Il 19 Maggio del 1969, un giorno qualunque per il resto del mondo, il giorno in cui per Viola inizia una nuova vita, quella in cui non avrà più parole da pronunciare.
Scopriremo in modo frammentato come quando ci si spezzetta lo specchio dei traumi che portiamo dentro, quello che è accaduto e quello che le accadrà in questa nuova vita.
Viola ha 11 anni e non sa quello che gli sta accadendo, o forse non lo vuole scoprire, i suoi occhi i suoi gesti saranno le sue parole.
Le pagine di questo libro sono le sue parole, quelle che ha dentro e che non riesce a pronunciare verso i suoi genitori che l’hanno nutrita forse di un bene che non era sano.
E’ poco più di una bambina eppure già sembra che sia così pronta a vivere ciò che arriverà con il cuore frantumato, con l’animo spietato come quello di chi ha bisogno di urlare ciò che ha dentro, ma con il volto così innocente come quello di chi ha visto e non vuole più vedere e ascoltare le bugie di cui è capace il mondo.
Eppure ogni personaggio che incontreremo in questa storia, non solo Viola, ha il suo trauma da superare e la sua vita da vivere, nonostante tutto.
Con la sua scrittura diretta, audace, Valentina Santini ci fa accogliere in questo romanzo, una storia fatta di lividi e di dolcezza , una storia che sa di vita, quella che sempre e comunque da una seconda possibilità, che fa trovare sempre la forza di rialzarsi.


