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Siemens, Rastelli: “Siamo partner di multi-utilities per raggiungere la transizione energetica”

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(Adnkronos) – “Le multi-utilities hanno una sfida molto importante, quella della transizione che noi chiamiamo gemella e che altro non è che la transizione sostenibile e digitale.Siemens si pone al loro fianco come partner tecnologico proprio per facilitare la sfida di questa transizione.

Oggi lanciamo un nuovo prodotto, un nuovo portafoglio completamente sostenibile.Il quadro normativo recentemente emanato dalla Comunità Europea impone il bando dei gas fluorurati.

Per questo Siemens ha sviluppato un portafoglio completamente sostenibile e digitale per supportare la transizione in questa direzione”.Queste le parole di Marco Rastelli, head of electrification and automation di Siemens Smart Infrastructure, in occasione della presentazione del primo quadro in media tensione isolato in gas privo di SF6 (gas fluorurati a effetto serra) in Italia. “La sostenibilità per Siemens è una priorità, da molti anni.

Siemens ha investito con il progetto R&D proprio per assicurare che i quadri di media tensione isolati in gas potessero essere completamente sostenibili – conclude Rastelli – Da diversi anni il portafoglio è stato rivisto in chiave SF6-free, quindi privo di gas inquinanti, ed è stato venduto nel mercato internazionale con diverse referenze.In Italia, il nostro quadro è stato sottoposto a delle procedure di abilitazione e di conformità alle normative locali che abbiamo terminato recentemente.

Siamo contenti di poter dire di aver fatto un primo progetto pilota con Unareti installando recentemente a Milano il primo quadro che rappresenta la prima referenza importante per il mercato italiano”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siemens, Ciccone: “Blu Gis risponde a esigenze di mercato e di sostenibilità”

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(Adnkronos) – La società presenta i nuovi quadri elettrici che sostituiscono il gas SF6 con il Clean Air "Con il lancio del portafoglio blue Gis abbiamo dato evidenza della tecnologia che Siemens ha sviluppato negli ultimi dieci anni per rispondere alle esigenze di mercato, a richieste di sostenibilità e anche a regolamentazioni europee che dal 2026 ci impongono l’abbandono completo di gas isolanti a base SF6 nella quadristica di media tensione”.Così, Fabio Ciccone, Head of Totally Integrated Power di Siemens S.p.A, a proposito dei quadri elettrici isolati in gas (GIS) di Siemens, denominati “blue GIS” che sostituiscono l’SF6 con il Clean Air, un gas isolante di origine naturale. “Negli ultimi tre anni abbiamo fatto dei progetti pilota con clienti Dso e privati in Europa – conclude Ciccone – abbiamo evidenziato un abbattimento di 2,5 tonnellate di CO2 con l’installazione della nuova tecnologia del portafoglio blue GIS”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alex Britti ospite all’Adnkronos: “Ritirarmi? Suonerò finché vivo” – Video

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(Adnkronos) – La sua chitarra, compagna di sempre, la paternità, che vive in modo viscerale, e la passione per la cucina, retaggio dell’infanzia al negozio del papà.Alex Britti a tutto tondo ospite in esclusiva all’Adnkronos.

Il cantautore romano si racconta, tra il sogno di risalire sul palco dell’Ariston di Sanremo e una certezza: il 18 ottobre al Palasport di Roma, dove torna a incantare il suo pubblico. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Automobilismo, ecco date e percorso della 1000 Miglia 2025

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(Adnkronos) – Ancora una volta la 1000 Miglia non rinuncia all’effetto sorpresa, ispirandosi alle pagine più remote e affascinanti della propria storia.Dopo il successo del giro in senso antiorario dello scorso anno, dal 17 al 21 giugno la Freccia Rossa tornerà, per la prima volta nella storia della rievocazione, a ricalcare le corse leggendarie dell’anteguerra, stavolta con un percorso “ad otto” come quello delle prime 12 edizioni della 1000 Miglia di velocità, confermando per il terzo anno consecutivo il format delle 5 giornate di gara. Martedì 17 giugno, il convoglio dei 400 gioielli d’epoca, accompagnato dalle Ferrari del Tribute, dalle auto Full-Electric della 1000 Miglia Green e dalle Supercar della 1000 Miglia Experience, passerà da Desenzano, Sirmione, Verona, Bovolone e Ferrara, per poi concludere la giornata di gara a San Lazzero di Savena, ultima città di tappa della scorsa edizione.

Il secondo giorno gli equipaggi affronteranno i Passi della Raticosa e della Futa ripercorrendo le gesta dei piloti degli anni Trenta, che affrontavano questo tratto, considerato il più difficile e insidioso della corsa, a pochi chilometri dalla partenza, contrariamente a come avveniva negli anni Cinquanta.Una volta passati da Prato e Siena, gli equipaggi scenderanno poi fino a Roma.  Dopo il giro di boa della Capitale sarà la volta di Orvieto, Foiano della Chiana, Arezzo e San Sepolcro.

A seguire, ecco il ritorno in San Marino, che precederà l’arrivo di tappa a Cervia-Milano Marittima.Il quarto giorno, la Corsa più bella del mondo attraverserà per intero l’Italia da Est a Ovest: ripartita da Cervia la 1000 Miglia 2025 toccherà Forlì, poi il taglio attraverso gli appennini fino a Empoli.

Continuando sempre verso Ovest, la Freccia Rossa raggiungerà la costa tirrenica passando per Pontedera.A quel punto riprenderà la risalita e, toccando Viareggio e valicando il Passo della Cisa, la penultima tappa si chiuderà a Parma, da dove, il giorno seguente, gli equipaggi si muoveranno alla volta di Brescia, fino alla passerella conclusiva sulla rampa di Viale Venezia, che ogni anno si fa sempre più gremito. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cultura, Groupama con Fai per valorizzazione patrimonio italiano

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(Adnkronos) – Groupama Assicurazioni – tra i principali player nel settore assicurativo in Italia – rinnova il suo impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano attraverso il supporto delle 'Giornate Fai d’Autunno', organizzato dal Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano Ets.Grazie al sostegno della Compagnia assicurativa, il 12 e il 13 ottobre, numerosi luoghi di interesse storico e artistico apriranno le loro porte, offrendo l’opportunità di riscoprire le radici del nostro Paese sotto una diversa prospettiva.  Per l’occasione, infatti, palazzi storici, giardini e borghi solitamente inaccessibili sveleranno i loro tesori, invitando il pubblico in un viaggio alla scoperta di storie affascinanti e tradizioni millenarie.

Un'iniziativa che non solo ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza del nostro patrimonio culturale, ma anche di contribuire a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e a sostenere lo sviluppo sostenibile del territorio.E, in questo contesto, si inserisce il supporto di Groupama che, da sempre attenta alla tutela dell'ambiente e al benessere delle comunità locali, ha deciso di impegnarsi per il secondo anno consecutivo a favore di questa manifestazione in grado di coniugare cultura e solidarietà. "Valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico nazionale, sensibilizzazione ambientale e responsabilità sociale sono valori da sempre al centro delle priorità di Groupama – dichiara Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni – Un impegno che oggi vogliamo concretizzare nel sostegno al territorio attraverso azioni tangibili per uno sviluppo sostenibile in ogni aspetto della vita.

In quest’ottica, siamo orgogliosi di essere anche quest’anno al fianco del Fai per promuovere le 'Giornate Fai d’Autunno'.Un’occasione unica per ribadire l’impegno della nostra Compagnia a essere vicini alle persone anche attraverso progetti capaci di valorizzare arte, ambiente e società", spiega ancora Pierre Cordier. "Siamo molto felici della rinnovata fiducia di Groupama nei confronti del Fai – dichiara Davide Usai, direttore generale del Fondo per l’Ambiente Italiano – Questa collaborazione, nata nel 2022, si basa sui valori comuni di protezione e responsabilità nei confronti del nostro Paese e continua anche quest’anno con l’obiettivo di promuovere e sensibilizzare sempre più cittadini alla tutela del patrimonio italiano.

Grazie quindi a Groupama per aver scelto di sostenere la nostra missione ed essere nuovamente al nostro fianco in occasione delle prossime Giornate FAI d’Autunno", precisa ancora Davide Usai. La rinnovata collaborazione con il Fai per l’edizione 2024 delle ‘Giornate Fai d’Autunno’, oltre a rinsaldare lo storico sodalizio che vede la Compagnia assicurativa già Corporate Golden Donor del Fai da diversi anni, si aggiunge al più lungo e ampio percorso che l’azienda ha intrapreso per lasciare un segno ancora più concreto e tangibile sul fronte della sostenibilità.Non a caso Groupama ha dato vita al programma di Sostenibilità 'Care' attraverso il quale si impegna ad attivare progetti e attività di supporto alla cultura, alla formazione, all’educazione, all’ambiente e più generale alla società e al benessere di ognuno, nonché allo sviluppo di prodotti e servizi che siano sempre in linea con gli obiettivi di sostenibilità della Compagnia assicurativa.  In quest’ambito, in aggiunta alla già citata collaborazione con il Fai, sono stati realizzati progetti come 'Giochiamo d’anticipo', il percorso dedicato all’educazione alla prevenzione dei rischi e alla cultura assicurativa promosso presso le scuole Secondarie di Primo Grado, ‘The Life Savers Program’, l’iniziativa globale della Compagnia che ha sensibilizzato oltre 150.000 persone in tutto il mondo, sul valore del primo soccorso e sull’importanza dei 'gesti' che possono contribuire a salvare la vita delle persone, la collaborazione con la Fondazione Feltrinelli per accendere i riflettori sulle sfide più critiche della contemporaneità e con Treedom attraverso un progetto che coinvolge i neo assunti della Compagnia, prevedendo la possibilità di piantumare un albero per contribuire alla formazione della 'Foresta Groupama' in Tanzania.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Urologia oncologica, con ‘lavoro di squadra’ cambia la gestione della malattia in 1 caso su 3

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(Adnkronos) – In uro-oncologia il 'lavoro di squadra' risulta migliore di quello del singolo specialista, soprattutto nelle prime fasi della malattia.Quando è il team multidisciplinare a valutare il tumore, un caso su 3 cambia tipologia di diagnosi e di trattamento.

In Italia sono potenzialmente oltre 28mila le forme di cancro al tratto genito-urinario che potrebbero cambiare e migliorare gestione, con vantaggi sostanziali per il malato e il servizio sanitario nazionale.E' questo il principale tema al centro del XXXIV Congresso nazionale della Siuro (Società italiana di urologia oncologica) che si apre oggi a Bologna.

Per 3 giorni si riuniscono nella città emiliana oltre 500 specialisti che discutono sulle più recenti innovazioni diagnostico-terapeutiche messe a punto nel campo dei tumori uro-oncologici.  "La multidisciplinarietà si deve sempre più spostare nelle fasi precoci delle neoplasie prostatiche, vescicali, testicolari e renali – sottolinea Sergio Bracarda, presidente nazionale Siuro – E' quanto hanno dimostrato molte evidenze scientifiche emerse negli ultimi congressi di oncologia internazionali.L'assistenza da parte di un team, composto da diversi specialisti, è un consolidato e imprescindibile elemento di qualità nell'inquadramento iniziale e nella valutazione di tutti i tumori urologici.

Per anni la gestione delle fasi precoci della patologia è stata patrimonio quasi esclusivo dello specialista d'apparato.Adesso il nuovo approccio prevede già dall'inizio il coinvolgimento di diversi professionisti che insieme possono valutare altre strade, anche multidisciplinari, rispetto al solo intervento valutando di concerto sia la possibilità di guarigione che i possibili effetti collaterali legati alle scelte effettuabili".  "Esemplare in questo senso è il carcinoma della prostata, la neoplasia maschile più diffusa nel nostro Paese – prosegue Giario Conti, segretario e tesoriere Siuro – Si calcola che il 40% dei nuovi casi è caratterizzato da una bassa o del tutto assente aggressività.

Si possono quindi proporre al paziente anche protocolli di sorveglianza attiva o di vigile attesa in alternativa a chirurgia o radioterapia.In altre parole, possiamo limitarci ad un accurato monitoraggio di una neoplasia che risulta localizzata e ai primissimi stadi.

Si evitano così trattamenti invasivi che possono essere inutili, e a volte addirittura controproducenti, per il benessere psico-fisico del paziente".  "La chirurgia radicale o i cicli di radioterapia sono tuttavia cure salvavita e indispensabili per molte forme di tumore – sostiene Alberto Lapini, past president Siuro – Ma nei casi meno gravi non determinano benefici sostanziali, anche se a volte possono determinare effetti collaterali non trascurabili come incontinenza o impotenza.Si tratta di due delle controindicazioni più temute tra i nostri pazienti.

La sorveglianza attiva è un'opzione di trattamento che può essere applicata anche ad altre patologie uro-oncologiche.Viene valutata anche nel carcinoma renale e in quello testicolare.

Deve essere compito del team multidisciplinare uro-oncologico identificare i pazienti che possono accedere a questi particolari monitoraggi di malattia".  Ogni anno in Italia si registrano oltre 41mila nuovi casi di tumore della prostata, 29mila alla vescica, 12mila al rene, 2.400 al testicolo e 500 al pene. "Sono tutte forme di cancro che possono essere affrontate integrando le diverse tipologie di cure disponibili – afferma Rolando Maria D'Angelillo, vicepresidente Siuro – La radioterapia, per esempio, viene di solito utilizzata da sola o in combinazione con altre terapie in un paziente su 4 colpito da cancro della prostata.La combinazione dei trattamenti comporta spesso un incremento in termini di sopravvivenza e guarigione.

E' stato dimostrato che con la gestione del team uro-oncologico nel 25% dei casi viene raccomandato un trattamento multimodale".  La multidisciplinarietà può infine "favorire anche la partecipazione decisionale del paziente e dei suoi caregiver al percorso di cura – conclude Bracarda – I nostri team devono coinvolgere specialisti di diverse discipline come anatomopatologi, medici nucleari, radiologi, geriatri e farmacologi, oltre agli urologi, oncologi medici e radioterapisti.Anche se prevista in quasi tutti i Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta), la gestione collegiale dei tumori urologici non sempre viene garantita sull'intero territorio nazionale.

La nostra società scientifica da 34 anni promuove in tutta Italia la cultura della multidisciplinarietà nel trattamento delle patologie uro-oncologiche.E' un approccio ormai divenuto indispensabile, soprattutto considerando la grande evoluzione dei trattamenti registrata negli ultimi anni".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Philip Morris Italia, nuove nomine nel dipartimento relazioni esterne

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(Adnkronos) – Philip Morris Italia ha annunciato oggi tre cambiamenti organizzativi per il dipartimento relazioni esterne: Eleonora Santi, attualmente Direttrice del dipartimento, viene promossa a capo degli uffici di Bruxelles di Philip Morris International.In questa nuova posizione, Eleonora Santi si occuperà di regolamentazione e advocacy per l’Azienda a livello europeo e internazionale.

Michele Samoggia, attualmente Senior manager communication, sustainability & public policy, assume il ruolo di direttore delle Relazioni Esterne per Philip Morris Italia.Nel suo nuovo ruolo Samoggia sarà a capo della struttura dedicata agli affari regolatori e fiscali, all’area medico scientifica, alla comunicazione e al contrasto al commercio illecito. Contestualmente Antonio Mirabella, già manager communications per l’Azienda, acquisirà il ruolo di responsabile della comunicazione di Philip Morris Italia, assumendo la responsabilità della comunicazione esterne per le affiliate di Roma e Bologna.

Prima di entrare in Philip Morris, Eleonora Santi ha ricoperto diversi ruoli istituzionali sia in Italia che a Bruxelles, dove ha ricoperto l’incarico di Manager European Union Affairs dal 2015 al 2018.La sua lunga carriera in Philip Morris è iniziata nel 2009 all’interno dell’affiliata italiana come Manager del Dipartimento di Relazione Esterne.Dopo un’esperienza internazionale maturata tra Losanna e Bruxelles, dal 2018 al 2019 Santi ha ricoperto il ruolo di Direttrice Regulatory e Scientific Affairs per l’Italia, acquisendo poi il ruolo di Direttrice delle Relazioni Esterne. Michele Samoggia, in Philip Morris Italia dal 2016, vanta un’esperienza decennale nel settore delle relazioni esterne, con ruoli di responsabilità sia negli affari istituzionali che nella comunicazione.

Prima di Philip Morris ha lavorato in Enel, Basf, Ministero dello Sviluppo Economico, Unicef e Fao. È attualmente Presidente del Consiglio di Amministrazione di Erion Care, il consorzio non profit del Sistema Erion dedicato a contrastare l’abbandono dei rifiuti dei prodotti del tabacco nell’ambiente.Antonio Mirabella, parte del team di Philip Morris Italia dal 2012, ha ricoperto diversi ruoli nel dipartimento Relazione Esterne delle affiliate italiane, tra le sedi di Roma e Bologna.

A Bologna, tra il 2014 e il 2019 ha seguito la comunicazione esterna dell’Azienda durante gli anni dell’annuncio dell’investimento industriale di Philip Morris International a Crespellano, il più rilevante investimento Greenfield realizzato in Italia negli ultimi 25 anni.Nel suo incarico più recente ha gestito la comunicazione interna ed esterna dell’Azienda e la realizzazione di campagne di comunicazione Corporate a livello nazionale. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università: 8 docenti Lum ‘Giuseppe Degennaro’ in World’s top 2% scientists Stanford University

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(Adnkronos) – Sono otto i docenti dell’Università Lum 'Giuseppe Degennaro' presenti nella World’s Top 2% Scientists 2024, l’autorevole classifica a livello mondiale degli scienziati più citati e influenti al mondo in diverse discipline. Si tratta dei professori Giovanni Schiuma (Ordinario di Ingegneria Gestionale e Direttore del Dipartimento di Ingegneria della Lum), Giustina Secundo (Ordinario di Ingegneria Economico Gestionale), Filippo Vitolla (Ordinario di Economia Aziendale), Licia Iacoviello (Ordinario di Igiene Generale e Applicata), Pasquale Del Vecchio (professore Associato di Ingegneria Economico Gestionale), Alessandro Massaro (professore Associato di Fisica), Anna Picca (professore Associato di Biologia Applicata) e Nicola Raimo (professore Associato di Economia Aziendale). La classifica, curata dalla Stanford University, si basa sulle informazioni bibliometriche dei 190 mila ricercatori profilati nel database Scopus, il più grande database di abstract e citazioni al mondo e comprende scienziati di tutti i campi della ricerca.Su circa 9 milioni di scienziati, il ranking indica il primo 2% degli studiosi più citati a livello globale. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cucchi, processo d’Appello per i depistaggi: due carabinieri rinunciano alla prescrizione

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(Adnkronos) – Hanno rinunciato alla prescrizione due degli otto carabinieri imputati processo di Appello sui depistaggi seguiti al pestaggio e alla morte di Stefano Cucchi, il 31enne romano arrestato il 15 ottobre del 2009 e morto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini, che aprirà il prossimo 16 dicembre.  “È una decisione dei miei assistiti – ha commentato all’Adnkronos l’avvocato Giorgio Carta, difensore dei due carabinieri Francesco Di Sano e Massimiliano Colombo Labriola – che hanno ritenuto che accettare la prescrizione sarebbe potuto sembrare equivoco.Sono sicuri di essere innocenti e confidano che venga riconosciuta la loro completa estraneità ai fatti contestati”.  
Un terzo carabiniere, Lorenzo Sabatino, ha fatto sapere il suo difensore in aula, sta riflettendo e comunicherà la sua decisione prima dell’apertura del processo di Appello, dove nel frattempo è intervenuta la revoca della costituzione di parte civile di Ilaria Cucchi e del padre.  Nel processo nato dall’inchiesta del pm Giovanni Musarò, il 7 aprile 2022 erano stati condannati tutti gli otto carabinieri imputati: a 5 anni il generale Alessandro Casarsa, 4 anni per Francesco Cavallo e Luciano Soligo, 2 anni e mezzo per Luca De Cianni, un anno e 9 mesi per Tiziano Testarmata, un anno e 3 mesi per Francesco Di Sano, un anno e tre mesi per Lorenzo Sabatino e un anno e nove mesi per Massimiliano Colombo Labriola.

Le accuse contestate agli otto militari dell’Arma, a vario titolo e a seconda delle posizioni, vanno dal falso, al favoreggiamento, all’omessa denuncia e calunnia.  “L'ampia istruttoria dibattimentale ha permesso di ricostruire i fatti contestati e di accertare un'attività di sviamento posta in essere nell'immediatezza della morte di Stefano Cucchi, volta, ad allontanare i sospetti che ricadevano sui carabinieri per evitare le possibili ricadute sul vertice di comando del territorio capitolino”, aveva scritto il giudice monocratico Roberto Nespeca nelle motivazioni della sentenza di primo grado.  Il giudice aveva sottolineato, inoltre, che “le ulteriori condotte realizzate nel 2015, nel contesto delle nuove indagini della Procura della Repubblica di Roma, fossero finalizzate a celare quelle di falso risalenti al 2009 (coinvolgenti il Comandante del Gruppo di allora, il Colonnello Alessandro Casarsa e il suo più stretto collaboratore, il tenente Francesco Cavallo in servizio in quel momento presso il Comando Provinciale di Roma, contiguo all'ufficio del Comandante del Reparto Operativo, Colonnello Lorenzo Sabatino), considerata la qualità dei protagonisti e dei rapporti tra alcuni di loro, e che i fatti risalenti al 2018, nel corso del dibattimento del cosiddetto Cucchi bis, avessero lo scopo di svilire la credibilità di Riccardo Casamassima, teste rilevante per l'ipotesi accusatoria”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pagliaro (Inca): “Cittadini in crisi su pratiche digitali, serve relazione personale con utenti”

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(Adnkronos) – "La nostra indagine ha l'obiettivo di focalizzare quello che è l'approccio delle cittadine e dei cittadini del nostro Paese verso la possibilità di fruire di pratiche digitali.E con un campione significativo, circa 6.000 soggetti che si sono sottoposti alla nostra indagine.

E quello che emerge è che sostanzialmente il 92% degli intervistati si dichiara non all'altezza di fruire una pratica digitale.E ci fa dire che probabilmente in questo Paese esiste ancora l'esigenza di un ruolo nell'ambito della relazione fisica, della relazione personale con gli utenti".

Così Michele Pagliaro, presidente del Patronato Inca Cgil, commentando, con Adnkronos/Labitalia, l’indagine demoscopica, promossa dal Patronato e realizzata dalla Fondazione Di Vittorio, sul rapporto tra italiani e pratiche digitali nella pubblica amministrazione.  Secondo Pagliaro, le difficoltà riscontrate dall'indagine nel rapporto tra italiani e procedure digitali di Istituti come Inps e Inail derivano anche dal fatto che "la digitalizzazione in questo Paese ha avuto un'evoluzione molto spezzettata". "Le singole pubbliche amministrazioni hanno agito probabilmente senza una visione di insieme.Poi noi dalla nostra prospettiva osserviamo tantissimi limiti in alcune scelte compiute.

Spesso la digitalizzazione in linea generale viene effettuata dalla pubblica amministrazione trasformando in digitale un modello cartaceo", sottolinea con rammarico Pagliaro.  Secondo Pagliaro, "quella probabilmente non è digitalizzazione e quindi noi riteniamo che ci debba essere un confronto.Anche in vista dell'utilizzo sempre più spinto dell'intelligenza artificiale che impatta su una sfera di privacy e riservatezza delle persone".  E Pagliaro chiarisce che la posizione del Patronato è tutt'altro che conservatrice: "Lo diciamo perché comunque siamo consapevoli che questo è un processo probabilmente molto virtuoso che può aumentare la qualità della vita e la qualità dei servizi.

Però ci deve essere la possibilità di fruire poi di questi servizi sino in fondo".  "Lo diciamo -prosegue Pagliaro- in un Paese dove c'è una Costituzione, dove le tutele e i diritti sono prevalentemente diritti e tutele universali, dove si parla di pari opportunità e la sensazione che noi avvertiamo è che spesso tutti diritti sono appesi ad un flag".  "E quindi serve anche la necessità di confrontarsi per progettare sistemi che prevedono la possibilità di intervenire qualora si commetta un errore.E non lo dico solo pensando alla sfera dei patronati ma anche pensando a quella dei cittadini, deve essere un'opzione che probabilmente ad oggi non è contemplata" "Il sistema dei Patronati ha evidentemente bisogno di una riforma.

La legge 152, che regolamenta il nostro settore, mostra tutti i suoi anni perché immaginata e nata in un momento in cui l'era digitale era agli inizi.E oggi necessariamente dovrà essere adeguata a quelle che sono le nuove dinamiche e i processi di transizione digitali".  Per Pagliaro, "anche con la digitalizzazione noi pensiamo che il rapporto diretto, il rapporto consulenziale è centrale".

Secondo il presidente dell'Inca Cgil, "la necessità di una riforma che semplifichi le modalità di funzionamento del sistema dei patronati dovrebbe diventare una priorità che si muove di pari passo con la digitalizzazione del Paese", conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Indagine Inca Cgil-Fdv: “Italiani in difficoltà, 92% non in grado di svolgere pratiche online”

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(Adnkronos) – Un quadro sconfortante.E' quello che traccia un’indagine demoscopica, promossa da Inca Cgil e realizzata dalla Fondazione Di Vittorio, che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare in anteprima, sul rapporto tra italiani e procedure digitali nella pubblica amministrazione.

Secondo la ricerca, su un campione di 6.000 persone intervistate, sufficientemente rappresentativo della popolazione residente in Italia, in tema di welfare state, gli italiani fanno molta fatica ad accedere e a farsi riconoscere le diverse misure (indennità, pensioni, sussidi, ecc.) ricorrendo ad una procedura online.Infatti, la quasi totalità (92%) degli intervistati ha dichiarato di “non essere in grado di svolgere pratiche digitali con la pubblica amministrazione”.

Solo l’8% è certo di farcela, di cui il 53% uomini e il 47% donne.  Entrando maggiormente nel dettaglio e disaggregando i dati per fascia di età, quello che colpisce è la percentuale di persone con una età tra i 35 e i 55 anni, quelli che per età ed esperienze hanno più occasioni di interloquire con la PA, che dichiarano apertamente la propria incapacità (60% del campione).Un risultato che si riflette su quanti hanno avuto un qualche rapporto con una qualsiasi amministrazione: solo il 56%, di cui il 41% uomini e 59% donne e su quanti non c’hanno neppure mai provato: il 53% uomini e il 47% donne.

Tra quanti hanno avviato una pratica digitale (56% del campione), solo il 26% dichiara di essere riuscito facilmente ad “ottenere quello che voleva”, mentre: il 48% è riuscito ad ottenere le risposte con grandi difficoltà; il 12% solo dopo avere chiesto aiuto ad un parente; l’8% solo dopo avere chiesto aiuto ad un patronato; il 6% non è riuscito.  Questo quadro generale, che segnala un ritardo nell’apprendimento delle procedure online, non migliora, sottolinea l'indagine Inca-Fdv, quando le domande si fanno più specifiche sui rapporti con Inps e Inail.Se il 47% del campione complessivo dichiara di aver avuto rapporti con l’Inps (57% uomini e 43% donne), soltanto il 16% dichiara di essere riuscito facilmente ad ottenere quello che voleva, mentre il 41% sì, ma con grande difficoltà, il 18% ha dovuto chiedere aiuto ad un familiare e l’8% si è dovuto rivolgere ad un patronato.

Il 17% comunque dichiara di non esserci riuscito.Colpisce il 65% di coloro, con un’età tra i 35 e il 55 anni, che dichiara di non esserci riuscito, ma anche il 59% di coloro che si sono rivolti ad un patronato.  Per quanto riguarda l’Inail, la percentuale del campione che dichiara di aver avuto un qualche rapporto con l’Istituto scende al 21% (47% uomini e 53% donne), ma soltanto l’11% è riuscito ad ottenere quello che voleva; il 38%, si, ma con grande difficoltà; il 12% solo dopo avere chiesto aiuto ad un parente; il 24% solo dopo avere chiesto aiuto ad un patronato; il 15% afferma di non esserci riuscito.

Fin qui le domande poste erano finalizzate a comprendere il livello di conoscenza della macchina digitale della Pubblica amministrazione genericamente intesa, per ottenere una qualsiasi informazione, anche solo di tipo formale.  Ma quando al campione vengono sottoposte domande più incalzanti sulle richieste online per il riconoscimento di qualunque prestazione previdenziale e socioassistenziale, il quadro diventa ancor più complicato.Con l’Inps, per esempio, il 32% del campione complessivo non ha mai fatto una pratica attraverso un cellulare o un pc; mentre il 41% lo ha fatto utilizzando un pc e soltanto l’8% con un cellulare, nonostante tutti gli intervistati fossero dotati di smartphone, considerando che il questionario è stato somministrato telematicamente.

Colpisce in questo caso il 77% degli intervistati, compresi nella fascia di età tra i 35 e 55 anni, che risponde “non so”. Tra quelli che hanno usufruito dei servizi online di Inps: solo il 4% ha ottenuto facilmente quello che voleva; il 56% ha ottenuto quanto desiderato con grande difficoltà; il 4% solo dopo avere chiesto aiuto ad un familiare; il 28% solo dopo avere chiesto aiuto ad un patronato; l’8% non ci è riuscito.Con l’Inail, il quadro non cambia: il 58% del campione complessivo dichiara di non aver mai fatto una pratica online all’Inail attraverso un cellulare o un pc; mentre tra quelli che lo hanno fatto (38% del campione complessivo): solo il 5% ha ottenuto facilmente quello che voleva; il 26% ha ottenuto quanto desiderato con grande difficoltà; il 16% solo dopo avere chiesto aiuto ad un familiare; il 38% solo dopo avere chiesto aiuto ad un patronato; il 15% non è riuscito. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Rutte a sorpresa a Kiev: “Più vicina che mai alla Nato”

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(Adnkronos) – Il nuovo segretario generale della Nato Mark Rutte si è recato in visita a sorpresa a Kiev pochi giorni dopo aver assunto l'incarico.Nella capitale ucraina, l'ex primo ministro olandese ha avuto colloqui con il presidente Volodymyr Zelensky.  Secondo Rutte, sostenere l'Ucraina è un investimento nella sicurezza europea e i costi per aiutare Kiev sono inferiori rispetto ai possibili costi che andrebbero sostenuti in caso di vittoria russa. ''L'Ucraina è oggi più vicina che mai alla Nato'', ha dichiarato il nuovo segretario generale dell'Alleanza Atlantica.

Il percorso dell'Ucraina verso l'adesione alla Nato è "irreversibile", ha aggiunto Rutte, affermando che la Russia "non ha diritto di voto, né di veto su questa questione". 
Zelensky ha illustrato a Rutte ''il piano per la vittoria'' dell'Ucraina sulla Russia, ha detto il presidente ucraino nel corso della conferenza stampa congiunta, aggiungendo di aver discusso con l'ex premier olandese anche della ''situazione sul campo di battaglia''. ''La prima visita di Mark Rutte come segretario generale della Nato è in Ucraina e questo è davvero significativo'', ha scritto Zelensky su 'X'. ''Delinea immediatamente e chiaramente le priorità, evidenziando dove i valori condivisi dell'intera regione euro-atlantica vengono difesi in questo momento'', ha aggiunto.La visita di Rutte a Kiev, ha proseguito Zelensky, ''sottolinea inoltre che noi in Ucraina possiamo contare sulla continua leadership personale di Mark'' Rutte. ''Il nostro obiettivo principale, ovviamente, rimane la piena adesione dell'Ucraina all'Alleanza'', ha sottolineato Zelensky spiegando di aver discusso con Rutte anche ''delle esigenze attuali delle nostre truppe, nonché delle esigenze di difesa aerea dell'Ucraina e di un'ulteriore cooperazione con i nostri vicini''.

Infine, ha concluso, ''con l'avvicinarsi dell'inverno è fondamentale attuare tutti gli accordi sulla difesa aerea, in particolare quelli discussi al vertice Nato di Washington''. 
Mosca accusa Kiev per una raffica di droni che, afferma, sono stati abbattuti nelle ultime ore in territorio russo.La difesa aerea ha "intercettato e distrutto 113 droni ucraini", comunica il ministero della Difesa di Mosca, secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass.

La maggior parte dei droni sono stati abbattuti sulla regione di Belgorod, rendono noto da Mosca, precisando che altri Uav sono stati distrutti sulle regioni di Voronezh, Kursk e Bryansk. 
Kiev da parte sua afferma di aver abbattuto 78 droni kamikaze lanciati dalla Russia nella notte contro diverse regioni ucraine.Nella notte, stando alle notizie ufficiali riportate dai media ucraini, "sono stati rilevati 105 droni Shahed" e 78 sono stati abbattuti dalla difesa aerea ucraina sulle regioni di Kiev, Cherkasy, Vinnycja, Khmelnytskyi, Kirovohrad, Zhytomyr, Poltava, Chernihiv, Kherson, Odessa, Kharkiv, Sumy, Dnipropetrovsk, Rivne e Ivano-Frankivsk.

Secondo le informazioni diffuse dagli ucraini, "un drone è andato in direzione della Bielorussia" e altri "sono scomparsi dai radar". Il governatore dell'Oblast di Kharkiv, Oleh Syniehubov, ha riferito che la Russia ha attaccato Kharkiv la scorsa notte con una bomba guidata Kab, che ha colpito un edificio residenziale e ferito almeno 12 persone, tra cui un bambino.Tutti i residenti dell'edificio sono stati evacuati e i soccorritori stanno lavorando sul luogo dell'attacco.

Potrebbero esserci persone sepolte sotto le macerie, ha aggiunto Syniehubov. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nestlé, nel 2023 oltre 3,5 milioni di euro per progetti di rilevanza sociale

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(Adnkronos) – Destinati nel 2023 più di 3,5 milioni di euro in favore di progetti a rilevanza sociale; oltre 140mila bambini e ragazzi coinvolti in progetti di educazione nutrizionale, di sensibilizzazione sull’uso dell’acqua e per il rispetto degli animali domestici; donate più di 2mila tonnellate di prodotti alimentari e di prima necessità (+10% vs 2022), pari a 41.610 carrelli della spesa, e 2,2 milioni di euro (+65% vs 2022) a organizzazioni ed enti benefici.Un impatto sociale positivo e misurabile che emerge dal report 'Il nido che condividiamo', il primo Studio di Impatto Sociale, relativo al 2023, presentato da Nestlé e realizzato in collaborazione con Luiss Business School e Scs Consulting. Sono diversi gli ambiti di impegno sociale e in materia di welfare aziendale analizzati dallo studio, sintetizzati in cinque macro-aree: benessere delle persone del Gruppo Nestlé in Italia e delle loro famiglie, supporto alle comunità locali, educazione alimentare, salute e benessere nutrizionale, sicurezza sul lavoro.

Per ottenere questo importante risultato, il Gruppo Nestlé in Italia ha destinato, solo nel 2023, oltre 3,5 milioni di euro in favore di misure e progetti a impatto sociale.  Guardando alla genitorialità, il 91% dei padri o secondi caregiver che lavorano nel Gruppo Nestlé ha deciso di usufruire della Nestlé Baby Leave, il congedo di tre mesi retribuito al 100% introdotto dall’azienda nel 2022.Una percentuale decisamente molto più alta del dato nazionale che ha visto fermarsi al 64% i papà che hanno usufruito del permesso di 10 giorni previsto dalla legge alla nascita di un figlio.

In aggiunta alla Nestlé Baby Leave, nel 2023 l’azienda ha contribuito al pagamento di 27 rette di asilo nido per i figli dei suoi collaboratori, per un ammontare di quasi 75mila euro, oltre a più di 58.500 euro di prodotti alimentari per la prima infanzia forniti gratuitamente ai neogenitori. Significativo anche l’impulso che Nestlé fornisce all’educazione delle giovani generazioni: sono infatti oltre 140mila i bambini e i ragazzi coinvolti in iniziative promosse dall’azienda su tematiche quali corretta nutrizione, sensibilizzazione sull’uso dell’acqua, cura e rispetto degli animali domestici.Il Gruppo Nestlé si impegna anche ad aiutare associazioni ed enti benefici, come Banco Alimentare, attraverso donazioni di prodotti alimentari.

Solo nel 2023 queste ultime hanno superato le 2mila tonnellate (+10% rispetto al 2022), pari a 41.610 carrelli della spesa, e si aggiungono alle donazioni di natura monetaria, per un totale (sempre lo scorso anno) di 2,2 milioni di euro (+65% rispetto al 2022).  “Siamo orgogliosi di condividere il nostro primo Report di Impatto Sociale, che certifica l’impegno e la responsabilità nei confronti delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo, le quali rappresentano i capisaldi del nostro modello di business – ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del Gruppo Nestlé in Italia – Sono diverse le misure e i progetti che abbiamo promosso per generare un impatto positivo e duraturo, con il desiderio di creare un futuro migliore per tutti.Gli importanti risultati conseguiti ci spingono a lavorare con ancora più entusiasmo e dedizione, nella convinzione che la nostra crescita come azienda e come individui sia strettamente legata al valore sociale che riusciamo a generare ogni giorno con il nostro lavoro”.  “In un periodo storico in cui la responsabilità sociale è sempre più centrale nel percorso intrapreso da ogni impresa verso il perseguimento del cosiddetto Successo Sostenibile, siamo stati felici di collaborare con il Gruppo Nestlé in Italia che ambisce a generare cambiamenti sociali positivi – ha dichiarato Cristiano Busco, professore ordinario, Luiss Business School – Il Report di Impatto Sociale 2023 del Gruppo Nestlé in Italia si propone infatti di condividere, a valle di un rigoroso processo di identificazione e misurazione, gli impatti più significativi generati dal Gruppo.

Le iniziative sociali realizzate hanno impattato positivamente ambiti di impegno quali, tra gli altri, il benessere delle loro persone e famiglie, il supporto alle comunità locali, l’educazione alimentare.Tali ambiti di impegno sono oggi tra gli ingredienti più preziosi della ‘ricetta’ d’impatto sociale proposta dall’azienda, una ricetta che, grazie al primo Report di Impatto Sociale, il Gruppo Nestlé in Italia ha deciso di raccontare”.  Il valore sociale generato dalle attività di Nestlé è anche legato all’impegno e alla generosità delle sue persone che, grazie al pieno sostegno dell’azienda, possono dedicare il proprio tempo a chi ne ha più bisogno.

Il volontariato aziendale retribuito rappresenta infatti un importante cardine della responsabilità sociale del Gruppo.Nel 2023 sono stati 90 i dipendenti a svolgere attività di volontariato con un permesso aziendale retribuito e l’azienda punta ad arrivare a 450 persone entro il 2026. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alzheimer, possibile svolta da nuova molecola: sferra doppio attacco a proteina Tau

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(Adnkronos) – "Una svolta significativa" nella ricerca di nuovi farmaci anti-Alzheimer.Viene descritta così – sulla rivista 'Alzheimer's & Dementia' – una molecola che per la prima volta riesce a sferrare un doppio attacco alla proteina Tau, una di quella che si accumula nel cervello dei malati, colpendola nei 2 punti chiave per la formazione dei grovigli che soffocano i neuroni.

Il composto, un inibitore peptidico sviluppato grazie alla biologia computazionale e battezzato Ri-Ag03, per adesso è stato testato con successo in laboratorio e sui moscerini della frutta.I suoi 'papà' lo studieranno ora nei roditori, con la speranza di passare successivamente alla sperimentazione clinica sull'uomo.  La ricerca è coordinata dal Regno Unito.

Finanziata da Alzheimer's Society Uk, è guidata dalla Lancaster University in collaborazione con l'università di Southampton e la Nottingham Trent University, mentre fuori Gb hanno partecipato al lavoro il Tokyo Metropolitan Institute of Medical Science in Giappone e lo University of Texas Southwestern Medical Centre negli Usa. "Il nostro studio rappresenta un passo importante verso la creazione di trattamenti in grado di prevenire la progressione di malattie come l'Alzheimer", afferma l'autore principale Anthony Aggidis, ex ricercatore associato post-doc alla Lancaster University e visiting researcher all'ateneo di Southampton. "Colpendo entrambe le aree chiave della proteina Tau – sottolinea – questo approccio unico potrebbe aiutare ad affrontare il crescente impatto della demenza nella società, fornendo una nuova opzione tanto necessaria per il trattamento di queste malattie devastanti".E' "una svolta significativa", dicono gli scienziati. "Una 'prima volta' promettente". Le proteine ​​Tau hanno un ruolo cruciale nel mantenere la struttura e la funzione dei neuroni, ma nella malattia di Alzheimer ​​non funzionano bene e si aggregano: formano lunghe fibrille contorte che poi diventano grovigli neurofibrillari, masse che alla lunga uccidono le cellule cerebrali compromettendo la memoria e il pensiero, alterando il comportamento, fino al declino cognitivo. "Nella proteina Tau ci sono 2 regioni che fanno da 'cerniera' consentendole di aggregarsi", spiega Amritpal Mudher, professore di neuroscienze a Southampton.

Mentre i trattamenti messi a punto finora prendono di mira uno o l'altro di questi 2 'punti caldi', Ri-Ag03 li attacca e li blocca entrambi. "Per la prima volta abbiamo un farmaco che inibisce entrambe le regioni" e "questo doppio targeting – prospetta Mudher – apre potenzialmente la strada a terapie più efficaci".Ma anche più tollerate, aggiunge Aggidis: se "gli attuali inibitori dell'aggregazione hanno tanti effetti collaterali perché possono interferire con le funzioni di molte altre proteine, Ri-Ag03 è specificamente progettato contro la proteina Tau", è più mirato e dunque sulla carta più sicuro. Per valutare Ri-Ag03 in un organismo vivente è stato scelto il moscerino della frutta, molto usato in medicina perché condivide con l'uomo il 60% del Dna.

I ricercatori dell'università di Southampton hanno somministrato il farmaco a moscerini con Tau patogena, modelli di Alzheimer prodotti da Shreyasi Chatterjee, docente della Nottingham Trent University.Risultato: Ri-Ag03 ha soppresso la neurodegenerazione e allungato la vita dei moscerini della frutta malati di Alzheimer di circa 2 settimane, non poco considerando l'aspettativa di vita di un insetto.

Analizzando quello che succedeva nel cervello dei moscerini trattati con la nuova molecola, gli scienziati hanno visto che negli insetti nutriti con il farmaco le fibrille patogene di Tau diminuivano significativamente.E "più alta era la dose somministrata, maggiore era il miglioramento nella durata di vista dei moscerini", rimarca Mudher. Per assicurarsi che l'osservazione non valesse solo per i moscerini della frutta, i ricercatori dello University of Texas Southwestern Medical Centre hanno testato Ri-Ag03 in una cellula biosensore, un tipo di linea cellulare umana vivente progettata per rilevare la formazione di fibrille Tau patogene.

Anche in questo caso, hanno visto che il farmaco penetrava nelle cellule e riduceva l'aggregazione di ​​Tau. "La demenza è il primo killer nel Regno Unito e comporta costi e pressioni enormi per il nostro sistema sanitario, motivo per cui ci impegniamo a finanziare studi leader nel mondo come questo", dichiara Richard Oakley, direttore associato Ricerca e innovazione di Alzheimer's Society Uk. "Questa ricerca – commenta – sta compiendo passi promettenti verso una nuova terapia unica nel suo genere", un farmaco che "ha il potenziale per essere più mirato di altri attualmente allo studio" e che "speriamo abbia meno effetti tossici.E' importante evidenziare che la sperimentazione è nelle sue fasi iniziali – puntualizza Oakley – quindi non sappiamo ancora se funzionerà o sarà sicuro per gli esseri umani, ma lo sviluppo è entusiasmante e non vediamo l'ora di vedere dove ci porterà".

Il rappresentante della charity britannica è convinto che "la ricerca sconfiggerà la demenza, ma dobbiamo accelerare" il raggiungimento di questo traguardo "con più finanziamenti, più partnership e più persone che partecipano agli studi". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Vaudano (Cni): “L’importanza degli ingegneri deriva da diritti Costituzione”

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(Adnkronos) – "Il nostro compito, come Consiglio nazionale, è quello di far capire bene qual è l'importanza della nostra professione.L'importanza deriva dai diritti fondamentali che la Costituzione italiana pone tra i diritti del cittadino: alla salute, alla difesa, alla sicurezza".

A dirlo, all'Adnkronos/Labitalia, Remo Giulio Vaudano, vicepresidente vicario del Consiglio nazionale ingegneri, a margine della seconda giornata del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena. "Noi – ricorda – siamo deputati alla sicurezza dei nostri concittadini, sicurezza intesa nel poter utilizzare strutture, edifici, macchinari che siano funzionali a quello per cui sono destinati e che siano ovviamente sicuri, quindi che non creino problemi all'incolumità delle persone a tutti i livelli".  "In questo Congresso – sottolinea – abbiamo fatto un piccolo esperimento, quello di aprirci un pochino di più all'esterno.Il rischio di queste manifestazioni è sempre quello dell'autoreferenzialità, cioè di essere un po' chiusi e di parlarci addosso.

Invece abbiamo organizzato diversi eventi fuori della sede congressuale, abbiamo provato a dialogare anche con il cittadino che passava.Perché è importante far capire quanto sia importante il collegamento tra la cittadinanza e noi, che siamo al servizio della cittadinanza.

Speriamo che questa iniziativa abbia talmente successo da poterla replicare anche negli anni successivi".  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Gaudini (Siena): “Nuove branche dell’ingegneria focus al Congresso nazionale”

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(Adnkronos) – "Per la prima volta abbiamo affrontato i temi dell'ingegneria non tradizionale e questo in virtù del fatto che la categoria è pienamente cosciente dei cambiamenti e delle svolte che sono in atto, sia da un punto di vista tecnologico sia da un punto di vista della società".A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Francesco Gaudini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Siena, a margine del 68esimo Congresso nazionale degli Ingegneri d’Italia, dal titolo 'Svolte-ingegneria per governare il cambiamento, in corso a Siena.  "Come sappiamo – spiega – l'ingegnere non è solo quello civile, ma si occupa degli edifici.

Le nuove ingegnerie si occupano di moltissimi altri settori, c'è poi l'ingegneria emergente che è quella informatica, quella che si occupa di intelligenza artificiale e di tecnologia artificiale".  "Siamo riusciti a concentrare il focus del Congresso – sottolinea Gaudini -su questi temi attuali e a coinvolgere iscritti e non; questo è l'esperimento di congresso diffuso, quindi aperto anche alla cittadinanza.Siamo infatti riusciti a coinvolgere la collettività su temi di estrema attualità che riguardano l'ingegneria e la società civile".  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran abbandonato anche da alleati Cina e Russia, Brics non pervenuti

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(Adnkronos) – Il conflitto tra Israele e Iran rientra nella più ampia contrapposizione tra democrazie liberali e autocrazie, che negli ultimi dieci anni ha in parte ricalcato dinamiche e schieramenti della Guerra fredda.Per questo la domanda in questi giorni è: dove sono Russia e Cina?

Come mai sia Xi Jinping (sempre molto cauto) che Putin (decisamente più ciarliero) tacciono davanti alla morte di Nasrallah e alla evidente difficoltà del loro alleato?L’Iran ha strettissimi rapporti con Mosca, cui fornisce droni e anche missili balistici da usare nella sua guerra contro l’Ucraina, ed è membro della Sco, la Shanghai cooperation organization, una specie di ‘anti-Nato’ istituita nel 2001 e guidata dalla Cina.

Che è il primo partner commerciale di Teheran e compra l’89% del petrolio iraniano (dati febbraio 2024, Atlantic Council).  Nonostante questo, e nonostante la propaganda anti-occidentale che descrive il fronte delle autocrazie come una corazzata unita e invincibile, i due principali alleati non fanno nulla in favore degli ayatollah.La verità è che non potrebbero, anche volendo: la Cina, dopo aver organizzato la plateale e parecchio gonfiata 'distensione' con l’Arabia Saudita, non ha fatto passi avanti nella sua influenza mediorientale.

Né a livello politico né tantomeno militare: se nell’Indo-Pacifico mostra i muscoli, in altri quadranti si muove coi piedi di piombo.Una crisi più profonda nella regione, e il danneggiamento di pozzi e strutture petrolifere (anche dell’Arabia Saudita, che nel 2019 fu colpita da asset iraniani, ed è il secondo fornitore di Pechino), sarebbe un disastro per l’economia cinese, già in grande difficoltà e dipendente da sempre maggiori quantità di greggio.  La Russia non ha forniture militari da elargire, visto che il percorso è inverso: è Teheran a sostenere lo sforzo bellico putiniano, insieme alla Corea del Nord.

Certo, il ministro degli Esteri Lavrov visita spesso il Paese, ma il fatto che non sia arrivato nessun segnale in loro favore in questi giorni è molto preoccupante per il regime.E gli altri Brics, il blocco di cui l’Iran è entrato a far parte dal 1 gennaio 2024?

Zero.Anzi, da alcuni c’è aperta ostilità.  Solo due settimane fa, l’ayatollah Khamenei ha attaccato i ‘nemici dell’Islam’ che maltrattano le minoranze musulmane, e tra questi ha incluso l’India. La risposta è stata dura: “Inaccettabile, guardi in casa sua come vengono trattate le minoranze”.

Il Brasile non entra proprio nella partita, mentre l’Indonesia, che da anni valuta di unirsi al club dei Brics, ospita la più grande popolazione sunnita al mondo e come gli altri paesi a maggioranza sunnita ha trovato gravissimo che l’attacco iraniano abbia messo nel mirino anche l’area di Gerusalemme, sacra per i sunniti ma poco rilevante per gli sciiti.A parte il Fattah-1, che ha una testata dotata di un motore indipendente e che si può manovrare da remoto, gli altri missili balistici lanciati dall’Iran hanno un raggio di impatto piuttosto ampio; dunque, se qualcuno fosse sfuggito al sistema di intercettazione israeliano, sarebbe potuto cadere su aree a maggioranza musulmana o di valore storico-religioso.

Insomma, se la guerra prendesse una piega ancora più grave, non ci sarebbe nessuno capace di (o disposto a) correre in soccorso di Teheran.  Dall’altra parte, Israele che in questi mesi non è certo il più amato dalla comunità internazionale, ha incassato la condanna delle Nazioni Unite nei confronti dell’Iran (senza menzioni sulla sua condotta, una vittoria diplomatica) e può contare su un Joe Biden che questa volta si schiera a favore di una risposta misurata, ma dura.Mentre ad aprile gli Stati Uniti, dopo la pioggia di razzi, missili e droni, e il successivo ‘strike’ israeliano su obiettivi mirati iraniani, hanno consigliato a Netanyahu di 'prendersi la vittoria’ senza fare ulteriori mosse, in queste ore stanno decidendo insieme a lui quale sarà la risposta nei confronti di Teheran.  Si parla di colpire siti militari, infrastrutture energetiche, forse l’area dei siti nucleari Isfahan, Natanz e Fordow.

Che però si trovano a una profondità tale da essere al riparo dalle bombe ‘bunker buster’ che hanno una testata da circa 1.000 kg e che Israele ha usato per uccidere Nasrallah in Libano.Gli unici ad avere armi in grado di danneggiare le centrali costruite sotto la roccia sono gli Stati Uniti, con i bombardieri B-1 armati di Massive Ordnance Penetrator (Mop), bombe con testate da 2.500-3.000 kg.

Ma non ci sono indicazioni che a Washington, soprattutto alla vigilia di un’elezione cruciale, siano pronti a una scelta simile. (di Giorgio Rutelli) —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Perrini: “Dalla sicurezza all’IA e all’economia ecco le competenze degli ingegneri”

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(Adnkronos) – "Prima gli ingegneri erano conosciuti perché erano i protagonisti della realizzazione di edifici, ponti, condotte.Erano i professionisti che si occupavano di tutto quello che serviva per lo sviluppo civile.

Ora invece l'ingegnere è una figura che si occupa della società a 360 gradi, dalla bioingegneria all'intelligenza artificiale, all'economia perché ci sono anche interventi in cui la tecnica ovviamente deve essere compresa negli investimenti, c'è l'ingegneria gestionale per esempio, quindi noi siamo ormai in grado di occuparci di tutte quelle questioni che riguardano la sicurezza dei cittadini".A dirlo, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Angelo Domenico Perrini, a margine del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d’Italia, in corso a Siena. "Proprio per questo – ribadisce – stiamo facendo una battaglia per l'iscrizione obbligatoria dell'albo, perché è giusto che tutti gli ingegneri che svolgono un'attività professionale siano controllati dal proprio ordine e siano capaci di svolgere l'attività con scienza e coscienza; è questo che si aspetta dalla società da noi".   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve, per Bremer lesione legamento crociato e stagione finita

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(Adnkronos) – Stagione finita per Bremer.Il difensore brasiliano della Juventus ha riportato una lesione al legamento crociato del ginocchio sinistro nel match di Champions League vinto ieri dai bianconeri per 3-2 a Lipsia.

Il difensore sarà operato nei prossimi giorni come rende noto il club.La Juve nei prossimi impegni farà a meno anche di Nico Gonzalez, out per un problema muscolare.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, salgono i casi in Italia: la situazione a Fano

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(Adnkronos) – Salgono a 572 i casi confermati di Dengue in Italia dall'1 gennaio all'1 ottobre 2024, rispetto ai 500 di una settimana fa.Sempre zero i decessi.

Del totale contagi segnalati al sistema di sorveglianza nazionale, 442 sono importati (associati a viaggi all'estero) e 130 sono casi autoctoni (erano 64 la settimana scorsa).Di questi, 102 si concentrano nelle Marche dove è in corso un focolaio nell'area di Fano.

E' quanto riporta l'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità.  "Al primo ottobre – si legge nell'ultimo aggiornamento, relativamente ai casi autoctoni – sono stati identificati diversi eventi indipendenti di trasmissione locale del virus Dengue (Denv) in Italia.Il focolaio di dimensioni maggiori, con 102 casi confermati di infezione da Denv di tipo 2 e tutti sintomatici, è localizzato in un comune nella regione Marche.

Casi sporadici e focolai più limitati di infezione autoctona da Denv di tipo 1, 2 e 3 sono stati segnalati in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Abruzzo e Toscana". Dei 130 casi autoctoni, oltre ai 102 delle Marche si contano ad oggi 19 contagi in Emilia Romagna, 6 in Lombardia, 1 in Veneto, 1 in Toscana e 1 in Abruzzo sul quale sono ancora in corso indagini in merito all'esatta attribuzione geografica. "Le indagini epidemiologiche in corso, al 1 ottobre 2024 – precisa l'Iss – non hanno mostrato evidenze di collegamenti epidemiologici/microbiologici tra loro o con i casi segnalati dalla Regione Marche".  "Ad oggi a Fano si registrano 105 casi confermati di Dengue e 14 casi probabili.I casi sono tutti autoctoni", riferisce la Regione Marche, dopo un incontro di aggiornamento del Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie, al quale hanno partecipato esperti di vari settori, sia regionali che dell'Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Pesaro Urbino. Durante la riunione, che si è svolta oggi, si è fatto il punto sull'evoluzione del focolaio che "mostra un trend in diminuzione con casi sporadici negli ultimi giorni", sottolinea la Regione. "E la curva di incidenza, che si basa sulla data inizio sintomi, è al momento in fase discendente", aggiunge, ribadendo che "la situazione è monitorata con attenzione".

Inoltre, "è in corso una collaborazione con il ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità per valutare l'andamento del focolaio epidemico".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)