Il sogno di una vita trasformato in un autentico incubo finanziario. È la drammatica disavventura vissuta da un operatore sanitario del presidio ospedaliero San Leonardo, ritrovatosi sommerso dalle passività a causa della costruzione della sua futura abitazione coniugale. Al centro della bufera giudiziaria vi è una contesa economica con un affermato professionista stabiese, la cui parcella sarebbe inspiegabilmente lievitata del 500%.
Oggi, l’intera questione è al vaglio della sezione civile del Tribunale di Torre Annunziata, chiamata a pronunciarsi sull’istanza di decreto ingiuntivo depositata dal progettista.
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Il miraggio del preventivo e il contratto “fantasma”
La vicenda affonda le sue radici nel 2021, quando il giovane infermiere decide di investire tutti i propri sudati risparmi per edificare un immobile su due livelli (di cui uno seminterrato) nella fascia periferica di Castellammare di Stabia. Si affida a un rinomato architetto, trovando un’intesa di massima: la spesa totale prevista per la realizzazione della struttura è stimata attorno ai 200.000 euro, una cifra che il committente ritiene sostenibile.
L’inganno, secondo la ricostruzione della vittima, si celerebbe nei dettagli burocratici. Viene redatta una scrittura privata tra la ditta che eseguirà i lavori e l’infermiere. Contratto che viene predisposto dall’architetto e che lega gli onorari professionali a una percentuale sulle spese di cantiere. In maniera subdola l’architetto avrebbe omesso di apporre la propria firma sul contratto evitando così di fissare il suo onorario su una percentuale dei 200mila euro stabiliti dalla ditta per l’esecuzione dei lavori di costruzione. Il noto professionista sfrutterebbe così l’assoluta buona fede del cliente e un iniziale rapporto di fiducia con lui.
Varianti occulte e costi fuori controllo
Con l’avanzare dei lavori, le certezze iniziali iniziano a sgretolarsi. Nel cantiere sorgono problematiche tecniche che, a detta dell’infermiere, sarebbero state facilmente prevedibili e derivanti da gravi lacune nella progettazione originaria. Per sanare questi errori senza allarmare il proprietario, il direttore dei lavori avrebbe depositato agli uffici competenti una serie di modifiche progettuali in corso d’opera, operando all’insaputa del committente.
Il risultato? Il costo complessivo dell’immobile sfonda il tetto dei 300.000 euro. Ma la vera sorpresa arriva con il conto del professionista: le competenze tecniche, inizialmente quantificabili in circa 20.000 euro, schizzano alla sbalorditiva somma di 150.000 euro. Se da un lato l’infermiere provvede a onorare i pagamenti verso la ditta costruttrice, dall’altro si oppone categoricamente alle pretese esorbitanti del progettista, innescando l’attuale braccio di ferro legale.
Il cortocircuito dell’Ufficio Urbanistica
A complicare una situazione già di per sé intricata si aggiungerebbe la gestione a dir poco paradossale dell’apparato amministrativo cittadino. Il cantiere entra nel mirino del settore urbanistico del Comune di Castellammare di Stabia, dando il via a una serie di valutazioni schizofreniche:
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I controlli del 2024: Una prima ispezione si conclude con esito positivo, senza evidenziare alcuna anomalia.
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Il presunto vizio originario: Poco dopo lo scoppio della lite legale tra le parti, gli uffici dichiarano che i permessi rilasciati nel 2021 erano carenti della documentazione necessaria.
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L’onere della sanatoria: Per regolarizzare la propria posizione, il proprietario è costretto a sborsare un’ulteriore cifra superiore ai 20.000 euro.
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I clamorosi dietrofront: Nonostante l’esborso, l’ente pubblico innesca un valzer di decisioni contraddittorie: prima certifica nuovamente la regolarità della pratica, per poi fare marcia indietro un’ennesima volta, bollandola di nuovo come illegittima.
Questo stallo burocratico ha generato un clima di totale incertezza che grava pesantemente sulle spalle del malcapitato. Ora, la palla passa al Tribunale di Torre Annunziata, che avrà l’arduo compito di districare questa matassa fatta di presunte furbizie contrattuali, errori tecnici e cortocircuiti della pubblica amministrazione.






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