Benvenuti nel nuovo appuntamento con Vespa Rosa, l’angolo dedicato al cuore pulsante femminile della Juve Stabia. Qui non si parla solo di tattica, ma di passione, identità e amore viscerale per la maglia. Oggi raccogliamo lo sfogo e l’appello di una tifosa storica, Ketty Chirco, che lancia un grido d’amore e di dolore per la squadra della sua città.
Il grido di Ketty: “I veri tifosi non possono pagare per pochi incivili”
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C’è amarezza nelle parole di Ketty Chirco. Un’amarezza che nasce dall’amore profondo per quei colori che rappresentano Castellammare di Stabia, ma che oggi si scontra con una realtà difficile: la chiusura dello stadio o le limitazioni che colpiscono la tifoseria sana.
“Sono molto dispiaciuta per quanto sta accadendo attorno alla nostra squadra cittadina,” esordisce Ketty, facendosi portavoce di un sentimento comune. “Non è accettabile che il comportamento di un paio di ragazzi facinorosi possa condizionare lo svolgimento di una partita, arrivando a penalizzare l’intera collettività.”
Orgoglio di provincia e bel gioco
Secondo la tifosa, la Juve Stabia paga spesso un prezzo troppo alto, forse anche a causa di pregiudizi geografici: “Spesso non siamo ben visti dalle altre squadre o dalle istituzioni, forse perché non siamo un capoluogo di provincia. Eppure, i nostri ragazzi in campo si fanno rispettare. Anche se manca una vera punta di ruolo, la squadra esprime un bel gioco, mette cuore e grinta.”
È proprio questo contrasto a fare più male: vedere una squadra che lotta in campo, “superiore” nel gioco a molte avversarie più blasonate, ma lasciata sola sugli spalti. “Non è bello vedere uno stadio senza pubblico. È un’immagine triste per lo sport e per la città.”
Tutelare gli abbonati: un atto dovuto
Ketty pone l’accento su una categoria in particolare: gli abbonati. Coloro che, con fiducia cieca, hanno sostenuto economicamente la società a inizio stagione.
“Penso che almeno gli abbonati, che hanno sottoscritto le tessere con tanto anticipo, debbano avere il diritto di entrare,” sottolinea con forza. “Sono veri tifosi, penalizzati ingiustamente nonostante abbiano dimostrato fedeltà assoluta. Bisogna fare qualcosa affinché la squadra abbia, almeno in casa, il tifo che si merita. I giocatori hanno bisogno di essere incitati per dare il massimo.”
La proposta: un corteo pacifico per riprenderci il Menti
Dalle parole si passa alla proposta concreta. Ketty non ci sta a subire passivamente le decisioni che tengono i tifosi fuori dal “Romeo Menti” e lancia un’idea per scuotere le coscienze:
“Si potrebbe organizzare un corteo pacifico,” propone la tifosa. “Dobbiamo convincere chi di dovere a riaprire le porte del Menti. I veri tifosi non possono subire l’ottusaggine di quattro stupidi che non capiscono il danno che arrecano. Facendo così peggiorano solo la situazione della squadra, che invece vuole solo farsi onore e fare bella figura.”
L’appello di Ketty è chiaro: isolare i violenti, ma permettere alla Castellammare sana e appassionata di tornare a ruggire sugli spalti. Perché la Juve Stabia non è solo una squadra, è l’orgoglio di una città intera.





