Un viaggio, New York, quattro storie, quattro persone, quattro vite che si rimescolano come carte da gioco del destino.
C’è un’energia unica che collega però le storie, così diverse eppure così realisticamente vicine, di Diego, Alba, Viola e Marco.
Tutti loro tireranno fuori la forza del coraggio che può davvero cambiare le cose e tutti loro si troveranno difronte a delle scelte da fare.
Allontanarsi dalla cosiddetta comfort zone può essere davvero determinante per la loro vita.
Tra fiducia di una figlia da ritrovare, amori finiti, vita affrontata con troppa leggerezza o con troppi schemi da rispettare, questo libro mostra un po’ quello che diverse volte nella nostra esistenza ci capita di fare, cambiare rotta, cambiare percorso e affrontare i cambiamenti (dolorosi o meno) che la vita ci impone con il coraggio di accettarli perché in fondo può anche darsi che ognuno di essi tiri fuori la parte migliore di noi.
Recensione: Michela Volpi “Noi, generazione dei trent’anni”
Recensione: Giuliano Pasini “Il silenzio che resta”
Recensione: Luigi Laffranchi “XXXVII”