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ESCLUSIVA – Sequino, coord. provinciale Salvini: “Muri navali per bloccare i migranti. Scontri? La violenza va condannata, non c’è confronto”

Le parole del Coordinatore Provinciale in merito alla manifestazione della Lega

Tra proteste da parte di alcuni ragazzi dei centri sociali, aggressioni verbali e addirittura il lancio di una bomba carta, questa mattina 30 dicembre 2017 si è tenuta la manifestazione della Lega nella città di Castellammare di Stabia (NA). Dove i principali rappresentanti erano pronti a urlare, con tanto di megafono, uno dei punti fondamentali del programma elettorale di Matteo Salvini, il candidato Premier della Lega: la contestazione del Protocollo Minniti.

Durante l’evento è stato possibile intervistare su quelli che sono i punti fondamentali del programma del partito, il Coordinatore Provinciale Biagio Sequino.

Innanzitutto cos’ha da dire in merito allo scontro innescato poco fa dai ragazzi dei centri sociali?

La violenza va sempre condannata a prescindere dalle idee che si portano avanti quindi noi condanniamo questi episodi e noi per nostra cultura e tradizione mai e poi mai andiamo presso i gazebo di altri movimenti che non condividono le nostre idee o che noi non condividiamo le loro idee a manifestare il nostro dissenso. Ognuno liberamente come la vediamo noi scegli di portare avanti un’idea un progetto di governo, un progetto culturale, un progetto politico, lo fa e non credo che noi andiamo a disturbare gli altri quando manifestano il loro pensiero.

Magari se si instaurasse un dialogo e questi ragazzi avessero l’opportunità di acoltare al meglio il vostro pensiero, cambierebbero idea?

Il problema è che queste persone non accettano il confronto, il dibattito e la diversità di vedute. Purtroppo siamo ancora davanti a quella presunta superiorità morale della sinistra che a nostro avviso, ha fatto danni in passato al governo italiano e può fare solamente danni e sicuramente noi lavoreremo per non farli tornare alla guida del Paese. Stando ai sondaggi, con un centro destra unito sicuramente saremo noi ad andare alla guida del paese e a portare avanti le nostre idee e il nostro progetto per la nazione.

Per quanto riguarda il protocollo Minniti, sappiamo che sono già stati resi pubblici i numeri dei migranti che saranno ospitati dai 265 comuni che hanno firmato il suddetto protocollo, mentre il sindaco Pannullo ha riferito di non conoscere il numero preciso dei migranti che la città di Castellammare dovrà ospitare. Quindi a chi dobbiamo credere?

B: Allora io, come coordinatore provinciale, mi occupo di tutta la provincia di Napoli e so per certo che ci sono fondi di 30milioni di euro che saranno dati ai 265 comuni che hanno aderito, più altri comuni che si aggiungeranno a questo protocollo, per fare arrivare a circa 8/9 mila migranti su tutta la regione Campania. Adesso io mi domando e dico: se un sindaco che ha firmato un protocollo d’intesa e non conosce quanti migranti devono arrivare, non conosce cosa è competenza del comune come bandi e cosa sarà competenza della provincia; non sa spiegare quali beni pubblici comunali  mette a disposizione e con quali fondi suoi o della provincia o della regione o dello stato, credo che la città di Castellammare debba preoccuparsi seriamente, perché ha un amministratore che non conosce come stanno le cose a casa sua. E io da un padre di famiglia che non conosce come funzionano le cose nella propria casa mi preoccuperei sulla tenuta della famiglia stessa.

Inizialmente poi si era pensato di sistemare i migranti a via Raiola all’interno dell’edificio dell’ex municipio, ma gli abitanti della strada hanno protestato per tale provvedimento e non se ne è più fatto niente. Adesso è stata disposta una nuova location atta ad ospitarli?

Questo ce lo deve dire l’amministrazione comunale se e quali beni pubblici dovranno essere messi a disposizione. Noi abbiamo fatto un evento simile al comune di Gragnano dove c’è stato poi il confronto con il vice sindaco e con l’assessore Aramo e poiché loro non avevano dei beni pubblici disponibili, ad oggi non sapevano se avrebbero fatto dei bandi per affittare delle case. Quindi credo, perché non lo sanno neanche i comuni che hanno firmato, si passerebbe da una gestione esterna attraverso i CAS (Centro Assistenza Straordinaria) che c’erano precedentemente, a una gestione interna dei comuni per l’accoglienza. Quindi il business dell’accoglienza mi preoccupa perché passerebbe dai privati al pubblico quindi continua ad andare avanti questa speculazione sulla quale noi ci opponiamo fortemente.

Per ciò che rigaurda lo Ius Soli, è contrario?

Non posso non essere d’accordo col fatto che lo Ius Soli va fermato. Va fermato per due motivi: noi già siamo uno degli stati dell’Unione Europea che dà il maggior numero di cittadinanze, che senso ha rendere più elastica la normativa sulle cittadinanze in uno stato che è l’anticamera dell’Europa per l’Africa? Quindi con lo Ius Soli noi diventeremo la sala parto dell’Africa e non lo possiamo consentire in un momento in cui c’è un forte disagio economico tra gli itliani e in un momento in cui già c’è un emergenza migranti della quale l’Europa se ne sbatte e ricade tutto sull’Italia.

Quindi diciamo che la sua è un’obiezione contro le tempistiche di approvazione della cittadinanza? Perché ci sono migranti che nascono in Italia, vanno a scuola in Italia e abbracciano soprattutto la cultura e la vita italiana, loro non hanno il diritto di definirsi italiani?

Per me infatti la legge va bene così com’è. A mio avviso va applicata meglio, però la legge attuale va bene già così com’è, noi riteniamo che renderla più agevole attraverso lo Ius Soli vada a creare un danno e si aumenta ancora la speculazione nei confronti dell’Italia che diventerebbe la sala parto dell’Europa e quindi gli scafisti sarebbero maggiormente incentivati a portare avanti il loro business. Per cui per come la vedo il governo Renzi/Gentiloni sta facendo scafismo di stato attraverso lo Ius Soli.

Uno dei motti di Salvini è sempre stato: “Aiutiamoli a casa loro”, cosa anche giusta visto che l’Italia al momento pare non avere le risorse per aiutare gli italiani, figuriamoci gli immigrati. Tuttavia non è moralmente e umanamente giusto lasciarli morire in mare anche perché in seguito al patto che l’Italia ha firmato con la Libia, da alcuni filmati resi pubblici dai volontari italiani, accade proprio questo: gli equipaggi delle imbarcazioni libiche impediscono ai volontari,anche lanciandogli addosso delle patate, di salvare i rifugiati da morte certa.

Allora noi abbiamo sempre detto “aiutiamoli a casa loro” perché ad oggi l’immigrazione costa allo Stato e quindi agli italiani CINQUE miliardi di euro per i costi diretti, poi ci sono i costi indiretti ossia: WELFARE, politiche sociali e anche costi relativi alla sanità e alla giustizia. Per cui erogare tutti questi soldi a migliaia di migranti, di cui solo una minuscola parte risultano essere rifugiati politici, mentre altri si danno alla macchia sfuggendo al censimento e altri ancora bivaccano per il Paese, potrebbero essere spesi a casa loro per favorire lo sviluppo sul loro territorio. Poi è chiaro che chi ha diritto allo status di rifugiato politico è bene accolto in Italia, anzi meriterebbe di essere accolto meglio di quanto facciamo adesso. Il sistema dell’immigrazione e dell’integrazione va totalmente rivisto perché c’è una parte della politica che vuole fare business sull’immigrazione.

E per bloccare le morti in mare?

Per me si dovrebbe creare u muro navale in modo da impedire sia l’arrivo di altri migranti sia per prestare soccorso a chi ne ha bisogno e una volta fatto ciò, ovviamente, rispedirlo a casa.

Per quel che riguarda il locale, quali sono i piani della Lega per Castellammare di Stabia?

A Castellammare credo che manchi la connessione tra le opposizioni e il tessuto della società civile, per quanto riguarda l’amministrazione comunale non intendo entrare all’interno della situazione perché non è il nostro perimetro d’azione, però oggi le amministrazioni comunali sono molto lontane dai cittadini e quindi a mio avviso bisogna riportare la centralità della politica sul territorio. Quindi: banchetti, i gazebo, iniziative anche nelle periferie su temi non solo come l’immigrazione, ma anche come Fincantieri, le Terme, la tutela dei lavoratori e la tutela di famiglie disagiate, perché quando parlo di discriminazione a sfavore degli italiani è perché ci sono famiglie italiane che non hanno più un alloggio abitativo e si pensa a dare alloggio a chi non è italiano prima di risolvere i problemi degli italiani.

a cura di Maria Rosaria Cotticelli

RIPROUZIONE RISERVATA

 

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Mara Cotticelli

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