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Baldanzeddu: “Juve Stabia esperienza unica. I tifosi sono fantastici”

Castellammare di Stabia– Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese” programma a cura della nostra redazione e in onda sulla pagina Facebook “Stabiesi al 100%”, abbiamo avuto il piacere di presentare Juve Stabia- Vibonese con un ex giocatore delle vespe, Ivano Baldanzeddu. Ecco le sue parole:

“La mia esperienza, in B, con le vespe é stata indimenticabile. Eravamo una squadra fortissima che fu frenata solo dalla penalizzazione, altrimenti avremmo giocato i play off e avremmo dato fastidio a tutti. Eravamo una squadra impressionante, in casa mettevamo tutti in difficoltà, compreso il Torino. I nostri tifosi sono sempre stati sempre il nostro uomo in più. In quell’anno avevamo una difesa molto molto forte, simile a quella di quest’anno. Nel reparto offensivo delle vespe ci sono giocatori umili, che conosco, e che insieme rappresentano una diga quasi invalicabile. Il loro miglior pregio é che prima sono uomini e poi calciatori, questo fa la differenza

Mezavilla? Adriano era già vecchio quando giocava con me (ride, ndr). A parte gli scherzi, lui é sempre stato un leader. Si é sempre sacrificato per la squadra, può essere schierato in ogni zona del campo ma lui risponderà sempre presente. Merita il meglio, gli faccio i miei complimenti perché a 36 anni non é da tutti essere a quel livello. É un esempio per tutti i giovani calciatori.

Manniello? Il presidente é una persona eccezionale. Ci sentiamo spesso e, ogni tanto, ci vediamo. Credo che presto verrò a Castellammare a salutare la piazza, la società e tutti gli amici che ho lasciato a Castellammare.

Ricordi dell’esperienza stabiese? Ricordo con affetto i brividi che provavo ogni volta che giocavo al Menti. Ho vissuto tante emozioni in quello stadio. Poi con il gruppo e lo staff avevamo un rapporto straordinario, ci sentiamo spesso. Ricordo il bel rapporto con Braglia, che per controllarmi mi fece vivere in albergo affianco a lui anziché nella casa che avevo affittato. Fece questo per farmi esprimere al meglio.

Caserta? Anche lui, come Mezavilla, quando giocava già aveva qualità carismatiche. Si faceva sentire eccome. Sta lavorando molto bene anche come allenatore e si merita i traguardi che sta raggiungendo.

Futuro? Ho lasciato il calcio perché non mi dava più stimoli. Ho avuto vari infortuni e mi sentivo acciaccato. Sto seguendo altri tipi di strade che siano per me più soddisfacenti.”

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Salvatore Sorrentino

Diplomato al liceo scientifico Francesco Severi di Castellammare. Studente di Giurisprudenza presso la Facoltà Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista da marzo 2017. Amante del calcio nazionale e internazionale.

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