamo studiando come sostituire la concertazione. Questo non significa che la Spagna aprirà le porte. I flussi migratori possono essere controllati senza dover ferire o danneggiare un essere umano.

Redazione/web/El Paiz/adnkronos

Juve Stabia, Manniello-Pomarico si tratta: domani l’incontro decisivo, i dettagli

La Juve Stabia potrebbe passare presto nelle mani dell’imprenditore

Un comunicato, un fulmine a ciel sereno, la Juve Stabia in difficoltà, il presidente Franco Manniello ha chiesto aiuto. Qualche soluzione si è cercato di trovarla, ma non è andata a buon fine. Dal 2008 ad oggi, il presidente è risultato essere, nella storia del club stabiese, colui che più di tutti ha vinto, colui che più di tutti ha ottenuto risultati, colui che, con le sue forze, è riuscito nell’intento di portare la squadra in serie B e di riuscire a tenerla lì per ben 3 anni. Tanti campionati di alta classifica, tanti calciatori importanti passati di qua: da Zaza a Sau, passando per Seculin e Paponi, fino a Mastalli, ancora in organico. Manniello, il Presidente della Juve Stabia, con la P maiuscola.

Ora è il momento di passare il testimone, ma non del tutto. Intanto, al suo arrivo promise che mai avrebbe lasciato il club se non in mani sicure, se non a chi avrebbe garantito quanto meno l’uguaglianza della sua gestione e, ora, sembra che ciò stia accadendo. Infatti, Giovanni Pomarico lavora al fianco di Manniello, cerca l’accordo. Ma chi è Pomarico? E’ un imprenditore pugliese che, partito dalla piccola bottega del padre, oggi è titolare di 360 supermercati di proprietà e affiliati presenti in Puglia, Campania, Molise, Basilicata, Calabria e Lazio. Malgrado il successo, Pomarico non si iscrive al club dei vip, non compra barche o auto di lusso, semmai si concede un po’ di beneficenza. A fari spenti il gruppo Megamark consolida il suo primato nel Sud Italia con gli ipermercati Iperfamila, i superstore Famila, i supermercati Dok, 365 e la catena dei punti vendita di prossimità A&O. Un’ascesa costruita in un settore, come quello della grande distribuzione, dominato dalle grandi multinazionali straniere e partendo dal «tacco » d’Italia.

Le ultime sulla trattativa

Secondo quanto raccolto dalla redazione di ViViCentro.it, domani dovrebbe esserci l’incontro decisivo per la fumata bianca e il passaggio, con ogni probabilità, delle quote di maggioranza del club nelle mani di Pomarico. Ma Manniello resterà. Troppo forte è il legame con il club e i colori gialloblè. Con quote di minoranza, ma resterà. Percentuali? Questo lo scopriremo. Manniello-Pomarico, domani il match decisivo!

A cura di Giovanni Donnarumma

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Oggi avvenne – nel 1933 Vojak fece doppietta nel 5-3 contro l’Ambrosiana

Gli azzurri conclusero il campionato al terzo posto

Il giorno 24 giugno il Napoli ha giocato quattro partite, una in serie A, una in coppa Italia, una in coppa Europa ed una nella coppa Torneo Italia, ottenendo una vittoria, due pareggi e una sconfitta.

Ricordiamo il 5-3 all’Ambrosiana nell’ultima giornata della Serie A 1932/33.

Questa è la formazione schierata da William Garbutt:

Marietti; Vincenzi, Innocenti; Colombari, Buscaglia, Boltri; Benatti, Vojak, Sallustro, Gravisi, Ferraris II

I gol: 5′ Vojak, 40′ Mihalic, 49′ Vojak, 51′ Sallustro, 62′ Gravisi, 68′ Frione, 79′ Turchi, 86′ Ferraris II

Il Napoli si piazzò al terzo posto, alla pari con il Bologna, alle spalle di Juventus ed Ambrosiana.

Migranti, il Ministro degli Esteri Moavero: “L’UE rischia la fine”

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“La stragrande maggioranza dei migranti non hanno titolo all’asilo”

In un’intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino, il Ministro degli Esteri Moavero si è pronunciato sulla questione migranti che tanto ha fatto discutere (vedi il botta e risposta tra il Presidente del Consiglio Conte e il presidente francese Macron) e fa discutere.

Ecco le sue dichiarazioni:
Ministro Moavero, tra poche ore a Bruxelles si apre un vertice decisivo sui migranti mentre nel Mediterraneo la situazione precipita. Salvini ha chiuso i porti italiani e respinge le navi delle Ong.
Condivide questa linea?
“Ciò che accade dipende dalla mancanza negli ultimi anni di un’efficace gestione, a livello di Unione europea, dell’epocale fenomeno migratorio in atto. L’Europa, e non l’Italia, è la meta di tutte queste persone che fuggono a guerre, regimi autoritari o cercano un futuro migliore. Dunque, poiché la questione è europea, le soluzioni devono essere europee. Ma l’Ue è stata decisamente latitante, prevalgono i vari egoismi nazionali. L’attuale posizione italiana intende richiamare i partner ai valori comuni della responsabilità e della solidarietà”.

Respingere le navi è una sorta di provocazione?
“Provocazione è una parola sbagliata. C’è, piuttosto, la volontà di scuotere le coscienze degli Stati europei e delle istituzioni Ue: stiamo parlando di esseri umani in mano a trafficanti, di persone che vivono tragici esodi e rischiano la vita. Dal 2016, nel Mediterraneo ci sono stati oltre novemila morti. Tutti lo hanno ammesso: l’Italia è stata lasciata sola ad affrontare l’emergenza. Così non si può andare avanti”.

Con quali proposte oggi il premier Conte si siederà al tavolo della trattativa?
“Oggi c’è un incontro informale, per preparare il Consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimi. E’ una tappa di riflessione. L’Italia ci va chiedendo il superamento, non la semplice revisione, della logica del regolamento di Dublino. Le sue norme stabiliscono che il Paese di primo arrivo debba accogliere i migranti, assisterli, e soprattutto verificarne i requisiti per ottenere il diritto d’asilo. Nel caso non li abbiano, dovrebbe rimpatriarli o tenerli sul suo territorio. Un sistema di questo tipo è inadeguato, sottovaluta i numeri: la stragrande maggioranza dei migranti, non hanno titolo all’asilo, migrano per motivi economici e sono il 93% del totale degli arrivi in Italia. Di loro, le regole di Dublino si occupano per difetto, non offrono soluzioni e lasciano tutti gli oneri a carico del Paese di primo arrivo. Per ragioni geografiche, l’Italia si trova proprio in quest’ultima situazione. Ma c’è di più, se gli altri Stati Ue ritengono che i controlli per concedere l’asilo non sono rigorosi, possono sospendere la libera circolazione delle persone, prevista dagli assetti di Schengen, chiudendo le loro frontiere come accade a Ventimiglia. Insomma, un ben triste paradosso: la normativa europea di Dublino, nei fatti, frammenta l’Unione”.

Il Mattino – Sarri è a Londra, pronta la firma per 3 anni a 6 mln: ecco dove vivrà…

Il tecnico firmerà un contratto fino al 2021

Maurizio Sarri, ex tecnico del Napoli, sarebbe pronto a prendere l’aereo in direzione Londra sponda Chelsea per firmare un contratto triennale fino al 2021 da 6 milioni di euro a stagione e condurre la squadra di Roman Abramovich alla vittoria del campionato.

A parlarne è l’edizione odierna de Il Mattino:
“Siamo alla svolta. Definitiva. Sarri doveva avere la pazienza di aspettare. E adesso può esultare: domani volerà a Londra per definire gli ultimi dettagli della trattativa che lo porterà sulla panchina del Chelsea. Il plenipotenziario dell’operazione, Fali Ramadani, ha acceso il semaforo verde: l’affare è fatto e da domani il tecnico toscano e la dirigenza londinese, guidata da Zola, cominceranno a gettare le basi per la squadra del futuro.
Non sarà Marina Granovskaia a trattare con il Napoli per la rescissione del contratto: il primo luglio arriverà inevitabilmente l’esonero, ma già a metà settimana sul telefono di De Laurentiis comparirà il nome di Ramadani. Sì, è ancora lui l’uomo chiave dell’operazione, il protagonista della trattativa che ha messo in ombra l’amico-agente del toscano, Alessandro Pellegrini.
Sarri ha già fatto sapere che vivrà al centro tecnico. È atteso da un contratto fino al 2021 al Chelsea (6milioni di euro e diritti di immagine tutti per sé)”.

Entro 40 mila euro senza consultazione di altri competitori

Il D.Lgs. 50/2016 prevede che gli Enti possono affidare per forniture inferiori a 40 mila euro senza consultazione di due o più operatori.

Una breve premessa che vale sempre in ogni mio scritto: non c’è alcun intento polemico o prevenzione nei confronti di alcuno e nella fattispecie del precedente governo di centrosinistra, caso mai amarezza, come in genere nulla di soggettivo. E ciò vale verso chiunque e ogni cosa, tranne corruzione, violenza e criminalità. Esprimerei (fino a che posso) il medesimo biasimo anche nei confronti dell’attuale neoGoverno 5stelle-lega qualora trovassi situazioni analoghe. Ma non posso non notare che, a mio avviso e negli anni, il centrosinistra con certe sue leggi fumose ha solo peggiorato l’Italia, ma il centrodestra le ha respirate opportunamente tutte. E viceversa.

Ma andiamo al punto.

Qualche tempo addietro, mentre contestavo per l’ennesima volta un comportamento opaco della politica di un Ente locale, mi sono sentito dire (con sarcasmo): “ma la norma lo consente”. Ed è vero.

Nello specifico trattasi di una legge, l’art. 36 comma 2 lettera a, del D.Lgs. 50/2016 -Codice dei contratti- e ss. mm.ii.  per cui le stazioni appaltanti possono procedere all’affidamento per forniture inferiori alla somma di € 40.000,00 anche senza previa consultazione di due o più operatori economici.

Ciò permette agli Enti di dare gli appalti a chi vogliono (in regola) e senza confronti con altri competitori quando sono importi minori di quarantamila euro. S’immagini in concreto cosa possa anche significare: clientelismo, voto di scambio, mazzette, mercimonio, ecc.

Ovviamente la norma è stata anche subito recepita in Sicilia. E figurarsi, poiché se c’è qualcosa che unisce l’Italia e gli italiani, dalle Alpi a Capo Passero, è l’ipocrisia etica e l’incarnata manciugghia nel sistema pubblico-politico, dagli scranni più alti all’ultimo sgabello, attraverso norme criminali fatte da trasversali governi e parlamentari interiormente corrotti e con l’avallo di istituzioni, caste, corporazioni, sindacati, ordini professionali, associazioni, esperti, competenti, ecc. compiacenti, conniventi e convittuali. Il tutto condito dalla generale omertà di Stato.

Vane anche le Linee Guida n. 4 dell’Anac (Autorità Anti Corruzione) che chiedono motivazione e rotazione agli Enti nelle loro delibere.

Ciò in quanto, al di là di direttive e circolari, OPERATIVAMENTE CHI CONTROLLA ? Quasi nessuno più. E certo non lo può fare il cittadino seppure di sana volontà, poiché si espone anche a rischi ritorsivi e trasversali di ogni genere e tipo, da quelli legali e giudiziari (con costi economici di tempo e salute) a quelli sociali dei tanti che sono dentro la manciugghia, fino a delinquenziali e mafiosi.

Dal 2001 poi, con la legge sul decentramento voluta da un governo di centrosinistra e nello stesso anno confermata da un altro di centrodestra, invece che un’era di civile e sociale compartecipazione locale alla crescita complessiva, è iniziata al contrario la babilonia pubblico-politica in Italia, specialmente dentro Regioni e Comuni. Con il tempo sono stati anche rimossi degli Organi di controllo (quale Comitato regionale di controllo e Commissione provinciale di controllo) e pertanto le verifiche, rimanendo quelle possibili e sporadiche di qualche Magistratura (e parrebbe a leggere i giornali più al Nord che al Sud) non hanno di certo arginato la scatenata frenesia arraffatrice. I territori, soprattutto regionali e locali, sono così rimasti nelle mani della corruzione legalizzata, oltre che parallelamente, guarda caso, in quelle della delinquenza.

Singolare è stata pure l’evidente coincidenza (presumibilmente anche questa preordinata) che a seguito di annose propagande di blasonati (lampanti allineati) nei media, a cominciare dalla televisione pubblica, i controlli si sono soprattutto dirottati nei confronti dei privati. Mentre della pubblica amministrazione non si è quasi più parlato.

Per cui la corruzione (legalizzata da norme delinquenziali) ha permesso di creare un faraonico sistema pubblico-politico dalle fisionomie feudali-oppressive (per usare un eufemismo poiché da siciliano dovrei citare un altro temine), il cui concetto culturale di fondo è: far pagare il pizzo con l’estorsione fiscale ai contribuenti che hanno i beni alla luce del sole oppure dichiarano il reddito (mentre gli evasori, guarda caso sconosciuti solo allo Stato, invece sono stati tranquilli e tutt’ora lo sono in molti); quindi accrescere il debito pubblico chiedendo prestiti sul mercato internazionale (tanto poi pagano a cominciare dagli interessi i sottomessi contribuenti); così facendosi forzosamente mantenere anche molto lautamente senza di fatto e notoriamente neppure lavorare, anzi trasformando, per legge e giurisprudenza compiacente, questa oppressione lecita dai connotati tiranni, in costituzionali “diritti acquisiti”.

Infine, il potere politico-istituzionale-dispotico si è completato accrescendo le rispettive cerchie legittimate attraverso pletore clientelari, elettorali, nepotismo, familismo, voto di scambio, raccomandazioni, nomine, incarichi, posticini, appalti, riciclaggio, prostituzione, logge, confraternite, fondazioni, unioni, gal, consorzi, distribuendo impieghi a tempo poi da regolarizzare con qualche leggina prima delle lezioni, perciò precariato e in genere distribuendo avanzi e molliche (tutto sempre a carico degli assoggettati buoi-contribuenti) così producendo orde di codazzi smaniosi anche loro di mercimonio sopra chiunque ed ogni cosa, pur di ottenere o arraffare qualcosa.

Tutto ciò mediante annose norme deviate, fatte da trasversali Governi e Parlamentari mentalmente corrotti e che dopo ci fanno persino la morale antimafia. Un decennale Stato, quello italiano, che dallo scranno più alto all’ultimo sgabello è, a detta di tutti (seppure a bassa voce per timore) culturalmente marcio. E purtroppo nella sua quasi totalità, poiché chi seppure al suo interno mantiene un comportamento etico, poi per quieto vivere o paura, di solito è omertoso, dunque anche implicitamente complice.

In recenti articoli, il neo Ministro della Giustizia, Bonafede e quello della Pubblica Amministrazione, Bongiorno, hanno annunciato un sostanziale lavoro generale di revisione normativo. Non posso che augurare ad entrambi di farlo in modo oggettivo e finalmente nell’interesse primario dei cittadini.

Le leggi civili e non corrotte sono infatti quelle che in una Nazione democratica, repubblicana e occidentale, come l’Italia, fanno concretamente la differenza. E sarebbe ora che anche nella scuola dell’obbligo si introduca lo studio basilare dei “diritti e doveri” (insegnato però da un laureato in legge) per fare comprendere, quanto meno alle nuove generazioni e di riflesso si spera anche a noi adulti, che le norme, in quanto efficaci ed esecutive, incidono e condizionano moltissimo la nostra esistenza. Conoscerle ci eviterebbe anche tanti problemi causati spesso solo da insipienza legislativa e soprattutto ci aiuterebbe a vigilare, prevenire e contestare con coscienza e conoscenza le leggi mentalmente corrotte e criminali, pertanto riconoscere e individuare i politici e soprattutto governanti e parlamentari, falsi e deviati dentro.

Il titolo, tra l’ironico e l’amaro, che ho dato all’immagine è: Io ti do quasi 40 mila e tu mi dai mazzettina.

Adduso Sebastiano.

Napoli, coltelli a serramanico venduti ai minori: sequestrati

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Operazione condotta dall’Unità Operativa Tutela Ambientale della Polizia Locale

Nell’ultimo periodo si è spesso sentito di aggressioni, in particolare, quelle ad opera di minorenni che in gruppo si lanciano sulle vittime ignare che subiscono calci, pugni e a volte anche qualcosa di peggiore causato dai colpi di lame o di mazze da baseball.

Proprio sulla base di queste ultime notizie di cronaca, gli agenti dell’Unità Operativa Tutela Ambientale della Polizia Locale, su disposizione del Comandante Ciro Esposito, hanno effettuato numerosi controlli all’interno di esercizi commerciali – gestiti anche da negozianti cinesi – nell’area di Gianturco a Napoli. In uno di questi, gli uomini coordinati dal capitano Enrico Del Gaudio, hanno sequestrato mille coltelli a serramanico affilati ed appuntiti, con la lama lunga oltre 8 centimetri. Gli stessi, come è stato verificato nel corso del servizio, venivano esposti frequentemente e venduti liberamente anche a minorenni.
A seguito dei controlli svolti, la merce è stata immediatamente sottoposta a sequestro ed i due gestori del negozio sono stati denunciati.

Da Udine sono certi: “Meret va considerato del Napoli, si è promesso al club”

Pozzo e De Laurentiis sono pronti ad eliminare gli ultimi ostacoli

Alex Meret sarà il nuovo portiere del Napoli. Da Udine rimbalza la voce di un accordo tra il portiere friulano e il club di Aurelio De Laurentiis. L’ex estremo difensore della Spal avrebbe dato la sua parola a Cristiano Giuntoli per il trasferimento all’ombra del Vesuvio.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna de Il Gazzettino di Udine:
“Meret va considerato un acquisto del Napoli, anche se la trattativa tra Gino Pozzo e Aurelio De Laurentiis presenta ancora alcuni ostacoli, che le parti cercheranno di rimuovere nei primi giorni della prossima settimana. Da parte sua, il ragazzo si è già promesso al club partenopeo, che gli sta facendo la corte ormai da un anno. Verrà accontentato se alla fine il presidente del club campano si impegnerà a scucire 25 milioni più 10 di bonus. Ma se anche ci dovesse essere una clamorosa rottura (improbabile), Meret potrebbe trovare un’altra adeguata sistemazione”.

Campania, centinaia di uomini in divisa nei seggi per evitare i brogli elettorali

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Si voterà in nove comuni della provincia di Napoli

Nove comuni della Campania, della provincia di Napoli, sono chiamati alle urne per scegliere la persona che li guiderà: saranno circa 262 mila i cittadini che andranno al voto: Brusciano, CercolaForio con 14 mila votanti per paese, VollaQualiano con 19 mila, San Giuseppe Vesuviano con 22 mila, 23 mila a Quarto. Al voto anche Castellammare di Stabia con 50 mila votanti e Torre del Greco con 71 mila.

I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23; subito dopo inizierà lo spoglio. Un’operazione delicata per la quale sono arrivate raccomandazioni da parte della Prefettura: in una circolare, è stato chiesto alle commissioni elettorali di svolgere i lavori di approntamento dei seggi «con ordine e celerità» e di rilasciare le aule delle scuole con altrettanta rapidità «per consentire la ripresa delle normali attività degli istituti». Quanto alla sicurezza e alla libertà del voto, nel Napoletano ci saranno migliaia tra poliziotti, carabinieri e finanzieri a vigilare sulle operazioni. Clima particolare a Qualiano: al primo turno ci furono disordini ai seggi e in 10 finirono denunciati a piede libero. Venerdì sera, poi, una sparatoria durante un comizio elettorale ha ulteriormente incupito la vigilia elettorale. Tensioni anche a Castellammare che arriva alla sfida decisiva schiacciata dal peso di due inchieste penali, una per voto di scambio, l’altro per la presenza di un boss di camorra ai seggi. Infine c’è Torre del Greco che eleggerà il nuovo sindaco dopo l’arresto di quello uscente, nell’agosto 2017: il primo turno è stato avvelenato da un’inchiesta per voto di scambio con 8 indagati e una serie di pesanti anomalie nelle scuole-sezione elettorale. Motivo per il quale oggi i seggi saranno blindati: a sorvegliare il voto ci saranno oltre 100 uomini in divisa, con il coordinamento dell’ordine pubblico affidato alla polizia.

TuttoSport – Baselli piace ad Ancelotti: il Napoli si inserisce nella corsa al centrocampista

Sono tanti i club interessati al calciatore del Torino

Il Napoli piomba su Daniele Baselli. Il centrocampista del Torino piace, e non poco, al neo allenatore azzurro Carlo Ancelotti e per questo il presidente Aurelio De Laurentiis vuole accontentare il suo coach. Ma la concorrenza c’è e non è poca: il calciatore granata, nonostante un campionato non brillantissimo, ha attirato le attenzioni di tanti club come le milanesi o le romane.

Ecco quanto riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Per il momento i granata non stanno prendendo neppure in considerazione le richieste (tante, più o meno ufficiali) per Baselli. Oltre a Milan, Inter, Lazio e Roma in quest’ultimo periodo a lui sta pensando seriamente anche il Napoli, visto che il ‘campioncino’ granata piace ad Ancelotti. Ma anche alcune riserve, i giovani di maggiore qualità, intrigano. Il Toro ha respinto anche varie offerte per Edera, ad esempio. Al massimo lo darà in prestito, come Milinkovic-Savic, perché crede in lui. Ma non lo venderà”.

Ballottaggi, al via le votazioni nel napoletano alla ricerca della trasparenza

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Ballottaggi aperti in nove comuni campani

Sono nove i comuni della Campania in cui oggi si aprono di nuovo le urne dopo un primo turno nel corso del quale si è registrata soprattutto la prevalenza delle liste civiche e la sparizione dei simboli di partito ma anche del Movimento Cinque Stelle che, pur reduce dal successo delle politiche del 4 marzo, non è riuscito a ripetere l’exploit.

Regge l’urto, invece, il centrodestra, che conta di incassare la vittoria in diversi centri. Pochissimi gli apparentamenti ufficiali, anche se non sono mancate le manovre e gli accordi sotto banco. Il ritorno al voto dopo 15 giorni e comunque a pochissima distanza dalle politiche di marzo induce inoltre a pensare a una possibile diserzione delle urne, anche alla luce della sfiducia dell’opinione pubblica dopo diverse inchieste ufficiali (Castellammare di Stabia, Torre del Greco, San Giuseppe Vesuviano e Qualiano) e altre polemiche su presunti brogli, voto di scambio, intimidazioni, errori nei seggi.
A Castellammare di Stabia il Pd dal ballottaggio esce per una differenza di appena 103 voti. Massimo De Angelis ha dovuto fare spazio a Gaetano Cimmino del centrodestra e Andrea Di Martino di una coalizione di centro composta da liste civiche. Si tratta di capire, ora, dove finirà l’elettorato in libertà del democrat: il partito ha ufficialmente invitato a votare scheda bianca ma la caccia al voto c’è comunque stata. Neutralità anche da parte dell’altra sinistra, quella di Leu che ha sostenuto al primo turno Tonino Scala e si è fermata a quota 8%. A stravolgere tutto, poi, ci si è messa una doppia inchiesta della magistratura: una sul voto di scambio (foto di schede al primo turno, distribuzione di pacchi alimentari con pubblicità elettorali) e l’altra sulla presenza di uomini dei clan davanti ai seggi. Inoltre, Di Martino ha denunciato la richiesta del pagamento di una utenza in cambio del voto da parte di una donna dichiaratasi appartenente a un clan e una serie di minacce subite in strada.
Anche a Torre del Greco il lavoro della magistratura ha monopolizzato gli ultimi giorni della campagna elettorale. L’ipotesi della procura di Torre Annunziata è che sarebbero stati offerti posti di lavoro in cambio di voti, con la selezione di operatori ecologici da inserire nel consorzio gestore del servizio di nettezza urbana, da parte di un’agenzia di lavoro interinale vicina a due aspiranti consiglieri comunali. Tira ancora aria di tempesta, dunque, in una città che ha visto interrompere la passata consiliatura a causa dell’arresto dell’allora sindaco Ciro Borriello, ora in libertà e a processo per corruzione. Stavolta al ballottaggio sono arrivati Giovanni Palomba, sostenuto da liste civiche e Luigi Mele, riferimento di Forza Italia ed ex assessore proprio con Borriello.

Gazzetta – Callejon non è incedibile per il Napoli: lo spagnolo valuta l’addio ad una condizione

L’esterno azzurro è in scadenza nel 2020

Le strade di Josè Maria Callejon e del Napoli potrebbero non procedere più verso la stessa direzione, potrebbero dividersi. Lo spagnolo non è ritenuto incedibile (dopo l’acquisto di Verdi) dal club di Aurelio De Laurentiis ed è proprio per questo motivo che si potrebbe infiammare la corte all’ex Real Madrid.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Il Milan non sborserà a stretto giro i ventitré milioni necessari per metterlo a disposizione di Gattuso, ma un assalto potrebbe essere lanciato più avanti e a cifre vicine alla clausola. Del resto, Callejon per il Napoli non è incedibile sia per ragioni anagrafiche sia perché in attacco c’è abbondanza e Mertens da esterno al Mondiale sta facendo grandi cose. Callejon non ha chiesto e non chiederà di andar via, ma potrebbe valutare un trasferimento se gli venisse prospettato un contratto più ricco e più lungo di quello attuale (scadenza 2020)”.

Superenalotto, le Dea Bendata sorride alla Campania: un “6” e 45 vincitori

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Vittoria ottenuta con un sistema a “caratura”

La Dea Bendata torna a sorridere alla Campania. Infatti, sono stati vinti oltre 51 milioni di  grazie a un sistema “a caratura” giocato attraverso la bacheca dei sistemi Sisal. Le 45 quote da 7 euro ciascuna sono state acquistate dalle ricevitorie Sisal in diverse città italiane e poi proposte ai propri giocatori.

Le 45 quote, ciascuna delle quali si è aggiudicata oltre un milione di euro, sono state vendute in ricevitorie Sisal dislocate in tutta la penisola. Nel dettaglio, a Casalfiumanese (Bologna), Borgo San Lorenzo (Firenze), Campobasso, Medicina (Bologna), Atripalda (Avellino), Torino, Novate Milanese (Milano), Milano, Corsico (Milano), Cernusco sul Naviglio (Milano), Brescia, Piacenza, Venezia, Prato, Peccioli (Pisa), Barletta, Molfetta (Bari), Lamezia Terme (Catanzaro), Reggio Calabria, Roma, Notaresco (Teramo), Penne (Pescara), Napoli, Avellino, Teverola (Caserta), Cava dè Tirreni (Salerno), Agropoli (Salerno), Castellammare di Stabia (Napoli). Quella di ieri è stata la seconda vincita con punti 6, dopo quella di aprile, del 2018. Con questa sono 120 le vincite con punti 6 realizzate dalla nascita del SuperEnalotto.

Napoli, su Albiol ci sono Atletico Madrid e Villareal, lui vorrebbe restare: la situazione

Lo spagnolo ha una clausola da sei milioni di euro

L’ottimo campionato disputato con il Napoli di Maurizio Sarri ha inevitabilmente messo sotto la luce dei riflettori molti calciatori della rosa azzurra. Uno di questi è il difensore spagnolo Raul Albiol che potrebbe lasciare il club per soli 6 milioni di euro. Infatti, l’ex Real Madrid, ha una clausola rescissoria che scade il 30 giugno. Clausola porta l’interesse di Atletico Madrid e di Villareal, su tutti.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Specie per Albiol sono in corso riflessioni da parte di Atletico Madrid e Villarreal, che lo riporterebbero con piacere in Spagna visto appunto il prezzo fissato dalla clausola. Sei milioni sono davvero pochi per un centrale dell’esperienza e del livello di Raul, che però a Napoli si trova benissimo e che preferirebbe restare dov’è. Il Chelsea è una ipotesi remota, Albiol si sente più azzurro che Blues”.

Lo Stato Sociale alla stazione centrale: “Una vita in vacanza a Napoli”. E un’anziana…

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Un’anziana balla con loro

In un sabato di giugno come tanti, la stazione centrale di Napoli ha visto scendere, in costume e infradito, da uno dei treni provenienti da Bologna Lo Stato Sociale, gruppo musicale che ha partecipato all’ultima edizione del Festival di Sanremo. I ragazzi hanno subito fatto scatenare i presenti grazie alle note del loro successo “Una vita in vacanza”.

Lo Stato Sociale ha animato così inaspettatamente la mattinata con il flash mob organizzato dall’Havaianas, il marchio famoso per i gadget da spiaggia. Canti, balli, selfie e autografi al centro della stazione hanno colorato la mattinata insieme al gruppo di samba e capoeira che ha aperto il flash mob.
Il biondo del gruppo Lodovico Guerzi ha detto: “Napoli ci piace tanto ci sentiamo a casa qui. Una vita in vacanza qui sarebbe fantastica”. Poi gli applausi scroscianti e tanti selfie chiesti dai presenti.
In questi giorni il gruppo sta lanciando la nuova canzone scritta con Luca Carboni e ne parlano i ragazzi della band: “Si chiama ‘Facile’, ci è venuta bene e facilmente e quindi l’abbiamo chiamata così”.
Poi il Flash mob. Sentendo le note di Sanremo sono accorsi in tanti, grandi, piccoli, turisti e napoletani per applaudire e cantare. Anche una signora anziana ha cominciato a fare video e selfie con il cellulare e immancabilmente è poi andata al centro del palco per ballare al ritmo di ‘Una vita in Vacanza’.