Cronaca

Venezuela, arrestati dai servizi segreti due leader dell’opposizione

Ancora repressioni in Venezuela. Dopo le elezioni dell’Assemblea Costituente, i due leader dell’opposizione Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma sono stati arrestati dai servizi di intelligence (Sebin). Lo riferisce El Pais citando tweet di amici e parenti dei due.

LEADER ARRESTATI

Nei primi mesi del luglio scorso e dopo 40 mesi di prigione a Ramo Verde, Leopoldo Lopez, storico leader dell’opposizione, era agli arresti domiciliari dopo la condanna a 13 anni e 9 mesi perchè ritenuto l’organizzatore delle proteste nel paese che nel 2014 causarono 43 morti. Da tempo l’opposizione definiva Lopez un prigioniero politico e diversi leader mondiali, fra cui Donald Trump, Papa Francesco e l’Alto Commissariato dell’Onu, avevano fatto pressioni per il suo rilascio. Antonio Ledzema, anche lui storico oppositore di Maduro, era già stato arrestato nel 2015 e attualmente era sindaco di Caracas.

Intanto il presidente Maduro continua ad assicurare che nel paese “regna la calma” e nonostante la bassa affluenza ha definito le elezioni un “successo storico” del chavismo. Gli Stati Uniti impongono sanzioni al presidente Maduro, che si va ad aggiungere alla lunga lista di leader politici “sgraditi” al governo di Washington.

LE VITTIME DI MADURO

Sono 121 le persone morte negli ultimi scontri in piazza in Venezuela, e almeno 1.958 quelle rimaste ferite. I numeri provengono dal bilancio della procura venezuelana comunicato dalla procuratrice generale Luisa Ortega Diaz che – per la prima volta- attribuisce le responsabilità di queste morti: almeno il 25% delle vittime sono state uccise dalle forze dell’ordine e il 40% da gruppi di civili armati.

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