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Crisi del grano, sciopero della semina
Cronaca

Pane Duro e Pasta Scotta: crisi del grano

La crisi del grano gia’ si era avuta piu’ di 90anni fa, entriamo nell passato, per poi tornare ai giorni nostri.

La battaglia per la crisi del grano 1925Storia :

Nel 1925, il Regno d’Italia risultava importatore netto di 25 milioni di quintali di frumento, su un consumo totale di 75. Per ribaltare questa situazione, provocante un passivo nella bilancia commerciale italiana, venne studiata da Mussolini e dai suoi piu’ stretti collaboratori quella che venne chiamata la Battaglia del grano.

Aveva lo scopo di far raggiungere la completa autosufficienza dall’estero di questa fondamentale fonte alimentare per la Nazione, Nel 1931, solo sei anni dopo il lancio della campagna, il Regno d’Italia riuscì ad eliminare un deficit sulla bilancia commerciale di 5 miliardi di lire ed a soddisfare quasi completamente il suo fabbisogno di frumento, arrivando ad una produzione di 81 milioni di quintali.

La battaglia per la crisi del grano a TorinoDal passato al presente

Mercati in ribasso, prezzi quasi dimezzati rispetto all’anno scorso, speculazioni selvagge, un import in costante aumento, hanno portato il prezzo del grano di gran lunga al di sotto della semina, una situazione grave, drammatica, che ci ricorda quella del latte.

In questo contesto, la Confederazione Agricoltori Italiani (CIA), della Regione Toscana, l’altro ieri ha vivacemente protestato a Grosseto. Nel settore, vi e’ stata una mobilitazione generale, Il Presidente della CIA, Luca Brunetti, ha lanciato un ultimatum al Governo Renzi: se le quotazioni non saliranno, e non sara’ riconosciuto al frumento Made in Italy il giusto valore, su tutto il territorio Regionale e Nazionale, sara’ attuato uno sciopero della semina.

In contemporanea si sono svolti numerosi sit in nelle maggiori Citta’ Italiane, i produttori chiedono in parole povere che le importazioni di grano vengano bloccate per una ventina di giorni, cosi’ tutto il settore potra’ quantomeno respirare: in tal modo si smaltirebbero le grandi quantita’ gia’ esistenti nei silos.

Brunelli, ha dichiarato che la Toscana ha una forte tradizione cerealicola, ma le speculazioni di mercato la stanno portando al collasso. Infatti secondo la Cia toscana, si e’ determinata una situazione paradossale, che ha visto l’immissione nel mercato, di ingenti quantita’ di grano importato, proprio nel periodo della trebbiatura: tutto cio’ ha gia provocato il crollo dei prezzi, aumentando a dismisura il gia’ ampio divario fra il costo del frumento e il prezzo di pane e pasta.

Il Governo del toscano Renzi, dovra’ adottare alcune misure correttive, se non le mettera’ in atto, fra qualche tempo saremo tutti costretti a mangiare pane duro e pasta scotta.

vivicentro.it/cronaca –  Pane Duro & Pasta Scotta Mauro Lo Piano – Redsaint

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