Questa è una storia che, oltre ad essere un thriller che vi terrà incollati alle pagine di questo libro, vi farà emozionare sotto tanti punti di vista (almeno per me è stato così)
Elena Dal Pozzo ex giornalista di una delle testate più famose a livello nazionale, ha subito forse quello che più di qualsiasi altro, è il dolore che non si può spiegare e descrivere anche perché non c’è un termine adatto per delineare chi perde un figlio, in questo caso, suo figlio Mattia.
Santo Mixielutzi, vice questore dall’animo tenebroso e dai sentimenti inarrivabili, è lui che ha avuto il compito di comunicare ad Elena che non rivedrà più suo figlio Mattia.
Loro sono i personaggi principali che ci faranno vivere scena dopo scena, pagina dopo pagina, tra flashback e ritorni al presente, una trama che accarezza dolcemente tematiche complesse, profonde, tenendoci come ogni thriller che si rispetti, nello stesso tempo col fiato sospeso tra il buio feroce della follia e il silenzio che avvolge tutto ciò che resta.
Dire che ho divorato questo romanzo è poco, l’ho davvero vissuto fino in fondo.
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