Sabato scorso, 7 marzo 2026, alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, le Associazioni culturali “Achille Basile – Le Ali della Lettura” e “Badema” BPW Italy Sez. di Castellammare di Stabia hanno organizzato presso il Circolo Nautico Stabia un incontro con gli autori del testo “Titina De Filippo tra pubblico e privato”.
L’importante studio della prof. Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura teatrale presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e del M° Brunello Canessa, pronipote di Titina e autore delle musiche delle sue poesie, mette in evidenza, con rigorosa analisi critica e calore umano, la figura della De Filippo, simbolo di emancipazione femminile e autonomia artistica.
Una riflessione profonda sulla grande artista che, nell’iconico scenario del Circolo Nautico Stabia affacciato sul Golfo di Napoli, ha unito l’élite culturale stabiese e napoletana, sottolineando come la figura di Titina appartenga all’intero patrimonio immateriale del nostro territorio.
Hanno conversato con gli autori la prof. Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione “Achille Basile – Le Ali della Lettura”, e la prof. Nunzia Tavella, Presidente della Sezione Fidapa. Sono intervenuti la nota attrice e cantante Anna Spagnuolo, la prof. Anna D’Amora e l’editore Mario Rovinello.
Dopo i saluti del Presidente del Circolo Nautico Stabia, Giovanni De Angelis, la prof. Carmen Matarazzo ha introdotto l’opera e presentato gli autori, offrendo interessanti spunti sulla figura dell’artista.
La prof. Carmen Matarazzo, dopo aver introdotto l’opera e presentato gli autori, ha offerto interessanti spunti di riflessione sulla figura dell’artista, sospesa tra l’immagine pubblica di grande interprete di Filumena Marturano e la dimensione privata, spesso più complessa e sofferta.
La sua capacità di emergere non solo come interprete nel teatro dei fratelli, ma come artista completa, capace di imporsi in un contesto dominato da figure maschili è stata evidenziata anche dalla dott. Nunzia Tavella.
Ad approfondire queste riflessioni, la prof. Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura Teatrale Italiana presso l’Università “Federico II” di Napoli, che ha arricchito l’evento con una narrazione che va ben oltre l’analisi accademica.
Spesso ricordata solo come attrice, nel libro viene celebrata come drammaturga grazie alla pubblicazione di Virata di bordo, scritta nel 1960, che dimostra come Titina avesse una propria voce narrativa capace di indagare l’animo umano indipendentemente dalla penna di Eduardo.
Virata di bordo, come ricorda la prof. Scognamiglio, fu stroncata. Il critico Giorgio Prosperi, la etichettò come “commedia sentimentale, un po’ patetica, non degna della genìa dei De Filippo”, ignorando la sottile critica sociale che Titina muoveva alla famiglia patriarcale e alle sue nevrosi, e questo fu una mazzata per l’artista.
La stroncatura che Virata di bordo ricevette nel 1960 è oggi riletta, in particolare dalla prof. Scognamiglio tra i massimi esperti del teatro napoletano, proprio come una prova del pregiudizio di genere dell’epoca.
Negli anni Sessanta, la critica faticava a riconoscere a Titina un’identità di autrice autonoma. Se Eduardo era il “genio” e Peppino il “comico”, Titina veniva spesso relegata al ruolo di “grandissima interprete”, guardando con sospetto o sufficienza i suoi tentativi di firma drammaturgica.
Oggi invece l’opera è considerata particolarmente pregevole per la sua forza e per la capacità di Titina di descrivere la psicologia dei personaggi con una modernità che trascende l’epoca in cui è stata scritta.
Il libro “Titina De Filippo tra pubblico e privato” punta proprio a riabilitare questa dimensione, dimostrando che quelle stroncature non colpivano il valore del testo, ma l’audacia di una donna che voleva occupare uno spazio (la drammaturgia) allora quasi esclusivamente maschile.
La prof. Scognamiglio ha poi descritto come Titina fosse l’unica figura capace di tenere testa al rigore di Eduardo e un aneddoto – quello della commedia Filumena Marturano – riguarda la sua capacità di imporre la propria visione artistica durante le prove, agendo come un contrappeso necessario al genio dei fratelli.
Le note di Brunello Canessa, coautore del libro e musicista, cantautore e produttore napoletano, hanno dato una dimensione sonora e lirica ai versi più intimi della grande artista, dimostrando come la sua scrittura sia ancora oggi capace di vibrare.
La lettura delle lettere da parte di Anna Spagnuolo, una delle artiste più versatili della scena artistica partenopea e italiana, ha dato voce all’anima segreta di Titina De Filippo, permettendo al pubblico di entrare nel privato della famiglia, svelandone fragilità, ambizioni e legami complessi.
L’interpretazione di un passo tratto da Filumena Marturano della prof. Anna D’Amora ha restituito la potenza drammatica di un personaggio che, pur essendo nato dalla penna di Eduardo, è diventato corpo e anima di Titina.
I numerosi aneddoti raccontati dal pronipote di Titina Brunello Canessa e dalla prof.ssa Giuseppina Scognamiglio hanno reso l’incontro profondamente umano, trasformando una serata culturale in una sorta di “salotto di famiglia” di cui tutto il pubblico si è sentito partecipe.
La forza dell’incontro è stata proprio l’alternanza tra il rigore scientifico della ricerca della Prof.ssa Giuseppina Scognamiglio, e l’emozione scaturita dalle interpretazioni di Anna Spagnuolo, di Anna D’Amora, e di Brunello Canessa.
La presentazione del libro è stata un’esperienza coinvolgente, che ha unito la saggistica alla musica, la recitazione alle testimonianze dirette, creando un’atmosfera di commozione e autenticità.
“Titina De Filippo tra pubblico e privato”, scritto da Giuseppina Scognamiglio e Brunello Canessa, comprende due saggi critici della professoressa Scognamiglio e il testo completo della commedia “Virata di bordo”. In appendice è presente un QR Code per ascoltare alcune poesie di Titina messe in musica e cantate da Brunello Canessa.
L’opera esplora la poliedrica figura di Titina, non solo attrice, ma anche sceneggiatrice, drammaturga e poetessa, un’icona straordinaria del teatro del Novecento, messa un po’ in ombra dai fratelli.
L’obiettivo centrale degli autori è proprio questo: una riabilitazione critica che tiri fuori Titina dal cono d’ombra dei fratelli, per restituirle lo status di protagonista assoluta.
La ricerca della Prof.ssa Scognamiglio mette in luce una donna colta e riflessiva, capace di una lettura sociologica della Napoli del suo tempo attraverso i suoi personaggi, mentre le poesie di Titina messe in musica da Canessa diventano “canzoni d’arte”, nobilitando la sua produzione poetica e rendendola fruibile a un pubblico moderno.
“Titina De Filippo tra pubblico e privato”, scritto da Giuseppina Scognamiglio e Brunello Canessa, 2026, editrice “La Valle del Tempo”, non la descrive come “la sorella di”, ma come un’artista totale, che ha saputo trasformare anche la sofferenza del ritiro forzato dalle scene in nuova linfa creativa.
Il libro, di grande interesse, colma una lacuna storica, restituendo a una donna, Titina De Filippo, simbolo di emancipazione femminile e autonomia artistica, la sua dignità intellettuale.






Lascia un commento