Leggere questo romanzo è stato come immergersi in un dipinto raffigurante quelle scene cavalleresche tra invenzione e realtà, fantasia e verità, dimostrando quanto il bene può trionfare sul male.
Ma il bene con l’obiettivo di trionfare si può travestire da calcagnante, da ribelle, da chi per far valere la propria voce contro l’oppressore deve necessariamente servirsi di strumenti e grande astuzia.
Allora, si apra il sipario e si dia inizio a questa romanzo dalla narrazione ricercata, con un ritmo incalzante come gli avvenimenti del giovanissimo protagonista Timoteo, personaggio inventato che vive accolto sin dalla nascita, nella casa di Buona Volontà, (casa di appuntamenti) accolto dalle sue donne e da fra’ Gaetano, prete e cuoco dello stabile con cui si crea un rapporto speciale.
Sarà difficile staccarsi dalla musicalità delle parole che compongono il linguaggio ricercato utilizzato dall’autore.
Sarebbe stato bello far leggere diversi passaggi con l’enfasi di Vittorio Gassman nei suoi toni di crescendo che lo caratterizzavano nel suo essere attore di prosa.
Un bel romanzo in cui convivono, fantasia, ritmo narrativo, linguaggio ricercato e storie dal sapore folkloristico.


