A far viaggiare nella storia l’ispettore Miranda e noi lettori nel tempo, in questa nuova indagine, sarà il ritrovamento di un cadavere nel Lambro.
Siamo nel 2021 eppure da ciò che emerge sin da subito, dai primi dettagli di quanto accaduto, e’ il legame con la storia dell’Albania e con quanto accaduto trent’anni prima.
Tra passato e presente, tra depistaggi e nuove certezze, tra vecchi e nuovi incontri, l’autore ci fa vivere una storia carica di tensione, di suspense ma nello stesso tempo anche di quella sensazione di “ascolto” del mondo intorno e della natura come solo l’ispettore Miranda sa fare.
Un romanzo che mi ha tenuto incollata fino alla fine e di cui ho apprezzato ogni singolo personaggio che si inserisce nella narrazione come in una grande rete che collega la realtà con la fantasia e soprattutto il presente con il passato.
Recensione: Raffaella R. Ferrè “Lo stronzo geniale” (guida semiseria ai Nino Sarratore)
Recensione: Pietro Santetti “Scheggia d’oro a Milano”
Recensione: Isabella Lanzafame “Gente di laguna”