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191018 – IL PUNTO sulle news del giorno appena finito

IL PUNTO sulle news del giorno appena finito:

  • Scontro tra Lega e 5 Stelle sul decreto fiscale. Salvini accusa: di Maio. sapeva. Il vicepremier 5 Stelle: non sono un bugiardo. Palazzo Chigi ribatte, articolo non verbalizzato.
  • Moscovici, dialogare è fondamentale. La palla ora è nel campo dell’Italia che ci risponderà entro lunedì.
  • Giovani industriali: basta con le sceneggiate delle manine, rischiamo un futuro spazzatura
  • Lo Spread schizza a 340 punti, poi scivola 301,6.

Ormai è guerra tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio con accuse e contro accuse sul decreto fiscale, ma non solo.

Il CDM convocato in extremis per risolvere la querelle dello Scudo Penale al condono potrebbe non redimere le spaccature del governo giallo verde.

Inizia Matteo Salvini, leader della Lega, che accusa di Maio di aver parlato in televisione piuttosto che alzare il telefono, e racconta la sua versione sul consiglio dei ministri che varò il decreto fiscale:

“Io non sono nato per condonare niente e nessuno” afferma Salvini “C’erano due persone. Chi leggeva era il presidente del consiglio Giuseppe Conte e chi verbalizzava era Luigi Di Maio”

Parole non apprezzate dai 5 Stelle per cui tocca a Di Maio rispondere e lo fa dicendo:

“Se oggi Salvini, in merito a questa vicenda del condono tombale dice che non vuole passare per fesso, io non posso passare per bugiardo”.

Ma c’è tensione anche sul decreto sicurezza: 80 emendamenti del MoVimento 5 Stelle sono troppi, dice Salvini. Risponde Di Maio: “Non è colpa mia se non ci siamo ancora potuti confrontare. Legittimo stare in campagna elettorale in Trentino, ma poi non ci si può lamentare”

Moscovici, dialogare è fondamentale. La palla ora è nel campo dell’Italia che ci risponderà entro lunedì.

Il giorno dopo l’ultimatum europeo sulla manovra, i toni si abbassano sull’asse Roma Bruxelles in vista della scadenza di lunedì:

“Dialogare è fondamentale. Sappiamo tutti che la questione è delicata, non abbiamo interesse a creare ulteriori tensioni. La palla ora è nel campo delle autorità italiane che ci risponderanno”,

così il commissario gli affari economici Moscovici chiudendo la sua visita a Roma.

La decisione di Bruxelles sulla manovra sarà basata sull’interesse generale, ha tenuto a precisare Moscovici e, cercando di lanciare un messaggio tranquillizzante, afferma che non c’è un timore di rischio contagio Italia. “Col dialogo costruttivo gli operatori economici saranno rassicurati”, ha detto.

Il premier Conte invece lascia Bruxelles al termine del vertice Asem chiudendo una tre giorni nella capitale belga, iniziata con la presentazione di una manovra da lui definita bella, passata a parare i colpi delle critiche anche dure dei colleghi europei e conclusasi con il ritorno a Roma per rimettere pesantemente mano proprio a questa finanziaria.

“Quella lettera che qualcuno ha giudicato come una definitiva bocciatura, in realtà è l’inizio di un percorso”, afferma Conte, “noi risponderemo lunedì, loro delibereranno successivamente, ci confronteremo. Potrò spiegare che non è una delle azioni così grave rispetto a quella che è la manovra che Loro si aspettavano”

Le tensioni nel governo alimentano nuovi attacchi delle opposizioni su manovra e condono. 5 Stelle e Lega mettono a rischio i conti correnti degli italiani, dice il segretario del PD Martina:

“lo spread ha raggiunto i livelli del 2013 e questi sono in giro a farsi polemiche fra di loro perché nessuno ha il coraggio di dire quello che hanno fatto insieme qualche giorno fa provando quel vergognoso condono per gli evasori”.

Alla Leopolda intanto, l’ex premier Renzi e l’ex ministro Padoan, presentano la contromanovra del PD per salvare il paese.

I 5 stelle sono imbarazzanti, denunciano complotti per mascherare la loro incapacità attacca invece il centrodestra. Il leader di Forza Italia Berlusconi chiede a Salvini di staccare la spina al governo per il bene degli italiani:

“questo allontanarci dall’Europa, quest’Europa che ci rimanda indietro la legge di bilancio dicendo che non manteniamo i patti, tutto questo non porta che in una strada in cui in fondo ci può essere un disastro”

E infine, è giunto anche l’appello dei giovani industriali al governo: “basta con le sceneggiate delle manine, rischiamo un futuro spazzatura”.

Il paese è affaticato e privo di fiducia, basta con le sceneggiate delle manine e misteriose che cambiano i contenuti dei decreti, l’esecutivo deve governare, afferma il vice presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Alessio Rossi:

“Chi ha la responsabilità di governare questo paese se la assuma pienamente una volta per tutte, senza la caccia ai capri espiatori, altrimenti, con queste mistificazioni che ogni giorno vediamo nella realtà dei fatti, anche le istituzioni possono diventare delle bolle speculative”.

La legge di bilancio contiene un conto salato, osserva Rossi, ma la crescita non è scontata. Il rischio non è tanto quello di una procedura di infrazione europea, quanto una punizione da parte dei mercati con un futuro a spazzatura per i giovani:

“vogliamo essere noi giovani ad aprire una procedura di infrazione nei confronti di questo governo per eccesso di cambiali in bianco perché non vogliamo rischiare di avere un declassamento del rating generazionale che è quello che ci sta più a cuore.

Il nostro futuro rischia di diventare un titolo Junk, spazzatura.

Più che reddito di cittadinanza i giovani hanno bisogno di un reddito di sviluppo. I €780 mensili dovrebbero servire ad aprire startup, ad assumere collaboratori e per aggredire la disoccupazione giovanile. Serve una decontribuzione totale per le assunzioni degli under 30″

E intanto lo Spread BTP Bund scivola a 301,6 dopo che in mattinata aveva registrato un nuovo record sfiorando i 340 punti base, ai massimi da marzo 2013, poi ripiega e chiude intorno a 315 punti in attesa, lunedì, della risposta dell’Italia ai rilievi di Bruxelles sulla manovra.

Piazza Affari, dopo un avvio negativo, risale e archivia la seduta a meno 0,04 % grazie anche a Wall Street. Ma la volatilità resta alta e le banche sono sotto pressione.

Secondo il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, l’ulteriore crescita dello Spread complica tutte le attività produttive e gli investimenti delle famiglie e delle imprese. Bankitalia evidenza già un rallentamento del PIL e dopo lo 0,2% del secondo trimestre, il terzo mostrerebbe un + 0,1%. A causare la tensione sui mercati finanziari italiani, scrive via Nazionale, è l’incertezza degli investitori sull’ orientamento delle politiche economiche finanziarie. Da gennaio ad agosto i fondi hanno ridotto l’esposizione sui titoli italiani, soprattutto titoli pubblici e bancari, di quasi 43 miliardi con vendite concentrate a maggio, giugno e agosto.

E così si chiude un nuovo giorno tra tensioni, chiacchiere e un crescente declassamento della serietà della nostra Nazione messa nelle mani del DUO prezzemolino solo per il gusto di “assaggiare un piatto nuovo”.

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