Sembra una formula così semplice da leggere eppure così complessa da attuare.
Perché in questo libro non si vuole dare il manuale del saper vivere o trovare la soluzione per i nostri problemi quotidiani, ma riuscire ad ritrovare in noi la serenità nell’affrontare, con tutte le difficoltà che può comportare, il percorso per essere consapevoli di ciò che siamo imparando a conoscere, forse, ciò che desideriamo davvero.
E così dalle paure, convinzioni, passando per l’essere in voga, ritrovando i desideri, dando valore ai nostri pensieri, alle parole, alle azioni verso noi stessi, comprendendo il vero valore per noi delle persone che incontriamo, alle nostre azioni verso gli altri, arriviamo alla capacità di indirizzare le cose, che può comportare il vedere i problemi che abbiamo in modo diverso e così a vivere nel qui e ora con gratitudine verso tutto ciò che c’è nella nostra vita perché l’abbiamo costruito e accolto noi.
Recensione: Valeria Gallo “Frammenti di un caleidoscopio”
Recensione: Giuliano Pasini “Il silenzio che resta”
Recensione: Luigi Laffranchi “XXXVII”