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Castellammare di Stabia, concorso di poesia “Talenti Vitruviani” all’Istituto Vitruvio: Premiati i vincitori

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Mattinata entusiasmante nella Sala Conferenze dell’Istituto d’Istruzione Superiore “M.P. Vitruvio di Castellammare di Stabia per la consegna dei premi ai primi classificati al concorso di poesia “Talenti Vitruviani”.

A conferire i premi la giuria del concorso, presieduta dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Angela Cioffi, e composta dalla prof.ssa Virginia Longobardi, referente della Biblioteca del Vitruvio, dalla prof.ssa Tommasina La Rocca, Vicepresidente dell’associazione “Matacultura”, e dal giovane Cristian Centomanni, poeta ed esperto di scrittura creativa.

Il concorso, alla sua prima edizione, nasce nell’ambito del “Vitruvio’s Got Talent”, manifestazione artistico-sportiva organizzata dall’Istituto d’Istruzione Superiore “M.P.Vitruvio” di Castellammare di Stabia, in collaborazione con le Scuole secondarie di I grado del territorio.

Molti alunni ogni anno partecipano alla Kermesse, nata per consentire a tutti i discenti di esprimersi, esibendosi in varie performance di canto, ballo, arte aerea, recitazione, evidenziando bravura, espressività e presenza scenica.

Prima di procedere all’assegnazione dei premi ai vincitori del concorso “Talenti Vitruviani”, i componenti della giuria hanno fatto significative riflessioni sulle origini dell’iniziativa e sull’importanza della poesia, un potente strumento di crescita per i giovani.

“L’idea di questo bando è nata per dare l’occasione per partecipare anche ai ragazzi più timidi, che non avevano il coraggio di mettersi in mostra con le altre attività artistico-sportive nelle Giornate Vitruviane – ha affermato la Dirigente del Vitruvio, prof.ssa Angela Cioffi – Come si poteva dare voce a chi non si voleva esporre? Allora è nato il concorso di poesia, perché ognuno ha il suo modo di esprimersi”.

L’importante iniziativa nasce proprio per incentivare i ragazzi a trovare nuove modalità espressive e a potenziare l’autostima, ma anche perché, come ha sottolineato la Dirigente,  la poesia ha altre notevoli funzioni.

Permette ai giovani di esplorare il proprio io, dando un volto ad emozioni che spesso rimangono nascoste, è una valvola di sfogo per ansia e disagio, aiuta a distanziarsi dai problemi guardandoli da una prospettiva diversa.

Per Cristian Centomanni, poeta ed ex alunno di liceo della prof.ssa Tommasina La Rocca: “Parlare di poesia tra noi che siamo quasi coetanei è molto importante.  Vedere la vostra risposta ci riempie di responsabilità e di gioia. Credo che i ragazzi abbiano tanta voglia di esprimersi, penso che debbano essere soltanto spronati. E i risultati sono straordinari”

“Al concorso c’è stata una massiccia partecipazione di maschi – ha sottolineato la prof.ssa Virginia Longobardi – In genere si dice che i maschi non siano sensibili, invece, dal concorso è risultato il contrario, perché la nostra società ci ha abituato a non mostrare certe sensibilità, perché potrebbero essere segno di debolezza”.

La prof.ssa Tommasina La Rocca, Vicepresidente dell’associazione “Matacultura”, nel suo intervento, ha affermato:

“Quando si è parlato di questo concorso di poesia, sinceramente ero un po’ scettica, non pensavo che la poesia potesse coinvolgere i ragazzi, perché è considerata la cenerentola delle arti in genere.

Invece la grande sorpresa è stata quella del numero di partecipanti e, al tempo stesso, quello delle tematiche. Il tema prevalente è l’amore, l’amore verso l’altro sesso, l’amore inteso come esperienza personale e l’amore verso sé stessi, la forza di superare alcune difficoltà attraverso un impegno personale.

La poesia è l’espressione più intima, più immediata di noi stessi e quindi va incentivata. Noi abbiamo avuto la fortuna di entrare in comunione con voi attraverso questi versi che veramente ci hanno colpito. Da questi versi sono uscite anche le vostre difficoltà esistenziali e molti hanno cercato un percorso per superare queste difficoltà”.

A leggere le motivazioni della giuria, è Cristian Centomanni:

“La giuria ha operato con l’intento di cogliere in ogni componimento la musa ispiratrice, quell’amore autentico che ha guidato la penna e a trasformato emozioni, esperienze e fragilità in versi poetici sinceri, apprezzabili e spesso sorprendenti.

Il tema dell’amore è emerso con forza, declinato nelle sue molteplici sfumature: amore idilliaco e luminoso, amore sofferto e violento, amore immaturo e incerto, amore per la famiglia come radice e rifugio, amore per la patria talvolta esaltata, talvolta scossa dalle contraddizioni politiche e sociali del nostro tempo.

Accanto a questo la giuria ha accolto con particolare interesse la scoperta del sé presente in diversi componimenti, poesie nate da percorsi interiori segnati da incertezze, insoddisfazioni e domande profonde, ma anche tentativi coraggiosi di accettazione, di rinascita e consapevolezza.

Il concorso ha visto la partecipazione di 34 candidati, molti dei quali alla loro prima esperienza poetica. Nonostante ciò, i testi hanno restituito con autenticità il sentire dell’animo umano, dimostrando come la poesia sia uno spazio accessibile a tutti.

C’è stata inoltre la partecipazione di alcuni studenti dell’istruzione per adulti, i quali hanno presso parte nella sezione dedicata a questo settore formativo. I loro componimenti hanno dimostrato una significativa maturità espressiva evidenziando la capacità di riflessione personale e profondità emotiva.

Le loro opere hanno contribuito ad arricchire il concorso offrendo prospettive originali e testimonianze di esperienze di vita che hanno reso il confronto letterario ancor più stimolante e significativo.

Le valutazioni sono state effettuate sulla base di una griglia comune che ha considerato contenuto, originalità, uso del linguaggio, struttura e coerenza. La giuria desidera sottolineare un dato significativo: in tutto il concorso è stato assegnato un solo punteggio pieno, 50/50, attribuito a un componimento che ha dimostrato completezza formale e maturità espressiva.

È stato poi assegnato il premio speciale del corso serale ad una poesia capace di distinguersi per profondità esistenziale, essenzialità del linguaggio e intensità emotiva.

Il primo posto è andato a: Martina Aprea con la poesia “Ode al corpo inquieto”, e Giuseppina Roseo con la poesia “La solitudine” (per la sezione Istruzione per adulti).

Il secondo e il terzo posto rispettivamente agli alunni Alessio Pio D’Auria con “Mare che sa ascoltare” e Miriam Panariello con “Amore…filo sottile”.

Altri riconoscimenti speciali sono stati assegnati agli alunni: M. Balzano con “Guerra/war/Krieg, Anna Balestrieri con “Le crepe del vaso”, Fabio Grossi con “Italia”, Carlo Cavallaro con “Batteria al 5%” e Carmine Gargiulo con “Il torneo della scuola”.

Ai primi classificati è stato consegnato, tra gli applausi dei presenti, un tablet, gli altri sono stati premiati con un attestato di partecipazione.

Oltre all’io individuale, alcuni testi hanno affrontato temi universali come la guerra, la giustizia sociale e l’impatto della tecnologia sulle relazioni, trattati con una sensibilità che manca spesso negli adulti.

Il Premio “Talenti Vitruviani”, tra le ultime importanti iniziative dell’I.I.S. “M.P. Vitruvio di Castellammare, conferma come i ragazzi utilizzino il verso per esplorare la propria interiorità e le poesie diventino uno spazio per dare voce a insicurezze, ansie sociali e paura del futuro, trasformando il disagio in una forma d’arte.

Per gli alunni la poesia diventa un mezzo per rivendicare il proprio posto nel mondo, un viaggio lirico dove i versi diventano la chiave per aprire varchi nei luoghi dell’anima e un potente strumento di crescita.


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