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In Libia e' nato un fiorente mercato di schiavi
Isole - opinioni LoPiano-SaintRed

In Libia e’ nato un fiorente mercato: con 400 euro al “pezzo” puoi portarti a casa uno schiavo

Avere esautorato, in Libia, Gheddafi, non e’ stata una bella mossa da parte delle potenze europee, ha portato allo smembramento dell’immenso territorio libico.  Oggi e’ ancora diviso tra 2 Governi, 2 Parlamenti, 230 milizie, 140 grandi tribu. 
 
Sono loro il passato che non passa, che hanno rotto quel patto che ha rappresentato uno dei pilastri fondamentali del quarantennale potere di Muammar Gheddafi.
 
In questo contesto di caos totale, centinaia di migliaia di profughi provenienti  da territori martoriati da guerre tribali e fratricide, vengono tenuti prigionieri nelle carceri, il loro destino sara’ segnato dalle loro possibilita’ economiche, chi non possiede nulla non vale nulla. 
 
In diverse Citta’ della Libia 2 volte al mese, vengono “allestiti” i mercati degli schiavi, con pochi soldi ne puoi acquistare uno. Ribellarsi alla compravendita non serve a niente, chi osasse opporsi, pagherebbe con la morte questa sua scelta.  
 
Se gli uomini vengono venduti, figuriamoci quello che viene fatto alle donne, gli stupri, violenze di ogni genere, saranno all’ordine del giorno, chissa’ quanti mercati vi saranno dove le donne si potranno comprare con facilita’. 
 
Poi vi sono i bambini, dove il mercato nero degli organi la fa da padrone, orrore su orrore, in questo contesto che senso ha avere rapporti con una Libia che non c’e’? 
 
Fermare il flusso dei migranti e’ stato un errore, e’ servito solo ai mercanti di morte, se i profughi non possono salire sui barconi, si vendono all’asta. In tutto questo orrore, le grandi potenze prendono tempo, nel frattempo migliaia di persone vengono uccise o nel migliore dei casi vendute all’asta.
 
Stiamo tornando indietro nei secoli, se gli schiavi sono sempre stati una triste realta’, oggi nell’era moderna sembra che nulla sia cambiato. 
La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’Umanità”, inutile mandare aiuti, mezzi navali ad un popolo smembrato.
Non e’ la prima volta che l’Onu si pronuncia sul modo in cui la Libia tratta le persone che cercano di imbarcarsi verso l’Europa, denunciando soprattutto le situazioni inaccettabili in cui i migranti vengono trattenuti nel Paese nordafricano.
La comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi sugli orrori inimmaginabili sopportati dai migranti in Libia.
Pretendere che la situazione possa progredire solo migliorando le condizioni di detenzione, secondo Zeid Raad al Hussein, Alto Commissario alle Nazioni Unite per i diritti umani, definendo la situazione “catastrofica”.
Altre parole non servono.
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