Quello che resta quando chi amiamo ci lascia sono i ricordi che possono essere di aiuto ad elaborare il vuoto che l’assenza fa sentire.
Agnès pensava di aver già dovuto fare i conti con questa sensazione e invece la ferita viene riaperta quando dovrà scoprire che la sua cara zia Colette, a cui pensava di aver dato l’ultimo saluto tre anni prima, in realtà aveva fatto solo credere di essere mort4.
I motivi di questo segreto vengono fuori, letteralmente “nastro dopo nastro” attraverso registrazioni che Colette lascerà a sua nipote come un diario che le permetterà di conoscere tante cose della sua famiglia davvero oltre qualsiasi possibile immaginazione.
E’ il primo libro che leggo dell’autrice e devo dire che fortunatamente sono abituata a destreggiarmi tra personaggi, salti temporali, varie ed eventuali, solo che avrei evitato dei “prolungamenti narrativi” e dettagli che forse per la tipologia di trama non erano necessari.
Una storia che vi coinvolgerà emotivamente perché vengono toccate tantissime corde riguardanti i rapporti umani, il nostro passato, e quanto la forza dell’amore possa condurre a volte a scelte dolorose.
Agnès da ottima regista, nell’ascoltare quei nastri rivivrà con la luce degli occhi di Colette il film più importante, quello della sua vita.
Un romanzo che mi ha emozionato, ma credo che aspetterò un po’ prima di leggere altro dell’autrice.


