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Controlli antidroga a Taormina. A Palermo 15 arresti per spaccio con metodo mafioso. Forse sarebbe meglio …

Forse sarebbe meglio legalizzare quella cosiddetta leggera e di contro guerreggiare senza pietà e attenuanti lo spaccio e la connessa criminalità.

I Carabinieri della Compagnia di Taormina, nell’ambito dei servizi finalizzati a prevenire e reprimere i reati relativi alla detenzione ed al traffico di stupefacenti e quelli relativi la detenzione illegali di armi hanno tratto in arresto 3 cittadini italiani, di cui un minore, nei territori di Roccella Valdemone (Me), Gaggi (Me) e Santa Teresa di Riva (Me).

A Gaggi i militari della Stazione di Graniti, nel corso di un servizio d’istituto finalizzato alla prevenzione e contrasto del consumo di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto di flagranza di reato un diciassettenne resosi responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il minore, fermato dai carabinieri e sottoposto a perquisizione personale, estesa successivamente anche all’abitazione, veniva trovato in possesso complessivamente di circa 1 Kg di marijuana, 15 grammi di cocaina, 11 di hashish e 3 bilancini di precisione oltre che materiale utile per il confezionamento in dosi delle suddette sostanze stupefacenti. Il giovane, espletate le formalità di rito, veniva accompagnato presso il centro di prima accoglienza per minorenni di Messina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Minorile di Messina.

A Palermo è stata sgominata una banda nel cuore di Ballarò che poteva contare su una schiera di pusher e vedette che operavano con turni giornalieri, in sinergia con i responsabili operativi della piazza ai quali spettava la custodia denaro ricavato. Ventidue le ordinanze cautelari disposte dai Carabinieri su ordine del Gip, mentre sono 15 gli arresti disposti dal giudice, 8 i domiciliari e 7 gli indagati. Le indagini, condotte con microspie e riprese video, hanno permesso di scoprire i capi e promotori dell’organizzazione cui alcuni già condannati per estorsione aggravata dal metodo mafioso, frequentatori di boss e vicini a famiglie mafiose di “Palermo Centro”.

La droga.

Un argomento di cui ci si è occupati tempo addietro “Gli ARTIGLI di Meth (la potente droga di casa)” e che nel dibattitto nazionale sociale sembra quasi divenuto un tabù. Forse perché risaputamente c’è stato un prolificare di consumatori tra comuni cittadini, mondo dello spettacolo, professionisti, intellettuali, moralisti e si dice anche tra i livelli più alti fino all’ultimo sgabello della politica e delle istituzioni. O forse perché ci sarebbe pure, cosi ancora si vocifera, un proliferare di corrieri della droga, gente qualsiasi che improvvisamente spunta con la macchina nuova di un certo livello, suv e altro, case, crociere, ecc. oppure con disponibilità inspiegabile e che si vanta viaggiare ai quattro angoli della Terra conoscendo il mondo, i popoli, le culture, le religioni, gli spiriti che animano le genti e poi guarda caso fa sempre gli analoghi percorsi. O forse ancora in quanto è calata una sorta di sparsa rassegnazione e assuefazione soprattutto in tanti genitori, che pur sapendo che i propri ragazzi (poiché solo chi non è un vero genitore non si accorge) sono rovinati dalla droga (dall’alcol, dagli anabolizzanti, ecc.) finiscono con il girarsi dall’altro lato come inermi, anche perché a chi ci si rivolge in questa Nazione in cui quasi tutto è stato depenalizzato.

Sicché molti negli ultimi decenni restiamo in silenzio, omertosi e guardiamo altrove o in genere voliamo alto con i discorsi poiché di fatto impotenti o forze anche vigliacchi. Eloquente tutto ciò anche di quanta ipocrisia e depressione ha sparso e continua a spargere la misantropa politica e le sprezzanti istituzioni italiane, dallo scranno più alto all’ultimo sgabello, tanto da intontire persino i genitori.

Forse sarebbe meglio una ragionevole legalizzazione della droga quanto meno cosiddetta leggera.

Il proibizionismo storicamente e in ogni espressione umana della società è di tutta evidenza giovato da sempre agli ipocriti e specialmente in politica, nella cosiddetta società civile, religiosa, blasonata, professionale e intellettuale, nonché ai mimetizzati profittatori e delinquenti anche in doppio petto e tailleur. Sarebbe ora di legalizzare la droga quanto meno cosiddetta leggera e contemporaneamente quintuplicare le pene senza pietà e attenuanti per i pusher, importatori e produttori abusivi, fino all’ergastolo ostativo in taluni casi di brutalità.

Tale soggettivo ma direi oggettivo pensiero sulla legalizzazione vale anche per la prostituzione, così di certo ci sarebbe altrettanta maggiore liceità, verifica sanitaria, introito fiscale, autogestione in locali a norma e autorizzati, meno aggressività sulle donne (e pure uomini) nonché la criminalità ne perderebbe il notorio controllo. Se ne gioverebbe di tutto quanto anche la blasonata cultura italiana divenendo meno ingannatrice, poiché tanti (uomini e anche donne, giovani e adulti) risaputamente si battono il petto oppure vendono etica e poi vanno a … pagamento e altro, oppure fanno gli omofobi o gli integerrimi e poi vanno a … pagamento e altro, sapendo pure che così ingrassano le mafie dello sfruttamento umano e dello spaccio di morte.

Adduso Sebastiano

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