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Luigi Di Maio
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Editoriali Politica

Vertice TAV coperto con l’arma di distrazione di massa dell’ALTRISMO: ora su salario minimo

Vertice, oggi, sulla TAV con il premier Conte, i vicepremier Salvini e Di Maio, e il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Intanto, nel suo primo giorno da segretario del PD, Zingaretti ha lanciato ieri un appello da Torino:

“non si interrompano i bandi per la TAV …. sarebbe criminale perdere centinaia di milioni di investimento e migliaia di posti di lavoro” ed afferma,

“Torino è diventata simbolo di una regressione culturale, da qui dobbiamo ripartire per ridare fiducia al Paese […] l’hanno capito tutti che l’Italia la governa Salvini. Il quale fa prevalere l’interesse del partito su quello nazionale. E’ un lucro miserevole”.

”Non penso che le divergenze tra M5s e Lega siano sul progetto ma sull’opera in sè. Dossier, studi e controstudi servono solo a nascondere un gigantesco problema politico. Un gioco delle tre carte a spese del Paese”

Il trionfo dell’italiotica arma di “distrazione di massa”: l’ALTRISMO

E qui parte, pronta, la mossa dell’ATRISMO dei gialloverde affidata, per questa fase, alle parole del leader e vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio che , come d’abitudine suo e di Salvini, svicola su altro argomento ed apre un fronte diverso lanciando una sfida al Pd sul salario minimo per il quale afferma:

“Mi auguro di vedere sul tema un’ampia convergenza parlamentare. Perché è una cosa giusta. Chi vuole fare gli interessi dei lavoratori non può tirarsi indietro”.

Considerando il tema posto in campo, al solito a chiacchiere, ovviamente centra l’obiettivo ed effettua così lo scambio di binario dirottando il discusso su “altro” confermando così anche che, in Italia, non c’è nessun argomento più utile e più valido di quello dell’Altrismo e/o dell’Altrovismo.

Per rafforzare il “nuovo tema” posto in campo, Di Maio sottolinea che la misura è adottata in 22 paesi europei su 28, “comprese Francia e Germania” e che l’Italia aspetta “da decenni” una legge «che restituisca dignità al lavoratore permettendogli di non essere più vittima del ricatto ‘questo è il lavoro: o così o vattene’», ed aggiunge:

“La sinistra se ne è riempita la bocca per anni, ma quando è stata al governo non l’ha mai nemmeno posta in agenda” nonostante sia “inaccettabile che nel 2019 ci siano ancora migliaia di giovani costretti ad accettare una paga di 3 o 4 euro l’ora. Quello non è lavoro, è schiavitù”.

QUESTA la realtà del salario minimo garantito nel mondo:
Paese Salario minimo mensile
nel 2016
(valuta: euro)
note
Albania Albania 155,71
Austria Austria affidato alla contrattazione collettiva
Belgio Belgio 1.501,82 in aggiunta alla contrattazione collettiva
Bulgaria Bulgaria 214,75
Cipro Cipro affidato alla contrattazione collettiva
Croazia Croazia 408,39
Danimarca Danimarca affidato alla contrattazione collettiva
Estonia Estonia 430,00
Finlandia Finlandia affidato alla contrattazione collettiva
Francia Francia 1.466,62
Germania Germania 1.473,00
Grecia Grecia 683,76
Irlanda Irlanda 1.546,35
Islanda Islanda
Italia Italia affidato alla contrattazione collettiva
Lettonia Lettonia 370,00
Lituania Lituania 350,00
Lussemburgo Lussemburgo 1.922,96
Macedonia del Nord Macedonia del Nord dati non disponibili
Malta Malta 728,04
Montenegro Montenegro 288,05 (aggiornato al 2015)
Norvegia Norvegia non applicabile
Paesi Bassi Paesi Bassi 1.507,80
Polonia Polonia 500,26
Portogallo Portogallo 618,33
Regno Unito Regno Unito 1.529,03
Rep. Ceca Rep. Ceca 366,30
Romania Romania 233,16
Serbia Serbia 233,57
Slovacchia Slovacchia 405,00
Slovenia Slovenia 790,73 (aggiornato al 2015)
Spagna Spagna 764,40
Svezia Svezia affidato alla contrattazione collettiva
Svizzera Svizzera non applicabile
Ungheria Ungheria 353,05
Turchia Turchia 517,92
Stati Uniti Stati Uniti 1.155,35
fonte: (ENMonthly minimum wages – bi-annual data, Eurostat. URL consultato l’11 febbraio 2016.

Ovviamente, bordata, e mistificazione di questo genere, non poteva essere lasciata passare senza replica, soprattutto da parte del Largo del Nazareno dove trova subito pronta Debora Serracchiani, capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera, a respingere l’insinuazione e a ricordare a Di Maio che:

“sul Salario minimo orario esiste una proposta di legge del Partito democratico, già depositata fin dallo scorso luglio, molto precisa e dettagliata”.

A sua volta poi, la Serracchiani, spiega e dettaglia anche che quella da loro ipotizzata sarebbe una misura che:

“verrebbe incontro ai circa due milioni di lavoratori che in Italia non hanno un contratto collettivo di riferimento e agli oltre 2,5 milioni che possono essere considerati lavoratori poveri proprio per gli stipendi. Stiamo parlando di lavoratori poveri che anche il reddito di cittadinanza escluderebbe da qualsiasi tipo di aiuto pubblico e che ricevono salari al di sotto dei minimi stabiliti dalla contrattazione”.

Ciò chiarito e puntualizzato, il Pd afferma che, ovviamente, sono disponibilissimi ad un serio confronto:

“Se quella del M5s è una iniziativa legislativa seria e non la solita campagna propagandistica, assicura la Serracchiani, troverà sempre pronto il Pd nella difesa degli interessi delle categorie più deboli”.

L’argomento attrae anche l’altro lato delle opposizioni che, distogliendosi anch’essa dall’argomento TAV, risponde con Mara Carfagna, vice presidente della Camera, che invita Pd e M5s a non strumentalizzare la questione:

“Discutere di salario minimo si può e si deve, vedendo in dettaglio le proposte e confrontandosi con imprese e sindacati. Usarlo come stanno facendo per fare la gara a chi è più di sinistra, o per evocare un ‘nuovo forno’ Di Maio-Zingaretti, sembra una strumentalizzazione di milioni di lavoratori precari e della loro speranza di un salario più alto. Serve meno tattica e più azioni concrete”.

E questo è! E se questo non è l’ennesimo trionfo dell’Altrismo mi piacerebbe sapere cos’è!

EDITORIALI • POLITICA  / Oggi vertice su TAV “coperto” dall’arma di “distrazione di massa”: l’ALTRISMO

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