Come con un salto veloce, l’autrice ci conduce in un periodo storico complesso del nostro Paese, gli anni di piombo, facendoci ritrovare però i colori più intensi e forti delle belle emozioni.
Emozioni che parlano di amicizia, dell’adrenalina dell’infatuazione, del conoscere e del riconoscersi negli occhi di qualcun altro con lo sguardo pieno di voglia di costruire un futuro migliore che solo gli anni giovanili, possono portare con sé.
L’intreccio di queste sensazioni sarà fortemente collegato alla politica, alla lottä femminista, all’epoca storica più difficile che abbiamo vissuto, allo sguardo diffidente di chi ha partorito un figlio e non ne accetta le scelte, portando nella Napoli tra il 1975 e il 1980, tematiche che non possono essere dimenticate e che ancora oggi sono lo specchio della memoria collettiva.
Ho amato tutti i personaggi perché ognuno di loro è stato inserito nel grande dipinto di un’epoca complessa da cui la nostra società è uscita con ferite grandi ma con ancora quella voglia di vivere e di guardare al futuro con fiducia e energia positiva.


