È quasi Natale, tempo di feste, golpe, stragi e “patrioti” in corsa per il Quirinale

Chi conosce la nostra storia, durante le feste, cammina rasente ai muri e se proprio decide di andare a trovare i parenti lontani, certamente, evita i treni.

È quasi Natale e, tra i tanti ricordi  la mia memoria corre anche alla “strage di Natale” del 1984 che, per i più, sembra già dimenticata, come tutte le altre del resto, nell’Italia dei misteri vergognosi, più che glaudiosi.

Non solo i mandanti non pagano mai, ma neppure i “depistatori’ che da noi, negli anni e con l’accumularsi dei processi, costituiscono un vero esercito, pieno di altissimi ufficiali, generaloni, massoni, agenti segreti, colletti lerci e irriducibili neofascisti.

Ragion di Stato, equilibri internazionali, politici collusi, correnti della magistratura e spifferi nelle indagini, hanno fatto sì che il popolo italiano si sia adattato a vivere nell’omerta’, nella paura e nella rassegnazione, in perfetto stile mafioso, il made in Italy più esportato al mondo.

Se lo ricordano i miei amici sull’Appennino, ragazzotti allora che corsero come volontari.

Tutti quei corpi smembrati da mettere nei sacchi per la vigilia di natale… 16 morti e quasi 300 feriti, da sommare a tantissimi altri, tutti senza giustizia, tutti dimenticati.

Nella galleria di San Benedetto val di Sambro esplode l’ordigno, il treno percorreva la tratta Napoli-Milano, l’ultima data per riunirsi ai parenti lontani per il cenone. Poi l’esplosione, il buio, le grida, il terrore. Stesso tratto della strage dell’Italicus, di dieci anni prima ma reso più preciso dal detonatore esterno con telecomando, che da qui in poi, ritroveremo in tutte le stragi. La tecnologia avanza, la giustizia resta al palo.

Ogni tanto ci danno in pasto qualche mafioso del quale vogliono sbarazzarsi mentre i boss restano latitanti a vita, così come i veri mandanti e tutti i coinvolti eccellenti.

Lo scorso Natale cominciavano i pellegrinaggi verso la stella cometa che annunciava il redentore. Network locali ci davano notizia delle visite alla Pieve di Draghi, da parte dei re Magi della politica, che cominciavano a prepararci il Golpe bianco delle feste, col quale ci siamo magicamente ritrovati al governo, tutti quelli che avevamo buttato fuori.

Questo poteva farci prevedere un sereno periodo natalizio per quest’anno, non certo per la situazione economica o lavorativa, quanto per le stragi. Queste avvengono ciclicamente, ogni volta che i poteri economici vogliono intervenire nella politica o quando vengono inferte batoste alla mafia, piuttosto che alla P2 e confratelli vari.

Quindi, avendoli già tutti felici al governo e avendo varato la riforma della giustizia più vergognosa del trentennio, rimettendo tutto in mano ai banchieri, per quest’anno non erano in previsione stragi o Golpe, solo privatizzazioni selvagge, leggi a favore di ricchi e corrotti, le solite cose insomma, col rischio di annoiarsi malgrado i virologi ci cantino la canzoncina del vaccino e i no-vax a scuola non possano manco vedere il bambino.

Invece no, che feste sarebbero, senza stragi, golpe e neanche un piccolo scandalo.

Ecco perché, l’argomento delle feste sta prendendo forma e mentre ci fanno scivolare di tutto a colpi di fiducia mal riposta, fra fette di panettone e fette di prosciutto sugli occhi, parte la corsa al Quirinale con gli auguri di natale delle destre. Atreju 2021 , il “natale dei conservatori”. Giorgia Meloni dice basta ai politicanti e lì subito pensi che si voglia suicidare ma quando stai per rincuorarla, non solo si autoproclama patriota ma quel che è peggio, vuole al Quirinale Berlusconi, un “patriota” di altissimo livello.

Ora, sul livello non si discute. Dalle testimonianze di Graviano, uno che rimedia 20 miliardi da boss mafiosi per finanziare i propri progetti, deve avere una bella introduzione nel settore, a me sicuramente non avvierebbero neppure un atelier ma a parte queste doti manageriali e una naturale capacità a delinquere, ci sfugge il collegamento col concetto di patriottismo.

Siamo abituati ad associare nelle stragi e in tutti i misteri nostrani , gli ambienti dell’estrema destra alla mafia e la massoneria, oltre naturalmente agli apparati deviati di Stato ma come si possa associare il leader di Forza Italia al patriottismo, sfugge persino a noi abituati a tutto.

Ma non importa, non importa perché noi siamo disinformati, siamo avviliti, sopraffatti, quasi vinti. Non importa che si motivino le cose o che vi sia corrispondenza tra il dire e il fare. Non importa che si trovino i colpevoli o che qualcuno paghi.

“Perché io sono io e voi non siete un cazzo” così recitava il marchese del grillo, oggi forse si dice io sono Giorgia, io sono mamma, sono patriota ma il risultato non cambia.

Intanto i giornalisti applaudono, sulla fiducia, come tutto il parlamento, alle apparizioni di Draghi per il discorso di fine anno e si capisce, essendo più rare di quelle della Madonna, quanto a noi, alle vittime, alla giustizia e ai candidati patrioti… che Dio ci aiuti.

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