Una parola per non morire di Sandra Bonzi

L’abbiamo conosciuta alle prese con trolley dal contenuto molto particolare mentre la sua famiglia viveva un intenso periodo di cambiamenti.
L’abbiamo vista accettare e vivere i cambiamenti, il caos bello e brutto che gli stessi comportano, pur affrontando chi del caos non riesce neanche a sentirne parlare perché agisce in modo seriale.
La ritroviamo ora che tutto sembra aver preso una nuova strada a ricercare nell’elemento primario del suo lavoro, l’ennesimo scoop

Sto parlando di Elena Donati che ritorna in questo terzo romanzo di Sandra Bonzi, ad affrontare come sempre nel suo impeccabile intuito, un nuovo importante caso per il suo giornale.

Sarà ancora una volta un’impresa non semplice che dovrà sostenere insieme ai suoi compagni di viaggio: a partire dalla sua famiglia questa volta coinvolta molto da vicino, passando per l’allegro ed energico gruppo composto da sua madre e due sue amiche che vivono la giovinezza della terza età con intuiti degni delle migliori serie tv crime, fino ai suoi colleghi di cui si fida di più e che permettono a una boomer fedelissima, di essere sempre al passo coi tempi.

Conoscete le avventure di Elena Donati? Io le ho vissute tutte e anche questa mi ha affascinato tantissimo.

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