Che la neuroscienza abbia superato da un pezzo i confini del settore medico è un dato di fatto. Oggi a farne largo uso è proprio il mondo del marketing, che se ne serve per studiare il consumatore e soprattutto le sue decisioni di acquisto. A differenza del marketing tradizionale, il neuromarketing studia i processi mentali, anche inconsci, dei clienti per realizzare campagne pubblicitarie volte a soddisfarne gli interessi.
Queste strategie trovano spazio di applicazione anche nell’user experience design, cioè lo studio che si preoccupa di migliorare l’esperienza dell’utente sui portali in rete. Dall’architettura, cioè l’organizzazione generale del sito, fino alle più piccole icone interattive, tutto finisce per confluire oggi nella Neuro-UX.
Ogni dettaglio, dunque, è inserito in quella precisa misura per favorire l’interazione tra utente e sito o app. L’accessibilità abbraccia, infatti, tanto l’aspetto grafico quanto quello funzionale e oggi necessita della Neuro-UX per creare un’esperienza di navigazione che conquisti la mente e il cuore dell’utente.
Essa fa uso di svariate tecnologie, come l’eye tracking che monitora i movimenti oculari per tenere traccia degli interessi dell’utente. Si adopera per capire dove e come inserire i testi, nonché la posizione di icone ed immagini. Con il facial coding, invece, si analizzano le espressioni facciali per decifrare il livello di comprensione dell’utente rispetto all’uno o all’altro contenuto, oltre che la sua capacità emozionale.
Si tratta di metodologie che oggi definiscono l’intera realizzazione di un progetto digitale, coinvolgendo la scelta dello stile grafico, l’accostamento dei colori, il tono di voce dei testi, la selezione dei pattern. Tutto è progettato per ridurre al minimo lo sforzo cognitivo dell’utente.
Oltre a migliorare la comunicazione con quest’ultimo, la Neuro-UX è adoperata come un vero e proprio valore aggiunto rispetto a ciò che la piattaforma offre. È questo il caso dei portali che erogano servizi d’intrattenimento, cioè si avvalgono della Neuro-UX per posizionare i pulsanti e predisporre la comparsa delle notifiche.
Questi principi emergono con chiarezza nei servizi ad alta frequenza di interazione, come i giochi sul web. Nel poker online, l’applicazione dei principi di Neuro-UX risulta particolarmente evidente perché l’utente prende decisioni rapide in un ambiente ad alta densità informativa e con un forte rischio di errore motorio (misclick) e sovraccarico cognitivo, soprattutto quando gioca su più tavoli o in modalità fast-fold. La disposizione degli elementi visivi, il contrasto cromatico e l’uso di animazioni controllate rispondono all’esigenza di rendere le informazioni leggibili e facilmente interpretabili, guidando l’attenzione dell’utente e riducendo l’affaticamento visivo durante l’interazione.
Ed ecco che la Neuro-UX è solo agli esordi e per raggiungere ulteriori traguardi dovrà avere anche la capacità di mettersi in discussione, affrontando le sfide etiche e tecnologiche del futuro.






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