Salute e Scienze

Vaccini, il Veneto impugna il decreto dell’obbligo davanti alla Consulta

La regione del Veneto ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto del Governo sull’obbligatorietà dei vaccini.

LA DECISIONE DI ZAIA

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha comunicato su Facebook la decisione presa. Scegliere di impugnare il provvedimento, però, non significa essere contro i vaccini.Il governatore specifica infatti che l’impugnativa – pronta entro due settimane – riguarderà non solo l’eventuale legge di conversione approvata in Parlamento, ma anche lo stesso decreto.

Il governatore si è fatto portavoce delle preoccupazioni dei genitori per un programma di vaccinazioni estremamente concentrato (12 vaccinazioni entro i primi 16 anni di vita). In Veneto, dove non c’è l’obbligo vaccinale, “risultano vaccinati con siero esavalente il 92,6% dei nati nel 2016”. Zaia ne fa quindi una questione di libera scelta e di “responsabilizzazione consapevole”. “Il decreto, così come è stato formulato dal Governo, lede l’autonomia della Regione, monetizza l’obbligatorietà creando sperequazioni tra i cittadini e ignora il vincolo di stipulare prima un’intesa con le regioni per definire le modalità applicative e ripartire i costi del piano di vaccinazione di massa”.

VACCINI E OBBLIGHI

Secondo il decreto legge, le famiglie che non si adegueranno troveranno le porte chiuse all’asilo nido e alle elementari. Il vaccino diventa quindi un requisito d’accesso. Mentre, a partire dalle scuole elementari, fino alle medie e i primi due anni di superiori, in caso di mancata osservanza alla norma, genitori e tutori dovranno pagare multe tra 200 e 7.500 euro.

L’AUTOCERTIFICAZIONE

Il decreto legge permette di certificare, da parte dei genitori, l’avvenuta vaccinazione. Non tutti i bambini però dovranno sottoporsi a tutte le vaccinazioni: il numero dei vaccini cambierà in base all’anno di nascita.

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