E’ proprio vero che certi libri possono attraversarti l’anima e arrivano come una doccia fredda, come uno specchio di fasi dell’esistenza senza alcun filtro.
Sono partita, come inevitabilmente accade, con delle aspettative, pensando si trattasse di una sorta di manuale su come affrontare momenti dell’esistenza che sembrano insormontabili, invece mi sono piacevolmente ricreduta.
Perché?
Mi sono trovata difronte a una narrazione che crea il giusto mix tra esperienza personale a cui l’autrice fa il giusto cenno, e suggerimenti dati da chi di certo non vuole insegnare a chi legge, ma dare l’opportunità di guardare al proprio passato, presente e quindi al futuro sotto un’altra prospettiva.
Recensione: Valeria Gallo “Frammenti di un caleidoscopio”
Recensione: Giuliano Pasini “Il silenzio che resta”
Recensione: Luigi Laffranchi “XXXVII”