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Raggi, l’Evita Piagnon de noantri ed il “complotto” dei frigoriferi in strada

Rifiuti e frigoriferi per strada a Roma
Rifiuti e frigoriferi per strada a Roma

Da un pò di tempo, per il fatto che il servizio di ritiro a domicilio è sospeso da mesi, le strade di Roma si stanno misteriosamente riempiendo di frigoriferi vecchi, e non solo. Il disservizio, e le conseguenze ben visibili, sono innegabili. Negabile invece ne è l’origine, almeno per quella che Gramellini, nel suo commento di oggi nel merito di questa vicenda, definisce come l’Evita Piagnon de noantri, alias: la sindaca Raggi. Per lei NON è così, non si discute, è l’ennesimo complotto contro di lei e già che c’è, anche a favore del SI al Referendum. Cosa centrino i frigoriferi ed altro per strada con il SI al referendum non è dato ne sapere ne ipotizzare ma per la sindachessa, ed i pentastellati, così è …. e non si discute!

La notte dei frigoriferi

Divani in strada
Divani in strada a Roma

Si aggirano col favore delle tenebre. Scivolano furtivi, reggendo sulle spalle frigoriferi e materassi, anche qualche divano andato a male.

Sono i poteri forzuti e vogliono spegnere le menti più illuminate dei Cinquestelle.

Il drammatico allarme è stato lanciato proprio da una di loro, la sindaca Raggi: le strade di Roma si stanno misteriosamente riempiendo di frigoriferi vecchi. Chi c’è dietro e magari dentro? Qualcuno ha azzardato: dipenderà dal fatto che il servizio di ritiro a domicilio è sospeso da mesi. Sciocchezze. Quei rifiuti ingombranti da rottamare sono una metafora. Come una firma d’autore. È lui, il toscanaccio del Sì, che sta organizzando questa migrazione di elettrodomestici clandestini, questa lunga notte dei frigoriferi, per attribuirne la colpa alla Evita Piagnon de noantri.

Poi ci sono i materassi. L’assessora all’ambiente Muraro ci è rimasta secca, l’altra sera: stava passando per una piazza che i suoi netturbini avevano appena ripulito come la hall di un collegio svizzero, quand’ecco spuntarne uno accanto ai cassonetti. E chi lavorava in una celebre fabbrica di materassi, se non il capo della P2 in persona, Licio Gelli? La loro proliferazione per le strade di Roma fa dunque parte del famigerato piano di rinascita democratica con le molle. Eppure i cattivi non prevarranno. Dopo gli anni grigi del loden di Monti e dei monologhi-tisana della Boschi, i Cinquestelle hanno riempito la casella Cazzeggio lasciata libera da Berlusconi. Non ce li lasceremo portare via senza lottare: a colpi di materasso, se necessario.

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