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LA RICETTA DI SPALLETTI : “SERVE UN ROMA STYLE”

“Ci sono stati miglioramenti importanti per Digne e Florenzi, hanno svolto tutto l’allenamento al alti ritmi. Dzeko va rivisto oggi perché ieri ha fatto allenamento a parte, De Rossi invece si è soltanto curato e sicuramente oggi non svolgerà tutto l’allenamento. Strootman (ndr tornato a giocare per la prima volta dopo la terza operazione al crociato ieri con la Primavera giallorossa che affrontava l’Avellino sul campo Testaccio di Trigoria) ha fatto vedere di essere sulla strada giusta. Mi è piaciuto soprattutto quando a risultato acquisito è andato a mettere il piede come lui sa fare, oltre a varie azioni di disturbo dell’avversario in cui c’era il rischio di prendere una pallonata forte. È una persona straordinaria. Vainqueur o Perotti possono sostituire lo squalificato Nainngolan ma non c’è ancora nulla di certo. Valuterò con l’allenamento di oggi, visto che anche Florenzi o Iago Falque possono far bene in quel ruolo. Il reparto in cui abbiamo più qualità è proprio il centrocampo”. Questo il punto della situazione in casa giallorossa tracciato dal tecnico di Certaldo nella consueta conferenza stampa pre match. Domani alle 20.45 la Roma affronterà una Sampdoria in odore di smobilitazione (sono stati venduti molti dei pezzi pregiati della rosa nella finestra di calciomercato appena archiviata) ma con un grande condottiero sul ponte dio comando: l’indimenticato ed indimenticabile Vincenzo Montella, uno dei fautori dell’ultimo scudetto romanista ed allenatore dei giallorossi nel 2011 a seguito delle dimissioni di Claudio Ranieri. Spalletti, che lo ha allenato nella sua prima parentesi giallorossa, ha solo parole al miele per il bomber di Pomigliano D’Arco: “Colpisce la qualità del suo lavoro. Lui è uno di quelli che hanno fatto la cosidetta gavetta (è partito dai bambini ed è arrivato ad allenare in prima squadra, poi ha mostrato il suo valore a Catania, tutti hanno visto quanto sia bravo alla Viola. E’ intelligente, pronto a migliorarsi sempre e ad imparare, sarà un avversario difficilissimo da affrontare a livello di valori contrapposti.”

CAPITOLO ATTACCANTI E CRISI DZEKO “Contro il Sassuolo avevamo 2 punte ed hanno fatto gol entrambe, tra l’altro è il lavoro complessivo della squadra a fare il risultato finale, il movimento che non dà riferimenti, il fatto che tutti diano una mano per non permettere agli avversari di sviluppare il loro gioco. Perotti e Manganelli sono i calciatori che hanno macinato più chilometri nel corso della gara e questo è assolutamente significativo a livello tattico sebbene poi si sa,vengano in risalto più che altro i marcatori. Ci chiamiamo Roma e sentiamo la responsabilità di dover andare a fare risultato sempre. Non è vero che a Roma non si lavora, anzi, bisognerebbe costruire uno “stile Roma”. Con lo Zenit si andava in tutte le parti del mondo a fare preparazione ed incontrai un ragazzino con coca cola e patatine in mano che mi disse : “you are As Roma coach” nonostante avessi la tuta dello Zenit. Abbiamo un’importante responsabilità verso i bambini che rappresentano il futuro. Ad Edin (ndr Dzeko) non riusciamo a dare palle che lui possa giocare, lo serviamo male. Dobbiamo sostenerlo di più. I passanti e la palla buttata invece di fraseggiare sono tutti stratagemmi che si dovrebbero usare quando si ha uno con quell’esplosività fisica, bisognerebbe far partire l’azione da lui”.

E GLI INFORTUNI? “Un dato importante non è tanto quello relativo alla percentuale di possesso palla ma quello delle palle recuperate. Abbiamo diminuito la perdita di palla quando fraseggiamo soprattutto nello stretto, si vede che i giocatori hanno più tranquillità. Gli infortuni vanno a colpire la squadra che deve dare i risultati e non ci riesce. Questo accade perché a livello mentale si è più deboli. In particolare quando arriva un nuovo tecnico che deve conoscere i ragazzi, può succedere che questi siano più stimolati a dare il massimo in allenamento e sono più propensi a farsi male. È un po’ un cane che si morde la coda. Nura ha fatto la visita per l’abilitazione e gli è stato concesso di potersi allenare di nuovo con noi ma deve crescere con tranquillità . Gerson, invece, non è mai stato tesserato e lui non era contento di questa soluzione perché avrebbe potuto solo allenarsi, staremo a vedere cosa potrà accadere in futuro perché è un trequartista di grande intuizione. Szczesny mi sembra un ragazzo intelligente che ha una grandissima qualità per un portiere: la freddezza. A volte sembra che arrivi morbido su certe situazioni ed invece è attentissimo. inoltre sa giocare bene con i piedi, caratteristica fondamentale nel calcio moderno perché oggi le squadre partono tutte dal basso per avere sempre la superiorità numerica. Maicon e Keita hanno giocato 3 partite in 8 giorni ma gli sono servite per entrare in condizione visto che avevano avuto un periodo di inattività”.

Claudia Demenica

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