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SSC Napoli - rassegna stampa

Parla l’amico di Sarri: “Lo cercavano PSG e Milan, Ancelotti farà meno punti di lui”

“Con De Laurentiis è stata una guerra intestina”

Maurizio Sarri ha fatto innamorare una città intera, tutto il popoli del suo calcio e, soprattutto, del suo Napoli, lasciando un segno indelebile. Il suo tempo con il club di Aurelio De Laurentiis è finito (il presidente ha scelto Carlo Ancelotti come nuova guida tecnica) e l’ex Empoli è in attesa di conoscere il suo futuro.

Marco Brachi, amico di Sarri, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Roma:
“E’ un mesetto che non lo sento, dovevamo vederci a cena per la finale di Champions League, poi è saltata, c’è il suo futuro in
ballo; meglio il silenzio assoluto”.

Mister, a sensazione, quale sarà la prossima squadra di Sarri?
“Lo volevano in Russia, ma un esteta come lui, difficilmente si sarebbe adattato a quel tipo di calcio. E’ vero, ha cinquantanove anni, ma i soldi non sono tutto nella vita. Maurizio è sempre stato affascinato dall’ipotesi Chelsea, gli piacerebbe tantissimo allenare in Inghilterra”.

Il Chelsea è una ipotesi molto concreta per la sua carriera?
“Beh, parliamoci chiaro, sarebbe la squadra ideale per la sua idea di calcio. Là davanti hanno giocatori come Willian e Hazard che corrono tanto, sono sicuro che se dovesse andare porterebbe di sicuro qualcuno del Napoli con sé”.

Il calciatore del Napoli che potrebbe seguirlo?
“Jorginho è il suo pupillo, anche se lo vuole il City, pensa che durante il primo ritiro di Dimaro, lo raggiunsi negli spogliatoi e mi disse: ‘Marco, in questa squadra ci sono due fenomeni’, uno era proprio il brasiliano, ideale per il suo tipo di calcio, l’altro Koulibaly. Ma difficilmente il Napoli venderà il difensore franco senegalese”.

E’ stato più volte ospite di Sarri a Castel Volturno, le ha fatto qualche confidenza?
“Napoli è una città straordinaria, solo chi non conosce i napoletani può dire certe inesattezze, ma bisogna viverla per rendersi conto della sua magnificenza. L’amore dei napoletani per Maurizio è qualcosa che va oltre il calcio. L’ultima volta che sono stato lì, mi disse che lo cercava anche il PSG, ma è un club che non fa per lui. Sull’interessamento dei francesi aggiunse: ‘Come faccio ad allenare una squadra che a centrocampo ha Rabiot, Verratti e Thiago Motta?’, sono giocatori che non corrono, poco utili alla sua idea di calcio, molto dispendiosa. Parliamo di grossi calciatori, ma non attaccano gli spazi e non corrono senza palla, come invece facevano a Napoli gli Allan, i Zielinski, lo stesso Hamsik, Jorginho e via dicendo. Non è un allenatore per tutti. Non tutte le squadre ti lasciano fumare in campo, nello spogliatoio e persino sull’aereo, è l’ultimo baluardo di un calcio romantico ha ceduto ai soldi e alle multinazionali. Sono sicuro che non cambierà per nessuno”.

Il gioco espresso dal Napoli ha stupito tutti:
“Al corso per allenatori che abbiamo fatto insieme parlavamo spesso del 4-4-2, quello classico di Sacchi, ma lui ha modificato anche quello. Conosco molti allenatori di Serie A che non riuscivano a capire il calcio che impostava il Napoli, restavano meravigliati dalle continue verticalizzazioni, questo atteggiamento sorprendentemente spregiudicato. Sarri è questo, ma ahi noi, in Italia contano i gestori, e si pensa soltanto alla vittoria. Maurizio deve adattarsi, cercando di cambiare, altrimenti sarà dura trionfare. Conoscendolo, non cambierà spartito, andrà sempre per la sua strada. La sua idea è avanti anni luce”.

C’è l’ipotesi anno sabbatico?
“Beh, non sarebbe una sconfitta per Maurizio Sarri, ma per l’intero movimento calcistico nazionale. Lui poteva restare al Napoli, ma probabilmente chiedeva più chiarezza sui programmi da parte della società, ma così non è stato, meglio che le strade si siano separate per entrambi. Se fosse rimasto in azzurro o in Italia, sarei entrato a far parte del suo staff, purtroppo non sarà così. A primavera il Milan si era interessato fortemente, insieme a Giuntoli, poi è arrivato Gattuso, i calabresi così hanno deciso…”.

Il rapporto tra Sarri e Giuntoli?
“Sono due grandi lavoratori, si conoscono da tantissimi anni e hanno lavorato bene insieme. Il direttore è molto competente, se fosse rimasto Maurizio molto probabilmente prendevano Torreira a centrocampo, pare avesse già il contratto in tasca. Peccato si siano divise le strade, hanno due caratteri forti, ma il rapporto è sempre stato franco e schietto”.

Il rapporto tra Sarri e De Laurentiis?
“Penso che i due, nel corso dell’ultimo anno si siano per certi versi sfidati, una sorta di lotta intestina. Maurizio è un uomo solo, da sempre, ha cercato di difendersi e fare il meglio con i giocatori che aveva. Magari il patron chiedeva una gestione diversa della rosa, probabilmente la formazione di Shakhtar-Napoli è stata una risposta allo stesso presidente. Maurizio poteva replicare solo sul campo. Lui per questo ha scelto di puntare tutto sul campionato, cercando di fare la storia. Poi è finita come è finita, ma nulla cancellerà i suoi tre anni straordinari di bel calcio e spettacolo”.

Il Napoli si è affidato ad Ancelotti:
“Parliamo di uno dei tecnici migliori al mondo, Carlo è una persona molto intelligente, farà grandi cose. Questa scelta, penso sia stata una sorta di risposta del presidente alle indecisioni di Maurizio”.

Come cambierà la squadra in questa transizione tecnica?
“Carlo Ancelotti sa il fatto suo, non cambierà tantissimo, ma sarà un Napoli differente. Penso che continueremo a vedere le verticalizzazioni improvvise, i movimenti senza palla, ma sarà un calcio più concreto, semplice. Si penserà soprattutto più al risultato che alla bellezza del gioco. Duole dirlo, ma alla fine conta solo la vittoria ahi noi, questa è una grande verità. Io non cambierò mai la mia idea di calcio, come Maurizio. Ma in Italia è più importante vincere che giocare bene, contano i gestori e questo è un grande scandalo ‘culturale’. Mi ha colpito un racconto di Lippi, nel 1995 anche lui è stato promotore del 4-3-3, rivelò che un vecchio allenatore lo chiamava per sapere il risultato della sua squadra, e lui rispondeva: ‘Mister, ho giocato da Dio, ma ho perso 1-0’, racimolò pochi punti e diverse sconfitte, questo amico allora gli disse: ‘Marcello, a giocare bene e perdere riesce a tutti…’. Ecco è tutto in quella frase”.

Una previsione sul Napoli che verrà?
“Servono calciatori di esperienza, che sappiano gestire e gestirsi durante le partite. Un Vidal per esempio, come Khedira per la Juventus, il tedesco con Maurizio non metteva nemmeno le scarpette, non è il giocatore adatto al suo tipo di calcio, ma dà esperienza e concretezza, nelle gare complicate. Basti guardare come e quando ha segnato nella Juventus. Chiudo con un pronostico, sono sicuro che il Napoli di Ancelotti, magari, farà meno punti di Sarri, ma molto probabilmente riuscirà a vincere e trionfare, la città lo merita”.

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