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Le opposizioni attaccano da destra e sinistra; e i Gialloverde cominciano a scricchiolare
Attualità

Le opposizioni attaccano da destra e sinistra; e i Gialloverde cominciano a scricchiolare.

Le opposizioni, sguazzando nel clima di manine, io non sono fesso, io non sono bugiardo, insomma di: io sò io e voi …., ne approfittano, si muovono insieme e attaccano il governo.

Approfittando delle tensioni nella maggioranza giallo verde le opposizioni tornano all’attacco su manovra e condono.

Il governo sta mettendo a rischio i conti correnti degli italiani è l’affondo del segretario del PD Martina. Lo spread ha raggiunto i livelli del 2013 e questi sono in giro a farsi polemiche fra di loro perché nessuno ha il coraggio di dire quello che hanno fatto insieme qualche giorno fa provando quel vergognoso condono per gli evasori

Alla Leopolda l’ex premier Renzi e la ex Ministro Padoan ieri hanno presentato la contromanovra del PD per salvare il paese, dicono.

Nel frattempo anche il centro-destra si muove ed attacca il governo.
Per Fratelli d’Italia, i Cinque Stelle sono imbarazzanti: denunciano complotti per mascherare la loro incapacità.
Da Forza Italia, invece, Berlusconi chiede a Salvini di staccare la spina al governo per il bene degli italiani e non allontanarci dall’Europa, questa Europa che ci rimanda indietro la legge di bilancio dicendo che non manteniamo gli impegni, e tutto questo non porta che in una strada in cui in fondo ci può essere un disastro

Alle parti politiche, come già segnalato ieri, fa eco anche l’appello che i giovani industriali inviano al governo: basta con le sceneggiate delle manine …. rischiamo un futuro da paese spazzatura. Il conto della manovra è salato ma la crescita non è scontata avverte il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Alessio Rossi. Il rischio all’orizzonte, dice, non è tanto una procedura della commissione europea ma una punizione da parte dei mercati con un futuro spazzatura per i giovani.

In questa atmosfera anche il consenso per la coalizione gialloverde che appariva granitico, comincia a scricchiolare e, come era accaduto anche con il Ponte Morandi di Genova, a mostrare i primi rilasci di calcinacci che si presume siano destinati ad aumentare nelle prossime settimane quando, quasi certamente, la vicenda – surreale – del testo sul decreto fiscale “manipolato” avrà delle ripercussioni misurabili sull’opinione pubblica, e forse anche sulle intenzioni di voto.

Infatti è già da qualche settimana che i sondaggisti rilevano una lenta, ma continua, tendenza al calo del consenso globale del governo Gialloverde che, fino ad allora, aveva comunque mostrato stabilità, se non incremento, visto che, anche nelle condizioni peggiori, se l’uno calava l’altro aumentava per cui, alla fine, il saldo era sempre stabile o, come detto, in aumento. Oggi più che mai questo andazzo sembra già essere finito ed aver preso una strada in discesa sulla quale “sono in discesa entrambi”.

Domani si vedrà: “domani è un altro giorno e si vedrà” cantava la Vanoni (ops … Vanoni/tasse … brividi gialloverdi) e noi persistiamo con il nostro: io speriamo che me la cavo

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