Ha la forma di una piccola imbarcazione, ma il suo carico è fatto di storia, zucchero e profumi mediterranei. A Castellammare di Stabia rinasce ufficialmente la ricetta della Barchiglia (o “Varchiglia”), un tesoro dell’arte dolciaria ottocentesca che sembrava destinato all’oblio e che oggi torna a deliziare i palati contemporanei.
L’attesa presentazione della prelibatezza si terrà oggi 4 Marzo 2026 ore 17:30 presso il ristorante “Francesco e co”, trasformando un pomeriggio di degustazione in un vero e proprio viaggio nel tempo.
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Un Connubio tra Storia e Creatività
La rinascita di questo dolce non è frutto del caso, ma dell’incontro tra due eccellenze del territorio:
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Rosanna Fienga: Chef, scrittrice e anima di progetti solidali come la “Spesa sospesa” e i pacchi di “Chefmania”.
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Giuseppe Plaitano: Storico e Presidente dell’Archivio Plaitano, istituzione riconosciuta dal Ministero della Cultura come scrigno di inestimabile valore.
Mentre Plaitano scavava tra antichi documenti e recuperava le storiche “formine” di metallo, la Chef Fienga ha messo la sua arte al servizio della memoria, restituendo sostanza e sapore a una ricetta che finora era rimasta chiusa nelle pieghe del passato.
Dalle Mani delle Monache alla Tavola di Ferdinando IV
La Barchiglia non era un dolce qualunque. Nel 1800 era apprezzata al pari delle celebri gallette di Castellammare. Di lei si trova traccia persino nelle lettere che Ferdinando IV scriveva alla sua seconda moglie, a testimonianza di quanto questo scrigno di pasta frolla fosse amato nei circoli aristocratici e reali.
Originariamente, erano le sapienti mani delle monache — dedite alla preghiera quanto alla cucina — a modellare queste “barchette”. Opere d’arte delicate e saporite che oggi, dopo una lunga assenza, tornano a essere servite come dessert d’eccellenza nella storica location stabiese.
Le Voci dei Protagonisti
Entusiasta la chef Rosanna Fienga, che vede nella cucina un potente volano di rinascita:
“La Storia, anche in cucina, ci ricorda che le tradizioni meritano accoglienza e attenzione. Con la Barchiglia ritroviamo i sapori di un tempo lontano che dovrebbero farci tornare a sperare nel rilancio culturale ed economico del nostro territorio.”
Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Plaitano, che sottolinea l’importanza di aver finalmente chiuso il cerchio:
“Fra documenti e antiche formine recuperate mancava solo il dolce… ed ecco che la nostra artista dei dolci ha ricreato la magia di un tempo antico in uno scrigno raffinato.”
Un Nuovo Futuro per un Gusto Antico
La Barchiglia si candida a diventare un nuovo simbolo della città delle acque, unendo la fragranza della frolla a un cuore morbido che profuma di mare e di tradizione. Un’iniziativa che dimostra come l’identità di un luogo passi inevitabilmente per la riscoperta delle sue eccellenze gastronomiche.






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