Castellammare di Stabia è l’unico sito del Parco Archeologico di Pompei a non avere un’indicazione turistica all’uscita dell’autostrada Napoli-Salerno.
Un’assenza ingiustificabile per una città che custodisce un patrimonio storico e archeologico di profilo internazionale, ma che rischia di rimanere invisibile ai flussi di centinaia di migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono la tratta.
Per colmare questo gap infrastrutturale e comunicativo, le forze politiche stabiesi del centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati) hanno presentato venerdì 16 ottobre 2026 una richiesta formale al Commissario Straordinario, il dottor Fabio Caputo, una proposta tanto semplice quanto concreta, che mira a rimettere la città al centro delle grandi rotte culturali campane.
Proposte concrete contro l’invisibilità dei siti stabiani
La delegazione di centrodestra ha individuato due interventi immediati e a costo minimo, capaci però di generare un impatto immediato sui flussi dei visitatori:
- L’aggiornamento della cartellonistica autostradale (NA-SA): aggiungere al cartello di uscita di Castellammare di Stabia le indicazioni turistiche esplicite per gli “Scavi di Stabia” e il “Museo Archeologico di Stabia”.
- Il restyling della segnaletica cittadina sulla Variante S.S. 145: sostituire la dicitura “Reggia di Quisisana” (attualmente percepita dai non residenti come un contenitore monumentale non visitabile e spogliato dei suoi arredi storici) con quella, decisamente più attrattiva e chiara, di “Museo Archeologico di Stabia”.
Come sottolineato con efficacia da Massimo Santaniello, Coordinatore cittadino di Noi Moderati, “Non è una cosa banale, è l’ABC del turismo. Non bastano spot televisivi o eventi temporanei: serve una comunicazione diretta, visiva e costante sul territorio”.
Un patrimonio imperiale da numeri “mediocri”
I dati emersi di recente parlano chiaro e fotografano una realtà al di sotto delle potenzialità della città. Nel 2025, il Museo Archeologico “Libero D’Orsi” – nato dall’Accordo Attuativo del 2019 e ampliato grazie all’intervento del governo nazionale e dell’allora Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano – ha registrato appena 9.593 visitatori (circa 31 al giorno).
Gli Scavi di Stabia, nonostante la recente conferma scientifica di trovarsi di fronte a vere e proprie domus imperiali e loci amoeni frequentati dall’imperatore Nerone, si sono fermati a 55.982 ingressi complessivi tra Villa San Marco e Villa Arianna.
Si tratta di numeri mediocri se paragonati alla magnificenza dei reperti esposti, secondi in Campania solo al MANN di Napoli. La causa principale non sta nella qualità dell’offerta, ma nell’accessibilità e nella segnalazione stradale: oggi un turista non ha gli strumenti visivi minimi per capire come raggiungere queste meraviglie.
Una strategia di rilancio per il territorio
L’iniziativa del centrodestra si muove su un binario di forte concretezza. Questi due interventi di segnaletica stradale e autostradale, pur nella loro semplicità ed economicità, non si configurano come misure isolate, ma rappresentano il tassello di partenza di una strategia molto più ambiziosa.
L’iniziativa si inserisce infatti a pieno titolo in un programma organico volto al rilancio socioeconomico di Castellammare di Stabia, una città che possiede un patrimonio storico, culturale e archeologico di primissimo ordine, ma che per troppo tempo è rimasto intrappolato in un cono d’ombra, penalizzato da una cronica mancanza di promozione e valorizzazione strutturale.
Il centrodestra stabiese punta a ribaltare questo paradigma, consapevole che il riscatto economico e occupazionale della città passi inevitabilmente attraverso la piena messa a sistema delle sue ricchezze. Gli Scavi di Stabia e il Museo Archeologico all’interno della Reggia di Quisisana custodiscono tesori che nulla hanno da invidiare ai circuiti turistici più blasonati della Campania, eppure la loro scarsa visibilità logistica ne ha finora frenato il reale potenziale di attrazione.
Intervenire sull’infomobilità e sulla trasparenza delle indicazioni significa posizionare Castellammare in modo chiaro ed evidente sulle grandi direttrici del turismo internazionale che già attraversano la costiera sorrentina e l’area vesuviana. Sottraendo i siti archeologici stabiani all’invisibilità, si gettano le basi per trattenere i flussi di visitatori sul territorio, innescando un circuito virtuoso a beneficio del commercio locale, della ricettività alberghiera e dell’indotto dei servizi. Non si tratta solo di fare ordine nella segnaletica, ma di ridisegnare l’identità competitiva della città, trasformando finalmente la cultura nel motore trainante dell’economia stabiese.
La palla passa ora alla Commissione Straordinaria. L’auspicio delle forze politiche e della cittadinanza è che la richiesta venga accolta nel più breve tempo possibile, segnando il primo, fondamentale passo di una strategia strutturata per il definitivo rilancio turistico di Castellammare di Stabia.
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