Chissà cosa si prova a ricevere una telefonata da una delle squadre più importanti d’Italia. Dopo gli anni lontano dalla famiglia, la gavetta, quei panini mangiati al volo mentre prendi il pullman, le camere condivise con i tuoi compagni di squadra. Quella sana testardaggine tipica della Calabria, che non l’ha fatto mollare. Da Catanzaro a Napoli sono 400 chilometri, Favasuli li ha percorsi in quasi dieci anni, passando per Firenze – con la cui primavera (di Aquilani) aveva vinto due Coppa Italia e una Supercoppa – poi Ternana e Bari. Con il Genoa, all’esordio in campionato, c’è la prima convocazione per Favasuli con la maglia del Napoli. Come i vecchi terzinacci di un tempo, sulle sue spalle c’è il numero 2.
PRIMA VOLTA DALLA B – Se non consideriamo i giovani da far maturare e mandare in prestito, e altri giocatori coinvolti nella vecchia formula della comproprietà, è la prima volta che il Napoli di De Laurentiis acquista un calciatore da una serie inferiore. Tra l’altro, il rapporto fra Napoli e Catanzaro è storicamente solido. Oltre alle trattative minori degli ultimi anni, in cui c’è stato scambio di giovani e prestiti, le due società hanno imbastito trattative di mercato a cavallo fra gli anni 70 e 80 coinvolgendo nomi del passato quali Mattolini, Improta, Palanca, Musella e Marino.
INSOSTITUIBILE – Nell’ultima stagione in Calabria, Favasuli ha totalizzato 42 presenze compresi i playoff, ed è andato a rete due volte. I numeri parlano chiaro: 417 chilometri percorsi e 250 duelli vinti, nell’ultima stagione. Con Aquilani, Favasuli ha completato il percorso di crescita che gli ha consentito di essere utilizzabile in tutte le posizioni della fascia destra. Favasuli non arriva a Napoli come un giocatore già fatto. Arriva come un giovane italiano che ha dimostrato di avere caratteristiche importanti e, soprattutto, ancora ampi margini di crescita.
PREDESTINATO – Chiamarlo “erede di Di Lorenzo” è decisamente prematuro, soprattutto perché l’attuale capitano azzurro è ancora nel pieno della sua maturità calcistica, e, da non sottovalutare, la propensione di Allegri a puntare sui giovani ed anche a cambiar loro di ruolo affinché possano funzionare nel proprio modulo. Inoltre, per mister Allegri, Favasuli può essere una risorsa preziosa soprattutto per la sua duttilità, la capacità di giocare sulle fasce e la disponibilità al sacrificio. Il lavoro è alla base della carriera del giovane Costantino, il quale, adesso, non si farà spaventare da quanto pesi la maglia e dai riflettori dei nuovi stadi di massima serie: si ricorderà di quando aveva esordito in B con la Ternana, il primo approccio fra i grandi, e delle convocazioni con la Fiorentina, sia in Conference che in massima serie, e, più di tutto, dell’esordio in nazionale con Silvio Baldini. Il bello deve ancora venire.
Napoli, colpi in vista per la difesa: in arrivo Favasuli e Badiashile per puntellare la rosa